DUKE ELLINGTON

di Don Stefano Varnavà

Si aprono le nostre orecchie, ma devono aprirsi soprattutto i nostri cuori. Lasciamo i nostri pensieri e le nostre preoccupazioni di tutti i giorni per fissare la nostra attenzione su quanto Duke Ellington ha voluto trasmettere alla nostra anima con le note e le parole di questi suoi CONCERTI SACRI.

Abbiamo pensato di farli conoscere anche al pubblico italiano per rendere omaggio al pensiero di un grande artista, ben noto in tutto il resto del mondo come compositore, ma anche come scrittore e filosofo oltre che come direttore della più nota ed entusiasmante orchestra jazz di tutti i tempi.
Ecco dunque quanto dice Duke Ellington stesso riguardo al suo interesse per la musica "liturgica":

Questi concerti non contengono brani musicali relativi alla liturgia di una religione in particolare. In realtà io mi sento come un giovane messaggero, uno che tenta di portare messaggi alla gente, ma non a quella che non ha mai sentito parlare di Dio, bensì a quella che è stata più o meno cresciuta sotto la guida della Chiesa. A volte si incontrano persone che dicono di non credere. Non mi piace dire che sono dei veri bugiardi, ma ritengo che si sentano alla moda a parlare in questo modo, avendo subito il lavaggio del cervello da parte di qualcuno che sta dietro di loro, da qualcuno che soffre di qualche complesso per cui gioisce nel metterli in ginocchio in adorazione della non-esistenza di Dio. Brancolano nel buio tanto quanto tremano di terrore.
E' stato detto che quello che facciamo non è altro che fare delle prediche, per quanto liriche possano essere, mentre dovremmo ricordare che noi viviamo nella terra promessa dove scorrono latte e miele, dove abbiamo la migliore carne di manzo e l'80% di buon gelato. Sono certo che tutti noi apprezziamo questa benedizione che ci viene dal vivere in questo paese, e non ci sentiremmo offesi se ciascuno esprimesse il proprio apprezzamento più spesso.
Manterremo questa terra se saremo tutti d'accordo sul significato di questa parola incondizionata: AMORE.

Con questa premessa, diamo inizio al nostro concerto il brano musicale che apre il 2° Concerto Sacro, in cui Duke Ellington vuole esprimere anche solo con la musica ciò che esce spontaneo da un cuore che ama: la lode a Dio.

PRAISE GOD (Loda Dio)
(per organo solo)

***
Duke Ellington: prima di proseguire con l'ascolto di brani tratti dai suoi Concerti Sacri, apriamo una parentesi di tipo storico-musicale per conoscere un po' più da vicino l'autore di un certo tipo di musica, tanto da restare ineguagliato nella storia del jazz di tutti i tempi
Chi era Duke Ellington?
A differenza della maggior parte degli uomini del jazz, "Duke" non aveva trascorso l'infanzia in mezzo alle misere strade del ghetto negro di qualche grande città americana. Era nato a Washington, il 29 aprile 1899, in una decorosa famiglia della piccola borghesia nera: suo padre lavorava come maggiordomo presso un medico. Il padre, dunque, al figlio Edward (che un vicino di casa soprannominò "Duke" perché trovava che quel soprannome gli stava bene) volle dare una buona educazione; gli fece prendere lezioni di pianoforte fin dalla prima infanzia, e gli fece frequentare le scuole superiori, per lo meno fino a quando, verso i diciotto anni, il ragazzo non decise di interrompere gli studi. Voleva darsi subito da fare, rendersi indipendente: si sentiva già un uomo fatto e aveva talento, sia come musicista che come pittore.
Nel giro di qualche anno fece tanti mestieri diversi, ma soprattutto lavorò come pianista, provvedendo anche a fornire "Musica per tutte le occasioni", come prometteva un annuncio pubblicitario che lui stesso aveva fatto inserire nella guida telefonica. Qualche volta riusciva a inviare ai suoi vari clienti fino a quattro o cinque orchestre in una sera.
Intanto la sua reputazione di musicista, a Washington, si era consolidata, al punto che Duke sentì la necessità di difenderla migliorando la sua preparazione professionale.
Il suo esordio avvenne in un locale notturno importante, l'Hollywood Café, con una clientela stranamente assortita in cui i turisti e i membri della buona società si mescolavano ai personaggi del mondo dello spettacolo e ai gangsters d'alto bordo.
Ascoltiamo un esempio della sua produzione di questo periodo, sempre aiutandoci con il suono del grand'organo, che al meglio ricorda la grande orchestra:

