MUSICA CRISTIANA

 

 
lunedi , 05 novembre 2001
VARIE
Oscar della musica cristiana Premiato un artista italiano

A WASHINGTON Oscar della musica cristiana Premiato un artista italiano Roberto Bignoli ha vinto lo Unity Award, l' Oscar della musica cristiana, come miglior artista internazionale. La cerimonia di premiazione si terrà il primo dicembre all' Universi tà Cattolica di Washington. Bignoli, autore di «Ballata per Maria», sigla ufficiale di Radio Maria, ha pubblicato in questi giorni il nuovo cd «Ho bisogno di te» ed è in tour in Canada e Usa.

 

mercoledi, 30 maggio 2001
VARIE
Giacomo Celentano «star» in un concerto di musica cristiana

POP & RELIGIONE Giacomo Celentano «star» in un concerto di musica cristiana Sarà Giacomo Celentano, figlio di Adriano, il protagonista del concerto di musica cristiana contemporanea del 14 agosto al «Decimo Meeting internazionale dei giovani» di Schio (Vicenza). Fra gli altri festival di musica gospel e cristiana dell' estate: Fuorigrotta (Na) il 16 giugno, dal 21 al 28 luglio a Poggio Ubertini (Fi), dal 6 all' 11 agosto a Ficuzza (Pa), il 16 agosto a Bitonto (Bari).

 
domenica , 20 agosto 2000
 
LA CURIOSITA’
Cori, ritmi, seminari e il gusto della coreografia Ecco come nasce la musica dei ragazzi di Wojtyla
C. Laz.

ROMA - «Per loro la musica è essenziale. Il canto di milioni di ragazzi, che battono il tempo tutti insieme, somiglia molto all?armonia celeste». Lo dice Antonello Venditti. Lo confermano, con le loro voci un po? stonate e i coretti instancabili malg rado i 38 gradi all?ombra, i due milioni di giovani nel campus di Tor Vergata. La loro colonna sonora, ondulante, ripetitiva, leggermente ipnotica, si chiama «Emmanuel». E? stata scritta da quattro ragazzi, Marco Mammoli, Mauro Labellarte, Massimo Ve rsaci e Marco Brusati, che è anche il direttore della Hope Music School, una struttura che organizza seminari di formazione per autori di testi e compositori di musica leggera. Alla scuola, voluta dalla Pastorale giovanile della Conferenza episcopale italiana, insegnano cantautori come Mario Lavezzi e Andrea Mingardi. Un?altra struttura, la Hope Music Management, organizza concerti e prepara conduttori che, in stile perfetto dj, riescano a governare le piazze. Lo spettacolo che dal gigantesco pa lco di Tor Vergata ha preceduto l?arrivo del Papa è stato preparato con precisione millimetrica. Fin dal giorno precedente, sullo sconfinato prato verde ancora deserto, dominava la voce del regista, amplificata dai microfoni: «... Sulla testimonianza di Stefania partono le coreografie su base e appare la parola "Giustizia"...». Ieri, tra una testimonianza e una riflessione, gli artisti della «Christian Music» internazionale hanno tenuto banco. La mattina i «Ladri di carrozzelle», gruppo italiano composto da portatori di handicap, e Giada Garrison, impegnata con la sua musica nel dialogo ebreo-cristiano. Dopo le 12, «Up With People», alle 13 Giosy Cento, sacerdote del Viterbese che incide per le Edizioni Paoline, e poi Claudio Chieffo, punto di riferimento musicale di «Comunione e liberazione», Cindy Morgan, la più premiata ai festival internazionali di «Christian Music», Rachael Lampa, 16 anni, anche lei americana. Due ragazze a caso, carine, piccoline nell?immenso formicaio, spiegano come va cantata «Emmanuel». Si chiamano Enza e Soccorsa, vengono da San Severo di Foggia (parrocchia di San Bernardino): «Quando canti devi fare i gesti. Alla parola "luce" apri le le braccia verso l?alto, su "croce" accosti i pugni chiusi, quando si arriva a "cantando a una voce", la mano si alza a porgere dalle labbra». Enza e Soccorsa in coro fanno anche «Oh, Happy Day» e il 15 agosto, all?inaugurazione del Giubileo dei giovani davanti a San Giovanni, incoraggiavano il Papa, quando il caldo l o obbligava a lunghe pause, con quel coretto cantilenato, «Gio-Vanni-Pao-Lo. Gio-Vanni-Pao-Lo», che suonerebbe irrispettoso se non fosse così pieno d?affetto. Venditti avverte. «Questa non è Wood- stock. Qui c?è un raduno di fede in cui la musica è un mezzo per arrivare a Dio, che a Woodstock mancava». Non ci vuole molto a capirlo: basta osservare questi ragazzi così diversi dalla rivolta degli anni 60, più educati, più pallidi, che amano tenersi per mano facendo fila e trenino con le loro canz oni e il loro cori, sconosciuti alle hit parade.

