Dedicato ai genitori: attenzione a Marylin Manson

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CONSIDERAZIONI SUL BENE E SUL MALE

Di: Giancarlo Padula

Una doverosa precisazione del giornalista, scrittore cattolico; operatore della musica cristiana contemporanea, Giancarlo Padula: - A proposito delle dichiarazioni fatte in riferimento al concerto del cantante Marilyn Manson, si specifica che esse rientrano in un più vasto contesto che è quello di una iniziativa denominata "Non avrai altro Dio all'infuori di me", che a livello nazionale vuole tendere a fare luce sul tenebroso mondo dell'occultismo in Italia, di cui si allega documento. Satana esiste e il termine biblico significa avversario egli è il diavolo, il dio di questo mondo, il principe dei demoni, Lucifero che è precipitato negli abissi, come viene spiegato in maniera molto particolareggiata nel libro "Le vere armi per combattere con efficacia le potenze del male" (Herbita Editrice - Premio per la cultura della presidenza del Consiglio dei Ministri 1986 - mail@herbitaeditrice.it). l'avversario di Dio, dell'uomo, dei cristiani, ma di tutti gli uomini. Chi si pone fuori da questa verità si pone fuori dall'insegnamento biblico e quindi della Chiesa. Come cristiani le armi per combattere i satana e i suoi demoni (angeli decaduti), sono spirituali: le principali e più importanti: La Parola di Dio, il Sangue di Cristo, l'intercessione, i sacramenti, le preghiere mariane (Rosario), il digiuno. Quando una persona si comporta come Marilyn Manson (per il quale si invitano i cristiani a pregare perché il Signore lo possa strappare alle grinfie dei demoni), uno o più demoni possono prendere il "controllo" dell'individuo, (ricordo che tutto questo è riferito alla Sacra Scrittura - Nuovo Testamento - che è vera, attuale, che non torna a Dio senza aver raggiunto l'effetto per la quale è stata inviata come dice il Profeta Isaia nel capitolo 55). Basta leggere i Vangeli, ma anche gli Atti, le Lettere, Apocalisse, che non sono arcaiche scritture. Il Cristiano, il cattolico sa o deve sapere che la sua vita si deve sulla Verità, cioè sulla Parola di Dio. Infatti l'iniziativa che viene avviata denominata "Non avrai altro Dio all'infuori di me", 1° Comandamento, vuole combattere l'ignoranza per riaffermare la Verità. La Parola di Dio è la verità come spiegano Gesù Cristo, gli insegnamenti della Chiesa Cattolica tra i quali il Catechismo Universale, la Dei Verbum (Costituzione del Concilio Vaticano II), tutta la tradizione. Dunque il termine estremamente sintetico "demone" non solo riguarda una specifica entità ma un più ampio concetto spirituale, riferito alla caduta di Lucifero e degli angeli ribelli, una realtà molto complessa che abbisogna di una lunga trattazione. Occorre anche riflettere che in Italia oltre 12 milioni di persone in Italia frequentano operatori dell'occulto i satanisti dichiarati sono 30 mila ma sono 80 mila gli operatori dell'occulto ufficiali, mentre nel sottobosco ne pullulano molti, ma molti di più. E se è pur vero che vi è una scala di gravità tra il leggere le carte e un vero e proprio rito satanico o una messa nera, è anche vero che tutto questo rientra nel dar culto al dio di questo mondo: il nemico di sempre, il diavolo, satana. Oltre dodici milioni di italiani frequentano gli operatori esoterici che hanno un giro d'affari che supera i 100 mila miliardi (in lire si capisce meglio).
"Il male non è un'astrazione; indica invece una persona: satana, il maligno, l'angelo che si oppone a Dio. Il diavolo è colui che "vuole ostacolare" il disegno di Dio e la sua opera di salvezza compiuta in Cristo. Omicida fin da principio, menzognero e padre della menzogna (cfr Vangelo di Giovanni capitolo 8, versetto 44), satana seduce tutta la terra. E' a causa sua che il peccato e la morte sono entrati nel mondo, ed è in virtù della sua sconfitta definitiva che tutta la creazione sarà liberata dalla corruzione del peccato e della morte, la vittoria sul principe del mondo è conseguita una volte per tutte, nell'ora in cui Gesù si consegna liberamente alla morte per darci la sua vita. Avviene allora il giudizio di questo mondo e il principe di questo mondo è gettato fuori": (Paragrafi 2851-2852-2853 del Catechismo Universale della Chiesa Cattolica)". Un già ma non ancora, finchè non tornerà Cristo vittorioso. "Il demonio esiste, ha un suo regno, ha un suo programma, che esige una stretta logica dell'azione, una logica tale che il regno del male possa reagire, anzi, che possa svilupparsi negli uomini, ai quali è indirizzato. La lotta tra il regno del male, dello spirito maligno e il regno di Dio, non è cessata, non è finita. In questa tappa la lotta perdura nelle generazioni sempre nuove della storia umana" (il Papa Giovanni Paolo II, dal quotidiano la Stampa del 27 Marzo 1981). "Questa lotta contro il demonio... è attuale anche oggi, perché il demonio è tuttora vivo e operante nel mondo. Infatti il male che è in esso, il disordine che si incontra nella società, l'incoerenza dell'uomo, la frattura interiore della quale è vittima, non sono solo conseguenze del peccato originale, ma anche effetto dell'azione infestatrice ed oscura di satana, di questi insidiatore dell'equilibrio morale dell'uomo" (il Papa Giovanni Paolo II, dalle udienze dal 9 luglio al 20 agosto 1986". "La Chiesa non può sentirsi indifferente davanti al fenomeno del satanismo" (Monsignor Mario Moronja Rodriguez, vescovo di Los Tequez, Venezuela) "Non dimenticate che il diavolo esiste, è menzognero e padre della menzogna" (Lettera di Quaresima del Cardinale Dionigi Tettamanzi, Arcivescovo di Genova - febbraio 2001).
"Il capolavoro di satana è di aver fatto perdere le sue tracce e di aver convinto gli uomini che egli non esiste" (Baudelaire)
"Il combattimento e la vittoria sono possibili ora solo nella preghiera" (Catechismo Universale, paragrafo 2850).
"Oggi satana inganna gli uomini diminuendo, anzi facendo scomparire il senso del peccato, sostituendo alla legge di Dio, come criterio di moralità, le abitudini e le convenzioni della maggioranza....."( Cardinale Jorge Arturo Medina Estevez)
Dopo il peccato originale di Adamo ed Eva, su istigazione del diavolo Dio disse al satana: "Poiché tu hai fatto questo, sii tu maledetto più di tutto il bestiame e più di tutte le bestie selvatiche, sul ventre camminerai e polvere mangerai per tutti i giorni della tua vita. Io porrò inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe, questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno.." (Genesi 3, 14-15) Con la parola di Dio (la spada del cristiano), l'intercessione potente di Maria,
il sangue di Cristo che ha vinto le opere del diavolo, combattiamo la buona battaglia! A voce alta: ".....Prendete perciò l'armatura di Dio, perché possiate resistere nel giorno malvagio e restare in piedi dopo aver superato tutte le prove. State dunque ben fermi, cinti i fianchi con la verità (Cristo), rivestiti con la corazza della giustizia (Cristo), e avendo come calzatura ai piedi lo zelo per costruire il vangelo della pace. Tenete sempre in mano lo scudo della fede, con il quale potete spegnere tutti i dardi infuocati del maligno; prendete anche l'elmo della salvezza (Cristo) e la spada dello Spirito, cioè la parola di Dio. Pregate inoltre incessantemente, con ogni sorta di preghiere e di suppliche nello Spirito......(Efesini 6, 13-18) Non è una crociata, ma una battaglia per la civiltà e la vera libertà! Fraterni saluti