BIRMINGHAM BREAKDOWN
(1927 - per organo solo)

***
La Saggezza è qualcosa di limitato per l'uomo - Uno e Uno solo possiede tutta la Saggezza. Dio ha la comprensione totale. Ci sono persone che parlano una sola lingua e persone che parlano più lingue. Ciascuno però prega nella sua propria lingua e non c'è lingua che Dio non comprenda.
Questo il pensiero di Duke Ellington, intriso di grande ammirazione per un Dio che sempre ci ascolta, e che è risorto da morte per noi. E questo è evidentemente lo spirito che ha sempre guidato il nostro autore, anche quando suonava davanti a un pubblico di gangsters e personaggi vari all'Hollywood Café, e che ritroviamo in una composizione scritta in quello stesso periodo (siamo nel 1929) dedicata alla Veglia Pasquale del Sabato Santo: Saturday Night Function.

SATURDAY NIGHT FUNCTION
(1929 - per organo solo)

***
Ellington seppe costruire un edificio sonoro fatto di colori vivi e di suoni ora dolcissimi ora aspri, che colpirono l'immaginazione dei clienti del Cotton Club, il lussuoso cabaret di Harlem in cui la sua orchestra si esibì per oltre tre anni, a partire dal dicembre l927, dopo che ebbe lasciato il Kentucky Club, e dove tornò più volte anche in seguito.
In mezzo ai clienti non mancavano coloro che venivano principalmente per ascoltare la sua orchestra: come Stravinsky, o come Leopold Stokowsky, che, dopo aver parlato di musica con lui, lo invitò a un suo concerto alla Carnegie Hall la sera dopo; come George Gershwin, che non nascose mai la sua ammirazione per il compositore di Washington (anni dopo confessò che avrebbe voluto essere l'autore dell'inciso di Sophisticated Lady).
Una sera comparve nel locale anche Irving Mills, un impresario ed editore musicale influente che avrebbe avuto una parte di grande importanza nella carriera di Ellington. Mills rimase molto colpito dal primo pezzo che ascoltò dall'orchestra e che, secondo i suoi ricordi, era Black and Tan Fantasy. Ascoltiamo dunque anche questo pezzo:

BLACK AND TAN FANTASY
(1934 - per organo solo)

***
Vogliamo inoltre ricordare che Duke Ellington, nel 1970, ricevette il titolo di musicista più importante ed insignito dell'anno, oltre al Dottorato in Scienze Umanistiche e al Dottorato di Musica.
In quegli anni molti furono i riconoscimenti a tutti i livelli e in tutti gli stati d'America. Ospite frequente della Casa Bianca lungo varie amministrazioni, con il beneplacito di Re Gustavo Adolfo VI, Re di Svezia, fu introdotto nella Swedish Royal Academy of Music nel 1971, della quale possono far parte non più di 50 membri non svedesi - tra questi citiamo Dmitri Shostakovich, Pablo Casals, Franz Joseph Haydn, Andres Segovia, G. Verdi, Igor Stravinsky, Anton Rubinstein e Arturo Toscanini. L'inserimento di Duke Ellington ha significato il primo riconoscimento ufficiale dell'importanza della musica popolare in una istituzione vecchia di 200 anni.

