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MUSICA
CRISTIANA

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lunedi ,
05 novembre 2001 |
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VARIE |
| Oscar
della musica cristiana Premiato un artista italiano |
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A
WASHINGTON Oscar della musica cristiana Premiato un artista
italiano Roberto Bignoli ha vinto lo Unity Award, l' Oscar
della musica cristiana, come miglior artista internazionale.
La cerimonia di premiazione si terrà il primo dicembre all'
Universi tà Cattolica di Washington. Bignoli, autore di «Ballata
per Maria», sigla ufficiale di Radio Maria, ha pubblicato
in questi giorni il nuovo cd «Ho bisogno di te» ed è in
tour in Canada e Usa.
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mercoledi,
30 maggio 2001 |
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VARIE |
| Giacomo
Celentano «star» in un concerto di musica cristiana |
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POP &
RELIGIONE Giacomo Celentano «star» in un concerto di
musica cristiana Sarà Giacomo Celentano, figlio di Adriano,
il protagonista del concerto di musica cristiana
contemporanea del 14 agosto al «Decimo Meeting
internazionale dei giovani» di Schio (Vicenza). Fra gli
altri festival di musica gospel e cristiana dell' estate:
Fuorigrotta (Na) il 16 giugno, dal 21 al 28 luglio a Poggio
Ubertini (Fi), dal 6 all' 11 agosto a Ficuzza (Pa), il 16
agosto a Bitonto (Bari).
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domenica
, 20 agosto 2000 |
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| LA
CURIOSITA’ |
| Cori,
ritmi, seminari e il gusto della coreografia Ecco come
nasce la musica dei ragazzi di Wojtyla |
ROMA - «Per loro
la musica è essenziale. Il canto di milioni di ragazzi, che
battono il tempo tutti insieme, somiglia molto all?armonia celeste».
Lo dice Antonello Venditti. Lo confermano, con le loro voci un po?
stonate e i coretti instancabili malg rado i 38 gradi all?ombra, i
due milioni di giovani nel campus di Tor Vergata. La loro colonna
sonora, ondulante, ripetitiva, leggermente ipnotica, si chiama «Emmanuel».
E? stata scritta da quattro ragazzi, Marco Mammoli, Mauro
Labellarte, Massimo Ve rsaci e Marco Brusati, che è anche il
direttore della Hope Music School, una struttura che organizza
seminari di formazione per autori di testi e compositori di musica
leggera. Alla scuola, voluta dalla Pastorale giovanile della
Conferenza episcopale italiana, insegnano cantautori come Mario
Lavezzi e Andrea Mingardi. Un?altra struttura, la Hope Music
Management, organizza concerti e prepara conduttori che, in stile
perfetto dj, riescano a governare le piazze. Lo spettacolo che dal
gigantesco pa lco di Tor Vergata ha preceduto l?arrivo del Papa è
stato preparato con precisione millimetrica. Fin dal giorno
precedente, sullo sconfinato prato verde ancora deserto, dominava
la voce del regista, amplificata dai microfoni: «... Sulla
testimonianza di Stefania partono le coreografie su base e appare
la parola "Giustizia"...». Ieri, tra una testimonianza
e una riflessione, gli artisti della «Christian Music»
internazionale hanno tenuto banco. La mattina i «Ladri di
carrozzelle», gruppo italiano composto da portatori di handicap,
e Giada Garrison, impegnata con la sua musica nel dialogo
ebreo-cristiano. Dopo le 12, «Up With People», alle 13 Giosy
Cento, sacerdote del Viterbese che incide per le Edizioni Paoline,
e poi Claudio Chieffo, punto di riferimento musicale di «Comunione
e liberazione», Cindy Morgan, la più premiata ai festival
internazionali di «Christian Music», Rachael Lampa, 16 anni,
anche lei americana. Due ragazze a caso, carine, piccoline nell?immenso
formicaio, spiegano come va cantata «Emmanuel». Si chiamano Enza
e Soccorsa, vengono da San Severo di Foggia (parrocchia di San
Bernardino): «Quando canti devi fare i gesti. Alla parola
"luce" apri le le braccia verso l?alto, su
"croce" accosti i pugni chiusi, quando si arriva a
"cantando a una voce", la mano si alza a porgere dalle
labbra». Enza e Soccorsa in coro fanno anche «Oh, Happy Day» e
il 15 agosto, all?inaugurazione del Giubileo dei giovani davanti a
San Giovanni, incoraggiavano il Papa, quando il caldo l o
obbligava a lunghe pause, con quel coretto cantilenato, «Gio-Vanni-Pao-Lo.
