GOSPEL & SPIRITUALS

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GOSPEL JUBILEE  FESTIVAL

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FESTIVAL
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STORIA DELLA MUSICA GOSPEL


LE RADICI



Durante i secoli XVII e XVIII, quando i Neri dal continente africano furono portati in schiavitù al di là dell’Atlantico, a lavorare nelle piantagioni di cotone degli Stati Uniti meridionali, la loro musica li accompagnava spesso durante il giorno e , per alleviare la fatica, nacquero le plantation songs ( canti della piantagione)da cui derivarono i work songs(canti di lavoro) e i calls (richiami) canti che servivano anche a comunicare tra loro. Quando, in seguito, i predicatori battisti e metodisti venuti dall’ Europa li convertirono al Cristianesimo essi cominciarono a cantare canti religiosi, chiamati Spirituals, derivati , appunto, dagli inni inglesi ai quali essi aggiunsero i ritmi e i colori africani.

Lo Spiritual  LE ORIGINI

Il termine Spiritual acquista una marcata caratterizzazione nera solo a partire dal XIX secolo. Prima d’allora designava gli inni sacri dei coloni metodisti del New England. Le prime monodie religiose degli schiavi risalgono invece agli inizi del XVIII secolo, quando l’approccio dei neri al Cristianesimo avveniva ancora in forma clandestina, perché proibito dai loro padroni.Quei canti erano, tutto sommato, una rielaborazione in chiave cristiana della musica rituale africana. Venivano indicati come lining himns e si basavano sulla struttura antifonale di chiamata e risposta che avrebbe influenzato tutta la tradizione musicale afro-americana. Lo schema interpretativo che seguivano era suggestivo ma fisso. Un leader pronunciava ad alta voce una frase, generalmente tratta dalle Sacre Scritture, mentre il coro la ripeteva subito dopo, riproducendo la stessa intonazione e le medesime inflessioni della voce guida. Verso la metà del XVIII secolo, all’affermazione tra i neri di un sincretismo culturale afro-cristiano denso di superstizioni e di elementi animistici, fa riscontro lo sforzo culturale inconscio di sposare la nuova religione alle sopravvivenze folcloriche africane ; e quindi la preghiera alle danze, il ritmo alle melodie degli inni sacri, le lodi alla Divinità e al messaggio di riscatto della razza oppressa. Ring shouts, shuffle rings, shuffle shouts erano, infatti, balli religiosi, che i fedeli delle chiese nere danzavano tutti in circolo, tenendosi per mano, ascoltando le melodie ritmate del coro. Il battito delle mani, dei piedi, l’uso di tamburelli e percussioni forniva all’insieme musicale una pulsazione variegata e intensissima, tipica della poliritmia africana. E’ nel XIX secolo che i concetti poetico-musicali alla base dell’innodia evangelica vennero assimilati dalla creatività nera che presto ne ribaltò prospettive stilistiche e orizzonti tematici. Due furono le correnti stilistiche che nacquero dall’incontro delle due concezioni musicali : da una parte i jubilees, in cui le leggi melodiche e armoniche degli inni anglosassoni di S.Davis, J.Leland, C.Wesley vennero radicalmente trasformate. Dall’altra gli anthems più legate agli originali e più attente al rispetto dei valori estetici della melodia occidentale. Tra la fine del XIX secolo e l’inizio del XX il patrimonio dei canti religiosi afro-americani inizia ad essere raccolto e studiato. Viene depurato dalla rozzezza degli africanismi residui, riarrangiato, armonizzato e riproposto in modelli assai adulcorati da grandi complessi vocali neri. In questa operazione si distinguono soprattutto i Fisk Jubilee Singers, un coro interamente animato da studenti e professori dell’Università Fisk di Nashville. Il loro intervento coincide con un adeguamento della tradizione afro-americana all’estetica occidentale. I moduli espressivi più autentici sopravvivono invece nei canti e nelle danze delle "Sette urlanti" o chiese santificate del sud. Questa musica denominata sanctified oppure holiness, ha negli anni Venti grandi interpreti nelle cantanti Bessie Johnson e Arizona Dranes. Alcuni elementi liturgici afro-cristiani, ma soprattutto l’uso di tamburi e percussioni, l’impiego di cori polifonici scatenati sui ritmi più incandescenti della tradizione nera, si unirono ai primi del secolo alle nascenti forme del jazz. La musica sanctified assimila la strumentazione, i ritmi, spesso anche le atmosfere di vitalità sfrenata caratteristiche del primo jazz. Sono però le voci che risuonano nelle chiese nere a ispirare le prime strumentazioni e i primi arrangiamenti dei jazzisti, che guardano ancora alla famiglia degli spirituals per i riff e i break della loro musica. Ad ampliare la vasta gamma di composizioni musicali denominate spirituals (che sul piano contenutistico sono volti soprattutto all’esaltazione di una prospettiva di liberazione del popolo nero) sono le realizzazioni, ampliamente documentate discograficamente, dei predicatori itineranti dai primi del Novecento agli anni Quaranta. La sintassi musicale adottata da questi personaggi integrava le esperienze melodiche del folclore anglosassone con le semplici cadenze armoniche del blues, la perfezione formale dell’innodia metodista con l’intensità emotiva del jubilee. A distinguersi dalla schiera di comprimari sono soprattutto in quattro :Blind Joe Taggart, Blind Willie Johnson, Blind Gary Davis, Blind Edward Clayborn cantanti chitarristi che negli anni Venti riuscirono a monopolizzare le hit parade riservate ai generi neri. Negli anni Trenta, invece, a una fase di sviluppo della musica sacra, che era stata essenzialmente rurale , segue un momento di elaborazione essenzialmente urbana. Le case discografiche spingevano per una massiccia commercializzazione che i modelli esistenti di spiritual non potevano più soddisfare a lungo. Una sintesi sistematica di tutti i generi sacri nero-americani, e insieme una rielaborazione rigorosa e fedele di essi, riesce al pianista e compositore Tom A. Dorsey. Il suo sforzo, pienamente riuscito, è quello di modernizzare gli antichi moduli espressivi senza tradirli. Uno sforzo che si sostanzia con la creazione di un nuovo genere : il GOSPEL.

