“Rock Not Roll”
La roccia che non crolla

di Marco Parravicini
parravicini@Katamail.com

 


“L’uomo che vuole comprendere se stesso fino in fondo – non soltanto secondo immediati, parziali, spesso superficiali e perfino apparenti criteri e misure del proprio essere – deve, con la sua inquietudine e incertezza ed anche con la sua debolezza e peccaminosità, con la sua vita e con la sua morte, avvicinarsi a Cristo.Egli deve, per così dire entrare in lui con tutto se stesso, deve “appropriarsi” ed assimilare tutta la realtà dell’incarnazione e della redenzione per ritrovare se stesso. Se in lui si attua questo profondo processo, allora egli produce frutti non soltanto di adorazione di Dio, ma anche di profonda meraviglia di se stesso…In realtà, quel profondo stupore riguardo al valore ed alla dignità dell’uomo si chiama Vangelo, cioè buona novella. Si chiama anche cristianesimo. Questo stupore giustifica la missione della chiesa nel mondo, anche, e forse di più ancora, nel “mondo contemporaneo”.
Il giovane situato (o gettato) nel mondo post-moderno di oggi ha bisogno di comprendere se stesso nella realtà in cui è immerso, sempre alla ricerca della vera libertà e sempre in tensione verso la verità.
Le giovani pianticelle che cercano di comprendere e quindi di comprendersi usano gli strumenti a loro disposizione: non avendo ancora abbastanza esperienza e mezzi tali per poter osservare (leggere) correttamente la realtà nella sua complessità, traducono l’esperienza semplificandola e riducendola in realtà simboliche e quindi più accessibili. La musica è il luogo più tipico nel quale il giovane opera questa traduzione. La simbologia musicale per un giovane diventa orizzonte di vita in cui raccontare (testimoniare) la propria esistenza ricca di tutta la sua ambiguità di ricchezze e di povertà.
Racconti quindi di bellezza, di gioia, di amori e amorucci, di voglia di libertà, di giustizia, di sete di verità, musica quindi allegra, seducente, spensierata. Spesso però la realtà è differente: è incomprensione, è smarrimento, è delusione, è ingiustizia, è rifiuto, è un vento tempestoso che porta troppo spesso angoscia, tristezza e schiavitù. La tempesta ti fa impazzire, ti sballotta qua e là contro tutto e tutti, ti fa andare dove vuole lei, ti sottomette, ti schiavizza. E’ musica dura, potente, spesso triste ed arrabbiata, è ricca di malinconia, è musica rock, è musica metal.
Conosco tantissime persone che deluse dal non-senso si rifugiano nel simbolismo di questo genere musicale.
Il giovane metallaro vive la sua musica sia in casa, magari in camera da solo chiudendosi nella sua rabbia-tristezza, sia partecipando ai concerti-rito (rito = simbolo in azione): esso è il luogo di comunione e di condivisione di questi sentimenti, emozioni, esperienze. Sotto il palco ci si sente tutti fratelli, si incontra il mito e per qualche ora si è indipendenti dalla bruttezza della realtà quotidiana. Il gruppo impersona quindi il mito, è risposta alle domande di senso che non trovano risposta nella vita. Questo linguaggio simbolico è sicuramente molto potente ed il rischio che si corre è elevato, soprattutto nell’età dell’adolescenza in cui si è più esposti al vento terribile del non-senso. Queste deboli e delicate pianticelle per crescere, maturare, fruttificare e quindi per realizzarsi hanno bisogno di un appiglio sicuro e reale al quale potersi aggrappare, avvinghiare così da non cadere inesorabilmente per terra nei momenti in cui soffia la tempesta. La nostra proposta è rivolta soprattutto a queste piantine più delicate in balia del forte vento dell’angoscia del non-senso, del dolore della non-libertà, del senso unico della non-Verità, vogliamo dar loro la possibilità di potersi avvicinare all’appiglio sicuro che solo Gesù Cristo può rappresentare, alla roccia che non crolla, al “Rock Not Roll”. “Aggrappati a Cristo pietra viva” è lo slogan che ha accompagnato fino al sacerdozio i preti novelli della diocesi di Milano di quest’anno ed è in questa direzione simbolico-musicale che vogliamo muoverci.
Sembrerà paradossale ma nel mondo odierno esistono centinaia e centinaia di gruppi rock e metal i quali attraverso la loro musica parlano del fatto cristiano. E’ musica dura che si apre alla speranza!
Vogliamo far conoscere ai ragazzi che tanti loro coetanei, comunicando con il linguaggio universale della musica, si stanno avvicinando ad un qualcosa che può far loro sperare!