FATTI... PERSONALMENTE

MANSON: UN DISGRAZIATO SENZA DIO

Di: Redazione Papaboys

E' fondamentalmente soltanto un povero disgraziato, con un anima contorta e che ha scelto la via peggiore per far parlare di se nel confuso mondo di oggi. Da cristiani, dobbiamo amarlo, ma è nostro dovere anche schierarci e prendere posizioni. Contro il suo concerto del 7 giugno di Milano ci sono varie prese di posizione che noi di Papaboys.it appoggiamo pienamente: " A proposito dell'annunciato concerto il 7 giugno a Milano del satanista Manson, si auspicano iniziative interconfessionali (Cattolici-Protestanti), unitarie, nel nome di Gesù Cristo per sensibilizzare le autorità e quante altre persone possono essere influenti nell'impedire al demone Manson di "esibirsi", invitando ancora una volta i giovani al
suicidio, alla pornografia, alla droga e a quanto altro di male.
Il "concerto", rappresenta un vero e proprio rito satanico pubblico che non solo offende i credenti, ma l'intera società civile. Impedire il concerto a Manson è, oltre che un dovere cristiano, un atto di civiltà. Ovviamente con i mezzi leciti e della preghiera perchè, ricordiamo che la battaglia è spirituale. Contro gli spiriti che sono nell'aria (cfr Efesini 6, 2 Corinzi 10).
Fraterni saluti, Giancarlo Padula, giornalista professionista, scrittore cattolico, operatore musicale e culturale della musica
cristiana contemporanea, promotore dell'inziativa nazionale - Non avrai altro Dio all'infuori di me-. Per combattere l'ignoranza e il dilagare della magia e dell'occultismo. (Giancarlo Padula). Interviene anche l'Associazione dei Genitori Cattolici a condannare il Concerto che chiedono iniziative importanti per opporsi a questo segno di provocazione di un satanista. Vi teniamo aggiornati, un concerto che, sinceramente, non andrebbe fatto.

 

 

Marilyn Manson non è che l’ultimo episodio di una lunga storia di rock e trasgressione. Una storia vecchia quanto il rock e su cui tanto si è detto e tanto si è scritto.
Il rock è nato negli anni ’50 come musica esclusivamente “per giovani”: evidentemente questa sua natura lo portava a contrapporsi al mondo degli adulti. Da qui, l’inevitabile odio dei “grandi” per questa musica che essi avrebbero finito per caricare di qualsiasi malefico significato. Negli anni ’50 alcuni stati americani organizzavano roghi pubblici di dischi di rock’n’roll, altri vietavano i concerti; Elvis Presley veniva inquadrato dalle telecamere solo dalla cintola in su per non mostrare i suoi “osceni” ancheggiamenti, Little Richard (oltretutto nero, in quella società dominata dal razzismo) era il diavolo in persona, così Chuck Berry o l’irriverente Jerry Lee Lewis, che osava sposare la sua cugina quattordicenne…
Il rock, però, non era del tutto innocente, non lo sarebbe mai stato. Era musica dei giovani, fatta dai giovani: come tale portava in sé tutta la carica eversiva, sensuale, iconoclasta, a volta addirittura blasfema, che è propria dell’età giovanile. Non c’è da stupirsi di questo. Tuttavia gli adulti e certi ambienti religiosi e politici la caricarono sempre di significati (negativi) che spesso non aveva e non voleva avere. Basta leggere un libro come “Inchiesta sul rock satanico” di Carlo Climati (ediz. Piemme, 1996) per vedere come, accanto alcune analisi abbastanza centrate, l’autore finisca per demonizzare quasi tutto e quasi tutti.
Sicuramente i Led Zeppelin, seguaci e studiosi del satanista ottocentesco Aleister Crowley, innervarono la loro musica (e probabilmente la loro stessa vita) di significati demoniaci e di sibillini e inquietanti messaggi a Satana. Sicuramente oscuri gruppi metal come Deicide, Torr, Messiah o Mortuary sono più o meno pacchianamente blasfemi, ma da qui a demonizzare ELO, Eagles, Beatles o perfino Zucchero, Mina e Battiato ce ne passa…

