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18
anni di storia rangers rivissuti attraverso un talk-show
Ripercorriamo le fasi più salienti della vita rangers attraverso
le testimonianze dei fondatori dei Rangers e di alcuni
responsabili
Trascrizione a cura di Daniela Lombardo
Alla
Sala della Stazione Marittima sabato 20 aprile ’02 alle ore
19.30 sono presenti sul palco: P. Modesto, Marco Bajano, Michele
Razeti, Roberta Carena, Jacopo Pigliapochi, Elisa Tassano, Lina
Neri, Francesco Moriondo, Elisa Damiani, , Stella Visciola,
Annalisa Tortora, Eleonora Rizzi, Daniela Lombardo, Piergiorgio
Bussani, Don Giosy Cento.
Conducono il talk-show Guido Castellano e Roberto Bajano.
Apre il talk show P. Modesto, fondatore del gruppo, che inizia a
raccontare come è cominciato il suo sogno.
“ Sono stato rimandato in tedesco in prima media. Fra Luigi dei
Frari (Val di Non) mi dava alcune ripetizioni e, fra un
“das ist” e l’altro, sognavo di diventare sacerdote e di
andare a Genova e poter così portare un giorno i ragazzi di
Genova sull’ Ilmenspitz, in Trentino. Era il settembre del ’70
quando parto in corriera con Fra Luigi. La destinazione è Genova:
da Mione, in Val di Non, al Seminario della Madonnetta.
Gli studi, i ricordi e quel sogno sempre in testa. Nel 1983
sono a Roma dal Papa per l’ordinazione: finalmente sacerdote.
Vengo destinato al Santuario della Madonnetta. E mentre cerco di
imparare a fare il sacerdote, il sogno ritorna tra i miei
pensieri… Finalmente una riunione storica intorno ad un
tavolo rotondo per decidere di formare un gruppo; eravamo in sei:
Marco, Roberto, Francesca, Alessandra, Guido ed io….”
“Ma come è nato il nome Rangers?”
Roberto Bajano, uno dei fondatori spiega che:
“Rangers è una parola che ha parecchi significati, quello che
abbiamo scelto è la traduzione “guardiano”.
Nel Vangelo si parla di “guardiano” con S. Giovanni, al
capitolo 10, nel senso che S. Giovanni chiede a tutti i cristiani
di essere guardiani affinché i propri vicini restino
all’interno della comunità. Allora i Rangers sono i
“guardiani” che controllano che nessuno si allontani da questo
recinto.”
“Perché c’era bisogno di un gruppo alla Madonnetta?”
Risponde Marco Bajano, altro fondatore.
“Alla Madonnetta mancava un gruppo per ragazzi. C’era un
gruppo forte di genitori, ma di ragazzi c’era solo qualcuno che
andava al sabato pomeriggio a giocare a pallone al campo. Ci siamo
guardati un po’ in giro e abbiamo cercato di prendere il meglio
da tutti i gruppi che conoscevamo. E’ nato allora un gruppo che
fosse a misura di ciascun partecipante, ognuno doveva avere un
ruolo ben preciso al suo interno e sentirsene parte attiva,
esserne fiero. Il gruppo doveva organizzare attività che
coinvolgessero prima gli appartenenti al gruppo stesso per poi
allargare sempre di più il cerchio. Il gruppo doveva essere
presente nella Comunità, con la S. Messa vissuta non in modo
passivo ma come persone che si tirano su le maniche e si danno da
fare offrendo un aiuto alla Parrocchia da un punto di vista
organizzativo e con la presenza, senza dimenticare gli ultimi”.
“Come facciamo a riconoscerci?”
Guido Castellano, altro fondatore, spiega che: “ Come gruppo
avevamo bisogno di qualcosa che ci contraddistinguesse, ed ecco la
promessa: un fazzoletto intorno al collo. L’abbiamo scelta
azzurra perché volevamo portare al collo un pezzo di cielo. In
estate andiamo in Trentino sulle montagne proprio per essere più
vicini al cielo. Al colore azzurro è stato aggiunto il
verde per il Gruppo Ragazzi Righi, l’arancione per il Gruppo
Ragazzi Sestri e il giallo per il Gruppo Ragazzi Spoleto”.
“Ma cosa si promette?”
Tutti i bambini presenti recitano inSIeme il testo dello statuto
che accompagna la consegna della promessa.
“Le basi forti del gruppo: un gruppo diverso, no oratorio, un
gruppo largamente basato sulla fede…”
P. Modesto spiega come “ Mons. Segalini, responsabile
della Pastorale Giovanile, ha affermato che i giovani devono
passare da una “fede di timore” a una “fede di piacere” ,
devono avere il coraggio di fare Messe vive. Credo che in questi
anni abbiamo fatto Messe sempre allegre, nello Statuto si legge
che della fede cerchiamo un’ immagine viva, aperta e gioiosa, e
per questo in passato, forse, ci prendevano un po’ per matti ma
il gruppo rangers ha saputo anticipare quello che il Papa ha detto
a Tor Vergata, quello che la chiesa deve fare per evitare di
morire”.