 
giovedi , 25 settembre 1997
CRONACHE
Al concertone di sabato del Congresso eucaristico non sono stati invitati i protagonisti della musica spirituale
Bologna, rivolta dei
Frate Cionfoli: ponti d'oro a comunisti come Dylan e divorziati come Morandi

il rock strumento del diavolo ma se ora lo organizzate...>
Giuseppina Manin

Al Nord li chiamano «cantautori di Dio», al Sud «'na croce e 'na chitarra». In tutto sono un migliaio, gorgheggiano di Dio, della Madonna, dei Santi. Ma anche di valori spirituali e sociali, di aborto e di droga. Impazzano nelle parrocchie, nei centr i cattolici, nelle processioni, nei meeting religiosi. Ma al momento buono, sabato al concertone eucaristico di Bologna, papa benedicente, non ci saranno. Per la semplice ragione che nessuno li ha invitati. «Hope music», neonata associazione dei vesc ovi per rilanciare la presenza della Chiesa nel mondo dei giovani, ha occupato l'intera scena lasciando fuori, come dice con amarezza suor Anna Maria Galliano, responsabile della parte musicale delle Edizioni Paoline, «chi da anni opera attivamente n el campo della musica dei giovani e per i giovani al servizio del messaggio cristiano». Tra i più «arrabbiati» Giuseppe Cionfoli, il frate che aveva sorpreso Sanremo. Nonostante il cd dedicato al Papa «Per Cristo, con Cristo, in Cristo», anche lui non ha ricevuto la «chiamata». «E' curioso - commenta - se io canto mi tirano le pietre, ma se loro propongono adunate rock va tutto bene. L'unico coerente è Zucchero: avete sempre detto che il rock è lo strumento del diavolo e ora, perché lo organiz zate voi, diventa santo... E così si fanno ponti d'oro a un comunista doc come Dylan, a un divorziato come Morandi, a uno dai dubbi costumi come Dalla. Quel miliardo per Dylan non sarebbe stato meglio speso per i poveri di Madre Teresa? Il sospetto è che il diavolo ci abbia messo davvero la coda, che "Hope music" sia un'associazione a delinquere, nata per far soldi e catturare un po' di giovani a una Chiesa poco frequentata. Ma tra tanto baccano e rock star, in quanti troveranno sabato il tempo per la preghiera?» Scontento anche Roberto Bignoli, gettonatissimo dai microfoni di radio Maria con «Ho visto la croce», cantautore di «Magnificat», associazione che fa capo a don Mario Migliarese, prete canterino calabrese con grande seguito. «Abb iamo cantato al Multifestival, insieme a gruppi religiosi di tutto il mondo, a Parigi, durante la kermesse per il Papa, siamo stati presenti con tre concerti. Io personalmente ho pubblicato 5 album e 15 compilation. Eppure se andremo a Bologna sarà s olo come spettatori». Esclusi anche Giosy Cento, il primo prete cantautore in Italia, Michele Paulicelli (laico) cantautore attore, co-autore della commedia musicale «Forza venite gente» e di altre come «Cristo 2000» e «Angeli». E ancora Marcello M arrocchi (laico) 4 album con le Paoline, il più venduto «Caino chi è». Non si dà pace Gianni Rugginenti editore di «Rusty Record», sede a Milano in via Cuore Immacolato di Maria, 300 dischi in catalogo, una linea di musica sacra. I cavalli di razza della sua scuderia si chiamano don Pierangelo Sequeri, don Marco Frisina, don Stefano Varnavà. «Quella di Bologna è una colossale dimenticanza. Si è puntato sui nomi celebri, sul business e si è dimenticato chi fa musica tenendo conto dei valori spi rituali. La Chiesa ha scoperto, con 30 anni di ritardo, il rock. Un'operazione che mi ricorda quella dei giornali, che mettono i gadget per vendere di più. Il concerto di sabato non può che lasciar indifferente il cattolico vero. Un'occasione in più per massificare e mercificare tutto».

