CD GOSPEL & SPIRITUALS

 

"Finchè sei in tempo"

Don Stefano Varnavàemail.gif (1029 byte)

Finche sei in tempo.JPG (36073 byte)  A ricordo di Angelo e Eliseo Maganza promosso dall'Associazione "Amici di Annamaria"

Abbiamo voluto raccogliere e realizzare sia discograficamente che editorialmente alcuni Spirituals di varia provenienza (America, Francia, Israele, Italia) che ci sembrano in linea con le tendenze della musica giovanile religiosa in Italia, oggi. Alcuni di questi, come i Gospels, sono articolati secondo lo schema "domanda-risposta", ma la maggior parte di essi, diversamente dai Gospels, sono articolati su frasi ritmiche abbastanza estese. I testi non hanno riferimenti specifici alla liturgia ma ai contenuti religiosi e dell'ambiente storico-geografico della Sacra Scrittura a cui  i primi Gospels e Spirituals si sono sempre ispirati. Le armonie di questi canti sono ovviamente moderne. A questo proposito vorrei citare un brano di Igor Stravinskij : "L'armonia quale viene insegnata oggi nelle scuole (musicali) diffonde delle regole che sono state fissate molto tempo dopo la pubblicazione delle opere da cui furono tratte e alle quali gli autori di tali opere non pensavano affatto. I nostri trattati di armonia fanno riferimento a Mozart e Haydn, che non hanno mai sentito parlare di "trattati di armonia". Ultima carratteristica di questi canti è la gioiosità. A volte, negli ambienti religiosi, si confonde il serio col barboso, non tenendo conto che c'è una concomitanza inevitabile tra  la vita e il piacere di vivere. La vita finisce sempre per far giustizia delle cose noioise, barbose : sopravvive solo ciò che piace, ciò che in qualche modo consola questa nostra necessità di essere al mondoe di starci lodando Dio che, nella Sua bontà di Padre, ci dona sempre dei motivi per ringraziarLo e lodarLo nella gioia.

 

 

Richard Smallwood

 

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Negli ultimi 20-25 anni, Richard Smallwood, pluripremiato (vari Dove Awards e un Grammy) e applaudito cantautore, pianista, arrangiatore e produttore cristiano di musica black gospel, ha pubblicato una serie di album di grande successo, ricchi di preziosismi di stile classico, e ha saputo lasciare immancabilmente un segno nei capitoli più significativi della storia della Gospel Music. Anche in Italia è stato possibile recentemente apprezzarne il grande talento, grazie alla sua partecipazione all'edizione del 1998 dell'Umbria Jazz. Nato a Washington D.C. (USA), Richard iniziò la sua carriera verso la fine degli anni '70 con un LP intitolato semplicemente: The Richard Smallwood Singers. Questo album di debutto restò per ben 87 settimane nelle apposite classifiche di musica gospel curate e redatte dal Billboard Magazine. Il lavoro successivo, intitolato Psalms ('84), ricevette una "nomination" per un premio Grammy come "Miglior album gospel". Due anni dopo, arrivò un'altra nomination, per Textures ('86) questa volta, cioè l'album di lancio dell'ormai classico "The Center of My Joy" [di cui vi proponiamo l'ascolto in formato Mp3]. Richard e il suo gruppo continuarono a mietere una nomination dopo l'altra grazie ai lavori successivi: Vision, Portrait ('90), Testimony ('92) e Live at Howard University. Nel 1990, rompendo barriere geografiche e politiche, quello di Richard fu il primo gruppo black gospel a esibirsi nell'ex-Unione Sovietica. La musica di Smallwood non è mai rimasta confinata a un solo genere artistico. La sua canzone "I love the Lord" è approdata al grande schermo quando Whitney Houston la cantò nel film The Preacher's wife (Uno sguardo dal cielo). La stessa canzone è stata anche usata nel brano "Dear God" dal gruppo BoyzIIMen nel loro CD intitolato Evolution. Con il suo gruppo (chiamato ora "Vision") Richard ha inciso di recente tre progetti per la Verity Records, e cioè: Adoration - Live in Atlanta ('96), Rejoice ('97) e Healing - Live in Detroit ('99). Sempre nel 1999, ma questa volta da solo, Richard Smallwood ha inciso un CD intitolato Memorable moments. Nonostante i grandi successi e i molti impegni musicali, Richard non ha mai abbandonato la chiesa. Anzi, le sue canzoni sono scritte avendo di mira la chiesa, e parlano al cuore dei credenti. "Le persone hanno bisogno di sapere che c'è Chi può guarire le loro ferite. Io non ho meriti per il lavoro che faccio. Devo tutto a Dio, e mi sento benedetto per il fatto che, per qualche motivo, Egli mi abbia scelto per aiutare le persone a cambiare vita", afferma Richard. E poi aggiunge, a livello più personale: "Ho imparato a dipendere da Dio più di quanto abbia mai fatto prima, e ho adesso una "fame" della Sua Parola quale non ho mai provato prima d'ora!". Ancora attivo come artista e musicista, Richard continua a suonare anche nella sua chiesa a Washington D.C. La sua umiltà nel mettersi al servizio della comunità di cui fa parte è diventata una componente fondamentale della sua eredità, dopo 20 e passa anni vissuti nell'ambiente della musica gospel professionale. (© 08/2000 - Voce della Bibbia e-mail_2.gif (1028 byte))

