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Radio
Missione Francescana
Musiche
e preghiere nel palinsesto- A tempo di musica si parla di fede
Si
fa musica e preghiera, dibattiti e riflessioni, messe e
informazione. Il luogo incute timore reverenziale. E' il convento
dei frati francescani di viale Borri a Varese. Qui, al secondo
piano entrando dal retro, vive Radio
Missione Francescana, un'emittente entrata nel mondo
dell'etere nel 1990, con l'avvento della "Legge Mammì".
Cuore, anima e mente è don Gianni, il fondatore, colui che nel
1986 si mise alla guida di una postazione mobile e per 4 anni girò
la regione, portando con sè l'indispensabile per fare la
"radio itinerante", in mezzo alla gente, per saggiarne
gli umori, per conoscerla e condividerne i sentimenti.
"Quella - ricorda con una punta di nostalgia don Gianni- era
la vera radio, qualcosa che arrivava alla gente perchè parlava
della gente. Noi eravamo in mezzo a loro per testimoniare, a chi
ci ascoltava, la genuinità della vita quotidiana."
La
legge Mammì, però, ha cambiato il percorso di questo camper.
"Era l'inizio di agosto - ricorda don Gianni - tutti erano al
mare. Quella normativa ci arrivò come un fulmine a ciel sereno.
Io presi la palla al balzo: era un peccato sprecare tanta
esperienza. Mi rivolsi ai miei superiori e ci buttammo. Se avessi
saputo allora cosa avrebbe voluto dire, forse sarei rimasto sul
mio bel camper..."
7
ore di programmazione quotidiana. 60 volontari che si danno il
cambio. "Sono pochissimi - chiarisce don Gianni - per fare un
buon prodotto. Ho voluto che ogni rubrica venisse gestita da
almeno tre persone: se uno si ammala, o si assenta, non si rimane
scoperti. E poi c'è la parte tecnica. Ogni gruppo deve essere
autosufficiente. Il nostro tallone d'achille è l'informazione
locale: ci vorrebbe un investimento maggiore di uomini e tempo.
Ogni tanto qualcuno si presenta: cerchiamo di instradarlo con un
mese di tirocinio a base di mini lezioni di giornalismo ma poi
l'impegno è davvero gravoso, e così l'entusiasmo finisce per
scemare. Noi, comunque, siamo aperti ad ogni collaborazione. Se
uno si presenta con un'idea, noi gli diamo l'infarinatura di base
sul mezzo, poi sta a lui provare, fare dei numeri zero finchè è
pronto al salto nell'etere."
Nelle
ore di connessione ad altri media, sulle frequenze di radio
Missione francescana si può ascoltare la programmazione di
circuito Marconi, il net work della "Cei" o i notiziari
di Radio Vaticana.
L'argomeno
economico è l'altra nota dolente di quest'attività. "I
nostri conti sono sempre in rosso - spiega don Gianni - viviamo
con le sovvenzioni private, ma non sono abbondanti. Anzi. Abbiamo
un pochino di pubblicità, circa il 3% delle programmazione.
Quindi mi ritrovo spesso a batter cassa dai miei superiori. Finchè
mi finanziano, si va avanti..."
La
radio conta oggi su un pubblico di affezionati. "Non sono
tanti in termini assoluti: 14 mila ogni giorno, circa 23 mila alla
settimana - rivela don Gianni - per noi sono un risultato più che
soddisfacente, visto che copriamo solo l'area della provincia
varesina. Certo quando ero sul campo avevo uno "share"
del 70%..."
Piccoli
numeri al confronto della principale rivale "Radio Maria"
che trasmette dalla vicina Erba. "La loro - spiega - è stata
una scelta diversa. Radio Maria tende ad un'evangelizzazione
diretta: prediche come in chiesa, preghiere e riflessioni. E' un
target preciso: chi già crede. L'età è medio alta, mancano i
ragazzi. Noi, invece, cerchiamo di arrivare diluedno i contenuti,
abbinando religione e musica, preghiere e svago. Pensiamo che, così
facendo, ci rivolgiamo a tutto il pubblico indistintamente."
Don
Gianni ha appeso ormai da tempo il "microfono al
chiodo": " Sono sommerso dalla burocrazia - dice - ci
sono riunioni, e incontri, e programmazioni, e...... poi ho il
sito internet : www.comunicare.it/rmf/welcome.htm.
Ma non mi dispiace, per la verità. Non sento emozioni a rimanere
isolato in uno studio per trasmettere. Se potessi andare fuori....
Forse, un giorno: la nostra programmazione è attualmente in una
fase di passaggio. Può darsi che, prossimamente, si tornerà in
mezzo alla gente, con il mio camper, che è ancora parcheggiato
qui sotto, per parlare con le persone, raccontare le loro storie e
le loro vite. Quella sì che è radio..........."
Alessandra
Toni
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