 

 
sabato , 11 marzo 1995
 
flash
Un " Concerto " pro bimbi bosniaci

COMPACT DISC UN "CONCERTO" PRO BIMBI BOSNIACI Si intitola "Concerto a Sarajevo" il compact disc, divenuto anche un videoclip, in favore dei bambini della Bosnia. L'operazione musicale è di Roberto Bignoli, cantautore milanese, da anni impegna to a portare avanti una testimonianza di fede attraverso la musica. Bignoli fu, in passato, l'autore di un altro cd, "Ballata per Maria". L'intero ricavato di "Concerto a Sarajevo", in vendita nelle librerie cattoliche, verrà devoluto ai bambini dell a Bosnia.

 

 
mercoledi, 08 febbraio 1995
 
flash. Bibbia in musica
i cantautori di Dio contro Vasco Rossi e C.

BIBBIA IN MUSICA I CANTAUTORI DI DIO CONTRO VASCO ROSSI e C. 

Protestano i "cantautori di Dio" contro l'iniziativa della Compagnia di San Paolo di chiedere a laici come Vasco Rossi, Eugenio Finardi, Fabrizio De Andrè brani ispirati alla Bibbia . L'accusa principale è di lanciare un'operazione commerciale a discapito dei contenuti di fede. "Siamo al consumismo spirituale", si sfoga, in un'intervista sul quotidiano cattolico "Avvenire", Alberto Bruno, cantautore e produttore. Roberto Bignoli aggiunge: "Non ho nulla contro questi illustri colleghi, ma mi chiedo quanti di loro affronteranno la sfida con la convinzione e la profondità necessarie".

 
martedi , 28 giugno 1994
 
Woodstock per anime pie
Squillace Virgilio

Vicino a Catanzaro il "Magnificat", secondo meeting nazionale di artisti cristiani

 Woodstock per anime pie Una quattro giorni di suoni ma anche di teatro e pittura: festa d el "talento ricevuto per la gloria del Signore" Da Roberto Bignoli a Pitino, sul palco i divi di Radio Maria Anche preti e suore al ritmo della musica dal vivo di Don Mario

LAMEZIA TERME . Dal palco arriva una canzone, così simile a tante: "E il vento gioca tra i tuoi capelli...". Ma tra il pubblico s'intrecciano discorsi un pò particolari: "Ero nei Benedettini, lì mi chiamavano frà Mosto", dice uno. E l'altro: "Ma come? Non hai preso i voti?". "No. Entro in seminario, mi faccio prete secolare". Una giovanissima suora dalla tonaca candida, alzando gli occhi al cielo stellato sussurra: "Stasera è la prima sera che sento l'estate". E il pubblico di "Magnificat", secondo meeting nazionale di artisti cristiani. Sono soprattutto musicisti . li hanno definiti "cantautori di Dio" . e non fa differenza, se si tratta di sacerdoti o laici: quel che conta è che l'arte, "talento ricevuto per la gloria del Signore", diventi s trumento di diffusione del messaggio cristiano. Ne sono arrivati quasi cento, dall'Italia e dall'estero. Assieme a mimi, danzatori, pittori, daranno vita per quattro giorni ad una manifestazione che si rifà alle esperienze internazionale del Meeting di The Bron, in Olanda, e del David in Spagna. Al principio di tutto c'è un piccolo prete, parroco d un minuscolo paese: Petronà, tremila anime in provincia di Catanzaro. "Anime? E meglio persone: noi siamo fatti di corpo e spirito", corregge don M ario Migliarese 36 anni, "Ho sempre cantato, da quando avevo 13 anni ed ero innamorato . racconta . poi le motivazioni per fare musica sono cambiate". Cantando, cantando, don Mariolino ha scritto una sessantina di testi, ed ha inciso tre raccolte di canzoni per le Edizioni Paoline. Per gli ascoltatori di "Radio Maria", il piccolo prete calabrese è una vera star". Sulle vendite delle cassette registrate, don Mariolino guadagna il 5 per cento del ricavato. Così è nata l'idea del meeting: "Spendo tutto in quello che faccio. Una volta visto il David in Spagna ho voluto fare lo stesso in Italia". Sono arrivati al meeting, cantautori conosciutissimi, fra chi in Italia, apprezza la musica di ispirazione religiosa: Roberto Bignoli, Gen Stella, Au relio Pitino. Famoso in Francia è Johnny Sheridan che, nato nelle isole Mauritius, canta la musica cristiana sui ritmi del reggae. "Certo: perchè il reggae è una musica dolce, . spiega Sheridan . non sarebbe possibile invece mandare messaggi di pac e con l'hard rock, lì c'è della violenza". Johnny ha lavorato con il grande Bob Marley e ritiene giusto precisare: "Io faccio musica, parlo alle coscienze, dico che bisogna prendersi tutti mano nella mano: ma non grido al soccorso". Lauret Nadeje, su a patner, aggiunge: "Sono credente, ho fede: quando si è sensibili verso l'umanità, bisogna gridare tutto ciò che non va, come la fame, la guerra, i bambini che soffrono". Allampanato, capelli e barba nerissimi raccolti alla "nazarena", Siro Lopez è un prete spagnolo. E qui per tenere un seminario di espressione corporale: "Con le parole è difficile spiegare certe cose. Mimo, per me, vuol dire parlare di Dio nel silenzio, far trasparire quello che si ha dentro il cuore, con il corpo". Ciò che, in definitiva, è l'argomento al centro del meeting, dedicato quest'anno al tema: "Comunicare l'invisibile e l'inesprimibile nella società dell'immagine e del suono". Compito arduo, anche stasera, per gli animatori, di "Magnificat". Poco distante d a qui, sul centralissimo corso Numistrano, la gente si accalca per lo "struscio" serale. È davanti al palco dove una ditta di cosmetici presenta un dèfilè di moda. Le note malandrine di un tango di Astor Piazzolla, arrivano fino al meeting. Ma don Mariolino non si scoraggia: "Ognuno vada a prendersi una sedia in chiesa . grida col micorofono . e l'ultimo spenga la luce!".