Quello che spesso questi critici non hanno voluto o saputo capire è che, per moltissimi musicisti rock, la trasgressione è soprattutto gioco, provocazione. C’è una bella differenza tra l’invocare Satana perché ci si crede e l’invocarlo per… dare fastidio a chi crede in Dio… Se Ozzy Osbourne, durante un concerto, stacca con un morso la testa ad un pipistrello, basta conoscere il personaggio per capire che la sua è solo scena (di cattivo gusto? Sia pure!). E se poi, come conseguenza, si becca la leptospirosi, viene da pensare che gli stia pure bene. Da qui a renderlo responsabile della morte di alcuni squilibrati che si sono suicidati ascoltando un suo disco, accusandolo di chissà quali inconfessabili pratiche stregonesche, è ridicolo quanto accusare di omicidio chi fabbrica il coltello da cucina con cui è stato ammazzato qualcuno…
Rimarranno per sempre, comunque, nella storia fatti emblematici. I Rolling Stones dichiararono per la prima volta la loro “simpatia per il diavolo” nello storico concerto in Hyde Park. Tutto era già pronto, era anche l’occasione per presentare il nuovo chitarrista, Mick Taylor, chiamato a sostituire Brian Jones, vero genio del gruppo, che avevano allontanato. Pochi giorni prima, però, Brian era stato trovato morto, annegato nella piscina della sua villa. Mick, per nulla imbarazzato, salì tutto vestito di bianco sul palco di Hyde Park per intonare una lunga “Simpathy for the devil”, con tanto di percussioni tribali africane e bianche colombe liberate, per un volo che doveva simboleggiare quello di Brian Jones. Decisioni di cattivo gusto che provocheranno molta energia negativa sul gruppo, culminata nel ‘77, quando un irriverente Johnny Rotten, leader dei Sex Pistols, incontrò Mick a Parigi e lo attaccò con una frase violentissima: “Mick, hai dovuto tenergli a lungo la testa sott’acqua, prima che Brian morisse?”
Nello stesso periodo, la sciagura “malefica” si abbattè anche sui rivali Beatles. La loro “Helter Skelter”, tratta dal doppio album bianco (ancora il bianco che torna, quasi per contrasto), fu usata come colonna sonora dalla banda di Charles Manson (da cui Marilyn Manson ha preso il 50% del nome), nella strage che fecero nella villa californiana del regista Roman Polanski.
In un’orda di sangue, furono massacrati la moglie, l’attrice Sharon Tate, che era pure incinta, e alcuni suoi amici. Questa oscura vicenda segnò anche la fine del sogno hyppy e del Flower Power. Era l’inizio dei bui anni ’70. Roman Polanski era stato anche il regista di un film oscuro, come “Rosemary’s Baby”, dove anche Mia Farrow era incinta, ma portava in grembo il figlio del diavolo. Quel film fu girato nel Dakota, un tetro edificio che costeggia Central Park, a New York. Anni dopo ci andrà ad abitare John Lennon, con Yoko Ono (altra persona accusata di patti malefici) e, l’8 dicembre, proprio davanti al Dakota, Lennon sarà assassinato.
Tra tutti questi fatti o supposizioni, in quale categoria possiamo mettere Mailyn Manson? Tra i provocatori più o meno divertiti o tra i neri sacerdoti di chissà quale inconfessabile culto? L’intervista che pubblichiamo in questo numero di Roxy Mag è abbastanza chiara perché ognuno possa farsi un’idea precisa. Purtroppo non tutti i “demonizzatori” hanno la voglia o l’opportunità di parlare con i loro “bersagli”, e il fraintendimento è sempre dietro l’angolo. Un paio d’anni fa il gruppo metal italiano dei Death SS mise in copertina un Cristo crocifisso con gli occhi da serpente. Apriti cielo! Ma bastava parlare con loro per avere la chiave esatta di quell’immagine: “Chi mi conosce” - mi spiegò il cantante della band Steve Sylvester, proprio al Roxy Bar - “può vedere benissimo che quel Cristo ha il mio volto. In realtà non si tratta di Cristo, ma di me stesso. E mi sono messo in croce per simboleggiare il peso delle critiche di cui sono costantemente fatto oggetto per come sono e per quello che suono.”
Semplice no? Prima di lui, i Motorhead si erano fatti fotografare appesi ad una croce. I Throbbing Gristle avevano messo in croce un “cristo” con la testa di un cane.
Mica tanto: per un adolescente capire tali distinzioni ascoltando una canzone o guardando una copertina non è così facile. Come non gli è facile prendere comunque le distanze da quello che un suo idolo musicale canta o dice. Bisognerebbe che qualsiasi personaggio pubblico si rendesse conto dell’influenza che ha su chi lo ascolta: alcuni se ne fanno carico, altri rifiutano decisamente tale responsabilità, altri, semplicemente, non prendono in considerazione il problema. Questione maledettamente complessa. Ascoltando al contrario il ritornello di “Another one bites the dust” dei Queen si sente distintamente la frase “Start to smoke marijuana”. Volevano solo scherzare Freddy Mercury & Co? E chi lo sa, ma ammesso (e non concesso!) che quel messaggio subliminale raggiunga una mente particolarmente influenzabile e inducesse alla fatidica canna, quanto ne sarebbero responsabili i Queen? Il dibattito è aperto…
Lucio Mazzi - Roxy Mag

La musica: questione di scelte

di Redazione/ 28/05/2003
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  Per un Manson che inneggia a Satana, c’è un Bono che canta l’Ave Maria. Una riflessione su censura, libertà di scelta ed esempi di vita. Quando la musica diventa un modello da seguire...  

  Bono degli U2 al Pavarotti and Friends ha riscritto le parole dell’Ave Maria di Schubert, denunciando le ingiustizie del mondo e ricordando che la “debolezza è l’unica malattia incurabile”.
L’artista irlandese Bob Geldof, domenica scorsa ha partecipato su invito dell’Unicef ad un concerto di artisti africani in Etiopia per raccogliere fondi contro la fame.
In Italia molti cantanti portano avanti progetti di solidarietà: i Pooh, Renato Zero, Gianni Morandi sono solo alcuni degli artisti che mettono la loro celebrità al servizio di cause importanti.
Questa è la musica che ci piace perché è capace di essere sensibile e di trasmettere dei messaggi positivi.

In questi giorni, si è levato un polverone sul prossimo concerto di Marylin Manson a Milano e molte organizzazioni si stanno muovendo per impedirlo. A tutti loro ci viene da dire che per fortuna esistono esempi diversi da ammirare e la musica, come la vita, è bella perché varia.
Non è un luogo comune o una massima moralistica, ma una semplice riflessione che nasce dall’evidenza dei fatti: se esiste un cantante definito da molti un satanista, ce ne sono altri che portano avanti battaglie ben diverse.

Il problema allora non è chiedersi se sia giusto far esibire o no il rocker statunitense dato che in Italia esiste uno splendido articolo della Costituzione, l’articolo 21, che tutela la libertà di espressione a prescindere dai contenuti, fermo restando il principio secondo cui in caso di reato è giusto che si agisca.

La bellezza della democrazia e della libertà è propria questa: la possibilità di scegliere, tra gli uomini, un esempio e seguirlo. Certo, sarebbe interessante sapere perché un ragazzo di 15 anni si sente attratto da un modello come Manson: forse dalla sua trasgressione, dal suo modo di porsi, non certo per le sue ascendenze demoniache che tra le altre cose sono state create ad hoc come strategie della promozione di immagine. Tuttavia, un atteggiamento censorio è fuori luogo e spesso nasconde la paura a confrontarsi con tutto ciò che è altro da sé. Un modello negativo si vince solo con testimonianze credibili all’insegna della positività, dell’impegno, della sana provocazione. Sono il dialogo e la comprensione reciproca che fanno crescere e aiutano a maturare, non alcuni slogan infarciti di pregiudizi e massimalismo.

