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(STAMPA
Del 13/5/2002 Sezione: Interni Pag. 7)
WOJTYLA LANCIA UN APPELLO E UTILIZZA LA POSTA ELETTRONICA
Il Papa: avanti con l´e-vangelo
«Cattolici, non abbiate paura di usare Internet»
CITTÀ
DEL VATICANO
Papa Wojtyla sprona la Chiesa a navigare in Internet, e ad
e-vangelizzare; in effetti l´esempio lo ha dato, inviando per
e-mail, qualche mese fa, il messaggio «post sinodale» a tutte le
diocesi dell´Oceania. Ieri, alla preghiera del «Regina Coeli»,
ha esortato i cattolici a non aver paura della «Rete». «Ogni
giorno, infatti, - ha detto - dobbiamo confrontarci con le realtà
di questo mondo. Ce lo ricorda anche la Giornata Mondiale delle
Comunicazioni Sociali, che oggi celebriamo. I più recenti
progressi nelle comunicazioni e nelle informazioni hanno posto la
Chiesa di fronte a inedite possibilità di evangelizzazione. Ho
pensato, perciò, di proporre quest'anno un tema di grande
attualità: "Internet: un nuovo forum per proclamare il
Vangelo"». Nei giorni scorsi, a Milano, la Cei e l´Università
Cattolica hanno organizzato un convegno proprio su questo tema. «Dobbiamo
entrare in questa moderna e sempre più fitta rete di
comunicazione con realismo e fiducia, - ha aggiunto Papa Wojtyla -
persuasi che, se viene utilizzata con competenza e consapevole
responsabilità, può offrire opportunità valide per la
diffusione del messaggio evangelico. Non si abbia, pertanto, paura
di "prendere il largo" nel vasto oceano informatico.
Anche attraverso di esso la Buona Notizia può raggiungere il
cuore degli uomini e delle donne del nuovo millennio». E non solo
i migliori sentimenti, se le gerarchie ecclesiastiche delle
Filippine hanno deciso di correre ai ripari contro i «peccati
della rete». La Chiesa filippina ha lanciato un «provider
internet» che filtra e blocca la visualizzazione delle pagine
contenenti messaggi ed immagini di violenza e di pornografia, e
non permette ai navigatori di aprire i siti delle scommesse
on-line. Il servizio denominato «Cbcp World», secondo i suoi
creatori, «assicura agli utenti un accesso veloce e completo ai
materiali puliti e formativi che si trovano nella grande rete».
Nelle Filippine i cattolici sono 77 milioni, l'88% della
popolazione; Internet sta creando tra i fedeli disaffezione verso
la Chiesa; secondo il vescovo Joseph Cabrera «molti sono così «dipendenti»
da non trovare più il tempo di andare in chiesa». L´appello del
Papa troverà certamente un seguito, ma in Italia il mondo dei
credenti si era già mosso. Al 30 aprile erano 6221 i siti
cattolici censiti in Italia. Mons. Francesco Cacucci, presidente
della Commissione episcopale per la cultura e le comunicazioni,
ricorda che nel giugno `97 erano 243; due anni dopo erano
diventati 1421, e adesso la crescita è di un migliaio all´anno.
Parrocchie e movimenti ecclesiali fanno la parte del leone. Banche
dati e portali sono trentacinque. Il problema però è la qualità.
Come ha rilevato un esperto a Milano, Iain Morrison, Presidente
della «European Christian Internet Conference», membro della
Chiesa evangelica scozzese, «la Chiesa deve offrire dei siti
specializzati di qualità che rispondano alle esigenze di coloro
che si collegano. Per parafrasare il Generale Booth: "Perché
il Diavolo dovrebbe avere tutti i siti web migliori?" Sempre
più spesso i siti di E-vangelizzazione assumono un'aria di
superiorità e pensano di avere sempre ragione, utilizzando un
gergo e parole che le persone alla ricerca di Dio non capiscono».
Troppi siti, secondo Morrison, danno risposte standardizzate e
scontate «senza ascoltare veramente coloro che hanno bisogno».
La risposta sta nelle risorse: «Credo che le chiese debbano
concedere più finanziamenti per favorire i siti interattivi in
tempo reale, con persone capaci ed esperte ad amministrarli e che
siano disponibili verso coloro che hanno bisogno». E poi, osare:
«La Chiesa non ha nemmeno iniziato ad esplorare le potenzialità
di Internet, attraverso la Web Tv».
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