Gio-Vanni-Pao-Lo», che suonerebbe irrispettoso se non fosse così
pieno d?affetto. Venditti avverte. «Questa non è Wood- stock.
Qui c?è un raduno di fede in cui la musica è un mezzo per
arrivare a Dio, che a Woodstock mancava». Non ci vuole molto a
capirlo: basta osservare questi ragazzi così diversi dalla
rivolta degli anni 60, più educati, più pallidi, che amano
tenersi per mano facendo fila e trenino con le loro canz oni e il
loro cori, sconosciuti alle hit parade.
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giovedi ,
25 settembre 1997 |
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CRONACHE |
| Al
concertone di sabato del Congresso eucaristico non sono
stati invitati i protagonisti della musica spirituale |
| Bologna,
rivolta dei
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Frate
Cionfoli: ponti d'oro a comunisti come Dylan e divorziati
come Morandi
il rock strumento del diavolo ma se ora lo
organizzate...> |
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Giuseppina
Manin |
Al Nord li
chiamano «cantautori di Dio», al Sud «'na croce e 'na chitarra».
In tutto sono un migliaio, gorgheggiano di Dio, della Madonna, dei
Santi. Ma anche di valori spirituali e sociali, di aborto e di
droga. Impazzano nelle parrocchie, nei centr i cattolici, nelle
processioni, nei meeting religiosi. Ma al momento buono, sabato al
concertone eucaristico di Bologna, papa benedicente, non ci
saranno. Per la semplice ragione che nessuno li ha invitati. «Hope
music», neonata associazione dei vesc ovi per rilanciare la
presenza della Chiesa nel mondo dei giovani, ha occupato l'intera
scena lasciando fuori, come dice con amarezza suor Anna Maria
Galliano, responsabile della parte musicale delle Edizioni Paoline,
«chi da anni opera attivamente n el campo della musica dei
giovani e per i giovani al servizio del messaggio cristiano». Tra
i più «arrabbiati» Giuseppe Cionfoli, il frate che aveva
sorpreso Sanremo. Nonostante il cd dedicato al Papa «Per Cristo,
con Cristo, in Cristo», anche lui non ha ricevuto la «chiamata».