 

 
domenica , 19 giugno 1994
 
" cantautori di Dio " : festival a Lamezia

"CANTAUTORI DI DIO": FESTIVAL A LAMEZIA

LAMEZIA TERME . Più di cento "cantautori di Dio" si danno ap puntamento in Calabria per il secondo "Multifestival Magnificat", happening che comprende dibattiti, mostre, concerti e, ovviamente, preghiere. Con la benedizione di monsignor Giuseppe Agostino, arcivescovo di Crotone e vicepresidente della Cei, si a prirà sabato 25 a Lamezia Terme il secondo festival internazionale della canzone cattolica: per 4 giorni sul palcoscenico, accanto a preti menestrelli come Amelio Cimini e Giosy Cento, ormai star della canzone religiosa, si esibiranno Roberto Carlott o, ex "Dik Dik", il jazzista Piero Cusato, i "Sicomoro" e Sal Solo, ex leader dei "Rockets". "Non è una gara e non ci sono nemmeno premi. Ci troviamo solo per parlare dell'importanza della canzone religiosa nella vita di oggi . ha spiegato don Mari o Migliarese, cantautore e fondatore del festival .. E uno scambio di esperienze tra cantautori, attori e pittori con l'obiettivo di comunicare e diffondere il messaggio cristiano negli ambienti artistici".

 
domenica , 13 febbraio 1994
 
non c' e crisi per i " cantautori di Dio " : mezzo milione di cassette

Non c'è crisi per i "cantautori di Dio": mezzo milione di cassette BOOM DELLA MUSICA RELIGIOSA 

 CITTÀ DEL VATICANO . Non tutti i venditori di musicassette sono in crisi: vanno a gonfie vele quelli che piazzano i cantautori a soggetto religioso, i "cantautori di Dio". Nel '93 hanno venduto in Italia mezzo milione di cassette. Lo annunciano i Paolini nella rivista "Il millimetro": la "San Paolo" ha venduto lo scorso anno 250 mila cassette, alle quali ne vanno aggiunte 100 mila vendute dalle edizioni Paoline, facenti capo allo stesso ordine. Segue "Città nuova", editrice dei "Focolarini", con 80 m ila cassette; sono quindi classificate editrici "minori", tra cui "Vocepiù" (28 mila cassette), l'editore Rugginenti (12 mila) e, infine, le case dei Salesiani, "Elle di ci", e dei Dehoniani (con 1300 e 1000). "L'amore vince" e "Sognando l'Europa" sono tra i titoli che più vanno, accanto ai tradizionali "Letterina a Gesù" o "Dedicato a Maria" di Renato Tagliabue. Affermati sono Roberto Bignoli, Giosy Cento e l'annunciatrice Rai Maria Rita Viaggi. Tra i complessi più richiesti, per raduni di ma ssa, sono i "Gen rosso" e "Gen verde", dei Focolarini (Gen sta per "generazione nuova") con fan in Italia e all'estero. Nel '93 i "cantautori di Dio" hanno venduto ben 181 novità. Ma Adriano Manente, salesiano, dice che è lavoro duro lanciarli: "Si è capito che la canzone è il mezzo privilegiato per comunicare con i giovani, ma si fanno anche i conti, che talvolta non tornano. Io ci credo, tanto che di cantautori ne tengo sotto osservazione sei o sette, ma è lavoro proiettato nel futuro".

