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Le
Vie del Signore
on line
Giornale di
Vicenza 3.06.2002
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Le vie del Signore sono
infinite...e ora anche on line . Sempre più
numerosi sono i siti dei conventi di monaci e monache che
cercano un dialogo con credenti e non, molte parrocchie
sono dotate di Internet ( www.parrocchie.org
) , e lo stesso papa fa sentire la sua voce ai
missionari sperduti nelle giungle equatoriali o ai fedeli
della Cina o degli Emirati Arabi attraverso la Rete. Nella
Chiesa sembra essere scoppiata la febbre di Internet. Dove
gli impedimenti della geografia e le leggi dell’uomo
impediscono l’annuncio della buona novella, allora lì
può Internet. E a conferma della fiducia nelle nuove
tecnologie da parte della Chiesa sono arrivati anche due
documenti elaborati e diffusi il marzo scorso dal
Pontificio Consiglio per le Comunicazioni Sociali. Il
Vaticano con Etica in Internet e La Chiesa e
Internet ( http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/pccs/
) ha ribadito la bontà di questo mezzo di comunicazione
anche se John P. Foley, presidente del Pontificio
consiglio per le Comunicazioni, ha escluso che Internet
possa sostituirsi al rapporto diretto tra sacerdote e
fedeli. Che è come dire che non ci potrà mai essere una
confessione o la somministrazione di altri sacramenti via
Internet.
La vocazione «buona» di Internet è stata scoperta dalla
Chiesa due anni fa quando le carmelitane del monastero di
Sant’Anna a Carpineto Romano hanno salvato dal suicidio
un giovane sacerdote collegatosi ad Internet in un momento
di crisi. Ormai sicuro di farla finita il prete si è
imbattuto nel sito delle Carmelitane ( www.ocarm.org/ita/ord2/2ann-ita.htm
) a cui ha mandato un Sos. La risposta è stata
immediata, efficace e, è il caso di dirlo,
provvidenziale. Le carmelitane hanno fatto scuola. E
l’anno scorso in Olanda una comunità di dieci monache
ha aperto un Internet-cafè.
Negli ultimi mesi, infine, si è creata in Italia una rete
di ottocento sacerdoti i quali sono a disposizione di
tutti coloro che sono in cerca di un consiglio spirituale.
Il dialogo funziona via internet ( www.pretionline.it
): il prete risponde in un giorno, in tre o in una
settimana, a seconda della disponibilità ma il contatto
è assicurato.
Ci sono anche molti conventi di clausura che pur
mantenendo la distanza fisica con il mondo hanno creato
attraverso internet un intenso scambio culturale e
religioso. L’esempio più significativo è quello
offerto dai monaci benedettini di Camaldoli che hanno da
poco lanciato il loro sito in cinque lingue ( www.camaldolesi.it
).
Anche gli ordini femminili non sono da meno: come ad
esempio le passioniste www.passioniste.org/ e le monache
di San Vito dei Normanni a Brindisi www.suorebenedettine.it/santascolastica.htm
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Ma non di solo
spirito vive l’uomo. Undici monasteri sul territorio
nazionale si sono messi in rete per promuovere e vendere i
loro prodotti ( www.monasteri.it
).
Nonostante l’apparente difficoltà di conciliare nuove
tecnologie e religiosità popolare, su internet trova
spazio ed espressione anche tutto quel movimento di «pellegrini»
che da sempre ha frequentato santuari e santi, da Padre
Pio a Sant’Antonio da Padova.
Nel sito di quest’ultimo ( www.ilsantodipadova.com/homepage.htm
) infatti un cuore pulsante segnala lo spazio per il
culto dedicato alle testimonianze della devozione al santo
di Padova. I fedeli rivolgendosi ai religiosi che
gestiscono il luogo santo ma anche a tutti i credenti
possono chiedere di pregare per particolari situazioni di
difficoltà. Le intercessioni corrono online, e anche gli
ex-voto vengono resi pubblici in Internet.
Il sito www.santuari.it collega molti dei luoghi
santi meta di migliaia di fedeli provenienti da tutto il
mondo. Accanto ai siti ufficiali dedicati ai singoli santi
e santuari ce ne sono molti altri creati da organizzazioni
e singoli.
Il santo più «gettonato» è indubbiamente Padre Pio.
Dalla radiotelevisione intitolata al santo di Pietralcina
( www.teleradiopadrepio.it
) si passa al sito ufficiale www.conventopadrepio.com
, ma in mezzo esiste un’ampia gamma di altri siti in
inglese, spagnolo, francese e portoghese, come quello di
una fondazione americana che dal 1977 è impegnata a
diffondere la devozione a padre Pio nel mondo ( www.padrepio.com/
).
Come ha detto il prete salvato via Internet dalle
carmelitane: «credo che il concentrato della fede sia
questo: fidarsi senza calcoli e senza sapere dietro
l’angolo cosa c’è». Quale via migliore di Internet
quindi per arrivare a Dio?
pbitta@libero.it |
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