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ETERNA

"PAPYRUS"
Discreto
lavoro d'esordio per gli Eterna, quattro giovani 'defenders'
provenienti dal Brasile, che ci propongono l'ormai solito platter
di power-metal suonato con classe e raffinatezza, ma nel quale si
sprecano gli ormai usuali riferimenti allo speed di matrice
europea (Stratovarius, Helloween), al prog-metal più riciclato
(Dream Theater) e al classic-symphonic metal ormai stereotipato (Rainbow,
Symphony X), senza tralasciare qualche reminiscenza di musica
classica (poteva mancare?). Tocca a "Working Man" aprire
le danze con un coro possente, delle ritmiche accelerate e delle
melodie piuttosto accessibili. La successiva "Longevity"
è sufficientemente frizzante, grazie ai suoi ritmi incalzanti e
ad un ritornello abbastanza accattivante. "Mary'sSon" è
cadenzata e potente, contraddistinta da armonie vagamente
mediorientali e da un testo cristiano (gli Eterna non nascondono
di far parte di una comunità cattolica impegnata nella lotta
contro la droga e l'alcool). Dopo una partenza affidata al basso,
con "Da Pacem Domine" ci si addentra in atmosfere epiche
e sognanti, guidati da tempi medi maestosi e dalle vocals
incrociate dei due cantanti (Alexandre Emanuel Claudio, anche
bassista, e Danilo Lopes, anche batterista), che purtroppo hanno
timbriche un po' troppo simili tra loro per costruire degli
intrecci vocali più interessanti. "The War Is Over" è
un roccioso lentone nel quale spadroneggia il pianoforte di
Douglas Codonho, mentre "Euthanasia" si snoda in
fraseggi complessi ed articolati, decisamente 'progressive',
conditi con un sublime organo lordiano e con un grande lavoro di
batteria. La title-track (suddivisa in due parti: "The Holy
Fire" e "The Firstling") è solenne ed imponente,
con degli intriganti tappeti di tastiere e dei cori decisamente
altisonanti, mentre la conclusiva "Fight Recorder" è
una prog-metal song dai sapori vigorosamente ottantiani. Gli
Eterna sono, in definitiva, l'ennesima band preparatissima da un
punto di vista squisitamente tecnico, ma ancora un po' acerba e
con poca personalità, soprattutto se confrontata ai più illustri
connazionali (in particolare, gli, ahimè, disciolti Angra e i
Dark Avenger).
Flavio Ignelzi
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