Richard Smallwood

ANDRAE' CROUCH


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Chi è Andraé Crouch? Coloro che hanno studiato l'evoluzione della musica
cristiana dall'inizio degli anni '70 lo sanno bene: il suo nome è sinonimo
di gospel music.

I 14 album incisi nel corso della sua lunga carriera musicale, non solo
hanno venduto milioni di copie nel mondo, ma gli hanno fruttato sufficienti
Grammy (sei) e Dove Awards, riconoscimenti (una nomination all'Oscar),
premi ecc., oltre a canzoni in testa alle hit parades americane, da
giustificare il suo indiscusso status di "leggenda vivente" della musica
gospel. Crouch ha suonato e cantato in differenti 58 Paesi del mondo, e
anche davanti a presidenti e sovrani. Numerose sue canzoni sono state
tradotte in 21 lingue.

Andraé Crouch è molto rispettato anche nel mondo della musica non
gospel.Artisti come Michael Jackson, Stevie Wonder e Diana Ross a più
riprese ne hanno richiesto la collaborazione per arrangiamenti vocali nei
loro dischi.

Nato a San Francisco, Andraé, che da non molti anni ha superato la soglia
del mezzo secolo di vita, aveva solo 11 anni quando cominciò a suonare il
piano nella chiesa evangelica di cui suo padre era pastore a Los Angeles, e
poco tempo dopo mise su un coro. Tutto questo, nonostante che non sapesse
leggere la musica (anche oggi, dopo tutto quello che ha registrato, Crouch
non legge ancora la musica a prima vista)! Morto il padre nel 1995, Andraé
Crouch ne ha rilevato il posto di pastore; il che significa che le
responsabilità che ora pesano su di lui sono molto grandi. Eppure, da
quando svolge anche questo servizio, Andraé è riuscito a scrivere circa 150
canzoni (!), ma ci tiene a precisare che la chiesa non è gestita in
funzione della sua musica, bensì in funzione della Parola di Dio.
Disografia Andraè Crouch

Questa è la sua discografia (accanto al titolo, la data di pubblicazione, o
di ristampa):

Live at Carnegie Hall (1974);
Take me back (1975);
This is another day (1976); Live in London (1978);
I'll be thinking of you (1980);
Don't give up (1981);
More of the best (1981);
The early years (1982);
Finally (1982);
No time to lose (1984);
Autograph (1986);
Vol. 1 - The classics (1990-r);
Vol. 3 - The contemporary man (1990-r);
Best of Andraé Crouch (1993-r);
Mercy (1994);
Light years (1995-r);
Pray (1997);
Gift of Christmas (1998);
Hall of fame (1999-r).

