Nel nome del Padre,
del Figlio e dell'hard rock

 

 

 

 

 

 

 

La musica è cattivissima, i testi citano Gesù. Dai P.O.D. ai Creed radiografia dell'ultimo fenomeno Usa.  Che sta convertendo il mondo / di Gianni Santoro

So che Dio esiste, perché ho avvertito la sua presenza tante volte mentre ero in Chiesa a cantare. È la più bella sensazione al mondo». «Ho 18 anni e mi sento solo, perché non conosco altri cristiani come me». «Cristianità significa considerare Gesù il nostro salvatore». Non sono estratti di un bollettino parrocchiale, ma solo alcuni dei messaggi che, ogni giorno, giungono a centinaia sul sito Internet di un gruppo americano di rock duro, i P.O.D. (Payable on Death, Pagabile alla morte), che adesso sono sbarcati in classifica anche in Italia.
Ascoltando la loro musica e vedendoli in azione sul palco potrebbero passare per l'ennesima band che spinge sull'acceleratore per solleticare la voglia di ribellione degli adolescenti. Ma i P.O.D., rispetto ad altri gruppi come i Limp Bizkit e Linkin Park, hanno una grande peculiarità: sono cristiani. E dicono di voler diffondere la parola di Dio con la loro musica lì dove le normali tecniche di evangelizzazione non sono più in grado di arrivare: tra il pubblico del metal e dell'hard rock, la musica che più è stata associata all'operato del diavolo. «Non saliamo sul palco per offrire sermoni», spiega Sonny Sandoval, cantante della formazione di San Diego, «Non vogliamo forzare il pubblico. Cantiamo solo della nostra vita». Nel  nuovo album, Satellite (due milioni di copie vendute negli Usa), c'è un brano, Portrait, che dice: «Alcuni ti chiamano Padre / Forse potresti liberarmi/ Questa gente si odia a vicenda / Ma Tu sei sempre stato lì per me». Un altro titolo, Youth of the nation, trae spunto dalla sparatoria del 1999 nella scuola di Littleton, Colorado, nella quale furono uccisi dodici adolescenti. In quell'occasione fu additato Marilyn Manson, autoproclamatosi più volte «anticristo del rock», come influenza negativa sui due giovani assassini, suoi ammiratori. Proprio contro la «negatività» del rock si misurano i P.O.D., usando lo stesso linguaggio espressivo dei paladini della rabbia. Tale è la fedeltà degli aficionados, che più di una volta i componenti del gruppo sono stati rimproverati dai loro fan per essere stati sorpresi a bere bevande alcoliche. Ma il quartetto è solo la punta dell'iceberg di un intero movimento, il cosiddetto «Christian rock», che da anni fa proseliti tra il pubblico americano. È un mercato in espansione, ben organizzato, con etichette discografiche cristiane (come l'indipendente Rescue Records, «i dischi della salvezza»), premi, riviste specializzate e festival tematici come Godstock, Powerlight, Cornerstone e l'itinerante Festival Con Dios, che hanno trovato il loro principale bacino di utenza nell'Illinois. Nessuna delle band di «rock cristiano» ha ottenuto il successo dei P.O.D., ma non sono mancati casi eclatanti come quello degli East West, recentemente invitati alle olimpiadi di Salt  Lake City per intrattenere il pubblico delle gare di snowboard, o quello dei DC Talk, che con il brano Jesus Freak hanno superato il milione di copie e che in What if I stumble? cantano: «La causa dell'ateismo sono i cristiani che parlano di Gesù e nei fatti smentiscono i Suoi insegnamenti». Una fede incrollabile che li ha portati a conquistare perfino un Grammy Award. E che dire dei Petra? Attivi da vent'anni, ed esponenti di quell'«heaven's metal» (metallo del cielo) parafrasi dell'heavy metal, rivendicavo la natura divina del rock, cantando: «Dio ti ha dato il rock'n'roll e lo ha messo nel cuore di tutti. Se ami il suono e  non ti dimentichi della sua Sorgente puoi cambiare il tuo cammino». Il vero asso nella manica del movimento sono però i Creed, il gruppo rock di maggior successo negli Usa da qualche armo, con cinque milioni di copie dell'ultimo album Weathered vendute in meno di tre mesi. Nonostante si dica estraneo al rock cristiano, il gruppo è stato accolto suo malgrado come il salvatore della spiritualità nella musica. A risvegliare gli animi del pubblico sono bastate le citazioni bibliche nei testi del cantante Scott Sharp, cresciuto con gli insegnamenti rigidi del padre, ministro della chiesa pentecostale. Ma la diffusione del fenomeno non ha fermato negli Stati Uniti la caccia alle streghe del rock. Anzi. Su numerosi siti impazzano associazioni cristiane che hanno preso di mira i P.O.D. e gli altri del movimento. L'accusa: corruzione degli insegnamenti biblici. Così l'intera storia del rock è tornata sotto accusa, dopo la «riabilitazione» avvenuta cinque anni fa, con lo storico concerto di Bob Dylan davanti a Papa Wojtyla, per il congresso eucaristico di Bologna. Tant'è che oggi c'è perfino chi è arrivato a giustificare l'uccisione di John Lennon citando la sua affermazione («peccaminosa») in cui si diceva più famoso di Gesù Cristo. Nel saggio Rock cristiano? (e l'interrogativo già la dice tutta) Ric Llewwllyn scrive: «È nostra convinzione che la musica rock non può essere usata per comunicare verità spirituali. Spesso la melodia nel rock cristiano è oscurata e soffocata dal forte accompagnamento ritmico, così predominante da cancellare qualsiasi messaggio». La scomunica è pronta: quale viatico migliore per il successo?


 
Dal figlio d'arte a Gatto Panceri: le nostre star 
C’è Celentano jr. : abbiate fede

 
DALL'EXPLOIT DI FRATE CIONFOLI nell’ 82 a Sanremo molto è cambiato, in Italia, nel panorama del «rock cristiano». Lo scorso gennaio, all’Auditorium Pime, di Milano si è svolta la rassegna «Cantare con un perché»: 10 serate che hanno visto salire sul palco non solo laici ma anche sacerdoti e suore impegnati in rap, rock e gospel. In cartellone spiccavano i Krisalide, il più famoso gruppo di «rock cristiano» in Italia. Si ispirano a Lenny Kravitz, di cui il leader Davide Caprelli ha anche scritto una biografia. Altra «star» il cantautore Roberto Bignoli che negli Usa, col suo cd multimediale ha appena vinto due Unity Awards, gli oscar della musica cattolica. Ma la stella emergente del «rock cristiano» è un figlio d'arte: Giacomo Celentano, secondogenito di Adriano e Claudia Mori. Dal '97 Celentano jr., che quest'anno è sbarcato a Sanremo Giovani, si divide tra pop laico e cd di ispirazione religiosa. Per non parlare di Gatto Panceri, anche lui sanremese di vecchia data e stella del Festival di Christian Music organizzato, guarda un po', proprio a Sanremo, nel Duemila del Giubileo.
 
 
Gianni Santoro

 
   

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