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La
musica anche oggi è in grado di «servire» efficacemente
la Liturgia
(C.U.)
Al Forum di ieri il compositore Giulio Castagnoli (nella foto) ha
portato la propria esperienza di promotore del «Laboratorio di
musica contemporanea a servizio della Liturgia» di Milano.
Esperienza che ha definito di «artigianato», nel senso che «l'artigiano
è chiamato quando qualcosa si rompe: e oggi si è rotto, da
almeno cinquant'anni, il "filo" che univa la musica alla
liturgia». Un «filo» antichissimo e universale, ha ricordato
Castagnoli: poiché la musica «suscita sentimento e commozione, e
quindi porta fuori di sé, verso l'altro, e dentro di sé verso
l'Alto». Basti pensare che in alcune culture sacro e musica
coincidono nella stessa persona; e i grandi compositori classici
hanno sempre composto musica sacra e liturgica accanto a quella
profana. «Oggi il compito del compositore è duro - ha affermato
Castagnoli - perché abbiamo perso le nostre radici musicali, e il
livello della musica liturgica è molto basso». Per ovviare
a ciò, la prima cosa da fare, a suo parere, è dare un'educazione
musicale, a cominciare dai bambini. Poi recuperare le radici della
grande musica per la liturgia, come il Gregoriano. Infine, c'è il
compito che si propone il «Laboratorio»: comporre al servizio
della Liturgia. «Abbiamo chiesto di comporre musica liturgica ad
artisti che sono "padri" della nostra avanguardia - ha
spiegato Castagnoli - perché rappresentano il "dove è
arrivata" la nostra musica. E abbiamo cercato di offrire
materiale "spendibile", per esempio componendo musica
per organo, che è una "piccola orchestra" della quale
abbiamo in Italia esemplari di grandissimo valore». Una
delle caratteristiche poi del lavoro del Laboratorio è comporre
musica che coinvolga il più possibile i fedeli, anche al di fuori
delle "parti" comunemente musicate della Messa».
Bologna sette - Avvenire
Martedì 27 novembre 2001
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