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"La
rosa, la sposa"
"La rosa, la
sposa" è un CD interamente dedicato a Santa Rosa da Viterbo, con
tredici canzoni che traggono spunto dalla sua vita. Con il suo disco
Gianluca Zappa si inserisce in una tradizione secolare che ha prodotto
inni e testi poetici in onore di Santa Rosa, ma che negli ultimi anni
è stata piuttosto stagnante. Tanto che "La rosa, la sposa"
costituisce una novità assoluta e colma un vuoto.
Le canzoni hanno l'aspetto
prevalente delle ballate acustiche: Zappa ha scelto suoni e
arrangiamenti tradizionali, con moderati inserti di sonorità moderne,
per rispettare ed evidenziare il più possibile i contenuti e per dare
una patina antica alle sue canzoni. In alcuni casi ha recuperato
musiche provenzali e perfino il canto gregoriano.
I testi sono di varia
matrice: nella maggior parte dei casi si tratta di liriche composte
per l' occasione, ma vi sono anche citazioni dalle fonti storiche (un
brano è interamente in latino) o rielaborazioni delle stesse.
Il brano che chiude il CD ha per testo il sonetto di un accademico del
XVII secolo, Lodovico Veltri de' Romanelli, che Zappa ha musicato con
l' intento di sottolineare la persistenza nei secoli del culto e della
devozione per Santa Rosa. La quale viene rappresentata
soprattutto come sposa di Cristo (di qui il titolo del CD) e,
metaforicamente, come un fiore delicato che ha profumato Viterbo, la
sua gente, la sua storia.
"E' stato tutto
molto improvviso - dice Zappa, spiegando l'origine di questa sua
creazione -, un' ispirazione, un dono. Le canzoni sono venute una dopo
l'altra, rileggendo e meditando la vita di Santa Rosa. La molla è
stata quella di tributare un omaggio, amoroso e rispettoso della
tradizione, alla Santa della mia città. Sì, volevo dedicarle
qualcosa di speciale. Abbiamo ascoltato alcuni brani del CD e ne
abbiamo ricavato un' ottima impressione. Segnaliamo lo stupendo
inno "O sacra vergine", fulgido fiore, delicato e
suggestivo; la ballata che dà il titolo al disco, "La rosa, la
sposa", trascinante e coinvolgente; la "Canzone di
Delicata", una ballata popolare che rievoca il commovente
miracolo della guarigione della cieca nata; "Esilio", una
specie di ossessiva nenia popolare dall'atmosfera cupa e dolorosa.
Molto bella anche la "Preghiera di Giovanni", dove Zappa si
cala nei panni del padre di Rosa, nella psicologia di un "uomo
semplice" alle prese col mistero della santità.
"Transito", che parla del rifiuto delle monache clarisse e
della morte di Rosa, è forse il brano più audace, che propone una
mescolanza di stili diversi e distanti, sia cronologicamente che
geograficamente. In questo caso spiega il cantautore viterbese
mi sono preso un po' di libertà. Ma solo perché questa diversità di
stili mi permetteva di sottolineare in modo più efficace i vari
passaggi del testo.
Un lavoro sicuramente
affascinante.
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