L’INIZIO


Thomas A. Dorsey che ha composto brani come "There will be peace in the valley" è considerato da molti appassionati di gospel come il "Padre della Gospel Music". Compositore e arrangiatore di blues ha accompagnato da giovane interpreti famose di blues come Bessie Smith e Ma Rainey. La sua simpatia alle melodie vivaci e ai testi a volte un po’ "spinti"(tipiche del blues e del jazz) non lo impedì, tuttavia, a partecipare al meeting annuale della "National Baptist Convention". E fu a uno di questi meeting a Filadelfia che Dorsey sentì per la prima volta le composizioni di Charley A. Tindley((1851-1933, autore, fra l’altro, di brani come "We’ll understand it better by and by" e "Leave it there")che lo influenzarono a tal punto da cominciare a scrivere brani di ispirazione cristiana abbandonando così i suoi testi "profani" ma non i ritmi jazz e i "colori" blues che erano suoi ma che aveva trovato anche in Tindley. Naturalmente la "vecchia guardia" conservativa considerò questa fusione di sacro (spirituals e inni) e profano (blues e jazz) come " la musica del diavolo" e cercò di evitarla. La Chiesa, anch’essa, dichiarò, dal canto suo, che la musica di Dorsey era indegna di essere eseguito all’interno delle chiese stesse. Una storia simile accadde sempre negli Usa con il movimento rock’n’roll Jesus Movement che dilagò nel paese nei primi anni ’70. In entrambi i casi la Chiesa
tradizionale non riuscì a vedere l’influenza positiva che la musica contemporanea poteva avere benedicendo i suoi ascoltatori e incoraggiandoli ad avvicinarsi a Dio. La rivista americana Score nel 1994 parlando di Dorsey, il "padre del gospel" riportò una sua testimonianza riferendosi all’inizio del suo ministerio ". Nel momento in cui ho realizzato quanto alcuni artisti stavano lottando duramente per far valere l’idea gospel ho deciso di unirmi anch’io a quell’idea e di...portare in alto la bandiera !".E la portò. " Presi in prestito 5 dollari e spedì 500 copie della canzone ‘If you see my Savior’ alle chiese da un capo all’altro del paese...Ci vollero tre anni per ottenere il primo ordine d’acquisto. Avevo voglia di tornare al blues". Non lo fece. Con interpreti pioniere e piene di talento come Sallie Martin(1896-1988) e Mother Willie Mae Ford Smith(1904-1994) che divulgavano la sua musica, Dorsey rimase in scena così a lungo da poter scrivere oltre 800 canzoni che, innalzavano e davano lode a Dio, finalmente, anche in quelle chiese dove precedentemente erano state proibite. Fu fondatore, nel 1932, del National Convention of Gospel Choirs and Choruses, un’organizzazione tutt’oggi esistente.