Manson non ci piace e crediamo anche che sia un personaggio inopportuno in diversi contesti. Eppure sappiamo rispondere alle sue provocazioni? L’arte di altri musicisti impegnati lo ha già fatto.

Stiamo in guardia sui messaggi violenti e a volte satanici contenuti nei testi

Miradolo Terme.

Quando a Miradolo hanno letto sui manifesti che nel pub sorto dove un tempo c'era il cinema parrocchiale si sarebbe tenuto un concerto degli «Antichrist», ovvero un tributo a Marilyn Manson, la cosa ha sollevato molte (naturali) perplessità: il gruppo delle famiglie cattoliche ha interpellato il parroco don Nando Brizzolari e ha quindi lanciato l'allarme attraverso il bollettino parrocchiale. Il gruppo che ha scelto di riportere sul palco le canzoni del cantante americano celebre per le volgarità estreme è in realtà una delle tante cover band che hanno deciso di richiamare il pubblico dedicandosi a un solo personaggio, così come fanno ora molte formazioni in Italia per ogni genere musicale: «Siamo una cover band da parecchi anni e un giorno abbiamo deciso di inserire un paio di canzoni di Manson nel nostro repertorio, perché ci piacevano la sua musica e anche i videoclip - spiega Alberto, chitarrista del gruppo - abbiamo visto che al pubblico queste canzoni piacevano e un giorno alcuni fra i locali nei quali suoniamo ci hanno proposto di creare una "tribute band", per la quale abbiamo mutuato parte del nome del primo album del cantante, «Antichrist superstar». Il nostro vocalist in realtà un po' gli assomiglia, personalmente non ero entusiasta di questa scelta, credevo che non avrebbe funzionato, invece abbiamo un buon seguito e, sinceramente, non abbiamo mai neppure approfondito il contenuto dei testi. Ma finora non eravamo mai stati contestati, anche perché i nostri spettacoli non violano i canoni italiani di decenza o di ordine pubblico». Il parroco non mette in discussione né le capacità artistiche né il pubblico o la gestione del locale: «Il Signore ci ha dato la libertà, e guai a chi la tocca, ma per quanto abbiamo potuto verificare anche attraverso Internet questo sarà uno spettacolo diseducativo e velenoso. Non vogliamo che il concerto si tenga perché c'è il rischio di banalizzare espliciti riferimenti al demonio, e nel ritrovo abituale dei nostri ragazzi. Siamo allarmati anche dal fatto che le giovani assassine di una religiosa a Chiavenna sarebbero state consumatrici di questa musica, inoltre mi è stato riferito che in un vicino centro del Pavese opera un gruppo di persone dedite a «messe nere» e cose simili. Non mi sento promotore di alcuna crociata, ma sono in dovere anche di fare il possibile per formare». La tribute band che rende nel suo spettacolo «L'omaggio più chiaro al personaggio più trasgressivo» è comunque confermata in cartellone, ma l'importazione di un modello "contro" e perciò seguito dai giovani statunitensi si scontra con chi non vuole chiudere gli occhi di fronte a testi e contenuti che richiamano esplicitamente lo spregio dei valori cristiani.

Carlo Catena

"Il Cittadino"inserto Dialogo 19 ottobre 2000

 

COSA STA SUCCEDENDO AI NOSTRI GIOVANI?



S. Farinato

Durante gli ultimi anni il numero dei suicidi tra i giovani è cresciuto spaventevole. Come una fiumana che semina distruzione e morte ovunque
giunge, questa tendenza tra gli adolescenti è diventata una moda, una maniera di comportarsi, che offre loro la possibilità di decidersi e spesso per una strada senza ritorno.

Mai come ai nostri giorni, la gioventù è confrontata con l'insicurezza. I modelli della società non reggono più, il sistema di formazione professionale ed il mondo del lavoro sono continuamente sottoposti a rapidi cambiamenti, e ciò che oggi è norma, domani non ha più validità.

Ma anche tra le "stars", gli idoli che vengono manipolati da managers senza scrupoli, l'incertezza e l'insoddisfazione mietono avidamente le sue vittime. Kurt Cobain, per nominarne qualcuno, questa stella dei rock, l'esempio delle cattive maniere seguito da migliaia di giovani, l'uomo che urlava e piangeva in pubblico quando e come gli piaceva, ha cessato di vivere. Colui che disprezzava la solerzia e l'ambizione delle persone semplici, ha posto fine ai suoi giorni sparandosi un colpo alla fronte. Il cervello, fu scritto sul protocollo della polizia, fu letteralmente proiettato fuori dalla testa.

Migliaia di fans che si erano fatti di lui un modello di vita sono rimasti non solo shockati, ma una parte di essi ha perso il senso della vita ed ha seguito l'esempio del suo idolo anche nella morte.

Qualche anno fa in America, una madre denunciava una casa discografica per aver lanciato sul mercato canzoni del gruppo Heavy-Metal Judas Priest. Hits che attiravano i giovani, risvegliando in essi il desiderio della morte. Spinti da quelle canzoni, i due figli della donna si erano suicidati, esempio seguito purtroppo anche da molti altri giovani.

Attualmente, in Europa e soprattutto nelle nazioni di lingua tedesca, sono numerosi gli psicologi e sociologi incaricati di fare luce su questo scottante fenomeno. Ci si chiede come mai, proprio giovani promettenti, con speranze di un buon futuro, formano oggi una generazione di depressi. Persone troppo stanche e deluse dalla vita; stanche a causa del vuoto nel loro cuore, stanche di godere il presente poiché passeggero, ed altresì stanche di aspettare il deludente domani.

Confrontata con questi problemi, la nostra società dovrebbe allarmarsi e cercare di arginare questa rovinosa tendenza. Invece sono pochi coloro che ingaggiano una coraggiosa lotta contro il male. Una manciata di scienziati si affatica a cercare la giusta soluzione, le istituzioni sociali barcollano nel buio, mentre i numerosi gruppi cristiani che investono molto per salvare questi giovani, vengono derisi e definiti conservativi.

Vengono scherniti soprattutto da avidi commercianti, che sfruttando il "nonsens" e l’ingenuità dei giovani puntano su di essi per fare grossi guadagni. Persone queste che come il popolare fotografo Jean Baptiste Mondino, senza tanti preamboli sfruttano la depressione quale motivo per presentare la nuova moda giovanile. E qui vengono inscenati ragazze e ragazzi sporchi di sangue, nell'intento di suicidarsi, oppure come se fossero morti.

