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Scheda
per il libro ”Il Papa di Fatima”, di Renzo Allegri. Mondadori
Editore.
In
libreria dal 14 marzo 2006
Il
2 aprile ricorre il primo anniversario della morte di Giovanni Paolo
II. In tutto il mondo si stanno organizzando iniziative per ricordare
quella data e l’evento che l’ha accompagnata, cioè la
partecipazione affettiva di massa, che ha coinvolto alcuni miliardi di
persone, evento unico nella storia dell’umanità.
A
Roma, la coda dei pellegrini che attendono di poter entrare nelle
grotte vaticane per rendere omaggio alla tomba di Papa Wojtyla è
tornata ad essere lunghissima. Il ricordo di questo grande uomo è
vivo più che mai.
Sono
numerose anche le iniziative audiovisive e editoriali. E tra
queste, un magnifico volume della Mondadori dal titolo “Il Papa di
Fatima – Vita di Karol Wojtyla”, firmato da Renzo Allegri, in
libreria dal 14 marzo.
Un
libro singolare e coraggioso. Non è, infatti, una normale biografia.
L’autore si è proposto di raccontare le vicende dell’esistenza di
questo grande uomo partendo da un’angolatura insolita. Ha preso come
punto di riferimento il fatto che Giovanni Paolo II si è riconosciuto
in quel “vescovo vestito di bianco” di cui si parla nella terza
parte del Segreto di Fatima. Questa convinzione del Papa, sottolinea
l’autore, apre prospettive sconvolgenti. Il Segreto, infatti,
fu affidato dalla Vergine ai tre bambini portoghesi il 13 luglio 1917,
cioè tre anni prima che Karol Wojtyla venisse al mondo. Quindi, la
Madonna parlò di lui, lo conosceva, sapeva che sarebbe diventato Papa
quando Karol Wojtyla non era ancora stato progettato dai suoi
genitori. Cosa assurda, pazzesca, per chi non crede. Ai credenti,
invece, suggerisce una visione della storia di quest’uomo dalle
complicanze e dagli addentellati stupefacenti, che oltrepassano il
“contingente”, cioè la realtà temporale.
Partendo
da questa constatazione, l’esistenza di Wojtyla risulta inserita in
una vicenda storico-spirituale di portata mondiale, com’è quella
tratteggiata nelle Profezie e nel Messaggio di Fatima, e che riguarda
soprattutto l’ideologia ateistica del marxismo materialistico,
cioè il Comunismo sovietico, la diffusione degli errori del Comunismo
nel mondo, con la persecuzione della Chiesa e il martirio dei milioni
di credenti. Ma poi si arriva alla consacrazione della Russia al Cuore
Immacolato di Maria, (realizzata da Wojtyla nel 1984 ma che la Madonna
aveva chiesto nel 1929) e la conseguente improvvisa caduta dei regimi
comunisti, e il nuovo corso della storia che dovrebbe, secondo la
promessa della Vergine, sfociare, alla fine, in “un periodo di
pace”.
Protagonista
di queste vicende, Karol Wojtyla. Dichiarato protagonista tre anni
prima della sua nascita, con l’affidamento di una Missione
fondamentale per la salvezza dell’umanità. Ma per realizzarla, egli
ha dovuto fare i conti con le forze del Male, che hanno provato a
impedirla con ogni mezzo. E l’autore del libro documenta come
l’esistenza di Wojtyla sia stata un susseguirsi di “attentati”
che hanno insidiato la sua vita e la sua vocazione. Almeno quattro,
cinque volte Wojtyla giovane è incappato in incidenti in cui sarebbe
dovuto morire e si è salvato in modo misterioso,
“miracolosamente”. Nel 1981 è arrivato poi l’attentato in
piazza San Pietro, che ha “suggerito” la vera chiave di lettura
dell’esistenza di quest’uomo.
Il
libro è, quindi, una vera e propria biografia di Giovanni Paolo II.
Ma, osservata alla luce di queste “possibilità” e di queste
“misteriose coincidenze”, la storia si arricchisce di un respiro e
una interpretazione veramente insoliti e avvincenti, e solleva
interrogativi e riflessioni molto impegnativi.
Stanislao
Dziwisz, che è stato il fedelissimo segretario di Giovanni Paolo II e
ora è Arcivescovo di Cracovia e neo cardinale, a proposito della tesi
sostenuta in questo libro, ha scritto all’autore: <<Lei ha
buona intuizione per quanto riguarda il legame che unisce le
apparizioni della Madonna a Fatima con l’attentato a Giovanni Paolo
II, e specialmente il terzo segreto, che rimane sempre mistero della
Divina Misericordia>>.
Monsignor
Mario Rizzi, arcivescovo, insigne latinista, Nunzio Apostolico, ha
dato del libro un giudizio veramente entusiastico: <<Mi pare di
poter dire>>, ha scritto all’autore <<che il suo libro
su Giovanni Paolo II è il più bello e sincero che io conosca.
E' un libro informatissimo, con particolari sconosciuti, rivelativo di
un Papa Teologo, che ha come possibili concorrenti solo Leone Magno e
Gregorio Magno. Oltre la dimensione teologica, affiora una dimensione
umana incantevole e avvincente>>.
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