Amare Dio nel canto
Un servizio alla liturgia: la direttrice di un coro di Pueri cantores
racconta la sua esperienza con i più piccoli

Un coro durante l'animazione di una santa messa All'inizio della mia esperienza di servizio musicale nella Liturgia accostai una frase che mi colpì molto: L'Eucarestia, situata nel cuore della Liturgia, è la sorgente, il centro e il culmine, non soltanto dell'esistenza personale e comunitaria, ma anche di ogni evangelizzazione. Mi rendevo conto della grande responsabilità alla quale ero chiamata nei confronti dei bambini e giovani che preparavo per l'animazione con il canto della s. messa e nei confronti della mia comunità parrocchiale che la domenica si radunava per quel momento così centrale della sua vita. Sentivo necessario un serio cammino di fede, una formazione spirituale e liturgica e una maggiore conoscenza dei documenti del Magistero riguardo, in particolare, la musica nella Liturgia. Mi sentivo anche confermata nello studio musicale e nella conoscenza e approfondimento del repertorio musicale della Chiesa, e della millenaria tradizione di preghiera cristiana. Il servizio del canto mi provocava in termini di fede diventando, a poco a poco, una preziosissima possibilità di testimonianza e luogo di catechesi. In accordo con il parroco abbiamo strutturato un semplice programma formativo liturgico-spirituale per i ragazzi e giovani del coro da sviluppare in una parte delle prove di canto e in qualche uscita.   Era importante che i ragazzi con me comprendessero che in ogni Eucarestia siamo chiamati ad entrare e partecipare della dinamica d'amore tra Gesù e il Padre, sperimentare Gesù Parola del Padre, Pane spezzato e condiviso, Salvezza e senso della propria vita. Questa esperienza personale è vissuta nella comunità, nella Chiesa che innalza a Dio, in Gesù, l'unica lode. In questa realtà salvifica e di comunione si inserisce il nostro canto di lode, di supplica, di perdono, di grazie. Questo percorso insieme ai ragazzi continua ad essere per me motivo di stupore in quanto emerge da essi il desiderio di approfondire il senso del rito e delle scelte dei canti. Ricordo l'affermazione che fece una bambina mentre introducevo la celebrazione del Sabato Santo: capì che era la notte della Pasqua, disse di essere contenta di poter cantare l'Alleluia, il canto della gioia e della festa per Gesù Risorto. La celebrazione, come esperienza viva, è possibile (anche senza caricare il rito di ulteriori segni) comprendendola nel particolare tempo liturgico, nelle Letture del giorno, avendo presente l'Assemblea celebrante, cercando di capire che la scelta del canto-preghiera, non può seguire solo il criterio del "mi piace-non mi piace" in quanto preghiera della comunità. Talvolta erano i ragazzi stessi a propormi dei canti che intuivano essere favorevolmente cantati dagli anziani anche se a loro non piacevano molto. La preparazione musicale, seria e umile, diventa una preziosa possibilità anche di conoscere e amare il canto della tradizione della Chiesa, è possibile per i nostri ragazzi cantare il "canto gregoriano", con pazienza e cura è necessario aiutarli a
capire questo linguaggio che appare lontano, ma che si rivela per loro ricco di scoperte e di intuizioni spirituali. Un bambino mi confidò di essere contento di imparare il "gregoriano" perchè per lui significava cantare come Gesù. Il recente Convegno organizzato dall'Ufficio litugico "Quale canto per quale celebrazione liturgica", al quale ho partecipato, ha offerto ampi spunti di riflessione più che su cosa cantare, sul perchè e come cantare nella Liturgia. Le relazioni e anche i lavori di gruppo hanno messo in luce la necessità di ricollocare e qualificare il proprio servizio musicale in un cammino di fede, perchè ogni nostra celebrazione sia a gloria di Dio e per la salvezza degli uomini. (Monica Marighetto)


"I canti bisogna sceglierli in base a quello che evocano": è nella frase del maestro Gianmartino Durighello, insegnante al conservatorio di Castelfranco, la chiave di lettura in cui si sono riconosciuti molti degli operatori musicali partecipanti al convegno del 6 ottobre scorso "Quale canto per la celebrazione liturgica?". Se il Padre nostro con la musica di Simon e Garfunkel, ad esempio, ci ricorda gli anni '70 e i figli dei fiori, è adatto alla liturgia, ci avvicina al mistero che si sta celebrando?

La Vita del Popolo

 
   

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