"Intervista a Giampiero Ferrante" 

 il suo cammino spirituale, artistico e il progetto abside records

 

 

Incontriamo Giampiero Ferrante, da Napoli, alla vigilia del suo “debutto discografico” da cantautore cristiano. Prima di tutto, per quanti non ti conoscono, presentati…:
Mi chiamo Pietro ma per tutti sono Giampiero; non spiego il motivo perché ci vorrebbe una intervista a parte… Ho 31 anni, sono palermitano di nascita ma napoletano d’adozione, visto che vivo nel capoluogo partenopeo dal ‘99 e dal 2001 sono sposato con Carla, napoletana d.o.c., e abitiamo al Vomero.


Musicista (nello specifico tastierista), compositore, arrangiatore, tecnico del suono…

.…e musicoterapista. Si, fin da piccolo ho vissuto quasi in “funzione” della musica, una musica che sentivo dentro e che riproducevo o con la voce o con la mia prima tastiera giocattolo. Infatti il buon Dio mi ha dato un buon orecchio e fin da piccolo riproducevo le musiche delle fiabe “sonore” e delle sigle dei cartoni animati. Poi alla Prima Comunione mio padre mi ha comprato il pianoforte e da lì i primi studi.


So che però gli studi musicali sono stati un po’ traumatici per te…
eh, ti dirò che forse questo termine è eccessivo, tuttavia devo dire che non sono stato fortunato con l’insegnante privato da cui ricevevo le lezioni, perché in quattro anni non mi rese capace di sviluppare le conoscenze necessarie per fare i primi esami al Conservatorio, per ottenere la licenza di teoria e solfeggio. In quell’ età, non ero attirato da iniziare un’altra esperienza didattica, per paura di imbattermi un’ennesima esperienza poco edificante e questo determinò l’abbandono degli studi, ma senza rinunciare all’espressione di quell’ istinto musicale che aveva caratterizzato la mia infanzia. E quindi ho continuato a suonare e a crescere nella “palestra” del mio gruppo di preghiera dove insieme ad altre persone suonavo e animavo gli incontri. In età più adulta, mi sono specializzato come tecnico del suono e come docente di informatica musicale, ho anche ripreso a studiare per ottenere la Licenza di Teoria e Solfeggio ed infine, mi sono specializzato come musicoterapista.


Hai fatto cenno al tuo gruppo di preghiera. Tu sei cresciuto nel Rinnovamento nello Spirito all’interno del quale hai maturato diverse esperienze…
Si, quando dici “cresciuto” è il termine più giusto, perché frequentavo il gruppo fin da quando mia madre mi portava in braccio (avevo 2-3 anni). Dall’età di 12 anni ho cominciato a suonare un “organetto” che c’era nella chiesa dove si incontrava settimanalmente il gruppo e animavo insieme ad altre due persone che suonavano la chitarra. Successivamente comprai la mia prima tastiera, poi il primo computer, il mixer… E la passione per queste apparecchiature cresceva unitamente alla mia voglia di fare il musicista.


Raccontaci alcune esperienze significative nel RnS, perché so che ce ne sono state molte…
Beh, sicuramente si! L’esperienza più grande svolta in questo contesto è stata quella compositiva, nel senso che ho ricevuto molti stimoli per avviare la mia creatività a comporre canti per la preghiera. Ma come gruppo di giovani (di cui io ero il più piccolo) si manifestò subito la propulsione verso l’esterno, cioè a cantare per evangelizzare. Infatti, già dalla fine degli anni 80 eravamo in varie parti della Sicilia a dare la nostra testimonianza di giovani che cantavano per Gesù. Gli anni ‘90 invece sono stati caratterizzati dalle numerose esperienze fatte all’interno del RnS un po’ a tutti i livelli: corali regionali e nazionali che animavano i meeting del movimento; esperienze ecumeniche internazionali, fino ad arrivare al coinvolgimento nel progetto “Colonna di Fuoco”. Questo progetto, che prevedeva la messa in scena di uno spettacolo di evangelizzazione denominato “E sarà festa!”, fu riconosciuto dalla Conferenza Episcopale Italiana fra le attività di evangelizzazione in preparazione al grande Giubileo del 2000. Eravamo una equipe di più di 40 persone fra musicisti, vocalist, ballerini, attori, assistenti, tecnici audio-luci-video che per più di tre anni hanno girato in lungo e in largo la Penisola per più di 80 concerti, in piazze, teatri e palasport, sconfinando anche in Svizzera (a Locarno), in Germania (pre raduno dei giovani del RnS provenienti da tutto il mondo in preparazione alla GMG 1997) e a Parigi per la GMG, dove eravamo fra gli animatori della “colonia italiana” nella chiesa di Saint Ambroise. A promuovere questo progetto fu Salvatore Martinez, attuale coordinatore nazionale dell’Ass. Rinnovamento nello Spirito Santo, che all’epoca era ancora un membro del Comitato Nazionale di Servizio. Io ero co-autore dei brani del repertorio (16 brani) insieme a lui, la moglie Luciana e Beny Conte.


