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Sono
i fans più accaniti e fedeli di Papa
Giovanni Paolo II, ma lo saranno anche del
prossimo pontefice, dicono, che
naturalmente aspettano il più tardi
possibile. Non fanno crociate ma battaglie
spirituali, l’ultima quella contro il
concerto di Marilyn Manson.
Dall’aggregazione spontanea alle
udienze, con tanto di striscioni e
bandiere, a una vera e propria
organizzazione. I “papaboys” stanno
crescendo in fretta.
“Ci teniamo molto a restare una voce
libera – precisa il responsabile dei
“papaboys” romani Daniele Venturi –
ragazzi ispirati ai valori cattolici,
anche se non siamo i classici “pretaioli”.
Quando c’è da discutere, lo facciamo a
360 gradi”. Una volta era un gruppo
spontaneo, ora cosa è diventato? “Siamo
ancora un’organizzazione spontanea, che
però sta iniziando a coordinarsi e a far
sentire la sua voce grazie a una redazione
e al sito internet www.papaboys.it.
La linfa vitale del gruppo è la giovane
età dei partecipanti: Daniele Venturi ha
30 anni ed è affiancato da ragazzi di
20-25 anni, pieni di entusiasmo. Qualità
che va anche nutrita in qualche modo:
“Infatti stiamo facendo un’opera di
tesseramento per finanziare le nostre
numerose attività. I soldi servono
soprattutto per il livello comunicativo.
Siamo pieni di idee, cerchiamo solo altri
collaboratori”.
Un’attività intensa che produce i suoi
frutti. Basta sfogliare le pagine di “papaboys.it”,
un portale ricco di eventi, link,
appuntamenti, notizie. “Ma non finisce
qui – rassicura Venturi – Tra qualche
settimana partirà “Papaboys Television”,
la prima televisione multimediale dei
giovani cattolici. In fondo lo dice anche
il Papa: siamo tutti pescatori sulla rete
della comunicazione”.
Ma la mobilitazione di questo periodo è
concentrata sull’impegno contro il
concerto di Marilyn Manson, personaggio
simbolo della trasgressione per alcuni,
della depravazione satanica per altri.
Anche per i ragazzi del Pontefice, che non
hanno paura di trovarsi di fronte una
battaglia un po’ impopolare.
“Effettivamente abbiamo dato molto
fastidio ai fans di Marilyn Manson.
Dovreste vedere come ci hanno insultato
sul sito dedicato al cantante!”. E
aggiunge: ”Abbiamo persino sporto
denuncia querela nei loro confronti. A noi
interessa la critica; il confronto con chi
non la pensa come te è bellissimo. Anche
con un ateo o un satanista. Le offese, però,
non possiamo accettarle”.
La voce libera dei “papaboys”, in
difesa dei valori positivi, vuole farsi
sentire anche all’estero. Marilyn Manson
sarà “pedinato” da una schiera
pacifica di fans del Papa e dei valori
cristiani. “Anche per il concerto in
Polonia abbiamo organizzato un movimento
di contestazione pacifica”. Una caccia
all’uomo? “Personalmente, non ho
niente contro di lui, anzi, lo apprezzo
artisticamente. Purtroppo è il messaggio
che lancia ad essere sbagliato, così come
lo è il potere dei gruppi industriali che
guadagnano su valori negativi”.
Le prossime iniziative però non si
limitano al boicottaggio del tour mondiale
di Manson. “Vogliamo fare un regalo al
nostro grande Papa, questa estate” –
rivela Daniele Venturi. “Il progetto si
chiama 5 milioni a Colonia. In occasione
della Giornata Mondiale della Gioventù,
vogliamo diffondere in tutta la Germania
il nostro tam-tam positivo”.
Proprio dalle GMG, gli slogan improvvisati
e la spontaneità di quei giovani vestiti
come per assistere a un concerto, hanno
posto alla ribalta i “papaboys”. Da
settembre 2002, il sito è diventato un
giornale ufficiale. “Tutto questo
baccano lo facciamo con un paio di
computer, non di più. Ma abbiamo in
progetto l’apertura di una redazione a
Milano e di una a Napoli”. I
“papaboys” non hanno paura di
diventare grandi.
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