Dovrebbe essere questo il buon gusto o il buon esempio per la nostra gioventù? Leggendo questo articolo, forse anche voi biasimate il comportamento di queste persone. Ma la cosa più assurda è che la nostra società non solo approva questa gente ma la considera come degli artisti!

Essi saranno tali, ma sono degli sviati che calpestano le ormai poche norme morali, pur di raggiungere la popolarità, la ricchezza ed il successo; anche a costo della vita dei nostri giovani e di quanti si lasciano trascinare in questa rovina.

La radice del problema

Se guardiamo quanto accaduto negli anni passati, ci accorgiamo che il suicidio di quasi ogni nota personalità ha provocato un'ondata di violenza e di morte.

James Dean che mise fine alla sua vita nel deserto della California, guidando la sua Porsche contro un'altra vettura, e che al dire di alcuni fans e testimoni, lo avrebbe fatto coscientemente. Marylin Monroe che insoddisfatta e delusa si suicidò ingerendo una sopradose di sonniferi. Elvis Presley e molti altri idoli dei nostri giorni, come Kurt Cobain che per anni sono stati l'esempio di vita di milioni di giovani.

Quante persone e soprattutto giovani hanno seguito il loro esempio, li hanno imitati nella vita e purtroppo anche nella morte.

Che lo vogliamo oppure no, i nostri giovani hanno bisogno di esempi. Ne hanno bisogno fino a che non riescono a formare un parere personale su questo e su quello...

Purtroppo gli esempi che la nostra società può loro offrire sono pochi, e quei pochi sono in gran parte corrotti ed avidi di guadagno.

Inoltre, è questo è il punto più grave, sono proprio le colonne della nostra società, gli esempi, o anche gli idoli come si possono definire, che calpestando le norme morali spingono le nuove generazioni ad un libertinaggio distruttivo ed al nonsens. Generazioni di genitori hanno straviziato i loro figli, altri pur di fare carriera li hanno trascurati affidandoli ad una bambinaia e nei casi più tristi a degli istituti materni. Andando avanti di questo passo, tra una decina d’anni li affideranno di certo a dei robotter educativi.

Abbiamo creato generazioni e generazioni di giovani che in parte oggi sono alla guida della nostra società, ma che non hanno conosciuto il vero valore della morale cristiana e della morale umana. Eppure questa rovinosa situazione non era nel piano di Dio. Egli amava ed ama l'umanità di una tale grande amore che confrontato con il male che affligge il mondo, soffre di un immenso dolore.

Ma se Dio non ci desse la libertà di decisione nella vita, che tipo di amore sarebbe questo? Saremo come degli schiavi che da mattina a sera sono costretti a fare ciò che il loro padrone vuole.

Dio non si considera nostro padrone, bensì nostro Padre. E dandoci la libertà di azione, non solo ci dimostra il Suo amore, ma si aspetta che noi lo contraccambiamo. Ora io non posso amare Dio se prima non ripongo la mia fiducia in Lui, se prima Egli non faccia parte della mia vita.

Amare Dio vuoi dire vivere secondo i suoi proponimenti e quindi amare anche il prossimo. Ed è proprio questo ciò che i giovani ed il mondo abbisognano oggi: amore e comprensione, cose che possiamo loro offrire solo se siamo disposti a rinunciare al nostro egoismo.

Purtroppo questo valore è stato non solo messo a parte dai nostri "idoli ", ma in alcuni tristi casi anche calpestato. La conseguenza di ciò è stato lo sviluppo di egoismo ed in molti casi la perdita del senso della vita; tutto diventa futile e passeggero.

Possiamo però rallegrarci, poiché mentre l'uomo si è allontanato da Dio, Dio nel Suo amore lo aspetta ad ogni angolo della sua vita, per offrirgli la pace e l'amore che danno il senso alla sua esistenza.

Forse anche tu che stai leggendo ti trovi ad una di quelle difficili svolte della vita. Orbene, sappi che Dio vuole aiutarti, Egli ha un piano perla tua vita e ti stende ancora oggi la mano per aiutarti. Sei tu che devi decidere se afferrarla oppure no.

 

CORRIERE DELLA SERA SPETTACOLO 05 febbraio 2002

Slipknot, l’ultima maschera del rock

E’ sbarcato in Italia il gruppo Usa metal-horror, erede di un filone che punta soprattutto allo choc


MILANO - Rock e choc. Il muro di suono che ti accoglie è da stordimento. Cerchi conforto nel palco e trovi nove maschere terrificanti, da film dell’orrore, che si dimenano. Quasi un incubo postmoderno il concerto di ieri all’Alcatraz degli Slipknot, una delle band più ruvide e violente del panorama nu metal. La musica è durissima, chitarre distorte a tutto volume che accompagnano una voce che sembra arrivare dall’aldilà. I testi sono impregnati di odio e parolacce. Lo show dal vivo è un’esplosione di energia, ben sintetizzata dai due percussionisti che suonano, quasi maltrattano con il corpo, i tamburi. E fra i duemila in platea (alcuni travestiti come i loro idoli), molti fan volano sulle teste degli altri e finiscono oltre le transenne. Su tutto, le maschere che nascondono i volti dei musicisti. I travestimenti degli Slipknot e le tute da meccanico o detenuto nel braccio della morte che rendono ancora più tetra la fotografia rimandano direttamente al cinema. C’è la maschera con il nasone fallico che ricalca i «drughi» di «Arancia meccanica», la gabbia che fa tanto Hannibal e «Il silenzio degli innocenti», la testa piena di chiodi come quella del mostro di «Hellraiser», la gabbia metallica che sembra una riedizione moderna di «La maschera di ferro».
Tutto questo si è tradotto, negli Usa, in un milione di copie vendute del loro ultimo album «Iowa» e in un incubo per i benpensanti Usa.
Ma il travestimento in musica - obiettivo colpire l’occhio del pubblico e, se possibile, dare scandalo - non è una novità. I Kiss, grazie anche a un marketing sofisticato, hanno fatto epoca, ma fra i primi a giocare con cerone ed eyeliner c’è stato Alice Cooper che rendeva i suoi occhi cerchiati di nero ancora più torbidi con scenografie punteggiate da sedie elettriche, ghigliottine e schizzi di sangue finto. Suo erede numero uno è Marilyn Manson che ha fatto dei riferimenti al gotico e al satanismo un tanto al chilo la sua firma. Sembravano marziani venuti dallo spazio i Rockets che negli anni Ottanta si presentavano con crani rasati e dipinti di argento, tute da Power Rangers e stivaletti da astronauta, mentre erano costumi studiati per colpire l’immaginario gay quelli dei Village People con il militare, il cowboy, il muratore, il rude motociclista e il pellerossa. E c’è anche chi, solo saltuariamente, ha rovistato nella borsa dei trucchi: dal Peter Gabriel di «Shock the Monkey» (ma i suoi costumi da fiore e volpe ai tempi dei Genesis andrebbero bene per qualsiasi Carnevale) al David Bowie tutto glitter di «Aladdin Sane».
Dal trucco, anche pesante, alle maschere il passo è breve. I californiani Residents, nati a metà degli anni Settanta, furono fra i primi a nascondere la propria identità per creare mistero: si presentavano in frac, cilindro, bastone da passeggio e con giganteschi palloni-occhio a coprire il volto. Non si giustificano con la necessità di tutelare la propria privacy o di dare pieno risalto alla musica, i francesi Daft Punk che indossano, anche nelle interviste, caschi tecnologici da Robocop. «Quello che si chiama marketing - ha detto Thomas Bangalter - per noi è parte del processo creativo. La pubblicità, i videoclip e la comunicazione in generale sono dei media che vogliamo esplorare». E, sempre a proposito di maschere, gli Slipknot hanno già i loro eredi: i Mudvayne che li copiano sia nello stile musicale sia nel travestimento.
In casa nostra la tradizione è minore: Renato Zero, campione delle piume e paillettes, spadroneggia seguito ad anni luce dall’Alberto Camerini che voleva essere un Arlecchino elettronico e da quell’Anonimo italiano che, dietro una maschera di ferro, imitava la voce e lo stile di Claudio Baglioni. E il futuro? Ci hanno già pensato i Gorillaz che hanno risolto ogni problema con un telo bianco: loro stanno dietro a suonare e il pubblico vede i cartoni animati che li impersonano. Andrea Laffranchi