A questo proposito, so che tu hai composto molti brani nell’ambito del RnS ed alcuni di questi sono anche stati “assorbiti” dalle Parrocchie e da altri gruppi di preghiera. Ce ne ricordi qualcuno?
Certo! Il più popolare forse è “Shalom”, un canto di pace e di accoglienza che si è molto diffuso in Italia e non solo (“E’ la mia pace che io ti do”… ). Ci sono persone che l’hanno sentito cantare a Chestokowa e in alcuni raduni in sud-America… Non ho proprio idea di come ci sia arrivato…!


E adesso? Cosa stai preparando?
Dopo il Giubileo, il progetto di Colonna di Fuoco “E sarà festa!” aveva fatto il suo “tempo”, nel senso che aveva ragione di esistere in funzione della preparazione al Giubileo. Il 2001 è stato un anno di grandi sconvolgimenti della mia vita. Direi in particolare che l’ultima settimana di giugno e la prima di luglio sono state incredibili. Nel giro infatti di una decina di giorni, mi sono specializzato in musicoterapia, mi sono sposato e ho trovato un impiego in una azienda. Quindi mi sono trovato in un batter d’occhio ad essere completamente assorbito dal nuovo “status” che mi ha impedito di rinnovare la mia disponibilità alle attività di evangelizzazione all’interno del RnS. Nonostante ciò, non ho mai smesso di sentire la pulsione all’evangelizzazione attraverso la musica e ho continuato a comporre nuovi brani, sia di preghiera, sia di evangelizzazione.


So che c’è un brano in particolare che ti sta a cuore che hai composto in questo periodo della tua vita…
Si, è intitolato “Il tuo amore è grande”, composto insieme ad un altro carissimo amico del RnS, Gianfranco Pesare. È un canto di grande carica meditativa, proprio perché si parla dell’infinito amore di Dio. È un canto che dà fiducia e speranza e ho ricevuto (e ricevo ancora) molte testimonianze di persone che raccontano di aver vissuto esperienze spirituali molto forti, grazie anche a questo canto; esperienze anche di conversione… Poi ho avuto il piacere e l’onore di vedere questo canto eseguito da Mario Rosini (la rivelazione del Festival di Sanremo del 2004) in Piazza S. Pietro nell’aprile del 2004 in occasione di un incontro per i giovani davanti alla presenza di S. S. Giovanni Paolo II e trasmessa in RAI.


Quale è quindi il tuo progetto?
Dal giugno del 2004, una volta licenziato dal lavoro impiegatizio, ho investito tutte le mie energie fisiche e economiche per realizzare il mio sogno lavorativo: uno studio di registrazione, che ho chiamato Real Tone Music Lab. Lo studio è operativo dalla fine di dicembre, ma ad oggi non ho ancora fatto nessuna inaugurazione ufficiale. Sono in contatto con etichette discografiche e con realtà che organizzano festival per lanciare volti nuovi per la discografia e svolgo anche attività didattiche per la formazione in materia musicale e tecnico-musicale. Ma essendo un cantautore cristiano ho sentito il dovere morale di investire parte della mia attività per la valorizzazione e la promozione della musica cristiana. A dire il vero, già all’indomani del Giubileo avevo formulato il progetto “Abside Records”...


Ce ne parli brevemente?
Abside Records, che dà l’idea di una etichetta discografica, in realtà è al momento solo un progetto, una iniziativa, o se vuoi una “provocazione” o un input per tutti i cantautori cristiani italiani. L’idea è nata dopo alcune esperienza effettuate in studi di registrazione dove sono stato per realizzare alcuni lavori di musica cristiana e dove osservavo un clima freddo, distaccato e, in alcuni casi, anche di indifferenza verso le tematiche trattate, tanto che ho avuto non pochi problemi a interagire con tecnici e musicisti, visto che non solo non mostravano interesse per la musica cristiana. Quindi ho deciso di proporre a tutti una struttura dove si potessero trovare non solo competenze tecniche specifiche, ma anche quel “valore aggiunto” che è secondo me la “condivisione” del progetto di evangelizzare con la musica.


