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Dal
"Bollettino Salesiano" Maggio 2000
San Remo: "l'altro
festival" di musica popolare cristiana, canto di cantautori e
complessi
LASCIATECI VIVERE a cura del CGS
"Tempi nuovi"
Dal
'56 al '63 la "Pro Civitate Cristiana" di Assisi tentò
la canzonetta cristianamente impegnata, accogliendo canzoni e
cantanti in una San Remo trasportata ad Assisi. Com 'era facile
prevedere non resistette a lungo. Oggi... Oggi tira ciò che è
"leggero". In tutti i campi. Anche la musica è
"leggera", e i testi pure. Infatti, di fronte a una
musica "impegnata" tutti gli indici crollano. Fare
questo tipo di musica è una sfida, è andare incontro al
fallimento soprattutto economico. Eppure ci si è voluto riprovare
e il gioco si è fatto nella tana del lupo, proprio a San Remo.
"Diverrà una tradizione il meeting di musica
religiosa", ha affermato l'assessore alla cultura e
spettacolo del Comune. Un augurio o un impegno? Forse tutti e due.
Ma la lotta sarà dura, perché il festival - che gli
organizzatori hanno chiamato più modestamente e meritatamente
meeting - della musica cristiana non tira, non appartiene nemmeno
marginalmente al circuito consumistico, non può contare sulle
grandi case discografiche e sulle sponsorizzazioni miliardarie.
SEIMILA
PER UNA SFIDA
Comunque
le più di seimila presenze, quasi esclusivamente giovanili, alle
tre giornate svolte tra il Palafiori e il Teatro Ariston di San
Remo, hanno fatto vivere alla cittadina dei fiori un'altra delle
sue ormai celebri manifestazioni musicali, col contorno già
conosciuto: interviste, messaggi, commenti, momenti di gioco,
stand, maxischermi... e, naturalmente, fiori, che sono la firma di
San Remo in calce a ogni manifestazione culturale e non.
NOMI
NOTI E POCO NOTI
I
partecipanti hanno trovato un vecchio "giovanissimo",
che non manca mai a queste kermesse, il cardinale Ersilio Tonini,
e don Sigalini, il grande animatore e patron di questa festa, e
poi Giosy Cento, il parroco conosciutissimo che fa vangelo con le
canzoni, e Paolo Chieffo, Giacomo Celentano (sì, il figlio del
"molleggiato"), Michele Paulicelli (coautore del
famosissimo "Forza venite gente", sul poverello di
Assisi), Giuseppe Cionfoli (divenuto popolare per aver portato al
festival sanremese, per la prima volta, una preghiera risultata
graditissima al pubblico, "Solo grazie"). E ancora Ralph
van Manen, il migliore artista gospel europeo, Roberto Bignoli, il
complesso internazionale Gen Rosso, il più giovane Gen Verde, e
molti altri. Ma, cosa ancor più inaspettata e quindi gradita,
hanno trovato, confusi qua e là tra la moltitudine, i vescovi
liguri, seduti per terra come tutti, attenti ai canti, pronti
all'applauso e al sorriso...
E LA
MUSICA
Protagonista,
ovviamente la musica. Deve aver fatto un certo effetto a coloro
che hanno potuto seguire le serate su Sat 2000, soprattutto ai più
anziani, ascoltare musica religiosa in versione rock, dopo che del
rock si è parlato a proposito e sproposito come musica laica e...
satanica. Molti hanno scoperto che anche il rock sa parlare di
Dio, sa comunicare certezze spirituali, sa entusiasmare, sa far
riflettere mentre lo si balla! Un mondo frivolo quello dello
spettacolo? Un mondo di esibizionisti? A giudicare da quanto si è
visto a San Remo sembra proprio di no. Certo, il prologo religioso
di fine novembre della San Remo laica di fine febbraio, non sembra
appartenere allo stesso circuito, è fuori delle righe, e
soprattutto, è bene sottolinearlo, fuori del circuito
commerciale. Perché ha dato spazio proprio a coloro che spazio
non ne trovano mai, stante la caratterizzazione di cristianamente
impegnati che contraddistingue questi autori e queste band: è
proibito disturbare la "sacra" dissipazione della festa
laica con puntate di "dissacrante" serietà religiosa!
Come si sa, in certe manifestazioni è tassativamente vietato il
Vangelo. L'entertainment è d'obbligo che sia superficiale,
insulso, pizzicoso, e spesso pure imbecille! Chissà perché!
IL
TITOLO
Il
titolo della manifestazione è un grido alto e nobile:
"Giovani 2000:lasciateci nascere!", la rivendicazione di
uno spazio per tutti, di una libertà di espressione che arriva
anche nei santuari del divertimento, quasi forzatamente santuari
del "pensiero debole!". I giovani hanno affermato di
poter vivere questo Giubileo attraverso la musica anche quella
considerata più maledetta, il rock... e se lo dicono loro, chissà,
forse hanno ragione. Certo non è di moda, non fa notizia, non
tira soldi, manca di grandi sponsor, ma chissà, forse è capace
di dare speranza, e questo basta e avanza. Allora ben venga la San
Remo cristiana, come carica per il nuovo millennio.
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