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STEFANO CUCCHI

GLI OCCHI
DELLA GENTE

Gli
occhi della gente
Buon esordio per il torinese Stefano
Cucchi
e la sua musica che punta a
evangelizzare
di
Paolo Jugovac
«Sono
- come tutti Voi - al servizio del nostro Signore Gesù e della
sua Chiesa con i doni e i talenti che Dio mi ha dato». E’ così
che si presenta Stefano Cucchi, pianista di talento e cantautore
cristiano di Torino. Nato a Torino nel 1965, a ventun anni ha
conosciuto il Signore e ha cominciato, insieme a una nuova vita,
una nuova produzione musicale, rivolta all’espressione della sua
fede.
Le
sue capacità nel campo della musica lo hanno portato, oltre che a
suonare nella chiesa che frequenta, a collaborare per un lungo
periodo con gli Anno Domini Gospel Choir e a partecipare a
numerosi raduni, convegni, festival, tra cui al Seminario per gli
artisti cristiani europei, in Olanda, quale rappresentante del
nostro paese.
L’impegno
di Stefano, nella vita agente della SEAT Italia, non si esaurisce
nel settore musicale, ma si estende alla predicazione e
all’insegnamento biblico: insomma, un impegno a tutto tondo.
Nel
1994, in seguito all’incontro con i musicisti e produttori, Joe
e Michael Tafaro e Marcos Lopez Iglesias, decide di incidere Gli
occhi della gente, un disco che raccoglie i brani composti nei
suoi primi otto anni di fede. Il disco risulta una produzione di
buona fattura sul piano tecnico, curato negli arrangiamenti
(seguiti in prima persona dal musicista).
Nei
dieci brani del Cd è chiaro l’intento evangelistico; apre
“Gli occhi della gente” («…chiedono speranza… cercano un
amico… sempre in cerca di risposte/ Ma come sono belli i nostri
occhi/ così pieni di fiducia in lui»), e si prosegue alternando
pezzi intensi come “Insegnami” e “Hai sofferto”
all’autobiografico “La mia strada” («Nella vita io
camminavo/ senza meta, senza direzione»), alla grinta vagamente
rockettara di “La tua Parola” (tratto dal Salmo 119), con un
interessante accenno vagamente “montisciano” ne “Il
seminatore”.
In
generale il repertorio si attesta su un pop sobrio, con qualche
citazione ai generi nordamericani e un arrangiamento pianistico -
sempre estremamente competente - tipicamente italiano.
Per
scrivere a Stefano Cucchi

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