Tu proponi quindi uno studio di registrazione dove fare musica cristiana in modo professionale…
Esatto! È una struttura che nasce per servire le esigenze della “musica laica”; è nata infatti per avere preparazione, strumentazione, equipaggiamenti e servizi in grado di soddisfare le esigenze di chi fa musica per il mercato discografico, ma anche per altre applicazioni (spot pubblicitari, montaggi audio su video, musical…). È uno studio grande in termini di spazi (ci sono 100 mq suddivisi in due sale di ripresa e una regia, in un locale “fronte strada”) ma anche in termini di attrezzature (console vintage inglesi e americane, microfoni di ottimo livello…).


Quindi non è il solito studio in uno scantinato, piccolo e poco confortevole...
Assolutamente no, perché altrimenti sarei stato “uno dei tanti”, e a quel punto sarei rimasto a casa e mi sarei limitato a realizzare un “home studio”, come tanti fanno.


Puoi darci un riferimento per chi fosse interessato a questo tuo progetto?
Certo: basta collegarsi al sito www.absiderecords.135.it e sarà possibile vedere tutti i dettagli e informarsi su come contattarmi.


Chissà quanto costerà...
Hai ragione, si può pensare che viste le apparecchiature di cui dispongo i prezzi siano quelli “al pubblico”, per il mercato. Ma non è così! Infatti, il principio è quello di offrire uno studio altamente qualificato a condizioni economiche che sono accessibilissime a tutti, poco più di quanto si può chiedere per un “rimborso spese” per l’energia elettrica impiegata durante i lavori!


Bella idea: ma poi che cosa succede? Intendo dire, se uno viene da te e fa il suo CD, poi cosa succede? So che per molti autori il problema non è fare un Cd ma distribuirlo, promuoverlo…
Lo so e mi sono confrontato con molte persone in merito. Sto lavorando per far si che, con l’aiuto di altri addetti ai lavori, si possano creare quei “canali” grazie ai quali il CD e il cantautore vengono promossi e valorizzati e possono così essere conosciuti da tutti. Sto lavorando per interfacciarmi coi “media” e con le realtà operanti in “rete”, nonché con alcune Istituzioni Ecclesiali importanti.


E come stai operando?
…col mio nuovo album… Infatti, sto incontrando molte persone, non solo per presentargli il disco, ma per instaurare, come dicevo prima, un contatto diretto…


…a proposito del tuo primo CD: di cosa si tratta e come si intitolerà se ce lo puoi dire?
È un repertorio di 8 brani inediti da me composti, arrangiati e curati nel mixing e si intitolerà “2 millenni d’amore”. Preciso però che il progetto non vede come soggetto artistico “Giampiero Ferrante”, ma una formazione denominata “XCelsis”.


Non è quindi un album solista: come mai?
L’idea per questa prima esperienza è stata quella di condividere con altre persone la voglia di evangelizzare con la musica, ognuno portando la propria esperienza. Infatti hanno aderito alcuni amici dei Focolari e altri che svolgono un cammino di animatori del coro nelle proprie Parrocchie. L’intento è quello di creare una formazione che vada poi a proporre il messaggio di questo repertorio ai parroci, come possibilità originale per animare momenti particolari della vita delle loro comunità.


E quali sono i temi trattati?
Il comune denominatore di questi 8 brani, che si ispirano alle Sacre Scritture (in particolare al Vangelo e alle lettere Paoline) si può riassumere nella volontà di ricercare e riscoprire i valori umani – essenza importante del messaggio cristiano – nonché nell’analisi di alcuni fatti “scottanti” della civiltà odierna, visti però nell’ottica della Speranza cristiana. Artisticamente, i brani sono arrangiati secondo gli stili più attuali della musica leggera, con la presenza di alcuni esempi più “orchestrali” per i brani più meditativi e spirituali. Infatti insieme a brani come “Chi sono io, chi sei tu” (un rap sulla questione della procreazione assistita, stilizzato alla Gemelli DiVersi), è presente anche un brano orchestrale/leggero “Messaggero d’Amore”; così come “Rinascere dall’Alto”; e poi ancora inni per i giovani. Poi c’è “Destini violati” che è il più laico dei brani e tratta di alcuni fatti di cronaca che purtroppo accadono quasi all’ordine del giorno: abbandono di nascituri o violenze su minori. Gli spunti di riflessione che vogliono essere lanciati all’ascoltatore sono abbastanza chiari. Infatti una finalità importante di questo progetto è quella di portare l’ascoltatore a porsi domande come questa: “Come esprimo il mio essere cristiano nella mia quotidianità?” oppure fare riflessioni del tipo “Viviamo tempi difficili ma io posso (e devo) dare il mio contributo cristiano per migliorare il mondo”!


