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"Una
Speranza Nuova"
E'
questo il nome dello spettacolo di evangelizzazione che,
nell'estate passata, in tre occasioni (Qualiano - Na,
Tramonti - Costiera Amalfitana e Ercolano - Na) ha annunciato con
canti, musica, danze, mimi e tanta gioia il nome di Gesù.
L'equipe è formata da giovani di tutta la Campania, ciascuno con
un solido cammino spirituale alle spalle. Lo spirito di
sacrificio, la natura di volontariato, nonché il desiderio di
dare una concreta risposta alle attese del Santo Padre, sono gli
incredienti fondamentali per dare la spinta necessaria al
progetto. Tuttavia, la fase dello spettacolo è tutt'altro che di
assestamento. Esso è in continuo evolversi, sia nell'organico (si
cercano giovani generosi quali strumentisti, ballerini/e,
vocalist, supporters) che nelle idee. L'obiettivo è quello di
giungere, nel prossimo, ormai alle porte, 1999, ad una struttura
di evangelizzazione ad ampio spettro, consolidata e pienamente
efficiente, capace di accompagnare, noi e quanti saranno raggiunti
dal suo messaggio, fino all'appuntamento del Grande Giubileo del
2000, così da poterlo vivere con una più intensa e profonda
dimensione spirituale.
Spettacolo di Evangelizzazione
"…Il mondo di oggi è confuso da un relativismo e da un
soggettivismo estremi. Il mondo è secolarizzato e propone modelli
di vita vuoti di valori spirituali…"
Queste sono le parole rivolte da Papa Giovanni Paolo II ai leaders
del RNSS e valgono a spiegare la nascita di una miriade di
iniziative di evangelizzazione come lo spettacolo multimediale
"Una Speranza Nuova".
Alle soglie del terzo millennio non è più tempo di aspettare o
di restare fermi nei nostri gruppi di preghiera a parlare di Gesù
e a comunicare le nostre esperienze solo con chi vive già con
Lui: bisogna andare tra la gente a risvegliare le coscienze
assopite di quanti si dicono cristiani, ma di fatto non lo sono, e
a far riscoprire a tutti i battezzati il Gesù risorto, quello
stesso Gesù la cui grazia noi abbiamo sperimentato. Cosicché,
mossi da un forte desiderio di annunciare il Suo nome, è nato nel
nostro cuore il desiderio di realizzare uno spettacolo di
evangelizzazione itinerante nell'intera regione Campania. Forti di
esperienze vissute in prima persona e comunitariamente, ci
avvaliamo dei carismi che lo Spirito Santo ci ha donato per
edificare la Sua Chiesa: musica, canto, mimica e danza.
L'iniziativa che presentiamo vuole rispondere alle direttive del
Santo Padre, e quindi della Chiesa tutta, di "…proporre e
realizzare metodi nuovi per l'evangelizzazione…" che si
servano di tutti i mezzi a nostra disposizione. Lo spettacolo,
indicato sia per manifestazioni laiche che religiose, nelle piazze
come nei teatri, punta soprattutto su una versione stile concerto,
poiché la musica è un linguaggio compreso da tutti, corredato di
tutto un insieme di coreografie e scenografie, appositamente
studiate, nonché di un corpo di ballo pronto a dare enfasi al
momento che si sta celebrando. Inoltre, punto focale per la
dinamica dello spettacolo sono i vari momenti di riflessione che
vengono offerti dalle ragazze della creatività quando eseguono i
mimi incentrati sui principali aspetti della vita cristiana nonché
sui punti essenziali del Kerigma.
Tutto lo spettacolo ruota proprio intorno all'annuncio kerigmatico:
sperimentare l'amore salvifico di Dio, prendere coscienza del
peccato dell'uomo, fare un incontro personale con Gesù, fare un
atto di fede e di conversione di vita, chiedere e ricevere il dono
dello Spirito Santo dopo aver accettato Gesù nel cuore, capire
l'importanza di far parte di una comunità cristiana.
