GIOVENTU' INQUIETA

I FAN DELLE BAND SATANICHE

Croci, sfregi e rock and roll
Adorano Marilyn Manson. Partecipano a riti lugubri. Qualche volta si fustigano. E c'è chi arriva a uccidere. In nome del Demonio

di Marco Lillo

La bestia è rimasta accovacciata per anni nell'animo di Martina. Ogni tanto si affacciava dai suoi occhi verdi, che fanno girare i ragazzi della scuola e mettono un po' paura ai professori. Poi un giorno Martina ha ascoltato Marilyn Manson e la bestia si è svegliata. «Manson mi ha fatto capire che sono attratta dal male», racconta con la schiettezza dei suoi 18 anni. Martina è uno dei 30 mila fan che ha fatto la fila per ascoltare la rockstar satanica nelle sue tre tappe italiane. Gran parte di loro era lì solo per la musica, eppure per il massimo esperto del genere, Carlo Climati, che ha appena pubblicato un libro sul tema ("I giovani e l'esoterismo", edizioni Paoline) «la musica di Manson è capace di pubblicizzare il satanismo anche se i genitori dei suoi fan pensano: mio figlio non andrà mai a fare i rituali nei boschi». Se quei genitori ascoltassero la testimonianza di Martina forse si ricrederebbero. «Ho scoperto Manson», racconta Martina, «con la mia migliore amica. Insieme abbiamo comprato il cd "Mechanical Animals" e insieme ci tagliavamo spalle e braccia, come fa lui, in una sorta di rito tribale. E proprio ascoltando Manson, ho imparato ad odiarla».

Dice proprio così Martina, un padre in divisa, una mamma casalinga, una vita normale tra il suo liceo e la comitiva del paesotto in provincia di Treviso. Sono passati due anni da allora e niente è più come prima. «Prima le ho rubato il ragazzo», racconta Martina, «perché mi attraeva e volevo farle del male. La verità è che a tutti piace il male, ma nessuno ha il coraggio di dirlo come fa Manson». Era la prima spirale del vortice: «Poi ho conosciuto un altro ragazzo, mi è piaciuto subito perché si vedeva che era cattivo dentro. Quella notte siamo stati insieme. Lui mi mordeva fino a farmi sanguinare. È stato lui a portarmi nel giro dei satanisti. Tutti vestiti di scuro, tutti a farsi gli spinelli, tutti mansoniani». Quando lo racconta Martina non è pentita, solo un po' indecisa come una che osserva il baratro prima di buttarsi. «Per ora sono tornata indietro dal mio ragazzo ma penso sempre a quello sguardo, alle notti nei campi con le auto in circolo, il fuoco acceso e il tre piedi per la seduta spiritica. È bello, sai...».

Ascolti Martina e ti chiedi quanto è lontana Treviso da Chiavenna, provincia di Lecco. Qui a luglio tre ragazze della sua stessa età hanno ucciso con 18 coltellate (sei, sei, sei, il numero di Satana) suor Maria Laura Mainetti. Anche loro ascoltavano Manson. «È stato lui a far uscire la musica satanica dal ghetto», dice Carlo Climati. «Grazie a Manson», continua, «si parla di questi temi nelle riviste per ragazzi e la Chiesa di Satana registra un aumento di domande».



Ma chi sono e cosa fanno i mansoniani? Sarebbe facile cavarsela ricordando il 22enne che ha tentato il suicidio perché la mamma non gli dava il permesso di andare al Forum di Assago. Oppure rievocare il liceo di Colombine, in Colorado, dove due fan uccisero 16 persone nel 1999. Ma i mansoniani in larghissima maggioranza sono ragazzi normali. Concentrati nel Centro-nord, tra i 16 e i 25 anni, vestono scuro, alcuni con gli anfibi , le borchie e le croci, altri esteticamente insospettabili. Tipi come Salvatore di Capri, che studia all'alberghiero e dice: «Pochi afferrano il messaggio di Manson. Quando dice di credere nell'anticristo vuol dire che devi lasciar perdere Dio per puntare su te stesso». O Manuela di Torino, studentessa di 22 anni che vuole studiare Nietzsche per capirlo meglio. Poi c'è Fabio Cerizza, 23 anni, commercialista di Monza, che adora il pezzo "Beautiful People" perché parla di bella gente in giacca e cravatta che in realtà dentro è corrotta». «A ben vedere è la vecchia molla di sempre: la trasgressione», s'inserisce Fabio, 19 anni, studente al mattino e meccanico il pomeriggio. «In un mondo in cui le regole sono saltate, tuo padre ha fumato lo spinello e tua mamma ti implora di avere un rapporto prematrimoniale per darle un nipotino, cosa vuoi trasgredire? Restano tre regolette tipo: onora il padre; non uccidere; il bene è meglio del male».

Nove fan su dieci non sanno nulla di occultismo e fanno una vita normale. Ma c'è chi invece subisce il fascino. «In provincia ci si vede "in privata", che in gergo dark», spiega Elena di Udine, «vuol dire trovarsi in casolari isolati, con le candele sui tavoli». I mansoniani metropolitani li trovi nei pub della catena Transilvania. Lapidi alle pareti, una svampita con un pitone al collo tra le candele e i teschi. Ci sarebbe da ridere se non tornasse in mente una signora emiliana al concerto di Roma. Raccontava alla polizia: «Sono sconvolta. Mia figlia mi ha costretto a portarla al concerto minacciandomi».



L' Espresso 22.02.2001

 
   

bignoli banner miriam.gif (17883 byte)