La Voce della Bibbiaemail.gif (1029 byte)

 

 

cd joy singers.jpg (54926 byte)HERE WE ARE

II CD, dal titolo "Here we are...", presenta 14 brani, oltre metà dei quali, pur restando nello spirito del gospel, sono composizioni originali e si alternano a cover rivisitate.

Gli arrangiamenti vocali sono quasi tutti originali. Gli arrangiamenti strumentali sono frutto della collaborazione tra i musicisti. Si è cercato il maggior equilibrio possibile, senza snaturare l'idea, se non dell'improvvisazione, almeno della spontaneità e dell'emozione del suonare, limitando al massimo la "freddezza" dello studio.

La strumentazione è quella base (piano, basso elettrico, batteria, hammond che costituiscono la Soul Shakers Band), arricchita da percussioni e in, 4 brani, dalla sezione fiati. Ed infine due piccoli "cammei" sono gli interventi di Alvise Stiffoni al violoncello e Cristiano Verardo (Pitura Freska) alla chitarra.

Spesso i ritmi sincopati e gli accenti tipicamente gospel vengono inseriti in strutture formali che richiamano per assonanza la musica barocca (per es. nelle tracce 2 e 4), o comunque un linguaggio più contaminato anche dal punto di vista armonico (sperimentazioni queste che, nel nostro repertorio, trovano soluzione nella Messa Gospel o Missa lubìlaei Tempore che, speriamo, potrebbe diventare la nostra prossima incisione),

II disco è stato autoprodotto dal Coro stesso in collaborazione con l'Associazione culturale La Bacchetta Magica, che cura l'organizzazione del Coro e si è fatta conoscere ormai in città per varie iniziative legate alla diffusione della musica corale e dello musica gospel in particolare.

 

Victory (Aurelio Pitino)

CD Victory.jpg (32003 byte)(LDC Music, 1991)

La musica gospel "made in Italy" è ora una realtà con gli "Anno Domini" al loro debutto con "Victory". Il progetto nasce dall'esigenza di aprire nuove frontiere alla musica Gospel italiana ma di "respiro" internazionale. In "Victory" la musica spazia dallo spiritual al blues, dal jazz al pop-rock. I testi, interamente in inglese, sono di lode, di adorazione, di preghiera, di vita quotidiana, sempre intenti a manifestare il bisogno che c'è di ognuno di noi di seguire e amare Cristo. Tra i musicisti citiamo Aldo Florian (tastiere e computer programming), Roby Fontolan (Chitarre), Isaac Ola (sax), Aldo Valente (drum programming). "Special guest" la cantante gospel americana Patti Franklin. Testi e musiche di Aurelio Pitino. Fra i brani segnaliamo: "I believe in You", "Alleluia", "A brand new life", "Victory" (canta P. Franklin). Produce LDC Music. Arrangia Aldo Florian.

("Magnificat MAGAZINE", n. 1 Primavera estate '96)

 

 Anno Domini Gospel Choir (Aurelio Pitino)

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(Lancelot Records, 1997)

Esordio felice, quello degli "Anno Domini Gospel Choir" con questo debut-album dal titolo omonimo. La corale, diretta da Aurelio Pitino (che ne è anche il lead vocal) celebra i suoi quattro anni di vita e ci propone dieci godibili brani di "puro" Gospel tradizionale "rivisitati" da Aldo Valente, non disdegnando anche qualche "tocco", qua e là, di elegante Gospel-pop contemporaneo (il tutto valorizzato dalla collaborazione di prestigiosi musicisti dell’area torinese). Tra i brani segnaliamo: la famosa Oh, happy day (in versione R&B), The center of my Joy, Jesus, oh, what a wonderful child, Save the Children, Lean on me.

Producono Aldo Valente, Manù & Daniele Saladino. Un ottimo regalo per ogni occasione! (Lancelot Records)

("Magnificat Magazine", N.1, gennaio-marzo ’98)

"C’è, fra l’altro, anche un anelito ecumenico dietro il coro ANNO DOMINI, fondato in quel di Torino da Aurelio Pitino. Sono tutti bianchi i componenti del gruppo, ma alcuni sono cattolici, altri, invece, evangelici. A dimostrazione che il Gospel è un genere che ha varcato ben più di una barriera storica e culturale.