«E' curioso - commenta - se io canto mi tirano le pietre, ma se
loro propongono adunate rock va tutto bene. L'unico coerente è
Zucchero: avete sempre detto che il rock è lo strumento del
diavolo e ora, perché lo organiz zate voi, diventa santo... E così
si fanno ponti d'oro a un comunista doc come Dylan, a un
divorziato come Morandi, a uno dai dubbi costumi come Dalla. Quel
miliardo per Dylan non sarebbe stato meglio speso per i poveri di
Madre Teresa? Il sospetto è che il diavolo ci abbia messo davvero
la coda, che "Hope music" sia un'associazione a
delinquere, nata per far soldi e catturare un po' di giovani a una
Chiesa poco frequentata. Ma tra tanto baccano e rock star, in
quanti troveranno sabato il tempo per la preghiera?» Scontento
anche Roberto Bignoli, gettonatissimo dai microfoni di radio Maria
con «Ho visto la croce», cantautore di «Magnificat»,
associazione che fa capo a don Mario Migliarese, prete canterino
calabrese con grande seguito. «Abb iamo cantato al Multifestival,
insieme a gruppi religiosi di tutto il mondo, a Parigi, durante la
kermesse per il Papa, siamo stati presenti con tre concerti. Io
personalmente ho pubblicato 5 album e 15 compilation. Eppure se
andremo a Bologna sarà s olo come spettatori». Esclusi anche
Giosy Cento, il primo prete cantautore in Italia, Michele
Paulicelli (laico) cantautore attore, co-autore della commedia
musicale «Forza venite gente» e di altre come «Cristo 2000» e
«Angeli». E ancora Marcello M arrocchi (laico) 4 album con le
Paoline, il più venduto «Caino chi è». Non si dà pace Gianni
Rugginenti editore di «Rusty Record», sede a Milano in via Cuore
Immacolato di Maria, 300 dischi in catalogo, una linea di musica
sacra. I cavalli di razza della sua scuderia si chiamano don
Pierangelo Sequeri, don Marco Frisina, don Stefano Varnavà. «Quella
di Bologna è una colossale dimenticanza. Si è puntato sui nomi
celebri, sul business e si è dimenticato chi fa musica tenendo
conto dei valori spi rituali. La Chiesa ha scoperto, con 30 anni
di ritardo, il rock. Un'operazione che mi ricorda quella dei
giornali, che mettono i gadget per vendere di più. Il concerto di
sabato non può che lasciar indifferente il cattolico vero.
Un'occasione in più per massificare e mercificare tutto».
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sabato ,
11 marzo 1995 |
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| flash |
| Un "
Concerto " pro bimbi bosniaci |
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COMPACT
DISC UN "CONCERTO" PRO BIMBI BOSNIACI Si intitola
"Concerto a Sarajevo" il compact disc, divenuto
anche un videoclip, in favore dei bambini della Bosnia.
L'operazione musicale è di Roberto Bignoli, cantautore
milanese, da anni impegna to a portare avanti una
testimonianza di fede attraverso la musica. Bignoli fu, in
passato, l'autore di un altro cd, "Ballata per Maria".
L'intero ricavato di "Concerto a Sarajevo", in
vendita nelle librerie cattoliche, verrà devoluto ai
bambini dell a Bosnia.
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mercoledi,
08 febbraio 1995 |
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| flash.
Bibbia in musica |
| i
cantautori di Dio contro Vasco Rossi e C. |
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BIBBIA IN MUSICA I
CANTAUTORI DI DIO CONTRO VASCO ROSSI e C.
Protestano
i "cantautori di Dio" contro l'iniziativa della
Compagnia di San Paolo di chiedere a laici come Vasco Rossi,
Eugenio Finardi, Fabrizio De Andrè brani ispirati alla
Bibbia . L'accusa principale è di lanciare un'operazione
commerciale a discapito dei contenuti di fede. "Siamo
al consumismo spirituale", si sfoga, in un'intervista
sul quotidiano cattolico "Avvenire", Alberto
Bruno, cantautore e produttore. Roberto Bignoli aggiunge:
"Non ho nulla contro questi illustri colleghi, ma mi
chiedo quanti di loro affronteranno la sfida con la
convinzione e la profondità necessarie".
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martedi ,
28 giugno 1994 |
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Vicino a Catanzaro il
"Magnificat", secondo meeting nazionale di artisti
cristiani
Woodstock per anime pie Una
quattro giorni di suoni ma anche di teatro e pittura: festa d el
"talento ricevuto per la gloria del Signore" Da Roberto
Bignoli a Pitino, sul palco i divi di Radio Maria Anche preti e
suore al ritmo della musica dal vivo di Don Mario
LAMEZIA TERME .
Dal palco arriva una canzone, così simile a tante: "E il
vento gioca tra i tuoi capelli...". Ma tra il pubblico
s'intrecciano discorsi un pò particolari: "Ero nei
Benedettini, lì mi chiamavano frà Mosto", dice uno. E
l'altro: "Ma come? Non hai preso i voti?". "No.
