“Guarire con la Solidarietà”

di Don Gianni Cuboni
giannicuboni@inwind.it


Fin dal mattino era facile intuire che era una giornata particolare, diversa; Mercoledì 11Febbraio passando nel corridoio davanti alla Cappella, si percepiva che c’era qualcosa di grande; c’era un cuore e due mani che davano gli ultimi ritocchi, sistemavano le rose rosse, si spostavano i banchi indietro per far spazio per i letti, si pregava. Alle quattordici in punto, con grande professionalità e discrezione, nel rispetto della sacralità della Cappella e dell’Ospedale tre tecnici installavano il service; piano piano arrivano i  primi volontari della sofferenza, gli operatori di pastorale della salute, alle 14.40 la prima sedia a rotelle.  Alle 15.15 i primi letti; in tre quarti d’ora la Cappella è stracolma; si respira a fatica, si suda, ma si respira un’aria di gioia, di festa. Alle sedici in punto ha inizio la celebrazione della Santa Messa; risuonano in Cappella e per tutto il corridoio le note di “ Ballata per Maria”. Si sente un cuore che prega; si guarda con grande curiosità, si cerca l’artista e grande diventa la fraternità nello scorgere il grande ROBERTO BIGNOLI, ai piedi dell’altare  che presta voce e cuore al Signore. E’ fraternità; è comunione tra i presenti e tra i presenti e il creato.

Si proclama la parola: san Paolo ci ricorda che siamo membra di un solo corpo; il salmo responsoriale nel suo ritornello ci invita a cantare per sempre la bontà del Signore e il Vangelo di Luca ci mostra Gesù che risponde ala domanda CHI E’ IL MIO PROSSIMO?.
La riflessione è guidata interamente dal messaggio della XII° GIORNATA MONDIALE DEL MALATO: GUARIRE CON LA SOLIDARIETA’. Il celebrante esordisce con una considerazione assai semplice: per guarire, per voler guarire, bisogna prendere coscienza della malattia; mi vengono proposte varie terapie per la mia guarigione; la bellezza, la linea, il successo, le amicizie importanti; Cristo mi propone come farmaco la SOLIDARIETA’; se solidali, mentre camminiamo vediamo la croce: vedo oggi la croce. ROBERTO BIGNOLI, con “ Ho visto la croce”, non ha dubbi nel dirci di averla vista; quell’assemblea è sempre più chiesa; non senti nulla: ogni tanto, anzi, senti un bimbo ammalato che si lamenta; il dolore è troppo per lui; Roberto prega e dice ho visto la croce in … e quel bimbo piange. Non basta vedere; Gesù ci ha appena detto che anche un sacerdote e un levita hanno visto; bisogna farsi prossimo; è necessario chinarsi; è necessario rischiare, pagare di persona; prendersi cura: organizziamo un concerto a Sarajevo, un altro a Bagadad, un altro a Muravera… uno in fabbrica  o abbiamo paura di essere giudicati pazzi?. Completa ancora Roberto con “ concerto a Sarajevo”. A questo punto, quanto espresso nel documento della consulta per questa giornata del malato è storia e storia reale; “ la strada che da Gerusalemme porta a Gerico è ormai diventata il simbolo del cammino della comunità cristiana”… e ancora “ Le sue parole conclusive va’ e anche tu fa lo stesso, ripetono da sempre a tutte le generazioni il comandamento nuovo, che costituisce l’anima  e il centro nevralgico dell’intero Vangelo. Oggi allora passo io e per strada trovo donne sfruttate e violentate, gente indifferente, miseria, disperazione e guerra, missili, bambini massacrati, ammalati soli etc.. Roberto vede le lacrime di Dio, concrete. Tutti in silenzio; l’aria è pesante; qualche ammalato fatica; i volontari, come angeli, si alternano al loro capezzale: neanche quel caldo riesce a distrarli, a rapirli dal Signore: a questo punto è facile capire e accogliere l’approfondimento di questa giornata: prossimo non è semplicemente un essere umano con i suoi diritti e la sua fondamentale uguaglianza davanti a tutti, ma diviene immagine di Dio Padre, riscattata dal sangue di Gesù e posta sotto l’azione permanente dello Spirito Santo; Roberto perfeziona e rende più comprensibile con la preghiera Parole e amore. Il tempo scorre ma nessuno vuole andar via: si procede e la conseguenza logica di tutto questo è che l’uomo nuovo è chiamato ad imitare Dio e si impegna in primo luogo a liberarsi da se stesso, seguendo la preghiera di R. Follerau “ Liberaci da noi stessi”; in questa dimensione la cura e l’assistenza dei malati appare la forma di solidarietà più adeguata, specialmente in certi casi ( non può usare le mani, i piedi, la bocca, ecc. ) egli appare il più povero fra i poveri. Allora si va incontro; questo presuppone un esodo che culmina con un abbraccio, che è ascolto e carità. La carità si distingue per la gratuità. Ci guardiamo negli occhi perché anche domani è undici febbraio, tutti i giorni è undici febbraio: altrimenti sono solo parole. Ci lasciamo, con Roberto che ci canta “ Sai che ci sarò”.
La celebrazione eucaristica è continuata con Roberto che ci ha proposto Ti seguirò all’offertorio,  ho bisogno di te alla comunione Blues per Maria come canto finale , in quanto Maria è modello di solidarietà e per questo segno di sicura speranza per tutta l’umanità.
In chiusura, il dirigente sanitario del presidio, dottoressa Maria Teresa Orano ha ringraziato commossa e ha garantito il suo impegno a favore di un ospedale sempre più attento ai bisogni dei sofferenti.