L’unico balzo che Aurelio Pitino non riesce a compiere è quello verso la lingua italiana, che anche lui (a malincuore) dichiara inadatta ai ritmi e ai suoni del Gospel. Per il resto, il genere, che è alla radice di buona parte della musica occidentale, dimostra anche in questo album la sua infinita vitalità. Interpretata con arrangiamenti che portano in superficie il legame con il rhythm & blues, la musica sacra dei popoli di colore trascina ed emoziona, per quanto bianchi e per quanto italiani siano i cantanti."

(Recensione di Piero NEGRI su FAMIGLIA CRISTIANA n. 5/1998)

 

IL GOLDEN GATE QUARTET

UNA LUNGA STORIA

Golden Gate Quartet.jpg (62727 byte)1934 -1994 : il Golden Gate Quartet celebra le sue nozze di diamante con la musica, avvenimento considerevole in un mondo dove i gruppi e le orchestre si fanno e si disfano, si sciolgono e si ricostituiscono o tentano di prolungare, più o meno artificialmente, un nome del passato. Con il Golden Gale non avviene nulla di tutto questo. Si tratta di un gruppo vocale autentico, che vive da sessant'anni (fino al 1939 si chiamava Golden Gate Jubilee Quartet) e i cui appartenenti si confondono con la sua storia.

Orlandus Wilson, l'insostituibile voce basso è entrato sedicenne nel gruppo nel 1936 e diviene rapidamente direttore musicale, seguito nel 1939 da Clyde Riddick, insostituibile tenore.

I "quattro" giovani iniziano a farsi una reputazione nello Stato di Virginia e Carolina: dal 1935 con tournées nelle chiese, trasmissioni radio nel 1936 (a partire dal 1937 sulla catena nazionale NBC) e i loro primi dischi nell'Agosto 1937 fanno l'effetto di una bomba rivoluzionando la lunga tradizione dei quartetti vocali a cappella. Per la prima volta, un insieme di musica religiosa fonde gli spirituals tradizionali neri agli effetti vocali e ai suoni alla moda resi popolari dai celebri Mills Brothers: messa in opera perfetta, precisione e bellezza delle voci, profondità delle canzoni sacre, il tutto collegato al lato swing dei Mills. Il successo è immediato e considerevole. Si succedono le incisioni di dischi e, nel 1938, il gruppo viene invitato alla Carnegie Hall di New York, tempio della "grande" musica, nello stesso programma dei più illustri rappresentanti del Jazz e delle musiche tradizionali afro-americane.

L'anno successivo, il Golden Gate viene ingaggiato dal famoso Caffè Society, frequentato da gente elegante e personalità in vista. I Gate introducono la musica religiosa nei night-clubs aggiungendo al loro repertorio dei canti profani. Diventano un'attrazione nazionale, partecipano alle cerimonie d'investitura del Presidente Roosevelt e a numerosi festival anti nazisti alla Casa Bianca.

Tra il 1943 e il 1947 girano cinque film e, sempre nel 1947, pubblicano il loro primo 33 giri.

Malgrado un cambiamento dei gusti del pubblico del dopo guerra, il Golden Gate Quartet, che ha visto entrare, nel 1954, nei suoi ranghi il tenore Clyde Wright, continua le registrazioni regolarmente e si sente pronto a rispondere all'appello del Vecchio Continente. Nel 1955, alla vigilia della partenza, viene accolto nel gruppo un cantante, Julius Caleb Ginyard, baritono e solista (che sarà sostituito nel 1971 da Paul Brembley). L'avventura Europea del Golden Gate si rivela essere un successo e Parigi

riceve trionfalmente i cantanti. Dal novembre 1955, dopo un concerto all'Olympia, registrano per Pathè Marconi (sotto etichetta Columbia Francese) degli spirituals indimenticabili (Swing Low Sweet Chariot, Joshua Fit The Battle of Jericho) e una ripresa di Shadrack, il loro più grande hit datato 1947.

