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SIMBOLOGIA
MUSICALE
E MONDO GIOVANILE
La musica come realtà simbolica
Sintesi
dell'incontro tenuto Lun. 19 e Ven. 23 febbraio 2001 da don
Daniele Bighi (CPG di Mantova) e Marco Terreni (discografico Wea)
all'istituto PASCAL di Castiglione delle Stiviere
Cosa
succede se ci mettiamo a cantare una canzone insieme e magari ci
muoviamo con le mani? La musica è capace di trasformare un
raduno di individui più o meno solitari in un corpo danzante...
una canzoncina, un gesto un po' banale sono capace di far emergere
la sintonia dei cuori, la gioia dello stare insieme, la reciproca
simpatia e la disponibilità di spirito.
Noi abbiamo iniziato cantando insieme "ALBACHIARA" di
Vasco e alla fine tutti hanno applaudito. Perché? Non ci sono due
parole per dire cosa può essere successo, ma è chiaro che la
musica è un orizzonte simbolico dove i giovani si sono
RISPECCHIATI. La musica ha la capacità di raccontare la vita
attraverso un linguaggio simbolico e raccontando la vita racconta
qualcosa di personale... (cfr. differenza tra linguaggio simbolico
e linguaggio razionale).
Quali significati simbolici trasporta la musica dei giovani?
Simbolo di identità (tra di loro) e distinzione (si intende una
identità simbolica cioè di messaggio, di costume, di
appartenenza - cfr. i vari generi musicali); Simbolo di sentimento
(si intende la capacità della musica di ordinare e raccontare i
miei sentimenti e le mie emozioni...)
La musica come orizzonte vitale
La musica diventa la colonna sonora capace di raccontare gli spazi
personali della nostra esistenza il nostro orizzonte di vita (=
luogo dove il giovane passa il tempo, fa' scelte senza dover
pagare pedaggi). Da notare che è all'interno di questi orizzonti
che il giovane risolve la sua vita (= decide da che parte stare,
definisce le sue scelte, prende le sue decisioni...) circa
l'amicizia, l'affettività, i rapporti sociali anche
l'appartenenza alla chiesa;
La musica esprime simbolicamente i giovani come sono e la loro
vita con tutta la sua ambiguità fatta di ricchezza e di povertà...
Abbiamo ascoltato la canzone degli Articolo 31 "Volume"
- Articolo 31 (racconta il mondo dell'indipendenza, dell'auto
affermazione, dell'esaltazione, del gustare fino in fondo in
libertà della vita).
Il concerto come rito
Estremi pellegrinaggi per raggiungere templi del suono dove il
tempo e lo spazio sembrano diventare magici, dove si genera una
profonda energia... e una intensa comunione: ci si sente tutti
fratelli (gente che condivide la stessa musica).
Il concerto risponde all'esigenza della "celebrazione
collettiva" dove viene fissato in un rito un'esperienza
della vita (= sentimenti, emozioni, esperienze...) e dove il
cantante ne racchiude simbolicamente i significati
Analisi dell'inizio del concerto di Ligabue a Milano: E' una
partecipazione totale che inizia con l'attesa di qualcuno
importante che ha già infiammato l'immaginario interiore con la
sua musica a casa: "illuminare le profondità del cuore umano
è compito dell'artista" (Shumann);
E' ritualità: la musica consumata personalmente o in piccoli
gruppi (mentre si cammina, in macchina, quando si studia...)
diventa celebrazione collettiva. Alla fine attori e spettatori
sono sudati, ma contenti della riuscita del concerto dove tutti
hanno partecipato. L'artista solitamente conosce questo e mette in
atto tutte le arti della comunicazione (come iniziare, come
vestirsi, come entrare in scena);
E' risonanza nel momento in cui la musica fa "vibrare"
insieme. E' l'innesco di una relazione tra due parti che vogliono
incontrarsi. Questo è spesso dovuto alla capacità dell'artista
di innescare un feeling con il pubblico. Si può essere anche
bravi musicisti ma se non si è capaci di accendere la
comunicazione e la simpatia il clima rimane freddo e l'atmosfera
non parte. Da notare che il feeling nasce da dentro, dal cuore,
dal sentire, dal percepire di essere lasciato uscire come l'acqua
che sgorga. Ecco perché un concerto non rende più quando è
ridotto a CD o videocassetta.
Spesso un concerto diventa un'esperienza "mitica" oppure
racconta un mito dello spettacolo. I miti, fin dall'antichità
sono stati un modo per raccontare, interpretare ciò che
l'uomo ha capito della realtà e di ciò che si sta vivendo. I
miti incarnano alcune risposte alle domande di senso della nostra
vita quotidiana. Attraverso i miti sono poi nati i SIMBOLI e i
RITI (il simbolo dice una realtà più grande; il rito dice una
realtà più grande e intanto la fa = simbolo in azione).
Conclusioni
I giovani vivono in un orizzonte simbolico personalizzato e
indipendente. La musica è diventata lo strumento per descriverlo,
per renderlo pubblico in una dimensione visibile e comunitaria. In
questo modo possiamo pure dire che la musica "struttura"
e "alimenta" gli spazi di identità dei giovani
rimanendo a volte il solo canale di cultura.