Don Antonio, collaboratore parrocchiale di Villaputzu ha benedetto e offerto agli ammalati le corone del santo rosario  offerte dai volontari e mentre si distribuivano le corone, Roberto Bignoli ha riproposto “ Ballata per Maria” e con questa preghiera ci siamo lasciati nella consapevolezza di non essere soli.
Per Roberto Bignoli, venire in Sardegna è stato sicuramente una grande fatica; per noi tutti una grazia indimenticabile. Vogliamo semplicemente dire GRAZIE.

 

02/02/2004 - 8:32:24 PM
SPETTACOLI >> MUSICA :
GUARIRE CON LA SOLIDARIETA INCONTRO CON ROBERTO BIGNOLI

 

GUARIRE CON LA SOLIDARIETA - Mercoledì 11 Febbraio 2004 In occasione della celebrazione della XII° giornata mondiale del malato, Mercoledì Undici Febbraio 2004, alle ore 16.00, presso la Cappella del Presidio Ospedaliero san Marcellino, in Muravera (CA), con la partecipazione dei degenti , si celebrerà la Santa Messa e si svilupperà la riflessione sul tema “ GUARIRE CON LA SOLIDARIETA”. Ad arricchire e caratterizzare la giornata una presenza unica e davvero eccezionale. Grazie alla sensibilità, alla disponibilità e alla fede, nonostante il viaggio e i vari disagi, non è voluto mancare all’appuntamento il grande ROBERTO BIGNOLI. Gli ammalati non conoscono tanto il nome ma conoscono “ Ballata per Maria”, preghiera - canto che accompagna gli ammalati ogni giorno, grazie a Radio Maria. Si è pensato a Roberto per la sua personale e unica esperienza umana e cristiana; Roberto Bignoli quando parla di malattia, parla di sé; quando parla di Dio, parla di Colui che ha scoperto e che si sforza di vivere nel suo quotidiano di uomo, di sposo e di padre. Quando parla di Maria, parla di Colei che l’ha portato a Cristo. La storia di Roberto è esattamente l’incontro della sofferenza, nella fede, che si fa dono nel Cristo visto, amato e servito nella storia dell’ammalato; ad annunciare questo è un Roberto che porta ogni giorno le stampelle. Ecco perché gli organizzatori hanno pensato a Roberto, sicuri che non sarebbe mancata la sua piena disponibilità. L’appuntamento è per tutti Mercoledì 11 Febbraio alle ore 16, Cappella P.O. san Macellino Muravera; siamo certi; sarà un incontro indimenticabile che ci arricchirà e ci darà la forza per affrontare e vivere la sofferenza quotidiana con una forza nuova. Per informazioni don Gianni Cuboni Assistente religioso P.O. san Marcellino e-mail : giannicuboni@inwind.it

 

 

Doninserra

 

 

 

 

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