Dopo alcuni anni di interminabili tournées i Gate scelgono di vivere in Francia per onorare il contratto di due anni con il Casinò di Parigi e vi resteranno. Da allora la loro fama ha conquistato il mondo intero, ma il ricordo non si è mai perso negli Stati Uniti, dove, sono considerati i "padri spirituali" dai gruppi vocali sui quali hanno esercitato un'influenza. Dal 1957 ricominciarono le registrazioni a Parigi, nei famosi studi di Boulogne - Billancourt.

Il loro direttore artistico, Jean Paul Guiter, pur preservando i canti religiosi ha l'eccellente idea di orientare il Golden Gate un po' più verso un repertorio profano. Egli ha svelato le eccezionali qualità vocali del gruppo, la perfezione nell'esecuzione musicale, l'armonizzazione delle voci, la precisione ritmica e lo swing favoloso che si trova all'interno delle loro interpretazioni.

All'accompagnamento al piano vengono aggiunte delle sezioni ritmiche di grandi musicisti francesi (Guy Lafitte, Pierre Cullaz, Pierre Michelot, Martial Solal...) che permettono al gruppo vocale di ravvivare lo stile delle sue interpretazioni e di allargare il repertorio fino a 'The Dock of The Bay" e "Oh Happy Day", successi immortali di Otis Redding e di Edwin Hawkins Singers.

Questo album contiene una scelta dei più bei temi illustranti la loro carriera francese dal 1955 al 1969. Testimonia lo straordinario talento del Golden Gate Quartet, della sua diffusione internazionale, della tradizione della musica sacra del popolo nero americano e del suo interesse per la bella canzone.

Il gruppo, dopo aver trionfato sulle scene americane, ha saputo rinnovarsi e affermarsi anche in Europa senza perdere la sua anima che è la grande caratteristica del più celebre gruppo vocale del mondo. La coesione e l'amicizia tra i suoi mèmbri come l'eccezionale longevità del quartetto ne sono la migliore dimostrazione.

Jean BUZELIN

 

 

MASA MBATHA-OPASHA

voicesofglory.jpg (63819 byte)MASA MBATHA-OPASHA Nasce a Durban, in Sud Africa, il 5 gennaio 1961. Tenore lirico, attore, compositore (autore di testi poetici, letterari e musicali),è vincitore di varie borse di studio internazionali. Comincia a cantare nei cori religiosi del suo paese all'età di quindici anni, continuando poi con l'Amazwi Kazulu Choir e i Royal Singing Zulus. Durante gli studi universitari di Lettere e Filosofia segue anche quelli del canto lirico e della creatività dinamica (Dynamic Creativity) sponsorizzato dal Success Motivation Institute degli USA. Nel 1981 canta con l'Orchestra Filarmonica di Durban al "Youth Festival Concert" dopo essersi preparato sotto la guida dei professori Everson dell'Università del Natal e Sandr du Toit del Natal Technikon Music Department. Prosegue gli studi di canto con i professori Norma Biagi,Hantie Prins ed Erik Muller della Pretoria Technikon Opera School, e nel 1986 si diploma in canto come solista lirico. Tra le opere in cui ha cantato figurano La Bohème, I Puritani, Il Trovatore, L'Elisir d'Amore, Andrea Chenier, Otello, Don Pasquale, Carmen, Le Nozze di Figaro, Lohengrin, Rigoletto, Fledermaus, Maria Stuarda, Tosca, Camelot, "La Cenerentola" ed "Il Principe Studente" prodotte dal PACT, di cui è membro permanente per la lirica dal 1987.Partecipa ad un serial televisivo di tredici episodi dal titolo "Disc Jockey" prodotto dalla "South African Broadcast Co. TV". Prende parte al Musical "The Milkbird" durante una lunga tournée nel Transvaal. Nel 1989 arriva in Italia con la Borsa di Studio del governo italiano per la lirica. Nel 1990 collabora con l'ambasciata Sud Africana per raccontare in prima persona la storia del Sud Africa e dell'Apartheid nelle scuole italiane. Nello stesso anno incontra il Presidente Nelson Mandela a Roma, per presentare a quest'ultimo la proposta per il Programma Elettorale del Nuovo Sud Africa. Nel frattempo frequenta l'Università La Sapienza per seguire dei corsi sulla creatività letteraria del professore Lee Marshall della facoltà degli studi della lingua inglese. Nel 1991 incomincia la sua collaborazione con "I Nuovi Platters" che durerà per tre anni. Nello stesso anno vince il premio letterario per la poesia "Roma città e poesia", organizzato dal Centro Culturale e Letterario del Lazio del Dr. Paolo Diffidenti. Nel 1992 collabora con il cantante italiano Scialpi al 42°Festival della canzone italiana (Sanremo). Riceve il premio "Amico della FAO" assegnato dalla "United Nations Women's Guild" per le sue prestazioni artistiche per le Nazioni Unite.

