La storia di Lidia Macchi diventa una canzone


Varese - Il brano è nel nuovo cd del cantautore Claudio Chieffo
(Varese News) 2001


Lidia Macchi è diventata una canzone. La sua vita e la sua fine sono destinate ad essere ricordate per sempre perché Claudio Chieffo, il cantautore caro a Comunione Liberazione, ha voluto raccontare in musica questa vicenda dai contorni ancora oscuri.
Il nuovo album di Chieffo, che è stato presentato al meeting di Rimini, s'intitola Come la rosa e contiene il brano La ragazza strana dedicato appunto a Lidia Macchi, la giovane scout di 21 anni assassinata il 5 gennaio dell'87 e il cui corpo fu ritrovato nei boschi intorno a Cittiglio.
Il giallo non è mai stato risolto e, inutile negarlo, ha sconvolto il mondo di Cl. La storia di Lidia, che aveva un rapporto epistolare con don Giussani, verrà cantata negli oratori, nelle chiese e anche chi non l'ha conosciuta potrà "parlare" di lei.
Che il brano sia destinato a diventare un successo è praticamente certo, basti dire che Claudio Chieffo è autore di canzoni conosciutissime: "Lui m'ha dato i cieli", "Il Signore ha messo un seme", "Io non sono degno", "Il popolo canta la sua liberazione" e tantissime altre.
La ragazza strana fa parte di un album che comprende 15 canzoni di cui 10 inedite, inciso a Manhattan e nato dalla collaborazione con David Horowitz, musicista ebreo che ha curato gli arrangiamenti. Il cd non è ancora in circolazione (le librerie Paoline di via Albani a Milano lo venderanno solo a partire da settembre) ed è atteso con ansia da tutto il "popolo di Cl".
Chieffo ha cantato più volte davanti a Papa Giovanni Paolo II e, nel 1981, gli è stato assegnato il "Premio Internazionale della Testimonianza". La canzone "Stella del Mattino" è stata definita dal cardinale Biffi la "Salve Regina" degli anni duemila.

VAOINLINE - Ticino News 2001
“Nostra figlia in una canzone”