Questo annuncio kerigmatico viene dato in un modo del tutto nuovo,
in quanto diverso dal solito, adatto, cioè, al linguaggio ed alla
cultura attuale. Ecco quindi il significato di spettacolo
"multimediale". Difatti, per catturare l'attenzione di
quanti assistono allo spettacolo vengono proiettate immagini ed
animazioni, opportunamente scelte per sottolineare il messaggio
che si sta comunicando, nonché i testi dei brani in esecuzione
mediante l'uso di un video proiettore collegato ad un computer e
di un mega
schermo.
Ma perché "Una Speranza Nuova"? Speranza perché è
questa che ci fa guardare al futuro in modo positivo anche quando
il presente ci riserva qualche spina; speranza è la virtù
teologale che ha segnato il secondo anno di preparazione al Grande
Giubileo del 2000; ma, soprattutto, volendo lo spettacolo
accompagnarci al 2000 e per tutto l'anno giubilare, la speranza è
quella che meglio si sposa con la definizione che il Papa ha dato
del terzo millennio "…nuova primavera della
Chiesa…".
La speranza è nuova non perché vuole essere una speranza diversa
da tutte le altre che fino ad oggi hanno abitato il nostro cuore
ma perché rappresenta la novità di Gesù Cristo nella nostra
vita, presenza che si rinnova sempre, rimanendo sempre attuale e
rendendo nuove tutte le cose, i nostri orizzonti, le nostre
prospettive, il nostro cuore, la nostra vita. Ma per qualcuno
questa speranza da noi annunciata potrebbe rivelarsi anche come
una nuova speranza se fino a quel momento ha riposto ogni sua
fiducia nel proprio "io", nel denaro o se è stato
schiavo della droga, dell'alcool, o se fino a quel momento ha
vissuto una vita dissipata e sregolata alla ricerca sfrenata del
piacere e del successo.
Lo spettacolo è strutturato secondo tre macro-sezioni. Fin dal
principio è un continuo inneggiare alla vita e invitare i
presenti a restare con noi perché potrebbero finalmente trovare
la risposta a molti dei loro interrogativi il primo dei quali:
"Dove sei Signore? Io ti ho tanto cercato, dove sei ?".
Ma si scoprirà che il Signore Gesù è accanto a noi, vive dentro
di noi e ci dà la vittoria sul peccato. Cosicché segue un primo
momento di festa che passa in rassegna tutta una serie di
coinvolgenti brani di diversi stili musicali e di preciso
contenuto evangelico; ma il momento di passaggio alla fase
centrale, il fulcro attorno il quale lo spettacolo trova motivo di
esistere, avviene proprio mediante la rappresentazione di un mimo
che condurrà all'ostensione della croce, origine della nostra
salvezza, ed al suo passaggio in mezzo alla folla proprio come
2000 anni fa Gesù passava tra le genti e donava la Sua
consolazione, le Sue grazie perché Egli è lo stesso ieri, oggi,
sempre. E' questo il momento dell'annuncio forte, profetico,
carismatico. E' questo il momento in cui ognuno può invocare il
nome di Gesù sulla propria vita per essere salvato (Gioele 3,5).
Si giunge, così, alla fase finale di festa: canti, danze e,
proprio per sottolineare il fatto che sempre più numerosa vuole
essere la schiera di coloro che lodano il Signore, un secondo
coro, vestito con abito nuovo a simboleggiare la vita nuova in
Cristo Gesù, si aggiunge a quello che è già sul palco. Una
serie di medley ci condurrà fino al termine dello spettacolo dove
ci sarà ancora spazio per un ultimo messaggio di pace e di unità:
siamo un solo corpo in Gesù, tutti fratelli in Cristo e figli di
un unico.
Padre. Alleluya!
Per informazioni : 
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