CRISTO NOSTRO CONTEMPORANEO

Un'orchestra, un coro, alcune voci soliste, due attori. E poi la Parola, la musica, le immagini. Forse sarà un modo insolito per parlare di Cristo e del Vangelo, ma abbiamo voluto lo stesso tentare l'impresa. Specie in questo anno giubilare che invita a rinnovare anche le forme artistiche. Ha detto il Papa lo scorso 18 febbraio, celebrando proprio il Giubileo degli artisti: "Siete venuti per celebrare il Giubileo. Che cosa significa questo, in ultima analisi, se non fissare lo sguardo sul volto di Cristo, per riceverne la misericordia e lasciarsi inondare dalla sua luce? Il Giubileo è Cristo! E' lui la nostra salvezza e la nostra gioia, è lui il nostro canto e la nostra speranza".

"A sua immagine", il Vangelo nella musica e nell'arte, nasce da questa esigenza di fissare lo sguardo sul volto di Cristo. Sguardo di credenti, certo, ma - speriamo di poter dire - non di bigotti. E infatti il confronto con la narrazione evangelica si apre poi alla riflessione sulla nostra condizione di uomini e donne del 2000, così diversi - ma anche così uguali - rispetto a quelli che vissero in prima persona gli eventi del Vangelo.

Man mano che la preparazione dello spettacolo andava avanti ci siamo accorti che quel confronto e quella riflessione rendevano sempre più esplicita e vera una convinzione che è patrimonio comune di tutti i cristiani di tutte le epoche. Gesù di Nazareth, nato e vissuto 2000 anni fa in Palestina, è il Signore perennemente presente: anche all'alba del terzo millennio, dunque. Come ha scritto recentemente il cardinale Camillo Ruini, "Gesù è, in un senso profondamente reale, nostro contemporaneo, portatore cioè di una luce e di una speranza capaci di orientare il cammino di un'umanità che è entrata in un tempo di grandi cambiamenti e di scelte di enorme portata".

E allora, se il Cristo morto e risorto è nostro contemporaneo, perché non rileggere alla luce della sua Parola la realtà che ci circonda? Perché non concentrare lo sguardo sul suo Volto, per coglierne i tratti intimi ed essenziali e indicarli alla civiltà delle immagini che non sa più guardarsi dentro? Il desiderio di dare risposta a questi interrogativi ha spinto l'Icom, Istituzione Concertistica Orchestrale Monopolitana, a immaginare una serata a tema, per mettere a fuoco, attraverso la musica, la Parola e la pittura, il Volto di Cristo. "A sua immagine" è in un certo senso una serata multimediale, perché utilizza brani celeberrimi della musica sacra e composizioni inedite pensate per l'occasione, la lettura di passi del Vangelo e di riflessioni dettate dal tentativo di attualizzare la Buona Novella. Contemporaneamente rende visivamente i concetti suggeriti dalla musica e dalla pagina evangelica con la proiezione di diapositive che raffigurano opere d'arte e situazioni della vita quotidiana.

Sei i momenti di questo Vangelo in musica e in immagini: l'incarnazione, l'inizio del ministero pubblico, le beatitudini, la passione e morte, la resurrezione e il mandato missionario ai discepoli. La narrazione musicale comprende l'esecuzione di brani correlati ai diversi momenti. I grandi corali di Bach e l'Ave Verum di Mozart per la passione e morte, l'Alleluja di Handel per la risurrezione, il Gloria di Vivaldi per l'Incarnazione, oltre ad alcuni brani appositamente composti da noi. I testi richiamano problemi e situazioni di oggi: il dolore dell'uomo, la rivoluzione tecnologica, la solitudine, le grandi tragedie dell'ultimo secolo, l'affannosa ricerca (spesso nella direzione sbagliata) del senso autentico della vita.