Varie tappe hanno segnato la sua carriera, che lo hanno portato ai riconoscimenti che abbiamo citato. Tra questi è proprio il primo CONCERTO DI MUSICA SACRA, presentato il 16 settembre 1965 alla Grace Cathedral di San Francisco, California, concerto composto su invito del Rev. John S. Yaryan e del Decano della Cattedrale.
Le polemiche non si fecero attendere. In una solenne presa di posizione, fatta a nome della Conferenza di Washington dei Ministri della Chiesa Battista, il Reverendo John D. Bussey, pur ammettendo di non aver ascoltato la musica del concerto, sentì di doverlo condannare a priori e di opporsi alla sua replica perché la vita del compositore - così "legata al lavoro nei locali notturni" - era "in contrasto con tutto ciò che la Chiesa rappresenta". "Io sono solo un fattorino che cerca di portare a destinazione un messaggio. - protestò Ellington, amareggiato - Se io fossi un lavapiatti in un locale notturno, forse che non potrei metter piede in una chiesa?... Forse Dio non accoglie più i peccatori?"
Nonostante le proteste dei bigotti, che furono sopraffatte da un coro di voci autorevoli, il primo Concerto Sacro fu replicato in una cinquantina di chiese americane, e, nel 1966 e nel 1967, anche nella cattedrale di Coventry e nella grande cappella dell'Università di Cambridge, in Inghilterra. Questi ultimi concerti erano stati inseriti nel corso di due tournées effettuate nel Vecchio Continente dall'orchestra assieme a Ella Fitzgerald.

Ma torniamo ora a questi Concerti Sacri con una composizione che ben rappresenta lo spirito che ha animato il suo autore.
Citiamo in proposito quanto afferma: Viaggiando da un luogo all'altro in macchina, autobus, treno, aereo ecc. rubando il ritmo ai danzatori, l'armonia al romantico, la melodia al nostalgico, la gratitudine all'ascoltatore… ricevendo lodi, applausi e strette di mano, e nello stesso tempo facendo quello che mi piace fare, sento di essere davvero fortunatissimo perché so che Dio ha benedetto questa coincidenza di cose: il momento giusto o il luogo giusto oppure con le persone giuste, perché di coincidenza di queste cose si tratta. Grazie a Dio.
E in questo grande disegno fatto di "coincidenze", pronti a operare per noi ci sono gli Angeli. E insieme a loro, Dio l'Onnipotente guida e accompagna la vita di ciascuno di noi e la vita del mondo, in vista di quel regno luminoso in cui verremo "rinnovati dalla Grazia".

ALMIGHTY GOD (Dio Onnipotente)
per canto e organo

Almighty God has those angels       
away up there above,      
up there aweaving,       
sparkling fabrics      
for you and me to love.     
Almighty God has those angels        
up in the proper place,       
waiting to receive and       
to welcome us      
and remake us in grace.       
Wash your face and       
hands and hearts and soul      
'cause you wash so well,       
God will keep you safely       
where there's no sulphur smell.       
Almighty God has those angels       
as ready as can be      
waiting to dress, caress      
and bless us all, in perpetuity
ALMIGHTY GOD (Dio Onnipotente)
per canto e organo

TRADUZIONE :

Dio Onnipotente tiene i suoi angeli  lassù in alto,   lassù in alto a tessere  tessuti luminosi  perché io e te si possa amare. Dio Onnipotente tiene i suoi angeli al posto giusto,  in attesa di riceverci e di darci il benvenuto e di rinnovarci nella grazia. Lavati la faccia e  le mani, il cuore e l'anima perché così ti lavi bene. Dio ti terrà al sicuro dove non c'è odore di zolfo. Dio Onnipotente tiene i suoi angeli pronti per noi,  in attesa di vestirci, accarezzarci e benedirci tutti, per l'eternità.

 

 

 

 

Scrive Duke Ellington:
Molti mi hanno chiesto che cosa mi abbia spinto a scrivere la musica per i miei Concerti Sacri. In verità non è stato un fatto di "carriera", bensì ho voluto con questo rispondere a una crescente presa di coscienza della mia "vocazione", naturalmente con l'incoraggiamento di molte persone… Sono stato molto fortunato a essere stato accettato in questa squadra di uomini e donne "consacrati" che operano senza posa nei movimenti ecumenici per portare pace nel mondo in cui viviamo, e per assicurarci quel futuro che ha inizio là dove terminano tutte le cose. Come esseri umani, non abbiamo parole adeguate per descrivere quello che va oltre quel punto. Come può l'uomo redigere un progetto con le stesse specifiche che riproducano il suo Creatore?