Tanti loro coetanei testimoniano/raccontano con la loro musica come l’incontro con la persona viva di Gesù Cristo può dare senso alla loro vita!
Tanti loro coetanei testimoniano/raccontano con la loro musica che solo con l’affidarsi completamente a Lui si giunge alla vera libertà!
Tanti loro coetanei testimoniano/raccontano con la loro musica che solo rimanendo “aggrappati a Cristo, pietra viva” è possibile avere la certezza dell’incontro saldo con la Verità!
“Avvicinare”, “incontrare”, “affidare” ed infine “rimanere aggrappati”. Questi verbi sottolineano il dinamismo della con-versione. Vogliamo sottolineare il cammino (dimensione temporale) di fede/vita che ci può fare diventare-essere-vivere veri cristiani.
I tantissimi gruppi musicali che si definiscono Rock/Metal-cristiano o di ispirazione cristiana non pretendono, errando, di “portare Cristo” ma vogliono testimoniare/raccontare la propria esperienza di vita/fede…e non è detto che questa fede sia matura! Può rappresentare una prima fonte dalla quale abbeverarsi ed iniziare così a scoprire la dolcezza e la bellezza dell’Acqua Viva. Acqua viva della quale poi non si potrà più fare a meno di berne.
Sappiamo bene infatti che il punto di partenza è lontano dal cuore del Vangelo, possiamo dire che siamo un po’ in terra di frontiera, di missione: vorremmo cercare di far incontrare il volto buono e amorevole di Gesù Cristo a chi sembra più lontano da lui. Il nostro progetto vorrebbe inserirsi in linea con la proposta pastorale del triennio 2003-2006 della nostra diocesi milanese, è il volto missionario della chiesa che Testimonia a tutti la Buona Novella.
Ho avuto la fortuna nella mia parrocchia di poter vivere un concerto per solo pianoforte del maestro Don Carlo Seno. E’ stata una testimonianza di fede stupenda!!! E’ stato un vero concerto di “Rock” cristiano!!! Ha raccontato con brani musicali la sua vocazione fatta di gioie, di dolori, di fede, di angosce, di successi, di delusioni ed infine ha suonato l’incontro saldo in Gesù Cristo, la roccia che non crolla, il nome della nostra proposta. Questa è Evangelizzazione. E’ il “caso serio” della chiesa (Dionigi Tettamanzi, “Mi sarete testimoni”, lettera pastorale) che arriva al cuore del cristianesimo.
Raccontare, testimoniare ed infine E-vangelizzare.
Abbiamo ritenuto opportuno e doveroso definire sistematicamente l’ambito (ambiente + protagonisti) della nostra proposta. Giungiamo allora al concreto: proponiamo uno spazio web specializzato in musica moderna (soprattutto Rock) di testimonianza di fede/vita (testimonium fidei = testimonium vitae, la vita e la fede sono integrate vicendevolmente nella realtà!). Esso è “Rock Not Roll”, la roccia che non crolla ed è inserito nel sito web di informazione-impressione musicale www.Rock-impressions.com .Oltre alla conoscenza (tramite interviste e recensioni) dei gruppi porteremo l’esperienza artistico-musicale di altri artisti che hanno raggiunto una fede matura (ad esempio l’esperienza-testimonianza di Don Carlo di cui sopra, o di qualche cantautore) e anche far conoscere la vita di alcune persone che hanno saputo spendere totalmente la vita per il Vangelo raggiungendo così la vera libertà dei figli di Dio. Un’altro aspetto interessante di questo spazio sarà l'approccio psicologico-scientifico che avranno degli articoli riservati al mondo giovanile: Fides et ratio concorrono insieme verso la vera libertà!
Direttamente collegato a questo progetto c'è il festival "Rock on the Rock" di Denny Hurst (Giovani 100% e Associazione culturale contrasti): è stato l'organizzatore del primo concerto di musica Rock-cristiana in Italia (settembre 2003, 3 giorni di musica, una decina di gruppi da tutto il mondo). Lavoreremo con lui per organizzarlo quest'anno visto il discreto successo dell'edizione scorsa.
Può essere utile tutto ciò? Alla luce di quanto detto fin qui proviamo a rileggere le prime righe di questo breve articolo, sono le parole di Giovanni Paolo II tratte dalla sua prima enciclica Redemptor Hominis. Se riusciamo a scorgere la possibilità di continuità tra quelle parole e quelle che vengono dopo allora forse è davvero possibile testimoniare la Fede (con la “F” maiuscola) attraverso la musica, anche Rock, musica di speranza, musica che può fare avvicinare l’uomo a Cristo, musica per scoprire che Dio si incontra oggi nel tempo e nella storia.
 

 

 

 

 

 

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