Non nascondiamo che, all'inizio, la scelta di accostare gli immortali capolavori di Bach, Mozart e Vivaldi ad alcune nostre composizioni ci dava un senso di disagio, quasi come nani tra giganti. Un rinnovato coraggio ci è venuto però da una riflessione del noto sociologo Francesco Alberoni, il quale sostiene: "Avere il senso della civiltà non significa limitarsi a conservare il passato, a mantenere in vita ciò che già esiste, ciò che nacque in altre epoche. La civiltà è vita che viene da lontano, che continua e che vuole andare verso il suo futuro". Cristo nostro contemporaneo, Signore della vita, ci chiama, dunque, al coraggio della contemporaneità anche nelle espressioni artistiche, da vivere certo nell'umiltà e nel rispetto per i grandi modelli del passato, ma senza lasciarsi paralizzare da una sorta di immobilismo che assomiglia al coma e che, come quasi tutti gli stati comatosi, è anticamera della morte.

Martino Palmitessa e Mimmo Muolo

 

Esterno del depliant

L'ICOM, Istituzione Concertistica Orchestrale Monopolitana, è un'associazione senza fini di lucro fondata nel 1995. Presidente è il giornalista Mimmo Muolo.

Negli ultimi due anni e mezzo l'ICOM ha organizzato in tutta la Puglia oltre 50 concerti e serate culturali, portando a Monopoli personaggi del calibro di Nuccio Fava (ex direttore del Tg1 e Tg3), Pierangelo Sequeri (autore di Symbolum), Giuseppe Liberto (direttore della Pontificia Cappella Sistina), Antonio Parisi (responsabile nazionale della musica Sacra), Marco Frisina, (maestro di Cappella della Basilica di San Giovanni in Laterano) e Nicola Hansalik Samale (noto direttore d'orchestra).

Scopo principale del sodalizio, che oggi conta una sessantina di soci, è quello di sostenere l'attività di un'orchestra stabile, composta da giovani musicisti. Per questo, nel 1996 ha dato vita all'Orchestra Mediterranea, composta prevalentemente da giovani musicisti che studiano o si sono diplomati presso il Conservatorio di Monopoli.

Direttore stabile, oltre che direttore artistico dell'Icom, è il maestro Martino Palmitessa, che ha al suo attivo una ormai pluridecennale attività nel mondo della musica. Diplomatosi con il maestro Pierluigi Camicia presso il conservatorio di Bari, ha conseguito anche il diploma in musica corale-direzione di coro e il diplomino in organo e composizione organistica. E' attivo come compositore, direttore di coro e orchestra, nonché come pianista. Ha pubblicato diversi lavori, tra i quali le messe "Ora sei con noi" e "Riuniti nel tuo nome" (su testi di Mimmo Muolo), per i tipi delle Edizioni Paoline. I suoi canti sono regolarmente eseguiti in molte chiese di tutta Italia.

Sotto la direzione del maestro Palmitessa, l'Orchestra Mediterranea ha svolto un'intensa attività concertistica sia a Monopoli che in diverse città della Puglia. Nell'estate del 1999, in occasione della VI Settimana del Libro Monopolitano, è stata diretta dal maestro Nicola Hansalik Samale, conosciuto e apprezzato a livello internazionale. Il 27 novembre scorso, nella serata inaugurale del XIV Rassegna Natale per i poveri, l'Orchestra ha accompagnato il Coro della diocesi di Roma, diretto da don Marco Frisina, maestro di Cappella della Basilica di San Giovanni in Laterano.

La CORALE S. CECILIA, diretta dal maestro Marcello Brescia, vanta una solida esperienza nel campo della musica antica e liturgica. Ha tenuto diversi concerti a Monopoli e nelle città limitrofe ed ha partecipato a Rassegne e Concorsi in diverse località della Puglia. Da qualche anno ha stretto una proficua collaborazione con l'ICOM e con l'Orchestra. In occasione del "Natale per i poveri" del 1998 la Corale è stata diretta dal maestro Giuseppe Liberto, Direttore della Cappella Sistina.

Per Informazioni:

0333/3904612

e-mail: muolo@avvenire.it

martinopalmitessa@libero.it

 
   

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