Entro in seminario, mi faccio prete secolare". Una
giovanissima suora dalla tonaca candida, alzando gli occhi al
cielo stellato sussurra: "Stasera è la prima sera che sento
l'estate". E il pubblico di "Magnificat", secondo
meeting nazionale di artisti cristiani. Sono soprattutto musicisti
. li hanno definiti "cantautori di Dio" . e non fa
differenza, se si tratta di sacerdoti o laici: quel che conta è
che l'arte, "talento ricevuto per la gloria del
Signore", diventi s trumento di diffusione del messaggio
cristiano. Ne sono arrivati quasi cento, dall'Italia e
dall'estero. Assieme a mimi, danzatori, pittori, daranno vita per
quattro giorni ad una manifestazione che si rifà alle esperienze
internazionale del Meeting di The Bron, in Olanda, e del David in
Spagna. Al principio di tutto c'è un piccolo prete, parroco d un
minuscolo paese: Petronà, tremila anime in provincia di
Catanzaro. "Anime? E meglio persone: noi siamo fatti di corpo
e spirito", corregge don M ario Migliarese 36 anni, "Ho
sempre cantato, da quando avevo 13 anni ed ero innamorato .
racconta . poi le motivazioni per fare musica sono cambiate".
Cantando, cantando, don Mariolino ha scritto una sessantina di
testi, ed ha inciso tre raccolte di canzoni per le Edizioni
Paoline. Per gli ascoltatori di "Radio Maria", il
piccolo prete calabrese è una vera star". Sulle vendite
delle cassette registrate, don Mariolino guadagna il 5 per cento
del ricavato. Così è nata l'idea del meeting: "Spendo tutto
in quello che faccio. Una volta visto il David in Spagna ho voluto
fare lo stesso in Italia". Sono arrivati al meeting,
cantautori conosciutissimi, fra chi in Italia, apprezza la musica
di ispirazione religiosa: Roberto Bignoli, Gen Stella, Au relio
Pitino. Famoso in Francia è Johnny Sheridan che, nato nelle isole
Mauritius, canta la musica cristiana sui ritmi del reggae.
"Certo: perchè il reggae è una musica dolce, . spiega
Sheridan . non sarebbe possibile invece mandare messaggi di pac e
con l'hard rock, lì c'è della violenza". Johnny ha lavorato
con il grande Bob Marley e ritiene giusto precisare: "Io
faccio musica, parlo alle coscienze, dico che bisogna prendersi
tutti mano nella mano: ma non grido al soccorso". Lauret
Nadeje, su a patner, aggiunge: "Sono credente, ho fede:
quando si è sensibili verso l'umanità, bisogna gridare tutto ciò
che non va, come la fame, la guerra, i bambini che soffrono".
Allampanato, capelli e barba nerissimi raccolti alla
"nazarena", Siro Lopez è un prete spagnolo. E qui per
tenere un seminario di espressione corporale: "Con le parole
è difficile spiegare certe cose. Mimo, per me, vuol dire parlare
di Dio nel silenzio, far trasparire quello che si ha dentro il
cuore, con il corpo". Ciò che, in definitiva, è l'argomento
al centro del meeting, dedicato quest'anno al tema:
"Comunicare l'invisibile e l'inesprimibile nella società
dell'immagine e del suono". Compito arduo, anche stasera, per
gli animatori, di "Magnificat". Poco distante d a qui,
sul centralissimo corso Numistrano, la gente si accalca per lo
"struscio" serale. È davanti al palco dove una ditta di
cosmetici presenta un dèfilè di moda. Le note malandrine di un
tango di Astor Piazzolla, arrivano fino al meeting. Ma don
Mariolino non si scoraggia: "Ognuno vada a prendersi una
sedia in chiesa . grida col micorofono . e l'ultimo spenga la
luce!".
