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SERATA
DI SPIRITUALITA’ CON RIFLESSIONI E CANTI
Meditazioni a cura di
Don Stefano Varnavà
LA CONDANNA
UOMO – Allora Pilato si rivolge alla folla DONNA – Ma che
male ha fatto costui?
UOMO – Nessuno che si faccia avanti. Nessuno che osi rivelare le
ragioni dell'odio collettivo e della richiesta di morte per
quell'uomo.
DONNA – AVEVAMO LA LEGGE. Ben precisa. Elencava minuziosamente tutti
i nostri doveri.
UOMO – Lui invece ha fatto saltare, a colpi di "ma io vi
dico", i confini della nostra legge.
DONNA – AVEVAMO LA NOSTRA BRAVA SCALA DI VALORI. L'ordine, l'onestà,
la rispettabilità, il benessere, la carriera.
UOMO – E costui è venuto a rovesciare tutto Si è messo a
proclamare beati i poveri, gli affamati, coloro che piangono, i
perseguitati. Ha perfino detto che gli ultimi saranno i primi e i
primi finiranno agli ultimi posti.
DONNA – AVEVAMO LE NOSTRE COMODE CLASSIFICAZIONI. I buoni da una
parte, i cattivi dall'altra.
UOMO – Gesù sopra gli amici e i nemici, sopra le persone oneste e
quelle irrimediabilmente perdute, ha rovesciato le nostre
classificazioni. Non ha mai nascosto la proprio predilezione per i
peccatori.
DONNA – FINALMENTE AVEVAMO UN DIO. Un Dio nel cielo.
UOMO – Gesù ha avuto l'ardire di rubarci anche questo Dio. Lo ha
strappato dal cielo e ce l'ha portato sulla terra. Un Dio che può
travestirsi da povero o – addirittura – da pezzente.
DONNA – A noi stava benissimo il Dio del cielo. Potevamo cavarcela
con un po' d'incenso, qualche preghiera, qualche digiuno, qualche
pratica religiosa e naturalmente i comandamenti.
UOMO – Questo Dio sulla terra, invece, è terribilmente scomodo.
Questo Dio che ha fame, sete, che è solo, senza vestiti... è troppo
scomodo.
LA MIA CROCE
DONNA – Gli studiosi si affannano ancora a discutere sulla forma
della croce. Ma io so cos'è la mia croce.
UOMO – Quella croce che mi piomba sulle spalle all'improvviso, mi fa
traballare, mi lascia smarrito, stordito, e mi fa protestare. Quella
che arriva inaspettata, assurda, immeritata, crudele, odiosa e nel
momento meno opportuno. Quella che mi fa gridare: "Perché doveva
capitare proprio a me7'
DONNA – Giobbe, qualche secolo prima, aveva pestato i pugni:
"Devo parlare a Dio. Ho delle rimostranze da fare a Lui".
(Giobbe 13,3)
UOMO – Anch'io ho della rimostranze da fare a Dio. Anch'io devo
sottoporlo all'incalzare dei miei "perché". Perché gli
urli del malato di cancro? perché i bambini che muoiono di fame?
perché la disperata solitudine di certi vecchi? perché le vittime
innocenti della guerra? perché quella mamma, il giorno di Natale, si
è trovata fra le braccia il cadaverine del proprio bambino di un
anno?...
DONNA – E pretendiamo da Dio una risposta. Come se Dio fosse
obbligato a fornirci delle spiegazioni; come se Dio dovesse
giustificarsi!...
UOMO – Ecco: Dio non è venuto a eliminare il dolore umano. Non è
venuto a scrivere un trattato sulla sofferenza. Non ci ha portato
delle spiegazioni. Ha fatto qualcosa di più. E' venuto a condividere,
a partecipare, a prendere su di sé il dolore degli uomini. Ecco, cos'è
la croce!
LA
MADRE
DONNA.
– C'è .spazio anche per là Madre, finalmente. Basta uno sguardo.
E, forse, in quello della Madre-, c'è u-na~domanda drammatica, ma
tanto naturale: "Dove sono? Ti hanno abbandonato?".
UOMO – Già, dove sono. Dov'è andato a finire il primo nucleo della
"Chiesa militante", già sconfitto alla prima battaglia
contro il sonno, nel giardino degli Univi? E il primo Papa? E i primi
Vescovi? E le folle che volevano farlo Re? E i ciechi e i lebbrosi,
gli storpi, tutti gli infelici guariti?
DONNA – "Guardando in giro..." potrebbe anche Lui
domandare: "Dove sono mia madre e i miei fratelli?".
UOMO – Ecco, la madre è qui. Ha saputo attendere. Una lunga oscura
anticamera di silenzio, di discrezione, di rinuncia. Maria ha
rinunciato a tutto, anche ai diritti derivanti dai legami umani, su
suo Figlio. Lo ha lasciato completamente libero per la missione
affidatagli dal Padre E, durante tutta la vita pubblica di Gesú, è
sparita praticamente dalla scena.
DONNA – Ora ricompare sulla via dolorosa. Per scoprire, vivere
l'ultima conseguenza di quel "sì" iniziale al piano di Dio.
Scoprirà fino in fondo cosa significhi "lasciar fare a
Dio".
UOMO – C'è voluto il suo "sì" per la nascita del Figlio.
Ora ci vuole il suo "sì" per la morte del Figlio.
DONNA – Maria ha regalato Cristo agli uomini. E deve assistere alla
distruzione del suo Dono da parte degli uomini.
E' ultimo "sì". Il Dono finito nelle mani degli uomini.
UOMO – E' l'ultimo "fiat". Una specie di "fiat"
capovolto. Il "sia fatto secondo la tua parola", implica
adesso il "sia fatto secondo la volontà della malizia degli
uomini".