THE SHEPHERD
per organo solo

***

Dio è venuto Lui stesso duemila anni fa a ricordarci quello che all'inizio del mondo aveva rivelato ad Adamo. Questo è il Vangelo, la "buona notizia" portata da Gesù. Ma il Vangelo è come un seme:

Un giorno, una donna sognò di entrare in una nuova bottega del mercato e, con sorpresa, trovò che dietro il banco c'era Dio.
"Che cosa si vende qui?" chiese.
"Tutto ciò che il tuo cuore desidera", rispose Dio.
Non osando quasi credere alle proprie orecchie, la donna decise di chiedere le cose più belle che un essere umano possa desiderare.
"Voglio la pace dell'anima, disse, e la saggezza e la felicità. Non per me soltanto, ma per tutte le persone della terra."
Dio sorrise: "Credo che tu abbia capito male, mia cara. Qui non si vendono i frutti, ma solo i semi.".

TELL ME IT'S THE TRUTH (Dimmi che è la verità)
per canto e organo

Tell me it's the truth,   
Tell me it's the truth,   
tell me it's the truth,    
Gospel truth.   
Oh tell me it's the truth,   
Tell me it's the truth,    
'Cause the truth is the light    
and the light  
and it's right, right, right,  
right, right….    .
TELL ME IT'S THE THUTH (Dimmi che è la verità)
per canto e organo

TRADUZIONE

Dimmi che è la Verità, Dimmi che è la Verità, dimmi che è la Verità, che è Verità di Vangelo. Oh dimmi che è la Verità, dimmi che è la Verità, perché la verità è la luce,  ed è giusto, giusto, giusto,  e la luce, giusto, giusto

 

 

***
Dio ci ha dato la vita, non una vita automatica, ma una vita libera. Dio non costringe nessuno. Non si può costringere ad amare, perché la porta del cuore si apre dal di dentro. E questa è libertà. Soprattutto libertà da se stessi e dai propri complessi. Dice Duke: Nel nostro mondo noi presupponiamo molto. Facciamo considerazioni come il fatto che ciascuno è solo (senza differenze di stato o di condizione. Ognuno è solo e basta - perché questo è lo stato tipico dell'essere umano) e il suo paradosso è la comunicazione - la risposta insita nel concetto stesso di solitudine.
Ma è proprio la comunicazione ciò che sconcerta la massa, perché è allo stesso tempo difficile e anche semplice. Di tutte le paure che l'uomo nutre, penso che la peggiore sia il timore di essere ciò che si è - in "comunicazione" diretta con il mondo circostante. Per non parlare del terrore tipico di "non essere capito".
Eppure, nel momento in cui finalmente i figli di Dio abbandonano ogni timore per inseguire l'onestà - cercando di comunicare se stessi, a rischio di essere compresi o no - è allora che sono avvenuti i miracoli.

FREEDOM No. 7 ( Libertà No. 7)
per canto e organo

Freedom, freedom,   
Freedom, freedom.   
To be contented pris'ners of love,   
or to reach beyond our reach,  
to reach for a star;   
Or go about the business    
of becoming what we already are.   
Freedom, freedom,   
Freedom, freedom,  
Freedom, freedom,   
Freedom. 
FREEDOM No. 7 ( Libertà No. 7)
per canto e organo

TRADUZIONE

Libertà, libertà, Libertà, libertà.Essere prigionieri felici dell'amore,  o andare al di là di ogni andare, per prendere una stella; o fare di tutto  per diventare ciò che già siamo. Libertà, libertà, Libertà, libertà,Libertà, libertà, Libertà.

 

 

***
In principio c'era Dio e nessun altro. Lui solo. Lui l'Eterno. L'uomo crede che esista solo quello che gli sta intorno. Eppure nulla di tutto questo è necessario. Diceva S. Teresa d'Avila: "Niente ti turbi, niente ti sgomenti. Tutto passa, Dio solo resta. Dio solo basta!".
Dice Duke a proposito di questo pezzo: In questo brano del concerto io penso che si debba tener presente che si tratta di una frase con sei toni, che simboleggiano le sei sillabe contenute nelle prime quattro parole della Bibbia "In the beginning God", In principio Dio…

IN THE BEGINNING GOD (In principio Dio)
per canto e organo

In the beginning God,  
in the beginning God,  
in the beginning God.  
No heaven, no earth,   
no nothing.   
In the beginning God,   
in the beginning God,   
in the beginning God.  
In the beginning God,   
in the beginning God,  
in the beginning God.   
No heaven, no earth,   
no nothing.   