IL TIRRENO
venerdì 3 maggio 2002
Ha ragione don Beppino Cò, certi cantanti e gruppi musicali possono manipolare la mente e la personalità dei ragazzi
Finalmente qualcuno lo ha detto: il rock satanico fa male ai giovani

Giorgio Cini

PONTREMOLI. Rispondo alla lettera di critica apparsa sul Tirreno riguardo l'articolo di don Beppino Cò della parrochia di Patignano di Zeri sul tema: «Satana e il rock». Non sono né indignato né rattristato dell'articolo di don Beppino ed io che «Don» non sono, caro signor Hugo Campos, ma che da giovane cristiano cerco di vivere la mia quotidianità con semplicità, non posso far altro che esclamare: Finalmente! finalmente c'è qualcuno che non si vergogna di dire come stanno realmente le cose e come certi tipi di musica (rock, heavy metal, New age, tanto per citarne qualcuna) siano di natura ed ispirazione chiaramente satanica.
Ma lei che di musica sembra intendersene, sa da quanti decenni esiste questo fenomeno così negativo? Non ha mai visto i crescenti fenomeni di degenerazione psicologica e morale di moltissimi giovani che attratti da cantanti e gruppi rock apertamente satanici (Led Zeppelin, Beatles, Rolling Stones, Iron Maiden, Marylin Manson ecc), accettano e divulgano spesso con conseguenze tragiche i messaggi di incitamento aggressivo, di uso di droga, alcol e promiscuità sessuale? Io purtroppo sono un testimone diretto di tutto questo, sia perché ascoltavo questo genere di musica (come padre Beppino in gioventù), sia perché ho visto giovani e non distruggere se stessi e i loro affetti, alterare poco per volta la propria personalità (soprattutto acoltando canzoni con messaggi subliminali), fino ad arrivare in diversi casi al suicidio.
Signo Campos, non prenda alla leggera questo tipo di manipolazione, e anche se lei non vuole credere a me, la esorto come fratello a ricercare la verità, ad indagare come ha fatto don Beppino e come ho fatto io e si accorgerà che esistono migliaia di testimonianze in merito, numerosissime pubblicazioni sia cattoliche che scientifiche, che mettono in guardia sui deleteri effetti di questo plagio musicale che rovina i nostri giovani.
Per quanto riguarda la chiusura della Chiesa e l'eccessiva condanna di certi preti «radicti» nelle loro idee e le chiese «vuote», venga su da noi a Patigno, a Verona a Bergiola a vedere la messa di lode dove molte persone festanti e piene d'amore, tra cu molti giovani, partecipano sereni e commossi alle celebrazioni. Al termine poi di queste celebrazioni non troverà nessuno né ubriaco né sotto l'uso di qualche stupefacente o droga «leggera» (e mi creda a molti concerti succede questo e altro... si ricorda i «Sex Pistols» cosa incitavano a fare?). Vede signor Campos, la musica, come tante altre cose si può definire tale se trasmette valori e sensazioni che arricchiscono in modo positivo la persona che l'ascolta.
Io, per comprendere molte cose cerco sempre la fonte da cui provengono, in questo caso una buona musica deve infondere i valori come la semplicità di vita, la gioia, l'umiltà e l'amore per gli altri, valori questi che portano ad un unica fonte ed a un unico modello che racchiude in se tutte queste virtù. Quali valori può dare della musica che trasmette aggressività, frustazione, esaltazione di sè, sessualità violenta, falsa amicizia? Chi è invece la fonte ed il modello di tutto questo? A lei la risposta.

 

giovedì 25 aprile 2002

MASSA
CARRARA

La polemica non mi piace, ma rispondo solo per amore di verità perchè questa è sostenuta dalle prove
E' Gesù che ci unisce e non i cantanti del satanismo