 
domenica , 11 aprile 1993
 
vangelo rock . successo discografico delle canzoni di ispirazione religiosa
risorgere a ritmo di reggae
Speroni Matteo

VANGELO ROCK . Successo discografico delle canzoni di ispirazione religiosa

Risorgere a ritmo di reggae Claudia e Luisella, suore cantautrici, nell'hit parade cattolica 

Le percussioni partono con un samba, poi è la volta della chitarra elettrica e del sintetizzatore: il ritmo si fa subito incalzante. Ma a suonare non è il classico gruppo sudamerica no o caraibico, e lo si capisce appena entra la voce: "L'anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio Salvatore". E il "Magnificat", rivisitato da Claudia e Luisella, due giovani suore con la musica nel sangue. E non sono solt anto queste ragazze in tonaca e chitarra, proprio come appaiono sulla copertina della cassetta "profana": tutti gli anni, ad Assisi, si tiene un meeting con circa duecento musicisti cristiani, organizzato dall'associazione "Cantautori di Dio", ed esi ste un vero e proprio circuito discografico, parallelo a quello commerciale noto a tutti, dove i testi di ispirazione religiosa si sposano con sonorità modernissime, talvolta dure e graffianti. Edizioni Paoline, Rusty records, Pongo music, Mir ediz ioni, Lct, sono i nomi delle principali etichette che si spartiscono un mercato di migliaia di fedelissimi che attendono l'uscita dell'ultimo compact disc di Aldo Bruno, Filly Foresti o Roberto Bignoli: giovani cantautori che parlano di Dio, ma racco ntano anche storie di vita e di "strada", con una disinvoltura che nulla ha da invidiare a quella della musica considerata "trasgressiva". "Dille pure che sono un drogato che ha venduto le sue vene", sono parole tratte da "Diglielo tu" (dal cd "Por ta Cristo"): una canzone a tempo di rock scritta da Roberto Bignoli, che l'esperienza dell'eroina l'ha vissuta davvero. Del passato gli sono rimasti solo i capelli lunghi, perchè oggi Roberto ha 36 anni, è sposato, e dedica tutto il suo tempo alla mu sica. Suona nelle carceri, nelle comunità per tossicodipendenti, è stato in India per incontrare i lebbrosi, poi, di recente a Medjugorje e a Mostar, nella ex Yugoslavia. Mentre Radio Maria ha scelto un suo brano ("Ballata per Maria") come sigla uffi ciale. "Purtroppo il mercato discografico italiano ci considera quasi dei cantori di Chiesa . spiega Bignoli . ed è difficile superare questa immagine. Certo, non si può scindere quello che faccio dalla fede in Dio, che dà un senso al mio lavoro. M a pur con pochi milioni disponibili per produrre un cd, cerco di fare musica "di qualità", e mi aiutano arrangiatori professionisti come Massimo Idà e Mario Ferrara". I canali di diffusione non sono molti: soprattutto Radio Maria, Radio A, Nova Rad io, oltre al tam tam degli appassionati. E così i punti vendita di dischi e cassette: le "Edizioni Paoline" dietro il Duomo, la libreria "Ancora" di via Larga, o la "Casa musicale Eco" in via Lulli. "Il nostro ambito commerciale è ancora ristretto" , dice Gianni Rugginetti, "Rusty" per gli amici (titolare delle edizioni omonime e attuale produttore di Bignoli), quarantasei anni portati benissimo, sguardo penetrante, "ma, di contro, ho un rapporto diretto con gli autori. Tutto ciò è frutto di un a precisa scelta personale. La mia casa discografica è stata fondata nel 1968, dopo il Concilio Vaticano II, quando molti ragazzi cattolici cominciavano a scrivere canzoni. Stava nascendo una nuova musica religiosa, per giovani, che non aveva pregiud izi per il rock e per problemi sociali come la droga o la prostituzione". Sono passati 25 anni e la sede della "Rusty record" è ancora uno scantinato pieno di libri e cassette, a testimoniare una scelta di gestione aziendale "alla buona". Dalle f inestre della casa di Roberto Bignoli escono le note di un "reggae", eseguito con maestrìa: "No, non è Bob Marley . sorride Roberto . sono io che sto preparando un nuovo cd". Matteo Speroni

 
mercoledi, 07 ottobre 1992
 
1o festival della canzone religiosa
Lecce osanna i cantautori di Dio che non sanno d' incenso
Vulpio Carlo