Recitative:   
No mountains, no valleys   
No main street, no back alleys,   
No night, no day,   
no bills to pay,  
No glory, no gloom,   
No poverty, no Cadillacs,    
No pedestrians, no carriage trade,  
No body guards,   
no credit cards,   
No conference calls,   
no T.V. commercials,   
No headaches, no aspirin, 
No heroes, no zeroes,  
No naughty, no nice,  
No limit, no budget,  
No cows, no bulls,   
No Barracuda, No Buffalo,  
No birds, no bees,    
no beetles,  
No men trying   
to fill an inside straight,    
No applause, no critique,   
No amateur, no professional,    
No questions, no answers,  
No singers, no dancers,   
No varied and sundry,   
ranting and raging,  
Hither and yon, from pillar to pot:   
IN THE BEGINNING GOD (In principio Dio)
per canto e organo

TRADUZIONE

In principio Dio,  in principio Dio,  in principio Dio, Niente cielo, niente terra, niente di niente. In principio Dio, In principio Dio, In principio Dio, In principio Dio, In principio Dio, In principio Dio, Niente cielo, niente terra, niente di niente.

 

RECITATIVO

 

Niente monti, niente valli, niente viali e controviali, niente notte, niente giorno,  niente conti da pagare. niente gloria, niente infamia, niente povertà, niente Cadillac,  niente pedoni, né macchine, niente guardie del corpo, niente carte di credito,  niente inviti a conferenze, niente spot pubblicitari,   niente mal di testa, né aspirina,  niente eroi, né non-eroi,  niente cattivi, niente buoni,  niente limiti, niente budget, niente mucche, niente tori,  niente barracuda, niente bufali, niente uccelli, niente api,   né coleotteri nessuno che cerca, di colmare qualcosa, niente applausi, niente critiche, niente dilettanti, né professionisti,  niente domande, niente risposte, niente cantanti, niente ballerini,  niente vari e diversi,  che sbraitano e si arrabbiano, questo e quello, da Ponzio a Pilato.

 

 

 

 

 

 

 

***
La prima parola di Dio è la Sua creazione. Parola che ci accarezza e avvolge nell'alba e ci placa al tramonto.
Dice sempre il grande Duke: Credo che per quanto bravo possa essere un batterista o un sassofonista, se questa è la cosa che sa fare meglio e la offre sinceramente dal profondo del cuore mentre effettua l'esecuzione, non verrà mandato via per mancanza di capacità sua o per inadeguatezza del suo strumento - che si tratti di una cornamusa o di un tam-tam.
Se una persona ha delle preoccupazioni, si lamenta e piange durante l'esecuzione. Quando invece sente che ciò che lo rende felice nella sua vita è solo frutto della benedizione del Signore, ne gioisce, canta e talvolta danza (come è avvenuto per Davide).

GIOCARE CON DIO
Un giorno, un santo si fermò in mezzo a noi. Mia madre lo vide in cortile, mentre faceva capriole per divertire i ragazzi.
"Ah, costui è veramente un santo", mi disse; "figlio mio, va' da lui".
Egli mi pose una mano sulla spalla e mi chiese:
"Mio caro, che cosa vuoi fare?"
"Non lo so, gli risposi. Che cosa vuoi che io faccia?"
"No, devi essere tu a dirmi che cosa avresti voglia di fare".
"Oh, a me piace giocare".
"E allora, vuoi giocare con il Signore?".
Non seppi cosa rispondere.
Allora il santo soggiunse: "Se tu riesci a giocare con il Signore, farai la cosa più bella che si possa fare. Tutti prendono Dio talmente sul serio da renderlo mortalmente noioso... Gioca con Dio, figliolo. E' un compagno di gioco incomparabile".          (Jaleddine Ruah)