Il 29 dicembre del 1992, debutta con successo come cantante e direttore artistico con i suoi Voices of Glory nel Duomo di Amalfi. Nel febbraio del 1993 inizia la sua lunghissima collaborazione con il Tempio Valdese di Piazza Cavour – Roma, una collaborazione che ha orchestrato e continua ad orchestrare 40 concerti di musica Gospel all'anno, con circa 400 spettatori paganti a spettacolo.

Qui il Sig. Mbatha-Opasha figura come organizzatore, autore, cantante e direttore artistico. Nello stesso anno 1993, vince un altro premio letterario per la poesia dedicata alle donne l'8 marzo al Teatro Manzoni di Roma. Incide il primo album dei Voices of Glory intitolato "Come on and praise" (Ediz.S.P.A.V.) Collabora con la RAI, per l’organizzazione del 25°anniversario della morte di Martin Luther King JR. Canta successivamente al Teatro Brancaccio. Nel 1994 una parte notevole delle sue proposte per il programma elettorale nel Nuovo Sud Africa viene accettata insieme a quelle di autori sudafricani più noti come Nadine Godimer e Bryten Brytenbach, per codificare l'attuale sistema elettorale del paese, e di seguito viene richiesta la sua collaborazione dal rappresentante dell'A.N.C. a Roma, il Sig. Steven Gawe, questa volta per raccogliere fondi per l'educazione dei nuovi elettori sudafricani. Partecipa a Uno Mattina e a RAI TRE Cultura. Partecipa come autore, poeta ed attore nella rassegna internazionale "Arte a Viva Voce" organizzata dalla Clesis Art di Roma. Nel 1995 partecipa al programma Protestantesimo e registra, per questo programma televisivo di RAI DUE, dieci puntate musicali. Collabora con il Ministero della Pubblica Istruzione nella settimana contro il razzismo, dal 21 al 26 marzo 1995,di conseguenza viene nominato membro permanente del centro sviluppo ed educazione degli studi Interculturali di Roma. Il 18 maggio 1995 riceve il premio per la pace dall'Università La Sapienza di Roma. E' protagonista dell'Antologia di Opere dedicate a Che Guevara pubblicata nello stesso anno (ERRE EMME EDITORE).Il 15 dicembre si esibisce con i suoi Voices of Glory al primo concerto di musica Gospel & Spiritual Afro-Americani nella Basilica di Santa Maria Novella a Firenze, con più di 4000 spettatori. Nel 1996 incide il CD "Thank you Lord" con le Edizioni Paoline, e pubblica anche una raccolta di poesie dedicate alle ottantuno vittime di Ustica intitolato "Morti in cielo: Ustica, perché ?" (Edizione Il Ventaglio).Collabora con Ami Stewart al concerto di Loreto dedicato allo Sport Italiano. Come sempre partecipa a numerosi festival con i Voices of Glory.