Interessante. Cosa ti aspetti da questo CD?
L’augurio è quello di potersi presentare ad un pubblico il più vasto ed eterogeneo possibile per poterlo “agganciare” all’ascolto di questo repertorio, con la speranza di aprire nel loro cuore quella “breccia” che poi Dio saprà sfruttare secondo la sua Volontà.


Hai timore che affrontare alcune tematiche scottanti possano toccare la suscettibilità di alcune categorie di “ascoltatori”?
No! Credo che i cristiani oggi rischiano di essere strozzati da meccanismi che per amore di un quieto vivere (secondo me formale e un po’ ipocrita) portano alla “dis-identificazione” della nostra identità e delle nostre tradizioni di seguaci di Cristo (vedi episodi legati ai crocifissi nelle scuole o alla “rimozione” del nome di “Gesù” da canti natalizi...). Per evitare tutto questo, i cristiani non possono nascondersi la testa nella sabbia. Ci sono dei problemi? Non fermiamoci a conoscere il parere dell’ultimo “opinion leader” visto in TV o ascoltato per radio o letto nei giornali. Informiamoci coi nostri parroci, coi nostri vescovi, conosciamo il parere della nostra Madre Chiesa… Facciamo vedere che non siamo “omologati” al pensiero del “mondo”, ma che siamo Cristiani con le “menti pensanti”. Informiamoci e conosciamo il parere della Chiesa. Se abbiamo fede, potremmo farci ascoltare, sconfiggendo così il luogo comune di “antiquati” o “bigotti”…


Quante idee...
Ti posso assicurare che sono solo alcune. Ne vuoi un’altra? Stimolato da Daniele Venturi di Papaboys che mi ha dato un grandissimo input, sto pensando ad una iniziativa per accomunare, in una forma consortile, tutti i responsabili e gli organizzatori dei vari festival di musica cristiana presenti nel territorio nazionale. Questo per far si che si possa creare un grande evento nazionale che faccia confluire il “bacino d’utenza” dei singoli festival, così da coinvolgere enti, associazioni, aziende per avviare quindi un vero e proprio progetto nazionale di valorizzazione di musica cristiana in modo attuale, moderno e imprenditoriale.


Ma a che scopo?
Penso alla realizzazione di media cattolici dedicati alla musica cristiana (TV, Radio, testate giornalistiche e magazine) che non siano da meno alle varie strutture analoghe “laiche”, come avviene ad esempio negli USA in ambito protestante. Penso alla nascita di un gruppo discografico indipendente forte e robusto, che sia presente anche all’annuale M.E.I. (Meeting delle Etichette Indipendenti) e si interfacci e si confronti alla pari con gli artisti e i produttori di musica laica. Penso ad un vero e proprio network – un consorzio, appunto – che svolga anche l’attività tipica di una agenzia discografica o di un impresario, quella cioè di avere referenti nelle varie diocesi e organizzare con le stesse concerti, spettacoli, meeting, rassegne musicali, recital...

 

Ma non ti sembra un po’ utopico? Mi pare che molti già da tempo stanno confrontandosi su questi argomenti, ma ancora nulla è stato concretizzato...
Beh, ogni cosa che, una volta condivisa, non vede l’interazione e l’attivazione delle persone coinvolte, rimane senz’altro un’utopia. Ma sono ottimista e secondo me se si trova una linea comune di azione e non ci perdiamo in chiacchiere, si può fare! Mi rendo conto che un ostacolo può nascere se si interpreta questa iniziativa come una “minaccia” all’organizzazione dei singoli festival. Ma non è così, perché tutti continuerebbero in indipendenza a svolgere le proprie attività, con i propri stili e le proprie finalità specifiche.


Allora, in bocca al lupo per tutto...
Diciamo semplicemente: “Che Dio ci assista” e lo Spirito Santo ci ispiri a seguire le strade giuste!

 

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