“Chi canta, prega due volte”, la parola passa a Don Giosy
Cento, fondatore dell’associazione “IL mio Dio canta
giovane” con un breve intervento sulla fede nei gruppi di
ragazzi.
“Quando ho incontrato i rangers cosa ho provato? Ho provato che
siete un gruppo che non è silenzioso, siete un gruppo che
grida la fede, che la porta in scena, un gruppo che dà vivacità
alla fede perchè vincete la sfida più grande che “Dio non è
noia, ma è gioia!”. Anche noi cantautori cerchiamo di fare
questo, di attingere da Dio la gioia per portarla a tutti”
Breve accenno alla nascita degli altri gruppi: quando P. Modesto
è stato alla Madonnetta ha fondato un gruppo, quando è stato a
Sestri un altro ed ora a Spoleto.
Stella Visciola, una delle responsabili del Gruppo Ragazzi
Spoleto:
“Appena arrivato a Spoleto P. Modesto si è dato subito da fare
e ci ha proposto di fondare un nuovo gruppo. Noi abbiamo accettato
e abbiamo iniziato a fare subito le prime riunioni, all’inizio
tutti insieme, sono andate bene tanto che sono state assegnate le
prime promesse e da quel momento è iniziato il gruppo vero e
proprio. Adesso è quasi un anno che ci siamo e va veramente bene.
Siamo più di 80 ragazzi!”.
“Ma i Rangers cosa fanno a riunione?” risponde Roberta Carena,
una delle responsabili del Gruppo Ragazzi Madonnetta.
“A riunione si parla di qualcosa di concreto, di vissuto, di
quella che è la motivazione per cui è proprio da 18 anni che noi
rangers viviamo. A riunione cerchiamo di trasmettere messaggi ai
ragazzi, dai più piccoli ai più grandi, messaggi che durante
l’anno cambiano ma che sono uguali nei vari sottogruppi e li
portiamo avanti durante l’anno preparandoli, dapprima noi
responsabili, e proponendoli poi a riunione ai più piccoli e ai
ragazzi delle medie.”
Elisa Damiani, una delle responsabili del Gruppo Ragazzi Sestri,
spiega che quando P. Modesto è arrivato a Sestri ha fondato il
gruppo del GRS e quando è andato a Spoleto IL G.R.Sp. Ogni gurppo
ha una sua sede e le sue riunioni. “Le riunioni si svolgono
tutte le settimane e sono divise per età (bambini delle
elementari e delle medie): a riunione si parla, si organizzano
giochi e tematiche, cercando di fare divertire i più piccoli e
anche di crescere insieme”.
Elisa Tassano, una delle responsabili del Gruppo Ragazzi
Madonnetta, spiega che “ogni anno della nostra storia è stato
contraddistinto da un motto, una frase che abbiamo deciso di
seguire in tutto e per tutto. IL nostro è stato un continuo
lavorare appresso a ideali e motti che di anno in anno rinnoviamo
per non fermarci mai, per crescere sempre, per migliorare”
Guido Castellano introduce la clip video spiegando che “i
rangers hanno inventato un metodo che è quello di ambientare le
cose che raccontiamo ai bambini con delle favole e dei personaggi
che a loro sono congeniali. Dietro a questi eroi facciamo capire
l’importanza di essere generosi e buoni”.
La parola nuovamente a P. Modesto che spiega i momenti forti della
vita del gruppo.
“Spesso al lunedì sera litigavamo, pensate che per anni
tutti i lunedì sera cercavamo di rivedere IL bilancio, di sognare
il futuro e, tra le litigate peggiori, ricordo quando una notte
alle Plaze Basse, durante il campo estivo, ho buttato via la
promessa e ho detto basta, non voglio più andare avanti, siamo
stati divisi tutta la notte pensando che tutto fosse finito. Sono
i momenti più difficili, più duri, ma sono quelli che ci hanno
rinsaldato, poi ci sono stati momenti di dolore.
Volevo ricordare Fabio, al quale abbiamo dedicato il libro,
ricordo quando pregavamo il Signore che ce lo rendesse…. Ricordo
Roccaporena, Assisi, le lacrime alla fine degli spettacoli e le
emozioni…Tra i momenti forti ricordo la settimana a Taizè,
Assisi, il campo estivo che è il più grande ritiro, le più
belle confessioni penso di averle fatte al campo estivo in quella
famosa chiesetta in mezzo al prato fatta con una croce e con le
panche di legno….”
La magia dei campi estivi
Lina Neri, una delle responsabili del Gruppo Ragazzi Sestri:
“Andiamo in Val di Non a Rumo dove c’è la mamma di P. Modesto
che ci ospita in casa per qualsiasi problema, o semplicemente ci
porta l’aceto perché ci siamo dimenticati di comprarlo. Andiamo
in un prato dove facciamo oramai da tempo il nostro campo estivo.
La magia penso sia vivere 10 giorni dove la nostra cameretta è
una tenda, il nostro letto un sacco a pelo, dove ci sono le stelle
di notte, il fiume che ci fa da lavandino, da vasca da bagno e il
sole che ci fa da orologio. Si fa tutto insieme e tutto per un
unico scopo che è quello di crescere al campo estivo dentro,
fuori e con gli altri”.