logo Masa Opsha.gif (6938 byte)Adotta l'A.I.S.A. (Associazione Italiana per la lotta alle Sindromi Atassiche) e organizza 80 concerti di beneficenza in 10 città italiane: dal Teatro Manzoni di Milano al Teatro Nazionale di Roma. E' protagonista nella conferenza internazionale sul Peacekeeping Internazionale (Il ruolo della Musica nelle sfide di pace) nella sala bianca del Campidoglio, a Roma dal 7 al 10 maggio 1996.E'organizzatore e relatore di vari master class, seminari e incontri sulle nuove tecniche di canto, sulle filosofie contemporanee alternative e sul benessere (TOTAL WELL BEING PROGRAMMES),basati sul maggior sfruttamento della mente e sulla liberazione spirituale. E' fondatore della scuola permanente sul Pensiero Positivo e del "PSMSS"(Personal Success Motivation Skills System conosciuto come "UOMINI E DONNE DI SUCCESSO", nonché formatore di agenti/consulenti sulla gestione del Networking, creatività universale, arte e carisma, potere personale e motivazione (Dare il meglio di sé).

Nel 1997 recita come attore non protagonista nel film "LA LEGGENDA DEL PIANISTA SULL'OCEANO" diretto da Giuseppe Tornatore, con gli attori TIM ROTH, PRUIT TAYLOR VINCE e BILL NUNN, ambientato in Russia e in Italia. Nel 1998 vince il PREMIO INTERNAZIONALE ITALIANO per gli artisti africani "BEATO ANGELICO PER L'AFRICA".

VOICES OF GLORY

Il gruppo dei "Voices of Glory ", fondato e diretto da Masa Mbatha-Opasha, è un complesso internazionale.

I cantanti che lo compongono, quattro solisti (Annette Meriwether, Jho Jhenkins, Harold Bradley e Masa Mbatha-Opasha) divulgano le tematiche della pace e dell'amore universale.

La famiglia dei Voices of Glory è completata da un coro formato da cantanti di altissimo livello professionale quali Paolo Stella, Sergio Laccone, Gioia Giannini, Piera Pizzi, Danielle Adams, Jacqueline Maiello, Cristiana Tugnoli e Marco Bonadies.

I musicisti sono Giovanni Malquori (pianoforte), Gianni Savelli (sassofono), Davide Aru (chitarra), Maurizio Porto (basso elettrico), Salvatore Leggieri (batteria) e Roberto Bastos Carolino (percussioni).

Il gruppo ha debuttato nel Duomo di Amalfi nel dicembre 1992; in seguito è stato chiamato a partecipare a numerosissime manifestazioni importanti.

Ha realizzato nel 1996 concerti al Teatro Nazionale di Roma e al Teatro Manzoni di Milano.

E' stato presentato al grande pubblico televisivo attraverso la Rai.

Il 18 maggio 1995 è stato insignito del Premio per la Pace rilasciato dall'Università "La Sapienza" di Roma.

E' disponibile in tutti i negozi delle Edizioni Paoline il compact-disk

Thank You Lord!

E-mail:opasha@tiscalinet.it

"LONDON COMMUNITY GOSPEL CHOIR"