Parlano di fede ma ammirano le belle ragazze i dodici artisti applauditi al festival "benedetto" dal vescovo 

Lecce osanna i cantautori di Dio che non sanno d'incenso

 LECCE . Uno si aspetta facce e canzoni da sacrestia, alla maniera del duo Palandrino.Veronica (che negli anni passati in Tv hanno impersonato il parroco di paese e il giovane cattolico un pò tonto, con chitarrona e occhiali spessi); oppure inni liturgici soporiferi, con organo e coro. Invece si trova di fronte ragazzi di oggi: nel look, nei discorsi, nel linguaggio. Giovani che si autoqualificano "cantautori di Dio", che ringrazia no Gesù e la Madonna, ma che, senza irriverenza, dicono "bella fi..." se passa una ragazza attraente. Sono studenti, operai, impiegati, che amano la musica, hanno storie, anche molto dolorose, da raccontare e vogliono essere "messaggeri" della parola di Dio. E della Chiesa. In dodici, sabato sera, si sono esibiti per il primo Festival della canzone religiosa, davanti a 5 mila persone, nella piazza del Duomo di Lecce. Daniele Piombi li ha presentati, ma li ha anche fatti parlare. C'erano i brav i e i temerari, gli intimisti e gli ermetici, i fustigatori e i misericordiosi, i malinconici e i gioiosi, i mistici e i "terreni", quelli che potrebbero fare i telepredicatori e quelli che sanno porgere un'emozione. La gente ha applaudito tutti. H a condiviso l'"operazione". A cui l'arcivescovo di Lecce, monsignor Cosmo Francesco Ruppi, ha dato anima, e l'editore milanese Gianni Ruggimenti un corpo (cassette, Lp e Cd), realizzando così un compromesso tra l'irriducibile avversario dei telefonin i (il prelato ha fatto parlare tutti i giornali per le sue omelie contro i cellulari) e le fibre ottiche. Il festival è stato anche l'approdo finale di analoghe serate che, l'anno scorso, hanno riempito (si pagava il biglietto) il Lirico di Milano. Fu il cardinale Carlo Maria Martini a capire per primo l'importanza di una manifestazione così singolare. E incoraggiò Ruggimenti, che già da tre anni cura gli "Incontri di musica sacra contemporanea", ad andare avanti. Il resto lo hanno fatto l'int raprendenza e la tenacia di monsignor Ruppi, che ha "ordinato" a Piombi di presentare il festival senza una lira e con la miseria di 35 milioni (Comune e sponsor) è riuscito nell'intento. E ha detto che questo è solo l'inizio, prova generale per le e dizioni sucessive, che devono essere internazionali. Del resto, in Italia, una tradizione nella "Christian music", come in America, non esiste. Il gospel e lo spiritual da noi non hanno radici. Ma questo non significa, per i dodici che hanno cantat o sabato (in apertura, tutti insieme, alla maniera di Bob Geldof e compagni), che anche qui non si possa gettare il seme di quel genere musicale. Il mercato sembra sensibile a produzioni di questo tipo, finora monopolio delle Edizioni Paoline, se lo stesso Ruggimenti ritiene di poter facilmente raddoppiare le 6.7 mila copie destinate al "mercato interno" (tiratura medio.alta) non appena testi e musica adeguati raggiungano l'orecchio del grande pubblico. Che al festival della canzone religiosa è stato per ora assicurato dal milione di ascoltatori di Radio Maria e dalle Tv locali, anche per la presenza dell'ex padre Giuseppe Cionfoli e di una promessa, Roberto Bignoli, che ricorda Pierangelo Bertoli. "Eppure . ha detto Piombi . la Rai, che fa tante sciocchezze, qui non ha mandato neanche una telecamera". Forse perchè ha già Celentano. Carlo Vulpio

 
   

bignoli banner miriam.gif (17883 byte)