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da Catholica
- Sabato 20 Gennaio 2001
LITURGIA
Il Papa al Pontificio istituto
«Musica
sacra: forma di bellezza che invita a pregare»
«Il
canto deve far risuonare nella domenica la gioia del cristiano»
(G.Ber.)
«La musica e il canto non sono un puro decoro o un ornamento
sovrapposto all'azione liturgica. Costituiscono, al contrario, una
realtà unitaria con la celebrazione, consentendo
l'approfondimento e l'interiorizzazione dei divini misteri». Lo
ha detto ieri Giovanni Paolo II ricevendo in udienza nella Sala
Clementina, in Vaticano, i docenti e gli alunni del Pontificio
Istituto di musica sacra, in occasione del novantesimo
anniversario di fondazione. Un'occasione per ripercorrere la lunga
storia di questa realtà accademica, voluta da san Pio X. Ma anche
per riaffermare l'importanza di questa dimensione del celebrare
cristiano. Ai presenti Giovanni Paolo II ha ricordato le parole
della costituzione conciliare Sacrosanctum Concilium, secondo cui
la musica sacra «costituisce un tesoro di inestimabile valore,
che eccelle tra le altre espressioni dell'arte, specialmente per
il fatto che il canto sacro, unito alle parole, è parte
necessaria ed integrale della liturgia solenne».
È
soprattutto la capacità della musica di esprimere la gioia del
celebrare, che il Papa sottolinea. «La letizia cristiana, che il
canto manifesta - ha spiegato al Pontificio Istituto di musica
sacra -, deve scandire tutti i giorni della settimana e risuonare
con forza la domenica, "giorno del Signore", connotato
da un precipuo carattere gioioso». Di qui la missione specifica
di chi compie questo ministero. «Il criterio che deve ispirare
ogni composizione ed esecuzione di canti e di musica sacra - ha
continuato Giovanni Paolo II - è quello di una bellezza che
inviti alla preghiera. Quando il canto e la musica sono segni
della presenza e dell'azione dello Spirito Santo, favoriscono, in
un certo modo la comunione con la Trinità. La liturgia diventa
allora "opus Trinitatis"».
È
la sintesi tra unione con Dio e capacità artistica, dunque, il
fine ultimo dell'attività formativa di una realtà come il
Pontificio Istituto di musica sacra. Un compito da leggere
all'interno di quel grande primato dell'annuncio, che Giovanni
Paolo II non si stanca di ribadire. «Siamo entrati in un nuovo
millennio - ha concluso ieri - e la Chiesa è tutta impegnata
nell'opera della nuova evangelizzazione. A voi è domandato di
valorizzare al meglio le vostre doti artistiche, conservando e
promuovendo lo studio e la pratica della musica e del canto in
quegli ambiti e con quegli strumenti che il Concilio Vaticano II
ha indicato come privilegiati: il canto gregoriano, la polifonia
sacra e l'organo».
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