Cd London comunity.gif (30426 byte)Da tutta una varietà di chiese cristiane, di culture e di caratteri... ecco emergere, nell'ormai lontano 1982, il London Community Gospel Choir. L'iniziativa partì da una grande idea del rev. Bazil Meade, attuale direttore del gruppo. Cercare di racchiudere il "LCGC" in confini musicali e stilistici ben precisi è davvero impossibile, data la versatilità o l'adattabilità che contraddistingue i suoi molti membri. Il repertorio spazia dal black gospel allo swing, dal beat al rhythm 'n' blues. Con i suoi circa 20 anni di carriera, il "LCGC" può a ben ragione fregiarsi del merito di essere il primo coro inglese di musica gospel ad aver raggiunto un elevatissimo livello di professionalità e di credibilità internazionale. Le esibizioni e le performances si sono moltiplicate sia in patria sia all'estero (Europa, Africa, Asia, Indie Occidentali, Medio Oriente). Inoltre, il gruppo ha inciso 8 CD e registrato svariati video. È stato ospite di numerosi programmi radiotelevisivi di successo, e ha collaborato con artisti del panorama musicale internazionale del calibro di Tina Turner, George Michael, Michael Bolton, Diana Ross, Luther Vandross, Elton John, Puff Daddy, Mariah Carey, Blur, Sting, Paul McCartney, Deniece Williams, Chaka Khan, Depeche Mode, Stevie Wonder e molti altri. Il "LCGC" si è esibito anche alla presenza dei regnanti inglesi e di Nelson Mandela, e ha partecipato alla registrazione della colonna sonora in lingua originale del film della Walt Disney, Il re leone. Il "LCGC" è stato 3 volte in Italia nel corso del 2000: la prima volta in agosto, a Tor Vergata, nei pressi di Roma, in un concerto ripreso dalla RAI e trasmesso in mondovisione; poi, il 6-7/12, a Torino per un paio di concerti; infine, il 10/12, a Rubiera (RE), per il 4º "Gospel Day" organizzato da Cinquino's e da Rubiera CittAmica, con una formazione affiliata nota con il nome di New Hope Singers. "Controverso… professionale… energico… ispirante… religioso…": qualunque aggettivo si scelga per descriverlo, il London Community Gospel Choir ha un solo fine - testimoniare in musica la propria fede in Cristo.

"IL CUORE CHE BALLA"

Gospel 'n' Dance - 2001 (autoproduzione)

 

L'album "Il cuore che balla" contiene "He's real" e "I believe the promise" di Russell Fragar, "Put your hands together" di Kevin Singleton, "Lord I lift your name on high" di Rick Founds, "Il lungo viaggio" di don Paolo Spoladore, "Da fratello a fratello" di Franco Fasano, più le tradizionali "Gracias a la vida", "Freedom", "Lord of the dance" e "Happy day". Il Cd è completato da una traccia video con uno spezzone dal concerto "Accordi di pace", svolto al palasport di S. Lazzaro nel '99, che è stata inserita per dare a tutti un'idea di com'è un concerto dove si balla il gospel. Si tratta di un Cd autoprodotto che non si trova nei negozi ma lo si può richiedere alla loro email oppure acquistare durante le loro serate dal vivo.


 

 

Sin Gout With Onvoce - Ron Kenoly la voce calda del Gospel
Recensione (a cura di Renato Gori)


 
Non posso che cominciare con un CD che ha ispirato il nome del gruppo di cui faccio parte: SING OUT. Il titolo esatto è "Sing Out with one voice" e l'autore/cantante/predicatore è Ron Kenoly.

Questo CD fa parte di quel Gospel Contemporaneo chiamato anche Worship (adorazione): i brani sono una continua ed incessante lode al Signore attraverso i salmi ed i brani del Vangelo.

Sono presenti quindici brani di notevole interesse, soprattutto musicale: infatti gli arrangiamenti strizzano l'occhio a sonorità rock e jazz e ...rap (basta ascoltare Welcome Rap). I musicisti sono di ambito internazionale: basta citare Abraham Laboriel al basso, Paul Jackson Jr. alla chitarra e Alex Acuna alle percussioni...

I brani più rappresentativi del disco sono "Sing Out", "Give to the Lord", "God is so good" e "We dedicate this time", ma la panoramica sonora non viene apprezzata se non ci si dedica all'ascolto degli altri brani, tra i quali spiccano ancora "Come into this House" e "Ain't gonna let no rock". Infatti ogni brano tende musicalmente a più generi, dando l'idea, a chi ascolta, di assaporare diversi stili.
Il disco rispecchia pienamente quelle aspettative proprie dei "raduni di preghiera": meditazione, lode, ringraziamento, preghiera...in musica!

Oltre ai musicisti citati, ci sono due batteristi, tre fiati (sax e tromba) e un fantasmagorico tastierista!
Fanno parte dello staff anche 5 coristi e un poderoso coro (di circa 500 elementi - visibile dalla cassetta!) e naturalmente...un Ron Kenoly in grande forma.

 

 

   

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