DON CARLO CAVALLIN

doncarlo.jpg (40377 byte)

 

 

DON CARLO CAVALLIN, GIOVANE PARROCO E CANTAUTORE

 

«Ho una mia idea: che la musica sia una grande medicina che serve a migliorare l'uomo, a consolare, a esprimere rabbia, amore e sentimenti, con il grande potere che essa ha. La ritengo la forma artistica più elevata». Così pensa don Carlo Cavallin, giovane parroco e cantautore con già due album alle spalle.

Il rapporto tra don Carlo Cavallin e la musica inizia da bambino ed è qualcosa che cresce con lui, accompagnandolo nella crescita e nelle scelte importanti della vita. Un rapporto di coesistenza legato da una predisposizione naturale nutrita con grande passione.

Don Carlo, come è nato il desiderio di fare musica? «È un giorno molto lontano. La musica è cresciuta dentro di me com'è cresciuta la mia vita. Diciamo che ho sempre masticato musica fin da piccolino. Una passione che all'inizio era una delle tante, poi nel tempo si è affinata ed è diventata forse la passione più grande che ho. A parte quello che faccio di solito nella vita, l'altra cosa che faccio è quella di cantare e di suonare».

 

ANGELI STONATI 

Angeli Stonati.jpg (8707 byte)Nel 1996 porta a termine un progetto nato quasi per caso, grazie all'aiuto di tante persone: il suo primo album "Angeli stonati" . Lo definisce "frutto della provvidenza" , nato dall'esigenza di raccontare qualcosa di personale, per testimoniare le proprie esperienze. L'album contiene 10 brani. Nei testi c'è uno studio della complessità e i limiti dell'uomo, che trova completamento attraverso la propria dimensione spirituale. In molte tappe c'è una forte introspezione, un guardarsi dentro con la disinvoltura di chi lo fa spesso. In altre c'è uno stacco, sia dal punto di vista artistico che da quello tematico. La canzone che dà il titolo all'album è il momento più toccante, dedicato ai "meninos de rua" brasiliani. Brano di denuncia, l'autore lo scrive dopo aver vissuto in prima persona un problema simile: l'accoglienza ai nomadi dell'ex Jugoslavia.

Don Carlo ha il dono di una voce dal timbro giovane e gradevole, sostenuta da azzeccate melodie. Ne risultano vibrazioni che si sposano coi temi trattati, centrando in pieno gli obiettivi emotivi dell'opera.

 

A PIEDI NUDI 

Copertine A piedi Nudi Cavallin.JPG (25453 byte)Due anni dopo il primo album ecco "A piedi nudi" , opera concepita nell'esperienza di animazione del Gruppo Giovani e nella scuola di preghiera organizzata nella parrocchia di cui era vicario, Thiene (VI).

Cosa rappresenta il titolo dell'album "A piedi nudi"? «E' stato preso dalla canzone-guida che è "Danzando a piedi nudi" . E' un episodio biblico: quando Mosé nel roveto ardente incontra Dio, Questi gli dice "Togliti i sandali" . Gli ebrei dicono che per avvicinarsi a Dio bisogna togliersi i sandali, fatti di cuoio: il cuoio è pelle di animale morto. Dobbiamo liberarci delle cose morte per poter incontrare Dio, liberarci dalle molte cose materiali a cui siamo attaccati, che non riescono a darci la felicità piena. Abbiamo studiato un anno col Gruppo Giovani quel versetto "Togliti i sandali" , e l'ho scelto anche per lanciare il messaggio di un ritorno all'essenzialità, alla semplicità ma non al semplicismo».

L'opera inizia con "In principio fu la musica" , brano-slogan che identifica l'amore e l'importanza di don Carlo per questa forma di comunicazione. Poi i testi prendono varie strade. Ecco "Ora" , che dipinge la bellezza, ma nel contempo i risvolti profondi, di un momento d'incontro e di condivisione trascorso insieme, parlando e cantando, a cui succede "Danzando a piedi nudi", che contiene il messaggio-chiave dell'album. Sono presenti momenti di preghiera vera e propria, con la dolcissima "Madre Maria"  e "Cantate" . C'è poi l'appello dal mondo degli adulti a quello dell'infanzia, sviluppato nel brano più lungo dell'opera, "Per i bimbi" , che, contrariamente al titolo, serve a far riflettere i grandi. Si conclude con "Si, sarà così" , pezzo con un minuto e mezzo di introduzione strumentale, che fotografa un momento indimenticabile e surreale vissuto a Parigi nella Giornata Mondiale della Gioventù del '97, dove pareva materializzarsi la venuta del Padre.

Le melodie avvicinano alla riflessione, da cui probabilmente questi versi provengono e che sono destinati a portare. Per ogni canzone don Carlo ha preso spunto dai versetti delle Sacre Scritture, indicati a cappello  dei singoli testi che sono anche accompagnati dagli accordi musicali per favorire una libera interpretazione dei brani.

Promosso  nel 1999 parroco nella parrocchia di Grumolo Pedemonte (VI), don Carlo continua a scrivere musica testimoniando senza paura le sue convinzioni, come canta in un pezzo dell'album "A piedi nudi" : «Ti ho cercato e ti ho cantato senza vergognarmi mai».

Per informazioni e contatti:

Parrocchia di Grumolo Pedemonte

Zugliano (Vi) 36016

tel. 0445/362907

ccavallin@libero.it

 
   

bignoli banner miriam.gif (17883 byte)