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"La
Vita: un bene inviolabile"
documento
finale approvato a Loreto dalle oltre 40 associazioni presenti e
rappresentate.
Don
Maurizio Gagliardini
Associazione
Difendere la vita con Maria
Novara
- http://www.advm.org/
Siamo
uomini e donne che vivono l’esigenza profonda scritta nel cuore di
ogni uomo di accogliere e difendere la vita.
1. Il “sì” alla vita fin dal concepimento in quanto atto umano si
esprime attraverso atteggiamenti, azioni e parole di amore, di libertà,
di giustizia e di pace.
2. La venuta all’esistenza di una nuova creatura è sempre un dono,
la persona infatti non è mai la risposta ad un bisogno, ma è un
valore in sé. Ogni cittadino, in quanto uomo, è tenuto ad affermare
il diritto inviolabile alla vita di altri esseri umani.
3. Per esercitare il diritto alla vita soprattutto nelle presenti
circostanze storiche e culturali occorre non solo che i diritti
fondamentali dell’uomo trovino un riconoscimento sempre più ampio
nelle legislazioni statuali ma anche la difesa in ogni sede della
salute e dell’integrità fisica e psichica di quanti sono coinvolti
nei processi della procreazione: la madre, il padre e il concepito. La
fecondazione artificiale (FIVET) sia omologa che eterologa in questa
prospettiva non è moralmente accettabile.
4. L’affermazione di principio dei diritti umani richiede che vi
siano le possibilità effettive di essere esercitati tenendo conto del
complesso progresso scientifico. Adeguare le normative vigenti al
reale esercizio dei diritti e dei doveri da parte di tutte le persone
significa tener conto delle implicanze etiche e deontologiche, oltre
che dei diritti di ciascuno, con la priorità da parte del legislatore
di tutelare e difendere i diritti dei più deboli.
5. Ciascun essere umano fin dal suo concepimento è una personalità
individuale, in questo senso anche la recente legge n° 40/2004 tutela
alcune prerogative dell’embrione umano implicando così dei doveri
nei suoi confronti da parte di terzi, accogliendo le recenti
Convenzioni europee ed internazionali in materia dei diritti della
maternità e dei bambini.
6. La dignità di un figlio che è dignità di persona umana,
indipendentemente dalle circostanze concrete in cui ha inizio la sua
vita, resta un bene intangibile ed immutabile, un bene che appartiene
all’uomo in quanto tale e del quale nessuno può disporre. La dignità
umana dell’embrione così riconosciuta richiede di essere tutelata
tanto dai singoli quanto dalla società, in ogni circostanza e tempo.
7. Tutelare il diritto alla vita e garantire il reale esercizio dei
diritti umani costituiscono i principi democratici delle società
moderne: affermare per tutti positivamente la possibilità di vivere,
è la condizione per esercitare tutti gli altri diritti, garantiti e
riconosciuti universalmente in primo luogo dalla ragione umana e dalla
legge naturale e in secondo luogo dalle convenzioni internazionali e
dalle legislazioni degli Stati democratici. Accogliere la vita di
ciascuno è garanzia di libertà. Affermare il contrario è un grave
rischio per tutti.
8. Anche le moderne tecniche di procreazione artificiale altresì
chiamata assistita devono inquadrarsi in questo ordinamento giuridico
e valoriale: nonostante le menzogne più volte affermate e le
speculazioni di carattere economico e ideologico, è chiaro a tutti
che la difesa della vita non impedisce il progresso scientifico, ma è
fondamento di una convivenza civile e umana in una società di persone
aventi pari diritti.
9. Di fronte all’aumento di sterilità e infertilità nelle coppie
in età fertile, a danno della ricerca della loro cura si è ricorso
talora troppo sbrigativamente alle tecniche di riproduzione
artificiale. L’applicazione di queste ha avviato una mentalità per
la quale si vuole esercitare un diretto controllo sulle qualità del
concepito: mentalità chiaramente eugenetica.
10. Le tecniche della riproduzione artificiale non costituiscano una
“cura” della sterilità, qualunque origine essa abbia, è ben
chiaro a tutti, dal momento che non rimuovono le cause. Guardando i
risultati è ora anche evidente che questo genere di interventi ben
accolti dagli ordini professionali medici, in realtà non seguono
affatto i dettami della medicina ufficiale. Infatti (1) non rispondono
all’imperativo “primum non nocere”; (2) hanno un rapporto
costi/benefici estremamente sbilanciato tanto in termini economici che
in termini di vite umane; (3)non rispondono ai criteri, cui si devono
attenere tutti i medici, della cosiddetta “ medicina delle prove di
efficacia”. Per cui il sospetto di rispondere ad esigenze
ideologiche ed economiche si fa sempre più forte
11. Il diritto all’esistenza di un altro uomo non può essere posto
su un piano di inferiorità valoriale rispetto a colui che vanta il
diritto, in altre parole la dignità di una persona non può essere
sospesa in un laboratorio, non è legittima né lecita la
sperimentazione scientifica sulla vita umana a costo di vite umane.
12. Chi propone la fecondazione eterologa non tiene conto inoltre del
valore antropologico dell’unità coniugale della coppia: un figlio
ha il diritto naturale ad avere dei genitori, la cui identità
biologica ed antropologica si esprime in quella maternità e paternità
che è di sostegno nella crescita di un bambino. Il dono della
fecondità coniugale va inteso anche in maniera più ampia, includendo
gli atteggiamenti dell’amare, del servire, del difendere, del
promuovere, del tutelare la vita umana in tutte le sue dimensioni. In
questa prospettiva a livello familiare e sociale si tratta di
rivalutare l’adozione e l’affidamento di minori.