PRAISE GOD AND DANCE (Loda Dio e danza)
per canto e organo

Praise God   
with the sound of the trumpet,   
praise God    
with the psaltery and harp.   
Praise God   
with the sound of the timbrel   
and dance.  
Praise God  
with the sound    
of the stringed instruments,   
the organ, the cymbals,   
the loud high sounding cymbals, 
let everything that has breath  
praise God,   
praise the Lord,  
praise ye the Lord   
praise God and dance, dance…   
PRAISE GOD AND DANCE (Loda Dio e danza)
per canto e organo

TRADUZIONE

Loda Dio col suono delle trombe, loda Dio, col salterio e con l'arpa. Loda Dio col suono del timpano  e danza.  Loda Dio col suono degli strumenti a corda, con l'organo, i cimbali,   i cimbali che risuonano alti,   e fa' che ogni cosa che respira  lodi Dio,  lodi Dio, lodi Te nostro Dio loda Dio e danza, danza…

 

 

 

 

***
Chiudiamo questa rassegna di musica sacra con un pezzo "impressionista", di atmosfera, entrato nel repertorio dell'orchestra a far da contrasto ai brani vivacemente espressionistici e ad altri pieni di colore e di ritmo stile giungla che furono da lui altrettanto amati. Ma ben completano l'immagine di questo personaggio così ricco di amore profondo per l'umanità e per Dio.

IN A SENTIMENTAL MOOD
(1935 - per organo solo)

***

Per informazioni:

DON STEFANO VARNAVA':
tel.e fax: 02/48003922
E-mail: varnava@tin.it
WEB: http://web.tiscalinet.it/donstefano/

Lina Radogna, voce solista presso il Coro di San Simpliciano in Milano negli anni 1975-85 sotto la direzione del M° Mario Gerli, nello stesso periodo frequenta l'Accademia di Canto. Completa la sua preparazione con stages intensivi di musica jazz anche con Mal Waldron.
Selezionata come interprete principale del Musical Evita in scena al Teatro Smeraldo di Milano, si esibisce poi a Varese presso il Teatro Impero e, successivamente, nell'edizione estiva allestita per Alassio del Concerto Cocktail, organizzato e diretto dal M° Gregorio Cosentino.
Chiamata a partecipare come ospite in occasione di manifestazioni varie, interviene in concerti anche di gospel e spirituals promossi da Don Stefano Varnavà a Milano.
Attualmente è impegnata nello studio del pianoforte oltre che nel costante perfezionamento del canto con il M° Giorgio Ferrari, impegno che alterna a quello quotidiano e principale di moglie e di mamma di due bambini.
Presentazione

Duke Ellington nei Suoi Concerti Sacri ci ha lascito melodie scritte sul pentagramma in modo ben definito, inserite in un contesto armonico inequivocabilmente moderno.
Duke non ha mai preteso, con la sua orchestra, di fare esclusivamente del "jazz": si considerava un compositore di musica moderna, ispirata alla tessitura armonica di Debussy.
Ricco di coraggio, oltre che di fede, propose ai suoi ammiratori un aspetto sempre latente in lui: la sua religiosità. Religiosità che si espresse pienamente in tre Concerti Sacri. Testi molto espressivi veicolati con melodie antesignane di un certo modo nuovo di cantare in chiesa e nelle assemblee religiose. Tutto questo negli anni sessanta, precisamente tra il 1965 e il 1968.
Ci è sembrato opportuno colmare una lacuna nella storia italiana del canto cristiano, presentando alcuni brani tratti da detti concerti, attenendoci, in questo, alla musica così come fu composta da lui, senza alterare o rielaborare alcunché.
Abbiamo inoltre ritenuto opportuno accompagnarli col suono di un organo a canne moderno, poiché ogni nota suonata alla tastiera corrisponde a una vera canna, ovverosia a uno strumento a fiato. Né l'organo Hammond né quello elettronico infatti potrebbero mai fornire alle nostre orecchie quella vibrazione a risonanza aerea che solo le canne possono produrre.
Siamo convinti che l'organo a canne non dovrebbe mai avere la pretesa di imitare o sostituire l'orchestra, essendo uno strumento specifico a se stante, ma nel nostro caso questo è lo strumento in grado di riprodurre in modo abbastanza fedele e allo stesso tempo meno pesante gli impasti sonori dell'orchestra di Duke Ellington.