Sulla copertina del cd, che porta una rosa rossa in campo bianco, ci sono solo poche parole: "Ai Macchi: grandi! Con amicizia, Claudio Chieffo".
Lidia Macchi è diventata una canzone. Al Meeting di Rimini, la scorsa settimana, il cantautore più apprezzato da Comunione e Liberazione ha presentato il suo ultimo cd, inciso a New York con la collaborazione di musicisti di fama internazionale. A sorpresa, la traccia numero 10 è dedicata a lei, la giovane varesina uccisa 15 anni e mezzo fa da un assassino rimasto ignoto, e la cui memoria non si è mai spenta.
Tra il pubblico, al meeting, c`erano anche i genitori di Lidia. Ora, tornati nella luminosa casa vista lago di via Menotti, a Casbeno, Paola e Giorgio Macchi mostrano il disco autografato:
"Abbiamo comprato una copia del cd, ma poi Chieffo, che in questi anni è diventato un amico, ce ne ha regalata un`altra, con questa dedica".
"Grandi!". Perchè - come ha spiegato l`autore - "hanno saputo trasformare il dolore in speranza".
Paola e Giorgio Macchi hanno ascoltato la canzone con ammirazione e stupore: "Descrive Lidia perfettamente - dice la mamma - nonostante l`autore non l`avesse mai incontrata. Ha avuto davvero una sensibilità straordinaria". Un altro dei "miracoli" di questa storia, un altro segno che la vita, la creatività, la voglia di bellezza, hanno la forza per vincere.
"Sembra che Lidia - commenta il papà - abbia voluto insegnarci proprio questo".
Nulla da dire nemmeno sul titolo scelto per la canzone, "Una ragazza strana": "E` vero - dicono i genitori - aveva qualcosa di inusuale. Non conforme al luogo comune dei giovani superficiali e privi di valori. Una luce interiore. E una passione, precocissima, per la poesia. Aveva una grande sete, una domanda esistenziale mai spenta, un fortissimo desiderio di infinito. Ed era una persona molto diretta".
Che "guardava negli occhi chi la guardava".
Quello contenuto nel cd "Come la rosa" è un brano toccante, per le parole e per quel lungo, vibrante assolo di sax. Ma l`emozione si fa più intensa ad ascoltarlo lì, in quella che fu la camera da letto di Lidia e che oggi è lo studio dell`adolescente Alberto, il fratellino neonato quando lei morì. In casa, alle pareti, ci sono diversi ritratti di Lidia: alcuni sono fatti da persone che avevano visto la sua foto sui giornali e hanno voluto partecipare così al dolore della famiglia. "Ciò che è davvero impressionante - spiega Giorgio Macchi - è la corrente inesauribile di bene scaturita dalla morte di Lidia. Le enormi dimostrazioni di affetto da parte dei suoi amici, di chi l`aveva conosciuta bene o incontrata anche solo una volta. Ci siamo resi conto di quanto fosse stata capace di lasciare il segno, di quanto, evidentemente, avesse seminato. Il senso di riconoscenza per il bene ricevuto ci ha spinto a decidere di reagire al dolore, a capire che tutto questo non poteva essere vano, che ci doveva essere un significato più alto che ancora non afferravamo appieno. Ci ha spinto ad aiutare gli altri". Ne sono nate due iniziative: la Fondazione Lidia Macchi, a favore dell`Uganda, e il gruppo Famiglie in cammino, che offre aiuto ai genitori che abbiano perso un figlio.
"In questi anni siamo entrati in contatto con genitori soli e disperati - dice Paola Macchi - che arrivavano da noi dopo aver provato di tutto: sedute spiritiche, maghi e approfittatori di vario genere. Noi offriamo, invece, ascolto, vicinanza umana e un percorso di fede cristiana".
Carlo Maria Martini, arcivescovo di Milano, incontrandoli li ha ringraziati: "A nome mio, e di tutte le persone che io non ho saputo consolare".
Serenità, coraggio ed energia.
Perfino quando si parla della questione più delicata. Perchè quella di Lidia non è stata semplicemente una morte. E` stato un assassinio. "Sì... non dico che sia stato premeditato - insegue i suoi pensieri Giorgio Macchi - ma intenzionale di certo. Non è stata solo una disgrazia. C`è un colpevole. Non abbiamo rinunciato alla speranza di conoscere la verità, prima di morire. Ma abbiamo scelto di non vivere soffocati dal rancore e dal sospetto. Probabilmente anche questo non è casuale: non aver trovato subito l`assassino ci ha dato il tempo di maturare, di trasformare il dolore. Forse, se il male fosse stato identificato in un volto, il nostro percorso sarebbe stato ancora più difficile. Soprattutto se avesse avuto il volto di un amico. Chissà".
Tra le poesie di Lidia, pubblicate in un`omonima raccolta, ce n`è una che dice così: "E c`era l`alba, ma io non ridevo più. E c`era il sole e gocce calde rigavano il volto. E c`era il tramonto e io mi perdevo nel rosso intenso. E mentre il sole calava io piombavo nel rosso infinito. Nessuno capirà mai".
"C`è qualcosa in questa storia - dice piano Giorgio Macchi - che ci sovrasta, che ci guida misteriosamente. Che forse non capiremo mai. Qualcuno ha osato dirmi `Siete fortunati a poter vivere quest`esperienza di purificazione`. Scemenze. Però dal dolore si può uscire migliori. La felicità, forse, comincia da qui".
Elena Binda

L`autore: "musica bella quanto lei"
"Lidia? No, di persona non l`ho mai incontrata. Ma ho visto le sue foto, ho letto le sue poesie, l`ho sentita descrivere da chi l`ha conosciuta. E l`ho trovata bellissima". Claudio Chieffo, romagnolo, cantante cattolico tra i più apprezzati al mondo anche se fuori dai circuiti della grande distribuzione, spiega così la decisione di dedicare alla giovane varesina una canzone del suo ultimo album "Come la rosa". "Negli anni Ottanta avevo conosciuto Stefania, sua sorella, e già mi parlava di Lidia come di una persona speciale - racconta il musicista - Quando fu uccisa, l`impatto emotivo fu molto forte: partecipai al lutto in silenzio. Più tardi conobbi il resto della famiglia: la loro reazione ha del miracoloso. Sono straordinari, hanno saputo trasformare il dolore in speranza. Danno una testimonianza grandissima, senza alcuna esaltazione. Li ha colpiti una grande tragedia, eppure hanno saputo trarne del bene". “La ragazza strana", la canzone dedicata a Lidia, è stata scritta anni fa, quando l`omicidio varesino era avvenuto da poco. "Ho aspettato fino adesso ad inciderla - spiega Chieffo - perchè volevo che ne uscisse un pezzo all`altezza di Lidia. Ora, la collaborazione con Horowitz mi ha permesso di farne davvero il brano che volevo. In fase di registrazione, anche i musicisti si sono sentiti coinvolti, colpiti, emozionati, e hanno dato il meglio". Ne esce il ritratto di una ragazza straordinaria e inafferrabile: "Lidia aveva migliaia di domande ma una fede grandissima - commenta Chieffo - Viveva cercando la verità delle cose. Penso fosse al contempo profondamente felice e profondamente sofferente, perchè partecipava in maniera sincera del dolore altrui. Ma era anche solare, allegra, piena di vita. "La ragazza strana" vorrebbe essere una specie di risposta ad un`altra canzone, una delle più celebri della musica italiana, "La donna cannone" di De Gregori. Anche Lidia è volata, ma non semplicemente "via". Non è fuggita, non è svanita. Ha raggiunto la sua meta, e il suo Dio".

