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CONCERTI
E STAMPA

VITA
CATTOLICA - Ottobre 2000
Noi, cantautori di ispirazione cristiana: una provocazione
Potrebbe essere già stato archiviato nel dimenticatoio, ma il
concerto organizzato dalla Caritas Cremonese presso l'Arena
Giardino dell'ex area Frazzi il 14 settembre scorso con alcuni
cantautori italiani di ispirazione cristiana appartenenti
all'Associazione Nazionale Il Mio Dio Canta Giovane ed una ospite
internazionale (Irene Coronado, dal Guatemala), per l'apertura
della Festa del Volontariato targata 2000, ha sicuramente lasciato
qualche segno dietro sé. Il primo segno è la riconoscenza che
noi cantautori proviamo nei confronti di chi, come d. Giancarlo e
i suoi volontari della Caritas Cremonese e come d. Attilio,
Stefano e gli splendidi collaboratori di Radio Cittanova, ha
creduto e si è speso in energie, tempo e anche denaro, affinché
questa manifestazione fosse realizzata con mentalità, modalità e
strumenti professionali: per questo desideriamo urlare il nostro
GRAZIE DI CUORE!!! Il secondo segno è la decisa e quasi stupita
unanimità dei commenti positivi raccolti al termine della serata:
chi c'era ha confessato con piacere che la qualità ed il livello
della proposta musicale erano pari agli standard della musica che
viene prodotta per il mercato discografico italiano e mondiale. E
chi se lo sarebbe aspettato da gente che non fa musica per
professione e che inoltre si autoproduce? E non solo. I testi dei
brani sono stati un'altra piacevole scoperta: non scontati, né
banali, ma ricchi di significato, di spunti di riflessione, di
contenuti e di idee positive. Da parte nostra, come cantautori di
ispirazione cristiana, non abbiamo fatto altro che fare ciò che
sempre facciamo in ogni occasione di testimonianza della nostra
fede attraverso la musica: dare il massimo di noi, ma non per noi
stessi, bensì per un messaggio assai più grande: raccontare
l'incontro con Dio nella vita di tutti i giorni. Raccontare di
quel Dio che ha dato tutto se stesso per ogni uomo, nessuno
escluso, fino alla morte. Quello stesso Dio che è risuscitato per
donare a ciascun uomo una speranza e che è presente oggi nella
Storia, vivo e attivo nel cuore delle persone e che ci insegna,
sul suo esempio, a dare la vita per il prossimo! Questo è ciò
che ci da il coraggio di coinvolgere le persone durante i
concerti, così come è avvenuto anche all'Arena Giardino, in
maniera travolgente. Il terzo segno è una riflessione profonda in
merito al ridotto numero di persone, circa 300, che hanno accolto
l'invito di partecipare alla serata (con ingresso gratuito …).
Peraltro, non è marginale il fatto che il tema della serata
fosse"Il Dono" e che uno degli scopi della
manifestazione fosse anche quello, concreto, di raccogliere fondi
per un progetto che merita attenzione: il progetto Etiopia che la
Caritas Cremonese sta portando avanti, seppur tra mille difficoltà,
a favore di popolazioni ben più sfortunate della nostra, popoli
interi che vivono quotidianamente fianco a fianco con lo spettro
della morte per fame o per sete. Ecco, nonostante queste premesse
e l'intensa opera di promozione dell'iniziativa (più di 35000
volantini distribuiti in modo capillare, anche grazie alla
disponibilità degli edicolanti cremonesi, oltre alla notevole
pubblicità fatta attraverso i quotidiani e i settimanali locali),
la risposta è stata debole e tiepida. La domanda che ci si pone
allora è: come mai? Ci deve per forza essere stato qualche
problema che ha portato a questi risultati. Quale può essere
stato questo "problema"? Era forse la presenza di una
proposta musicale nuova e sconosciuta? Forse manca il desiderio di
scoprire cose nuove? O forse era la contemporanea presenza di una
sfilata di moda in una piazza della città con il miraggio della
partecipazione di personaggi dello spettacolo? O forse ancora il
guaio è ch e
ormai la gente (per gente considero tutti quanti, noi per primi)
non ha più voglia di pensare, non ha più voglia di prestare
attenzione alle sollecitazioni che invitano alla riflessione e
chiedono risposte concrete? Il disinteresse è davvero ormai
generalizzato e non c'è più alcuna speranza, non esiste più il
coraggio di impegnarsi e di spendersi per quei valori universali
che possono rendere questo mondo un po' migliore? Certo, se il
problema originario dovesse corrispondere al primo enunciato
sopra, spiace certo prendere atto della poca curiosità che oggi
contraddistingue le persone, ma questo non sarebbe poi un danno
tanto grave. Oppure se il problema fosse stato davvero la
contemporanea presenza della moda, bé forse allora si tratta di
considerare che di fronte a proposte più o meno impegnative, a
volte viene più facile optare per le seconde … Ma se il
problema vero fosse stato il terzo elencato, crediamo che forse
sarebbe buona cosa che ciascuno si interrogasse a fondo (noi
compresi naturalmente), e lo facesse soprattutto chi, come noi,
desidera annunciare e vivere con coerenza e impegno il Vangelo. E'
giusto lasciare a ciascuno la possibilità di trarre, in merito,
le conclusioni che ritiene più attinenti. L'associazione
nazionale cantautori di ispirazione cristiana "Il Mio Dio
canta giovane"
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