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domenica
, 19 giugno 1994 |
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| "
cantautori di Dio " : festival a Lamezia |
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"CANTAUTORI DI
DIO": FESTIVAL A LAMEZIA
LAMEZIA
TERME . Più di cento "cantautori di Dio" si danno
ap puntamento in Calabria per il secondo "Multifestival
Magnificat", happening che comprende dibattiti, mostre,
concerti e, ovviamente, preghiere. Con la benedizione di
monsignor Giuseppe Agostino, arcivescovo di Crotone e
vicepresidente della Cei, si a prirà sabato 25 a Lamezia
Terme il secondo festival internazionale della canzone
cattolica: per 4 giorni sul palcoscenico, accanto a preti
menestrelli come Amelio Cimini e Giosy Cento, ormai star
della canzone religiosa, si esibiranno Roberto Carlott o, ex
"Dik Dik", il jazzista Piero Cusato, i
"Sicomoro" e Sal Solo, ex leader dei "Rockets".
"Non è una gara e non ci sono nemmeno premi. Ci
troviamo solo per parlare dell'importanza della canzone
religiosa nella vita di oggi . ha spiegato don Mari o
Migliarese, cantautore e fondatore del festival .. E uno
scambio di esperienze tra cantautori, attori e pittori con
l'obiettivo di comunicare e diffondere il messaggio
cristiano negli ambienti artistici".
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domenica
, 13 febbraio 1994 |
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| non c' e
crisi per i " cantautori di Dio " : mezzo
milione di cassette |
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Non c'è
crisi per i "cantautori di Dio": mezzo milione di
cassette BOOM DELLA MUSICA RELIGIOSA
CITTÀ
DEL VATICANO . Non tutti i venditori di musicassette sono in
crisi: vanno a gonfie vele quelli che piazzano i cantautori
a soggetto religioso, i "cantautori di Dio". Nel
'93 hanno venduto in Italia mezzo milione di cassette. Lo
annunciano i Paolini nella rivista "Il
millimetro": la "San Paolo" ha venduto lo
scorso anno 250 mila cassette, alle quali ne vanno aggiunte
100 mila vendute dalle edizioni Paoline, facenti capo allo
stesso ordine. Segue "Città nuova", editrice dei
"Focolarini", con 80 m ila cassette; sono quindi
classificate editrici "minori", tra cui "Vocepiù"
(28 mila cassette), l'editore Rugginenti (12 mila) e,
infine, le case dei Salesiani, "Elle di ci", e dei
Dehoniani (con 1300 e 1000). "L'amore vince" e
"Sognando l'Europa" sono tra i titoli che più
vanno, accanto ai tradizionali "Letterina a Gesù"
o "Dedicato a Maria" di Renato Tagliabue.
Affermati sono Roberto Bignoli, Giosy Cento e
l'annunciatrice Rai Maria Rita Viaggi. Tra i complessi più
richiesti, per raduni di ma ssa, sono i "Gen
rosso" e "Gen verde", dei Focolarini (Gen sta
per "generazione nuova") con fan in Italia e
all'estero. Nel '93 i "cantautori di Dio" hanno
venduto ben 181 novità. Ma Adriano Manente, salesiano, dice
che è lavoro duro lanciarli: "Si è capito che la
canzone è il mezzo privilegiato per comunicare con i
giovani, ma si fanno anche i conti, che talvolta non
tornano. Io ci credo, tanto che di cantautori ne tengo sotto
osservazione sei o sette, ma è lavoro proiettato nel
futuro".