Padre Beppino Cò di Zeri

Il complesso dei Kiss

ZERI. La polemica non mi è mai piaciuta. La verità sempre, soprattutto se sostenuta da fatti e prove. Eccole! Hai detto che ti piacerebbe conoscere la canzone in cui i Kiss inneggiano al satanismo. Tra le tante, ecco cosa cantano in «The god of thunder»: io fui allevato da un demone, preparato a regnare come «colui che è». Io sono il Signore del deserto, un uomo di ferro dei tempi moderni. Chiamo le tenebre per farmi piacere e ti ordino di inginocchiarti davanti al dio del tuono, il dio del rock'n roll». Se conosci un pò di Bibbia, non serve commento!
Tra l'altro, per i lettori: il nome Kiss è composto dalle iniziali delle parole Kings in Satan's Service (Kings, nel linguaggio della stregoneria, significa ministri ordinati, consacrati per il culto di satana). Uno dei motivi più celebri di questo gruppo è «God of Rock'n roll will steal your virgin soul» (Il dio del rock'n roll ruberà la tua anima verginale).
Nel giornale «The Gazette» di Montréal (Canada), del febbraio 1983, il Consiglio Municipale di Chattanooga, ha emesso un'ordinanza che esige che ogni membro del gruppo Kiss firmi una dichiarazione giurata che attesti che egli non pratica il culto satanico; senza questa dichiarazione, niente concerto! Passiamo a Marilyn Manson (il vero nome è Brian Warner, ma ha scelto l'incrocio di due nomi: Marilyn Manson, la bionda attrice americana morta suicida, e Charles Manson, un ergastolano che vive in una prigione della California per aver ucciso nel'69 Sharon Tate, la moglie, allora, di Roman Polansky). All'inizio della sua carriera ha incontrato Anton LaVey, fondatore della chiesa di satana americana: i suoi dischi sono uno spot straordinario per questa organizzazione. Blanche Barton, esponente di spicco della chiesa di satana ha detto: «Riceviamo molte domande di ragazzi che vogliono interessarsi al satanismo, grazie alla musica e all'atteggiamento di Manson». Questo cantante ha riassunto i suoi ideali in questa dichiarazione data alla stampa: «Satanismo non significa adorare il diavolo. Significa che l'uomo deve essere il proprio dio sulla terra. Non devi adorare niente e nessuno, tranne te stesso».
Ozzy Osbourne ex dei Black Sabbath ha detto in un'intervista: «Quando compongo musica, mi sembra di essere un medium sotto l'influenza di una potenza esterna a me. C'è una potenza soprannaturale che mi utilizza per scrivere il rock. Spero che non sia quella del diavolo, Satana, ma...». Il suo primo album aveva in copertina la croce capovolta di Cristo; ognuna delle sue apparizioni in concerto era preceduta da una messa nera celebrata sul corpo di una donna spruzzata del sangue di un pollo immolato. Ha anche detto: «Il nostro uditorio è sotto il dominio di un potere infernale e questo spiega il nostro successo». Ecco fra le tante, due canzoni tolte dall'album «Diary of a Madman»: 1 - Believer: satana insegna a due omosessuali come praticare una relazione, che vi lascio immaginare! 2 - You can't Kil rock'n roll: si tratta di una conversazione fra satana, un ragazzo e alcuni osservatori che incoraggiano una relazione sessuale fra satana ed il ragazzo. C'è forse bisogno di altre traduzioni delle sue canzoni per capire la perversione in cui trascina i giovani?
Le chiese vuote o piene, Hugo, non sono il mio problema. Le mie chiese a Zeri non bastano: il problema è trovare dove mettere la gente, specialmente quando vi sono celebrazioni dove inchiodo tutti per 3-5 ore e ci stanno. Ogni mese vado a Verona ed anche lì sono gli spazi che mancano, perché abbiamo 3000 persone che aspettano dalle 10 del mattino: la celebrazione incomincia alle tre e non ce ne andiamo prima delle 19. Le nostre emozioni e pareri invece di scambiarceli con il Rock, li condividiamo con Gesù che unisce gente di ogni lingua e cultura e che si manifesta vivo in mezzo a noi. Lui ha detto: «Io sono la luce del mondo, chi mi segue non cammina nelle tenebre».



 

 

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09/04/2002

 
Cronaca
 
   
  Rock satanico e disagio giovanile
Ancora un suicidio di un fan di Marilyn Manson ma aumentano gli artisti che cantano la Vita

 
   
ROMA - Giornali, radio e televisioni hanno riportato la notizia di un giovane di ventitre anni di Tricase (Lecce), che si é ucciso impiccandosi nella cantina della sua abitazione. Il giovane, che era un fan di Marilyn Manson, non ha lasciato alcuno scritto per spiegare il suo suicidio. Nella sua camera, i carabinieri hanno trovato decine di dischi del cantante e le pareti tappezzate di poster della rock-star. Non è la prima volta che un certo tipo di musica, con contenuti negativi e satanici, viene associata a casi di suicidio. Alcuni mesi fa, una diciottenne di Milazzo si è uccisa nel bagno della sua scuola. Anche lei adorava Marilyn Manson, esponente di spicco della corrente del "rock satanico". Su questi episodi è giusto non esprimere giudizi affrettati e superficiali, soprattutto per il rispetto che si deve alle persone e alle loro famiglie. Ma al tempo stesso, non ci si può sottrarre ad una riflessione sul triste fenomeno dei tanti giovani che "scelgono" la strada della morte. Che ruolo può avere la musica nel suicidio di un ragazzo? La "scelta" della morte è un fatto molto personale, inspiegabile. Nonostante le mille interpretazioni che i vivi possono dargli, rimarrà sempre un mistero. Un enigma che, forse, neppure il suicida stesso sarebbe in grado di risolvere, se potesse ancora parlare. Il comportamento dei ragazzi è sempre il frutto di un'educazione. I bambini, e i giovani, sono dei "contenitori vuoti", che vengono riempiti, a poco a poco, con i messaggi che ricevono nel corso della propria esistenza. Oggi i ragazzi sono "educati", anche, dai mezzi di comunicazione: televisione, Internet, videogiochi, testi di canzoni, riviste, fumetti. Sono spesso bombardati da messaggi che contribuiscono a creare conflitti e stati di disagio. Ad esempio, certi cantanti di "rock satanico" insegnano che nella vita vince solo il più forte o che è giusto vendicarsi, invece di perdonare. Tutto questo è orribile. Devastante. Bisogna, poi, considerare il fenomeno delle "nuove solitudini". Ad esempio, la solitudine di chi naviga per ore su Internet, davanti ad un computer. Oppure, la solitudine di chi ha il televisore nella propria cameretta. E anche la solitudine di chi balla in certe discoteche disumane, travolto da una musica assordante che impedisce di comunicare. Le "nuove solitudini", i silenzi, le incomunicabilità dei nostri tempi contribuiscono a creare un terreno fertile per l'ingresso di messaggi negativi, spesso trasmessi dai mezzi di comunicazione. La musica, se usata nel modo sbagliato, può trasformarsi in uno dei principali veicoli di trasmissione della non-cultura della morte. La musica si può considerare un enorme "spot pubblicitario", capace di raggiungere il cuore di milioni di persone. I suoi messaggi sono in grado di influenzare le mode, i pensieri, i comportamenti della gente. Non a caso, tanti ragazzi sono soliti scrivere sui propri diari i testi delle loro canzoni preferite, assimilandone i contenuti. Il mondo della musica, oggi, è sempre più inquinato da cantanti senza scrupoli che inneggiano alla morte, al suicidio, alla droga, alla violenza, al razzismo. E tutto questo accade nel nome del "dio Denaro". Il rock, o le discoteche, non sono necessariamente veicoli di comunicazione di morte o di violenza. Ogni mezzo può essere utilizzato nel bene o nel male. Pensiamo, ad esempio, al bisturi. Nelle mani di un assassino può uccidere. Ma in quelle di un bravo chirurgo può salvare migliaia di vite umane. Allo stesso modo, la musica può essere usata per promuovere una nuova cultura di speranza e di amore per la Vita. Basta pensare alla recente esplosione, anche in Italia, del fenomeno della "Christian Music" (musica cristiana), con artisti ormai affermati come Roberto Bignoli, Mimmo Iervolino, Paolo Spoladore, Giosy Cento, Cristina Damonte, Matteo Zambuto, Marco Tavola, Paolo Auricchio, Marcello Marrocchi, Claudio Chieffo e gruppi rock come i Krisalide e gli Unicospirito. Non a caso, uno dei siti Internet maggiormente "cliccati" è "Informazione Musica Cristiana" (www.informusic.it), che aggiorna costantemente su questo genere artistico. Ci sono anche associazioni come "Il mio Dio canta giovane", che riunisce i cantautori di ispirazione cristiana, e manifestazioni di elevato contenuto artistico come "Il mondo canta Maria", che si terrà a Schio (Vicenza) il prossimo 30 aprile, ospitando artisti di livello internazionale. E poi, iniziative come "Pater Tv", che opera nel settore della comunicazione, producendo trasmissioni, video e registrazioni di concerti, al servizio di una nuova evangelizzazione. Infine, c'è chi utilizza le discoteche in modo positivo, come Frate Michael, promotore del progetto "Spirit in Dance", con cui si balla nei locali, ma si riesce anche a dialogare e a riflettere. Insomma, è vero che esistono i cantanti di "rock satanico". Ma fortunatamente cresce anche il numero degli artisti che cantano la Vita, l'amore, la pace, la famiglia, la fratellanza universale. Guardiamoci un po' intorno, e li troveremo.
 