13. Per questo è utile nel contesto del presente dibattito
riaffermare l’impegno educativo di garantire alle nuove generazioni
un cammino formativo che li possa aiutare a scoprire la chiamata ad
essere uomo e donna capaci di accogliere, trasmettere, donare,
coltivare la vita in una dimensione esistenziale che non disgiunga mai
l’amore dal vivere, l’affettività dalla relazione feconda, la
dimensione unitiva da quella procreativa che li faccia essere oltre
che genitori, anche educatori di figli amati. Vincere l’egoismo è
una delle priorità per costruire una civiltà dell’amore nella
quale al centro rimanga l’uomo illuminato dal mistero di Dio.
14. L’acquisizione giuridica contenuta dall’art. 1 della Legge
40/2004 circa lo Statuto giuridico del concepito è un punto di non
ritorno della democrazia italiana inserita nel contesto europeo. La
Legge pur non esprimendo il nostro convincimento, certamente presenta
dei punti fermi che difendono alcuni aspetti della dignità
dell’essere umano in quanto tale. Proprio contro questi punti si è
mosso un fronte referendario che proponendo l’abrogazione vuole
riportarci a un contesto di “far-west procreatico”. Auspichiamo
attraverso l’astensione di non far raggiungere il quorum, per
affermare i diritti del concepito.
15. Confidiamo che la verità e la libertà siano evidenti ai più nel
comune impegno di garantire una reale democrazia nel nostro Paese.
16. La verità dell’uomo in quanto persona motiva il nostro impegno
umano e professionale nella costruzione di una società che sia casa
per tutti gli uomini; riteniamo che il nostro dovere di cittadini
all’interno di una Stato laico sia quello di difendere la vita e di
garantire la tutela dei diritti inviolabili di tutti, specialmente dei
più deboli. In questo ordine riteniamo che trattare l’embrione
umano fin dalla fecondazione secondo i criteri di rispetto e di tutela
che si adottano nei confronti della persona umana sia una garanzia di
civiltà e di libertà.
Loreto
12 febbraio 2005
A
tutti coloro che si sentono interpellati dall’Appello del S. Padre a
promuovere il Vangelo della Vita.
Carissimi,
questa
lettera vuole essere una prima comunicazione per informarvi
sull’iniziativa che l’Associazione ADVM ha voluto intraprendere,
sollecitata da più parti, in questo particolare momento storico.
La
nostra associazione, nasce nel 1998 per rispondere all’appello del
S. Padre, contenuto in E.V. («urge una generale mobilitazione delle
coscienze….al fine di promuovere una nuova cultura della Vita…..è
urgente una grande preghiera per la vita che attraversi il mondo
intero) e ha avviato in questi ultimi anni un lavoro di promozione
della cultura della Vita particolarmente mirato all’ambito
ecclesiale e pastorale.
A
titolo informativo ecco i più importanti eventi di questo cammino:
-
il Congresso Internazionale a Guadalupe in Città del Messico
in collaborazione con l’Accademia Pontificia per la Vita e il
Pontificio Consiglio per la Famiglia sulla dignità e lo statuto
dell’embrione umano;
-
la pubblicazione degli Atti di questo Congresso a cura
dell’Editrice Vaticana;
-
la pubblicazione del volume “Gesti e parole del popolo della
Vita” in collaborazione con l’Ufficio della Famiglia della CEI;
-
l’inaugurazione della Preghiera Universale per la Vita dalla
S. Casa di Loreto sotto la presidenza di S. Em. Rev.ma il Sig.
Cardinale Alfonso Lopez Trujllo Presidente del Pontificio Consiglio
per la Famiglia.
-
La pubblicazione degli Atti del Convegno e dell’Inaugurazione
della Preghiera Universale per la Vita a cura della Libreria Editrice
Vaticana.
L’associazione
opera in Italia attraverso commissioni locali presenti in 26 diocesi e
all’estero con iniziative in collaborazione con le Aggregazioni per
la Vita.
In
questi ultimi mesi richiesti ad esprimere opinioni circa la
controversa Legge 40 del 2004 e i relativi quattro referendum
recentemente approvati dalla Corte Costituzionale, abbiamo riunito una
Commissione Scientifico-Giuridico-Teologica per offrire un contributo
propositivo nel solco tracciato dal Magistero della Chiesa e
dall’ultima indicazione venuta da parte del Presidente della CEI.
La
Commissione sta elaborando un documento pensato per una immediata
comunicazione che possa fornire, in maniera semplice, tutte le
indicazioni necessaria ad affrontare la sfida in atto promuovendo la
cultura dei Diritti del
concepito.
Nei
prossimi due giorni riceverà la bozza di tale documento e fin da ora
Le comunico e La invito a partipare ad una assise che si terrà venerdì
11 e sabato 12 febbraio pp.vv. a Loreto dove ci sarà la possibilità
di discuterlo insieme e, nella sua forma definitiva, sottoscriverlo e
promuoverlo.
Nell’intento
di promuovere il Vangelo della Vita nel dibattito in corso, pensiamo
di fare cosa gradita chiedendo la Vostra attiva collaborazione e il
Vostro incoraggiamento.
Un
saluto fraterno unito alla preghiera.
Il
Presidente
don
Maurizio Gagliardini

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