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domenica
, 11 aprile 1993 |
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| vangelo
rock . successo discografico delle canzoni di ispirazione
religiosa |
| risorgere
a ritmo di reggae |
VANGELO ROCK . Successo
discografico delle canzoni di ispirazione religiosa
Risorgere a ritmo
di reggae Claudia e Luisella, suore cantautrici, nell'hit parade
cattolica
Le percussioni
partono con un samba, poi è la volta della chitarra elettrica e
del sintetizzatore: il ritmo si fa subito incalzante. Ma a suonare
non è il classico gruppo sudamerica no o caraibico, e lo si
capisce appena entra la voce: "L'anima mia magnifica il
Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio Salvatore". E il
"Magnificat", rivisitato da Claudia e Luisella, due
giovani suore con la musica nel sangue. E non sono solt anto
queste ragazze in tonaca e chitarra, proprio come appaiono sulla
copertina della cassetta "profana": tutti gli anni, ad
Assisi, si tiene un meeting con circa duecento musicisti
cristiani, organizzato dall'associazione "Cantautori di
Dio", ed esi ste un vero e proprio circuito discografico,
parallelo a quello commerciale noto a tutti, dove i testi di
ispirazione religiosa si sposano con sonorità modernissime,
talvolta dure e graffianti. Edizioni Paoline, Rusty records, Pongo
music, Mir ediz ioni, Lct, sono i nomi delle principali etichette
che si spartiscono un mercato di migliaia di fedelissimi che
attendono l'uscita dell'ultimo compact disc di Aldo Bruno, Filly
Foresti o Roberto Bignoli: giovani cantautori che parlano di Dio,
ma racco ntano anche storie di vita e di "strada", con
una disinvoltura che nulla ha da invidiare a quella della musica
considerata "trasgressiva". "Dille pure che sono un
drogato che ha venduto le sue vene", sono parole tratte da
"Diglielo tu" (dal cd "Por ta Cristo"): una
canzone a tempo di rock scritta da Roberto Bignoli, che
l'esperienza dell'eroina l'ha vissuta davvero. Del passato gli
sono rimasti solo i capelli lunghi, perchè oggi Roberto ha 36
anni, è sposato, e dedica tutto il suo tempo alla mu sica. Suona
nelle carceri, nelle comunità per tossicodipendenti, è stato in
India per incontrare i lebbrosi, poi, di recente a Medjugorje e a
Mostar, nella ex Yugoslavia. Mentre Radio Maria ha scelto un suo
brano ("Ballata per Maria") come sigla uffi ciale.
"Purtroppo il mercato discografico italiano ci considera
quasi dei cantori di Chiesa . spiega Bignoli . ed è difficile
superare questa immagine. Certo, non si può scindere quello che
faccio dalla fede in Dio, che dà un senso al mio lavoro. M a pur
con pochi milioni disponibili per produrre un cd, cerco di fare
musica "di qualità", e mi aiutano arrangiatori
professionisti come Massimo Idà e Mario Ferrara". I canali
di diffusione non sono molti: soprattutto Radio Maria, Radio A,
Nova Rad io, oltre al tam tam degli appassionati. E così i punti
vendita di dischi e cassette: le "Edizioni Paoline"
dietro il Duomo, la libreria "Ancora" di via Larga, o la
"Casa musicale Eco" in via Lulli. "Il nostro ambito
commerciale è ancora ristretto" , dice Gianni Rugginetti,
"Rusty" per gli amici (titolare delle edizioni omonime e
attuale produttore di Bignoli), quarantasei anni portati
benissimo, sguardo penetrante, "ma, di contro, ho un rapporto
diretto con gli autori. Tutto ciò è frutto di un a precisa
scelta personale. La mia casa discografica è stata fondata nel
1968, dopo il Concilio Vaticano II, quando molti ragazzi cattolici
cominciavano a scrivere canzoni. Stava nascendo una nuova musica
religiosa, per giovani, che non aveva pregiud izi per il rock e
per problemi sociali come la droga o la prostituzione". Sono
passati 25 anni e la sede della "Rusty record" è ancora
uno scantinato pieno di libri e cassette, a testimoniare una
scelta di gestione aziendale "alla buona". Dalle f
inestre della casa di Roberto Bignoli escono le note di un