Biografia
Claudio Chieffo è nato nel 1945 a Forlì dove vive con la moglie Marta e i tre figli Martino, Benedetto e Maria Celeste. Dal 1962 compone canzoni e presenta i suoi concerti in Italia e all`estero. Ha all`attivo sei incisioni, "L`amore vero" , "La casa", "Claudio Chieffo", "Chieffo&Piano", "Voglio che tutti conoscano il mio capitano", "Di più". L`album in uscita si chiama invece "Come la rosa". Ha pubblicato anche libri e raccolte musicali. Chieffo, uno degli autori cattolici più cantati al mondo, si è esibito più volte davanti a Papa Giovanni Paolo II e ha ricevuto il "Premio Internazionale della Testimonianza" nel 1981. La sua "Stella del Mattino", una moderna Ave Maria, è stata definita la "Salve Regina" degli anni Duemila.


Un giallo mai risolto
Lidia Macchi nasce a Varese, da papà Giorgio e mamma Paola, il 28 febbraio 1966. Avrà una sorella, Stefania, di poco più giovane, e molto tempo dopo un fratellino, Alberto, con 20 anni meno di lei.
Da bambina Lidia frequenta gli scout. A 14 anni, iscrittasi al liceo classico Cairoli di Varese, incontra la realtà di Gioventù Studentesca. L`esperienza continua all`interno di Comunione e Liberazione durante gli anni dell`Università a Milano, alla facoltà di Giurisprudenza in Cattolica.
Il 5 gennaio 1987, a 21 anni non ancora compiuti, Lidia scompare. Fa visita ad un`amica all`ospedale di Cittiglio, poi se ne perdono le tracce. Al termine di due giorni di ricerche, la mattina del 7 gennaio, il suo corpo viene ritrovato in un boschetto del Sass Pinì, a poca distanza dall`ospedale di Cittiglio. Qualcuno l`ha uccisa con 29 coltellate. Il delitto scuote profondamente l`ambiente cattolico varesino: gli interrogatori si svolgono tra le conoscenze della ragazza, coinvolgendo preti e responsabili di Cl, senza alcun esito. Anche il test del Dna, eseguito in Inghilterra, non dà le risposte sperate. A 15 anni di distanza il "caso Lidia Macchi" resta dunque irrisolto, ma l`inchiesta, di cui è titolare il sostituto procuratore Agostino Abate, non è mai stata archiviata.
Il 28 febbraio 1987, giorno in cui Lidia avrebbe compiuto 21 anni, è nata invece una fondazione a suo nome, a sostegno dell`Uganda, dove alcuni amici della giovane varesina prestavano già servizio come volontari. Dall`esperienza dei genitori di Lidia è nato anche un gruppo chiamato "Famiglie in cammino", che si propone di aiutare chi ha perso un figlio. Pochi giorni fa, all`annuale Meeting organizzato da Cl a Rimini, il cantautore Claudio Chieffo ha presentato una canzone dedicata a Lidia Macchi, dal titolo "La ragazza strana".

La ragazza strana
La ragazza strana rideva e ballava
e guardava negli occhi chi la guardava
era bellissima di grazia e di stupore,
ma erano strane le sue parole...
"Girotondo della vita e della morte, ma la vita ha vinto già,
la finestra è illuminata nella notte e lo Sposo lo vedrà"
Dalla notte buia nasce un giorno nuovo
per rovesciare il tempo del dolore:
luce chiarissima di grazia e di stupore,
ma erano vere le sue parole...
"Girotondo della vita e della morte, ma la vita ha vinto già,
la finestra è illuminata nella notte e lo Sposo arriverà..."

 
   

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