   
Carlo   Climati  
 
       

sabato 18 maggio 2002
INVITO A HUGO
Anche la musica rock
può portare a Dio

Daniela Romano - La Spezia

CARRARA. Carissimo Hugo, rispondo a quanto hai scritto il 23 e 28 aprile, dove emergono delle verità che sono palesi da sempre nella storia tra Dio e gli uomini.
Le Sacre Scritture ci rivelano queste infedeltà che non sono mai state nascoste, ma scritte e testi moniate anche dagli stessi Apostoli. Gesù poteva porre gli angeli a capo della sua Chiesa, ma ha preferito fare noi suoi cooperatori nel suo piano di salvezza e non semplici spettatori. Ci ha così elevato alla dignità di figli di Dio, nella libertà di scelta tra il bene ed il male. Tu dici che Marylin Manson è più seguito di Gesù. Può essere, fa tanto rumore! Anche se dubito che tra 2000 anni se ne parli ancora. Gesù è segno di contraddizione, oggi pìù che mai attuale.
Guardandoci attorno vediamo guerre che sfociano in odio profondo, omicidi, ingiustizie; si potrebbe continuare a lungo, e nei tuoi scritti si avverte questa rabbia che può portare spesso, purtroppo, ad accusare Dio di tutto ciò. Ma Gesù dice: "Amatevi gli uni gli altri come io vi ho amato". Quindi se amiamo la giustizia, il rispetto e cerchiamo l'amore, nei Vangeli troviamo risposte che non deludono perché dimorano in noi, altrimenti quale discernimento avremmo contro il male, che ama la teatralità, il caos? Vediamo, infatti, la storia; Hitler diceva grandi menzogne, proclamate con autorità e carisma come verità, e moltitudini l'hanno seguito e le nefaste conseguenze sono note. Tanti sono gli esempi. Chi opera per la giustizia è amato da Dio che ci ha donato ogni cosa nella sua immensa bontà, e la musica è un dono spirituale, per questo ha il potere di unirci tra noi e lui. Ma anche i doni più belli possiamo usarli in modo negativo: con un coltello, per esempio, si può dividere il pane con l'affamato o uccidere; sta a noi la scelta, nella ragione e coscienza che ci distingue da ogni altra forma di vita. Noi siamo creati ad immagine di Dio.
E' anche vero che le chiese sono disertate, laddove lo spirito del mondo è potuto entrare, ma dove lo Spirito di Dio regna, lì fioriscono i santi, e la Chiesa è viva e fedele alla promessa. San Francesco attira ancora tantissimi giovani, come Santa Teresa d'Avila, e così via. I frutti della Verità rimangono per sempre, il tempo li rafforza. Oggi ci no ancora tanti santi tra noi, anche martiri, ed è a loro che dobbiamo guardare perché sono i veri discepoli di Gesù, pronti a dare la vita anche per il più "piccolo" tra noi. Quando morì Suor Maria Teresa di Calcutta, nello stesso tempo anche Lady Diana ci ha lasciato, e il mondo, i mass-media, han dato più rilievo a quest'ultima; ma l'opera che Dio ha compiuto in quella picccola suora è grandiosa, e non si è spenta con lei.
Anch'io contestavo tutte le infedeltà che vedevo compiere dagli uomini, soprattutto tra i cristiani, anche sacerdoti. Ma un giorno, dinanzi ad un crocefisso, ho chiesto: "Chi sei tu che hai dato la vita per me?" La risposta fu questa: "Perché ti amo, e l'Amore non può che amare!".
Caro Hugo, in te si avverte una ricerca di dialogo. Prova con Gesù. Guarda un Re che sceglie una croce per trono, stendi le tue mani nelle sue piaghe, perché è per esse che siamo guariti, salvati, Gesù ti ama, ci ama di un amore folle. Lui è così, è il mondo ne ha paura. Eppure c'è tanta pace in Lui. La croce, è l'orgoglio cristiano, il nostro orgoglio! Non è affatto sofferenza, ma vittoria, perché il Signore Gesù è vivo, risorto in mezzo al suo popolo.
E' vero, abbiamo bisogno anche di voi per una Chiesa gioiosa, che è capace di rinnovarsi. Provate a venire una volta alla Messa di don Beppino, chissà che la vostra musica non diventi una lode al Padre per tutte le creature e portare il messaggio d'amore, il Vangelo di Gesù, che ha il potere di cambiare tutto il male in bene: l'amore sull'odio, la vita sulla morte.

 

 

 

 

 

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