"reggae", eseguito con maestrìa: "No, non è Bob
Marley . sorride Roberto . sono io che sto preparando un nuovo
cd". Matteo Speroni
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mercoledi,
07 ottobre 1992 |
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| 1o
festival della canzone religiosa |
| Lecce
osanna i cantautori di Dio che non sanno d' incenso |
Parlano di fede ma ammirano le
belle ragazze i dodici artisti applauditi al festival
"benedetto" dal vescovo
Lecce osanna i cantautori di Dio
che non sanno d'incenso
LECCE . Uno
si aspetta facce e canzoni da sacrestia, alla maniera del duo
Palandrino.Veronica (che negli anni passati in Tv hanno
impersonato il parroco di paese e il giovane cattolico un pò
tonto, con chitarrona e occhiali spessi); oppure inni liturgici
soporiferi, con organo e coro. Invece si trova di fronte ragazzi
di oggi: nel look, nei discorsi, nel linguaggio. Giovani che si
autoqualificano "cantautori di Dio", che ringrazia no
Gesù e la Madonna, ma che, senza irriverenza, dicono "bella
fi..." se passa una ragazza attraente. Sono studenti, operai,
impiegati, che amano la musica, hanno storie, anche molto
dolorose, da raccontare e vogliono essere "messaggeri"
della parola di Dio. E della Chiesa. In dodici, sabato sera, si
sono esibiti per il primo Festival della canzone religiosa,
davanti a 5 mila persone, nella piazza del Duomo di Lecce. Daniele
Piombi li ha presentati, ma li ha anche fatti parlare. C'erano i
brav i e i temerari, gli intimisti e gli ermetici, i fustigatori e
i misericordiosi, i malinconici e i gioiosi, i mistici e i
"terreni", quelli che potrebbero fare i telepredicatori
e quelli che sanno porgere un'emozione. La gente ha applaudito
tutti. H a condiviso l'"operazione". A cui l'arcivescovo
di Lecce, monsignor Cosmo Francesco Ruppi, ha dato anima, e
l'editore milanese Gianni Ruggimenti un corpo (cassette, Lp e Cd),
realizzando così un compromesso tra l'irriducibile avversario dei
telefonin i (il prelato ha fatto parlare tutti i giornali per le
sue omelie contro i cellulari) e le fibre ottiche. Il festival è
stato anche l'approdo finale di analoghe serate che, l'anno
scorso, hanno riempito (si pagava il biglietto) il Lirico di
Milano. Fu il cardinale Carlo Maria Martini a capire per primo
l'importanza di una manifestazione così singolare. E incoraggiò
Ruggimenti, che già da tre anni cura gli "Incontri di musica
sacra contemporanea", ad andare avanti. Il resto lo hanno
fatto l'int raprendenza e la tenacia di monsignor Ruppi, che ha
"ordinato" a Piombi di presentare il festival senza una
lira e con la miseria di 35 milioni (Comune e sponsor) è riuscito
nell'intento. E ha detto che questo è solo l'inizio, prova
generale per le e dizioni sucessive, che devono essere
internazionali. Del resto, in Italia, una tradizione nella "Christian
music", come in America, non esiste. Il gospel e lo spiritual
da noi non hanno radici. Ma questo non significa, per i dodici che
hanno cantat o sabato (in apertura, tutti insieme, alla maniera di
Bob Geldof e compagni), che anche qui non si possa gettare il seme
di quel genere musicale. Il mercato sembra sensibile a produzioni
di questo tipo, finora monopolio delle Edizioni Paoline, se lo
stesso Ruggimenti ritiene di poter facilmente raddoppiare le 6.7
mila copie destinate al "mercato interno" (tiratura
medio.alta) non appena testi e musica adeguati raggiungano
l'orecchio del grande pubblico. Che al festival della canzone
religiosa è stato per ora assicurato dal milione di ascoltatori
di Radio Maria e dalle Tv locali, anche per la presenza dell'ex
padre Giuseppe Cionfoli e di una promessa, Roberto Bignoli, che
ricorda Pierangelo Bertoli. "Eppure . ha detto Piombi . la
Rai, che fa tante sciocchezze, qui non ha mandato neanche una
telecamera". Forse perchè ha già Celentano. Carlo Vulpio
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