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Ernesto
Olivero e il Sermig: un'esperienza di servizio
Di: Matteo Spicuglia

Ernesto Olivero
è il fondatore del Sermig, il Servizio Missionario Giovani,
presente a Torino dal 1964, quando un giovane di 24 anni, insieme
ad altri amici diede vita ad una realtà famosa oggi in tutto il
mondo per il suo incessante impegno a favore degli ultimi e per la
sua instancabile ricerca della giustizia, della solidarietà, del
bene comune e soprattutto della pace. Dal 1983 il Sermig ha
trovato casa negli spazi del vecchio Arsenale militare di Torino,
ora diventato Arsenale della Pace, una struttura aperta
all'accoglienza e all'assistenza degli ultimi. Al centro di tutto
ci sono i giovani. Ernesto li ha nel cuore perché dice che oggi
sono i più poveri. Da un'inchiesta condotta dal Sermig su 300000
giovani italiani risulta che l'85% di loro ha paura del futuro,
mentre il 98% non ha fiducia nelle istituzioni e tutto questo
nell'indifferenza del mondo degli adulti. "Io voglio bene ai
giovani, ma se hanno un problema, oggi dove vanno? - dice Olivero
a www.papaboys.it - Il mondo deve aprire gli occhi sul problema
dei giovani che spesso sono vittime di violenze e sfruttamento,
vivono senza speranza, sono delusi". La Mondiale dei Giovani
nasce fondamentalmente per loro.
* Ernesto Olivero, nel documento introduttivo della Mondiale dei
Giovani si dice che "se i giovani falliscono, abbiamo fallito
tutti quanti" e che se vogliono, possono cambiare il mondo.
In questa visione dove finisce l'utopia e comincia la realtà?
Quali possono essere gli spazi dove ciò può realizzarsi?
"Io spero che si riesca a creare una realtà concreta, perché
il problema dei giovani è come quello di una pianta che ha le
radici marce. I giovani del mondo sono marci nella loro quasi
totalità, ma non per colpa loro perché, per esempio, se è vero
che centinaia di migliaia di loro oggi sono nel giro della droga,
è la droga che li fa marcire.
Se il mondo degli adulti riuscisse a capire quanti giovani, in una
città tipo, sono morti per sbagli vari negli ultimi dieci anni,
si spaventerebbe perché ciò vuol dire che qualcuno ha dichiarato
una terza guerra mondiale contro i giovani. Noi vorremmo non
allarmare, ma fare aprire gli occhi. Credo che la stragrande
maggioranza della gente, se apre gli occhi, vede e se vede, poi,
modifica qualche comportamento".
* Il Sermig è una realtà bellissima che coinvolge tante persone
nel servizio, nella preghiera, nel volontariato. In base anche
alla sua esperienza, cosa si sente di dire a tutti i giovani,
specie a quelli più lontani e distanti?
"Voglio dire di non perdere l'appuntamento con una donna, un
uomo, un avvenimento che ci può aiutare a cambiare vita ed a
vedere il mondo in un modo diverso. Se questa notte nelle nostre
due case a San Paolo (Brasile) e a Torino hanno dormito in pace
1500 persone, non posso dimenticare che tutto è partito
dall'incontro con un immigrato che un giorno, guardandomi in
faccia mi chiese:" Ma lei stasera dove dorme?". Io avrei
potuto dirgli: "Ma perché non vai in Parrocchia o in
Comune?". Eppure guardava me. Quella sera io non andai a
dormire a casa. Ho capito in diretta un problema che non mi
riguardava perché noi dovevamo fare altro nella vita. Tuttavia
quello sguardo che è entrato dentro di me e nella mente e nel
cuore di tanti miei amici ci ha permesso di aprire un accoglienza
prima per tre, poi per quattro, fino ad arrivare a 1500 persone. E
il merito di questo è solo di quello sguardo e di quella domanda:
"Ma lei stasera dove dorme?"
LETTERA AI GIOVANI

Intervista
a Ernesto Olivero
Con
questo invito ti proponiamo di partecipare ad una grande
rivoluzione spirituale, culturale, filosofica, morale insieme a
tanti giovani di tutto il mondo per un nuovo rinascimento.
Abbiamo
indetto il 1º Mondiale dei Giovani: statisti, imprenditori,
filosofi, artisti, religiosi ragioneranno con te per ridisegnare
il mondo partendo dai giovani.
Chi ama
sogna, chi ama vorrebbe rivoluzionare il mondo, renderlo migliore
e più interessante.
Chi ama
vorrebbe che tutti fossero felici. Ma tu sai che tanti giovani che
vorrebbero amare, che vorrebbero sognare, vengono emarginati perché
non possono studiare, perché non trovano lavoro, perché non
trovano aiuto. Diventano allora facile preda di tante dipendenze a
cui non riescono più a sottrarsi. Ma anche tanti giovani che
hanno tutto dalla vita non trovano più le energie per sognare,
per amare e per vivere. Quanto vuoto, quanti cattivi maestri,
quante sbarre, quanti strapiombi, quante siringhe interrompono le
loro vite sbagliate!
Giovane, oggi
tu a cosa servi?
Per molti sei
un contenitore a cui vendere "specchietti", musica,
sonniferi, sesso, prodotti di facile consumo, estremamente
redditizi per le altre generazioni. In tante parti del mondo o sei
violentato e sfruttato o infastidisci perché rovini l’immagine
di una nazione.
Chi ti ama
sul serio non può più accettare questa realtà, la vuole
cambiare ad ogni costo. La nostra speranza è che uomini e donne
di buona volontà assumano l’impegno di adoperarsi per cambiare
rotta e per modificare la politica, l’economia,
l’informazione, la vita sociale.
Non possiamo
però sperare che i cambiamenti piovano dall’alto: tutti
dobbiamo partecipare in prima persona a questo rinascimento
cominciando dalle piccole cose che sono alla nostra portata.
E allora:
condividi il
tuo tempo con chi è solo.
Impegnati
seriamente nello studio.
Se hai denaro
di cui disporre condividilo con chi non ha niente.
Restituisci
te stesso diventando fratello di tutti gli uomini.
Se ami la
terra rispettala.
Se sei
credente prega ogni giorno in vista di questo cambiamento.
Diventa, con
la tua testimonianza, spirito e cuore della tua famiglia.
Tu diventerai
protagonista di questo cambiamento se:
prenderai in
mano il tuo destino.
Se dirai di sì
alla vita donata per gli altri.
Se dirai di sì
all’impegno gratuito.
Se dirai di sì
ad una politica, ad un’economia, ad una cultura diversa:
in una
parola, ad una società nuova,
che sia
veramente al servizio dell’uomo e della donna.
Credici
insieme a noi, lavora insieme a noi, prega insieme a noi.
Se sei
interessato telefonaci, scrivici. Ti terremo informato.
Con amicizia
Ernesto Olivero e i suoi amici
E-mail:mondiale@sermig.org
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