Don Stefano Varnavà e Giovanna Berardi

PROGRAMMA

PRAISE GOD (Loda Dio)
per organo solo

BIRMINGHAM BREAKDOWN
1927 - per organo solo

SATURDAY NIGHT FUNCTION
1929 - per organo solo

BLACK AND TAN FANTASY
1934 - per organo solo

ALMIGHTY GOD (Dio Onnipotente)
per canto e organo

THE SHEPHERD
per organo solo

TELL ME IT'S THE THUTH (Dimmi che è la Verità)
per canto e organo

FREEDOM No. 7 ( Libertà No. 7)
per canto e organo

IN THE BEGINNING GOD (In principio Dio)
per canto e organo

PRAISE GOD AND DANCE (Loda Dio e danza)
per canto e organo

IN A SENTIMENTAL MOOD
1935 - per organo solo

HEAVEN (Cielo)
per canto e organo

Heaven, my dream  
Heaven, divine Heaven,   
supreme Heaven combines   
Every sweet and pretty thing   
Life would love to bring:   
Heavenly Heaven to be   
Is just the ultimate degree to be.  
HEAVEN (Cielo)
per canto e organo

TRADUZIONE

Cielo, mio sogno, Cielo, Cielo divino, Cielo supremo, dove si trova ogni cosa dolce e bella  che la vita vorrebbe donare: essere cielo, celestiale,  è lì che dobbiamo andare.

 

AIN'T BUT THE ONE (Non c'è che Lui)
per canto e organo

Ain't but the one,    
Just one.   
Ain't but the one,   
Just one.   
Ain't but the one     
good Lord above,  
Ain't but the one    
great God of love.   
Who set the stars?   
Just one.   
Who knows the judgment?   
Just one.   
Who is the power?  
Ain't but the one    
who knows the story.   
Made them apples   
that fall from the tree.   
Made the skies,   
put fish int he sea.  
Who made the little flowers,   
Gave honey to the bees,  
Made the cripples walk   
and the blind man to see?   
Ain't but the one,    
Just one.  
Ain't but the one,   
Just one.   
Ain't but the one    
good Lord above,   
Ain't but the one    
great God of love.   
Who set the stars?   
Just one.   
Who knows the judgment?   
Just one.   
Who is the power?   
Ain't but the one   
who knows the story.   
Brought water    
from solid stone,   
brought water like rain,   
Made a serpent wither   
from a walking stick,   
made a snake out of a cane.   
Made a million miracles,   
miracles that never fail,   
Snatched Jonah,   
yes he did,  
from the belly of the whale.   
Ain't but the one,    
Just one.  
Ain't but the one,   
Just one.  
Ain't but the one    
good Lord above,  
Ain't but the one    
great God of love.
AIN'T BUT THE ONE (Non c'è che Lui)
per canto e organo

TRADUZIONE

Non c'è che Lui, solo Lui. Non c'è che Lui, solo Lui. Non c'è che un solo buon Signore lassù, non c'è che un grande Dio d'amore. Chi ha messo le stelle? Solo Lui. Chi conosce il giudizio? Solo Lui.  Chi è la potenza? Non c'è che Lui che sa tutto. Ha fatto le mele che cadono dall'albero. Ha fatto i cieli,  messo i pesci nel mare. Chi ha creato i fiorellini,  ha fatto fare il miele alle api, ha fatto camminare gli storpi e ha fatto vedere i ciechi? Non c'è che Lui,  solo Lui. Non c'è che Lui, solo Lui.Non c'è che un solo buon Signore lassù, non c'è che un grande Dio d'amore. Chi ha messo le stelle? Solo Lui. Chi conosce il giudizio? Solo Lui.Chi è la potenza?  Non c'è che Lui che sa tutto. Ha fatto sgorgare l'acqua dalla roccia, ha dato l'acqua fatta pioggia, Ha fatto un serpente da un bastone da passeggio, ha trasformato una canna in serpe. Ha fatto milioni di miracoli, miracoli che non falliscono mai, Ha liberato Giona,  sì lo ha fatto, dal ventre della balena. Non c'è che Lui, solo Lui.  Non c'è che Lui,  solo Lui. Non c'è che un solo   buon Signore lassù, non c'è che un grande Dio d'amore.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
   

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