LA VERONICA
DONNA – Lei, invece, per fortuna non ha consultato i manuali. Non è
andata a chiedere il parere degli esperti in carità. Si. è limitata
a tradurre, in questo, le esigenze dell'amore.
UOMO – Un gesto concreto, modesto, insufficiente finché si vuole,
ma pure sempre un “segno di amore
DONNA – E l'amore, per essere tale, deve uscire dalle pagine dei
libri, delle chiacchiere, dalle discussioni, per ritrovare la
spontaneità e l'efficacia dei gesti più straordinari, più semplici,
più ingenui, se vogliamo.
UOMO – E' uscita fuori, allo scoperto, catapultata dall'impulso del
proprio cuore, senza preoccuparsi di mascherare i propri sentimenti,
impugnando un fazzoletto, la modesta bandiera della compassione,
sventolata come sfida sotto il grugno degli aguzzini e sotto lo
sguardo degli indifferenti.
DONNA – L'amore è questo: capire il dramma di un altro,
interpretarne le attese, annullare le distanze, rompere
l'accerchiamento della solitudine, spiegarsi con un "segno",
anche povero, ma che traduce la grandezze di un cuore dove c'è spazio
per sistemare il fardello del fratello.
UN
GIUDIZIO SEVERO
DONNA
— Nessuno, sfugge al nostro giudizio severo. Il nostro cuore diventa
un colossale tribunale dove l'umanità intera siede sul banco degli
imputati.
UOMO — Quei genitori che vanno a trovare il proprio figlio in
prigione "potevano allevarlo meglio, inutile piangere
adesso...".
DONNA — Milioni di persone che muoiono di fame "perché non
hanno voglia di lavorare".
UOMO — La ragazza in difficoltà col suo bambino, "così impara
a comportarsi con leggerezza".
DONNA — II prete che se ne va: "lo dicevo io...".
UOMO — La solitudine di Cristo in questa caduta sarà colmata
soltanto se avremo il coraggio di avvicinarci al Condannato come
corresponsabili.
DONNA — Non servono le mani "pulite". Servono le mani che
sappiano battersi il petto. Per sé e per gli altri.
LA
POVERTA’ DI GESU’
DONNA
– I primi cristiani, invece, non senza orrore riproducevano il
Cristo .in Croce, poiché avevano sotto gli occhi la vista di quei
poveri corpi completamente nudi penzolanti da un tronco grossolano
sormontato da una sbarra trasversale, in forma di T, con mani
,inchiodate al supplizio e i piedi parimenti fissati per mezzo di
chiodi, col corpo cascante sotto il proprio peso...
UOMO – ... mentre i cani, attratti dall'odor di sangue, mordevano i
piedi, e gli avvoltoi volteggiavano su tutto quel carname; il
paziente, esausto dai tormenti e bruciato dalla sete, invocava la
morte con grida inarticolate.
DONNA – Era il supplizio degli schiavi e dei briganti, e fu quello
cui venne condannato Gesù.
UOMO – Povero della fiducia delle folle.
Povero della riconoscenza degli innumerevoli beneficati. Povero di
amici.
DONNA – Povero di risultati.
Povero di tutto.
Gli hanno preso perfino i vestiti.
E' ridotto a un cumulo di sofferenze.
LA RESURREZIONE
UOMO –
Dio è più avanti.
"Perché cercate fra i morti il Vivente? non è qui, ma è
risorto (Lc 24, 5-6).
DONNA – Ma non c'è tempo per restare paralizzati della gioia. C'è
un appuntamento immediato da rispettare. "Egli vi
precede...".
UOMO – Bisogna mettersi immediatamente in cammino. Dio ci precede.
Dio è più avanti. DONNA – Lui è sempre più avanti. Ci aspetta
"oltre".
UOMO – "Presto! Andate a dire a i suoi discepoli: T' risorto
dai morti ed ecco vi precede in Galilea: là lo vedrete" (Mt.
28,7)
E' tutto un movimento, un'agitazione un correre.
DONNA – FUGGONO le donne dal sepolcro. "Con paura e gran
gioia" (Mt 28,8), CORRONO a portare la notizia.
UOMO – Pietro e Giovanni si precipitano verso il giardino.
DONNA – E CORRONO anche le guardie verso la città, per riferire
"ai grandi sacerdoti tutto quello che è accaduto" (Mt 28,
11).
UOMO – E' una nascita, un principio.
PROGRAMMA
CANTI SERATA SPIRITUALITA’
DEL 3 APRILE 2009
Brani eseguiti dal coro “The Jubilant Singers”
(dir. Andrea Locati – Versione tradizionale in inglese)
1° meditazione: Wade in the water / The Crucifixion / Amazing
Grace
3° meditazione: Swing low sweet chariot / My Lord what a
morning /
Walk together children
5° meditazione: Oh! Freedom / Ride the chariot / I’m gonna
sing
Brani eseguiti dal “Coro San Francesco d’Assisi al Fopponino”
(dir. Don Stefano Varnavà – Testo e trascrizione di Don Stefano
Varnavà)
2° meditazione: Scendi Moses / Si combatte a Gerico / Il
piccolo David suona l’arpa
4° meditazione: Io la mia veste / I bambini non son stanchi / Nessuno
sa
6° meditazione: Quando salirò / Ma il terzo giorno / Signor tu sai
Brani da eseguire “en ensemble”:
7° meditazione:
• Kumbaya my Lord (testo e trascrizione di don Stefano Varnavà)
• E quando in ciel (testo e trascrizione di don Stefano Varnavà)
• O happy day (tradizionale in inglese)
BUONA
SERATA E GRAZIE DON STEFANO!!!
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