La musica è diventata il sottofondo ai sentimenti e alle scelte
della vita per cui l'universo musica si può vedere come altamente
ricco di messaggi e ricco di identità, di cultura, di simboli che
strutturano le idee. All'interno di questo mondo i giovani
"risolvono la vita" facendo anche scelte determinanti...
Anche se non sono più religiosi i giovani dimostrano di vivere
all'interno di una ritualità che li porta a celebrare la vita
attraverso la figura mitica del cantante. Sembra che i giovani non
si riconoscono nell'uomo "razionale" tutto mente e
parole, ma nell'uomo "senziente" tutto sentimento e
percezione dove i valori del piacere e della gratuità sono
determinanti. Ma resta il problema: che tipo di religiosità (e
quindi di vita) esprimono i giovani? Spesso i giovani hanno
rifiutato una religiosità strutturata, per scegliersi una
religiosità più personale e a nostro parere, molto simile alla
antiche religioni che conoscevano il sacrificio umano. Anche
adesso i giovani cercano la vita e sono disposti a metterla in
gioco rischiandola ogni sabato sera...
Don Daniele Bighi
TESTIMONIANZA di Marco Terreni (discografico)
La musica è un'attività commerciale giocata sul vendere in un
piccolo spazio di tempo (4 min.) delle emozioni. Uno che fa il mio
lavoro deve essere sicuro che quello che vende sia abbastanza
forte da colpire l'ascoltatore al punto da indurlo a comprare.
Ecco che non stiamo più parlando di musica ma di un problema
commerciale (=vendere). E' chiaro che non tutti gli artisti sono
"veri" (= generati dalla loro arte, dalla loro capacità
espressiva, coerenti con la loro vita), ma spesso sono costruiti
(= generati dal mercato e dal profitto economico). Cercare di
essere attenti agli artisti veri fa bene alla musica che premia
così chi se lo merita.
La canzone diventa un qualcosa per tutti per cui deve essere usato
un linguaggio che vada bene a tutti e soprattutto deve
"agganciare" l'attenzione e condurre l'ascoltatore a
qualcosa... Es. della canzone dei Tricarico: ci viene alla memoria
per la parolaccia condivisa da tutti gli studenti: "puttana
la maestra". In realtà è una decisa accusa alla realtà
della violenza minorile operata dai grandi.
I nuovi poeti sono i musicisti: nessuno di voi conosce Carducci,
ma sapete perfettamente i testi di Cesare Cremonini dei Luna
pop... (Seguono ovvie considerazioni su chi scrive canzoni e su
chi le ascolta...)
Intervista ad una fans di Marilyn Manson...con inevitabile
commento: Eppure, davanti al nuovo album di Marilyn Manson Holy
wood (Sacro legno), crediamo sia giusto informarvi su ciò che
contiene. Non ci riferiamo tanto alla pur atroce copertina e al
disgustoso videoclip (rifiutato persino da Mtv) che vede la
popstar crocifissa. Quanto ai testi delle diciannove canzoni,
spesso con parole come macigni. Anzi, pallottole. In Death song
Manson urla «Siamo su un proiettile / e siamo diretti dentro Dio».
Ma essendo quanto meno confuso (per non dire
"disturbato") nel brano The Fight Song fa sapere: «non
sono schiavo di un Dio / che non esiste neppure». Ognuna delle
sue 19 canzoni è un piccolo delirio. Dove si mescolano
anticapitalismo, masochismo («Non vogliamo vivere per sempre /
sappiamo che la sofferenza è di gran lunga meglio») e minacce («Più
ci temete / più grandi diventiamo / non sorprendetevi quando
distruggeremo tutto). Autentici deliri, che non meriterebbero
nemmeno di essere presi sul serio.
Ma quando la popstar in due brani invita ad attaccare fisicamente
i religiosi, non possiamo dimenticare che le ragazze di Chiavenna
assassine di suor Maria Laura Mainetti erano fan di Manson. E'
evidente che si presenta con un solo atteggiamento disfattista
senza dare alternative o proposte positive: lui vuole distrugge
tutto... Ecco il frutto estremo della macchina economica che
arriva a fare dello schok il modo per vendere... Per testimonianza
diretta (è dell'etichetta WEA pure Marilyn Manson) incontrato a
New York non é trans anzi è sposato con una bellissima donna e
"non penso la voglia uccidere o lui voglia suicidarsi per
davvero"...Se le cose sono così è chiaro che a voi fans
viene fatto passare solo quello che vogliono quelli del suo staff
imprenditoriale... Occhio ai messaggi fini a se stessi che non
portano a nulla se non solo dei soldi ai discografici.
Per chi suona o canta sappia che occorre molta passione perché il
sacrificio è enorme dovuto alla macchina economica che ormai
gestisce tutta la musica anche quella vera...
Il costo della Musica è altissimo... ecco i passaggi e i costi:
Presentazione di un lavoro ad un Produttore Artistico, che magari
ti capita a scuola a parlare...;
Stampa di un CD da integrare con la realizzazione di foto (look
giusto e convincente) ed eventuale video... costo dell'operazione
circa 50.000.000 di lire;
Presentazione dell'idea musicale ad una etichetta discografica che
ha la forza economica della distribuzione di massa nei negozi e
nella pubblicità su radio e televisioni...(a titolo informativo
un solo passaggio di 3 minuti in una trasmissione televisiva
nazionale con un odiens importante costa circa £ 30.000.000).
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