Iacopo Pigliapochi, della Direzione del GRM ci racconta quale è
la sensazione più forte vissuta al campo.
“La sensazione che mi è rimasta di più è una: in 10 giorni di
campo è possibile che per 5 o 6 piova ma quando ci sono giornate
bellissime, dopo aver faticato, giocato, sudato, ti metti sotto al
tuo sacco a pelo e sei responsabile in una tenda di 8 bambini,
guardi il cielo e lo vedi, come a Genova non te lo puoi neppure
sognare, perché sembra che sia giorno da quante stelle ci sono,
allora tu apri la tenda, svegli tutti i bambini e li porti fuori
con il frescolino. La cosa più bella è stare lì’ seduti sul
pancale della tenda con gli occhi rivolti al cielo a contare tutte
le stelle”
I motti dei Rangers: uno degli ultimi è “chiamati a trasformare
IL mondo” che è anche IL titolo del musical rappresentato 29
volte in 29 piazze diverse.
La parola a Piergiorgio Bussani, responsabile dell’associazione
“Mt 5,13”.
“Stasera sono particolarmente emozionato per i 18 anni di questo
gruppo e mi sembra di viverli come i 18 anni di un mio figlio.
Quando vi ho conosciuto sono tornato dai miei ragazzi, come sapete
sono responsabile di un’associazione, e ho raccontato loro
che ho incontrato un gruppo di persone forti. Mi hanno detto:
“Ma a Genova?” E’ impossibile!” “Sì, proprio a
Genova” ho risposto, “nel pieno centro della città, sono
degli scout musicali, cantano sempre, cantano, ballano, fanno un
sacco di cose…. Ho pensato di essere fortunatissimo non per
niente un giorno ci siamo avvicinati nel parco di Villa Gruber
dove c’è sata una riunione”
Guido Castellano precisa che Piergiorgio ci ha fatto passare dalla
recita al musical e, dopo quella mitica riunione, dove ci ha
proposto di fare uno spettacolo musicale, abbiamo realizzato
“Mondo con un cuore” e da lì è iniziato il nostro cammino
nei musical con “Chiamati a trasformare il mondo”, “Noi
saremo uomini” e l’ultimo “Semi di pace”.
“Ne abbiamo fatte veramente tante insieme”, continua
Piergiorgio, “… in una delle tantissime collaborazioni, scambi
di persone, anche se temporaneamente, e di amicizia, abbiamo
voluto fare un grande regalo a voi e voi un grande regalo a noi.E’
stato quando a S. Remo nel ’99 abbiamo fatto la raccolta dei
primi 40 anni di canzoni cristiane e noi, come gruppo, abbiamo
voluto i Rangers perché ormai facenti parte integrante del nostro
spettacolo. IL regalo per questo compleanno è una sorpresa:
qualche giorno fa è stata consegnata da Telepace una copia di
quella serata e la consegno a voi”.
Nel corso degli anni i Rangers hanno accumulato materiale di vario
genere ed attrezzature audio-luci che vengono utilizzate nei vari
spettacoli, nei service, come spiega Francesco Moriondo, della
direzione del GRS, strumenti acquistati con fatica e sudore che
contribuiscono a dare una certa indipendenza al gruppo nelle sue
attività
IL talk show sta per terminare, ma non prima di aver mostrato le
nuove realtà nate dai Rangers: Mosaico e inSIemeVOLA con Daniela
Lombardo ed Eleonora Rizzi, due associazioni, una a Genova,
l’altra a Spoleto che si propongono di promuovere il
volontariato con una “Festa del volontariato” nel nord ed una
nel centro Italia, collaborano al riempimento di un container che
da 6 anni viene spedito nelle missioni agostiniane delle Filippine
e fanno informazione attraverso settimanali on line e stampati.
Ancora due parole su cosa è il Movimento Rangers.
La parola a Michele Razeti della direzione del Movimento Rangers
che ne spiega la strutturazione in “associazione di
associazioni” formate appunto dal GRM, dal GRS e dal GRSp. IL
Movimento Rangers è rivolto a ragazzi più grandi ed organizza
all’interno attività come i campi neve, Tor Vergata,
Barcellona, ed all’esterno attività per dare testimonianza.
A questo punto il lancio ufficiale del libro “Chiamati a
trasformare IL mondo” – cosa serve “per” e come fare
“a” costruire un’associazione per bambini e ragazzi basata
su una fede viva aperta e gioiosa. Tutti i ragazzi sono invitati a
salire sul palco, sono tutti coloro che hanno permesso al gruppo
di arrivare a questo giorno importante.
E per finire i ringraziamenti a chi ha reso possibile questa
indimenticabile serata e tanti sogni rangers.
La presente trascrizione è tratta da un video filmato realizzato
da InSIemeVOLA di Spoleto. Alcune parti sono abbreviate ed
imprecise per mancanza di materiale. I discorsi sono riprodotti
fedelmente così come pronunciati dai relatori. Sono possibili,
tuttavia, inesattezze che potete segnalare, eventualmente, alla
redazione.
Redazione CHIODOweb
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