QUESTO ROCK CRISTIANO

20 maggio 2001
È possibile trasmettere un messaggio cristiano a ritmo di rock? È
vero che quest'ultimo è sinonimo solo di ribellione e violenza ideologica? O al contrario è soltanto musica? I Krisalide, band fondata da Christian Foiera e Davide Caprelli nel 1996 a Cesena ( http://digilander.iol.it/krisalide/ ), sono convinti che questo genere musicale possa davvero contagiare anche positivamente i ragazzi.
Il loro obiettivo e desiderio è quello di agganciare i ragazzi che ancora non conoscono Gesù Cristo prima con la bellezza dei loro ritmi, poi con ideali cristiani che i loro testi comunicano. Con questo obiettivo sono nati e continuano a proporre la loro musica, sperando sempre più nella sua diffusione. Hanno scelto come nome che li rappresenti una parola davvero originale, "krisalide ", il passaggio dal baco alla farfalla.
Don Oreste Benzi ne parla così: «Quando la krisalide esce dal bozzolo, lascia la sua carcassa, perché quando la nostra anima abbandona il corpo entra in un altro modo di esistere dove questo tipo di cardine, di colpo non esiste più. La morte non esiste, esiste la vita che si trasforma». La band, composta da 7 musicisti professionisti, ha partecipato dal 3 al 5 maggio alla seconda edizione del Meeting di musica cristiana ad Acquarossa, in Svizzera, che in questi tre giorni ha visto esibirsi otto cantanti, tra cui ricordiamo Roberto Bignoli, Franco Fasano, Sal Solo ex leader dei Rochets.
«Partecipare al Meeting sicuramente è stata un'occasione che ci ha arricchito molto sia dal punto di vista ideologico che musicale - ha detto entusiasta — Davide Caprelli — Quando abbiamo conosciuto Roberto Bignoli ci disse che la musica leggera e il rock cristiano vanno moltissimo in America: lì infatti, ci sono anche grosse etichette discografiche che pubblicano dischi di artisti che scrivono musica cristiana. In Italia questo non succede, non siamo molto considerati dalla Chiesa. Quest'ultima parla tanto di giovani ma poi concretamente quando si tratta di andargli incontro, magari adottando un nuovo linguaggio per comunicare con loro, preferisce rimanere salda alle vecchie tradizioni; organizza manifestazioni in cui non invita i gruppi musicali nuovi, ma sempre i grandi nomi, quelli che garantiscono successo all'evento».
«Sicuramente il rock — ha continuato Davide Caprelli — è quella musica che più di tutti gli altri generi cattura i ragazzi, per questo è indispensabile utilizzarla inserendo nel testo parole che raccontano esperienze di vita positiva e che lancino messaggi cristiani. In alcuni testi incoraggiamo l'ascoltatore a non lasciarsi abbattere dalle difficoltà, a lasciarsi guidare da Dio, ad amare la vita. Sabato 5 maggio, quando abbiamo suonato al Meeting i tantissimi giovani presenti nel teatro si sono alzati in piedi e si sono messi a ballare. Stupendi!».

 
   

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