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"I
giochi estremi dei giovani"
Giovani
fra giochi estremi e realtà virtuale
Nuovo libro del giornalista e scrittore Carlo Climati, esperto in
problematiche giovanili
ROMA, martedì, 22 febbraio 2005 (ZENIT.org).- "I giochi estremi
dei giovani" è il titolo del nuovo libro di Carlo Climati (www.carloclimati.com),
pubblicato dalle edizioni Paoline.
Si tratta del terzo volume che il giornalista-scrittore romano dedica
all'analisi delle tendenze più attuali dei ragazzi di oggi, dopo
altri due fortunati saggi, più volte ristampati e tradotti in varie
lingue: "I giovani e l'esoterismo" e "Il popolo della
notte". Con questo nuovo volume, l'autore propone un altro tema
di grande attualità: la non-cultura dell'estremo, le mode, gli hobby
e i giochi "oltre ogni limite" che caratterizzano il tempo
libero dei ragazzi. Lo racconta a ZENIT, in questa intervista.
Che cosa emerge dalla sua inchiesta?
Climati: I giovani di questi decenni manifestano un bisogno di cercare
l'eccesso e il pericolo. Dagli sport estremi all'abbigliamento
trasgressivo, dalla musica ai videogiochi violenti, dalla pittura sui
muri al satanismo fatto in casa, dai suicidi collettivi tramite
Internet alle bombe fabbricate in rete, dalla pornografia al
collezionismo di film e cartoni animati sanguinari. quello che sembra
contare di più per loro è la possibilità di misurarsi con il
rischio. Pare che stia diventando sempre più difficile vivere,
giocare, divertirsi in una dimensione di semplicità e normalità.
Il suo libro è un atto d'accusa nei confronti dei giovani?
Climati: Assolutamente no. Il mio obiettivo non è quello di
dimostrare che i giovani sono violenti, aggressivi, esagerati. Al
contrario, mi interessa evidenziare come i ragazzi siano spesso
vittime di meccanismi malati che attentano ogni giorno alla loro
libertà, alla loro salute, alla loro felicità. Non sono i giovani ad
essere cattivi. E' cattivo il mondo che qualcuno mette a loro
disposizione utilizzandoli come bersagli di spot pubblicitari, pronti
ad assorbire e digerire tutto.
Vede una qualche carenza educativa alla base di questi problemi?
Climati: Attraverso giochi, hobby e sport si possono trasmettere
messaggi, valori ed emozioni. Si possono avviare dialoghi, amicizie e
momenti d'incontro. Ma tutto questo, purtroppo, accade sempre più
raramente. Negli ultimi anni è sicuramente cambiato il modo di
giocare e di divertirsi. Sta scomparendo, sempre di più, l'antica
cultura del cortile e della piazza, luoghi all'aperto in cui i bambini
praticavano tradizionali giochi di gruppo, allegri e creativi.
Erano parentesi di svago positive, in cui si stava insieme e ci si
confrontava l'uno con l'altro. Non rappresentavano soltanto
un'occasione di divertimento, ma soprattutto momenti educativi in cui
ci si abituava ad avere delle regole, a lottare con correttezza e a
rispettare l'avversario"
I giovani sono sempre più soli?
Climati: Oggi, purtroppo, il tempo libero viene utilizzato in modo
sempre più solitario e individualista. Per molti giovani, il migliore
amico è il computer.
Proviamo un po' a immaginare quante ore trascorrono i ragazzi davanti
alla freddezza di uno schermo, tra videogiochi, navigazioni su
Internet e conversazioni virtuali di chat, mailing list e newsgroup.
Tutto questo genera, inevitabilmente, un rapporto falsato con la realtà.
Spesso le persone che intervengono nei "salotti virtuali" di
Internet non sono sincere e indossano delle maschere. Il risultato
finale è quello di una falsa comunicazione, che rischia di degenerare
nell'isolamento, nell'incapacità di sostenere un autentico rapporto
con gli altri.
Esprimersi attraverso i tasti di un computer, nell'atmosfera falsa di
una chat, significa rifiutare di confrontarsi con altri esseri umani.
Significa rinunciare a impegnarsi, perché il rapporto con il prossimo
rappresenta anche un impegno, uno sforzo per uscire dal proprio
guscio.
Nonostante le apparenze, è possibile guardare al domani con
fiducia?
Climati: Secondo me sì. Non a caso, il mio nuovo libro raccoglie
anche le storie di giovani che sono passati attraverso esperienze
negative. Ma, poi, hanno ritrovato la strada giusta e oggi
rappresentano un ottimo esempio per molti ragazzi come loro. Di fronte
a certe mode estreme, non bisogna sentirsi impotenti. Le soluzioni per
aiutare le nuove generazioni ci sono. Basta conoscerle e sforzarsi di
metterle in pratica.
Che cosa si può fare, concretamente, per cercare di contrastare
questa voglia di estremo?
Climati: Bisogna proporre ai giovani un nuovo stile di vita, basato su
un migliore uso del tempo libero. Pensiamo, ad esempio al modo
sbagliato con cui viene vissuto il fine settimana. Il sabato e la
domenica, per molti giovani, si trasformano spesso in occasioni per
frequentare ambienti pericolosi.
Ad esempio, certe cattive discoteche in cui circola la droga o dove la
musica è talmente assordante da impedire qualunque tipo di dialogo.
Oppure il cinema, dove si vedono film con contenuti inaccettabili.
E' necessario educare i ragazzi alla "santificazione del tempo
libero". Insegnare loro che si può diventare santi anche andando
a ballare, oppure recandosi al cinema. L'importante è utilizzare la
testa e selezionare bene gli ambienti da frequentare.
Non è necessario isolarsi dal mondo. E' sufficiente evitare di finire
nei posti sbagliati. Se una discoteca offre la droga, non andiamoci.
Se un film propone sangue e violenza, non vediamolo. Sforziamoci di
trovare ambienti migliori e più sani, per il corpo e per
l'anima".
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