GLI INTERPRETI LEGGENDARI.


Dorsey fu sicuramente un pioniere, un seminatore. I frutti di quel raccolto sono stati cantanti eccezionali che hanno divulgato il gospel sia negli Usa che in tutto il mondo negli anni a seguire. Mahalia Jackson, (The Queen of Gospel"(1911-1972), Clara Ward(1924-1973) e James Cleveland ("The king of Gospel" 1931-1991)che fu anche fondatore, nel 1968, del GMWA (Gospel Music Workshop of America), un’ importante convention annuale di musica gospel e Edwin Hawkins (autore della famosissima "Oh happy day"). Interpreti leggendari degli anni ’50 e ’60 furono Edna Gallmon, Sam Cooke ("A change is gonna come")e Brother Joe May. Sebbene non possono considerarsi veri pionieri, certamente i seguenti artisti di gospel contemporaneo meritano di entrare nell’olimpo della gospel music di tutti i tempi. Li citiamo :Tramaine Hawkins,Walter Hawkins, Jessy Dixon,Candi Staton, Al Green, Daryl Coley,Thomas Whitfield, Andrae Crouch & The Disciples, Richard Smallwood, Yolanda Adams, Larnelle Harris, Bebe & Cece Winans, Kirk Franklin...e molti altri !

I QUARTETTI

Dal 1920 al 1940 la figura del quartetto gospel regnò incontrastata nel panorama della musica gospel (insieme, naturalmente, a quella degli interpreti leggendari) e ciò influenzò moltissimo la cultura pop americana. Tra i quartetti più famosi desideriamo citare : The Swan Silverstone (guidati da Claude Jeter), The Sensational Nightingales’Rev.Julius Cheeks, The Dixie Hummingbirds The Five Blinds Boys, The Fairfield Four e The Mighty Clouds of Joy (anni ’60 e ’70) che ancora oggi conservano sosprendendemente e a distanza di anni lo spirito e la potenza vocale di quegli anni e i contemporanei Commissioned e Take 6. Sebbene la maggior parte dei quartetti gospel era maschile, The Davis Sisters, Harmonettes è il gruppo più duraturo, The Caravans, fornirono esempi di gruppi femminili eccellenti e popolari. Tra le Caravans spiccarono personalità di gran rilievo come Albertina Walker, Dorothy Norwood, Cassietta George, Bessie Griffin, Inez Andrews, Shirley Caesar e Delores Washington. Probabilmente, però, il più popolare quartetto di tutti i tempi fu The Soul Stirrers, guidato dal grande Robert H. Harris (che per primo sviluppò la voce ad lib usando suoni ripetitivi che Sam Cooke rese famosi più delle parole).Harris fu insegnante e trainer di Cooke sin da quando quest’ultimo aveva ancora dieci anni. Quando ormai adulto lo lasciò(Sam faceva parte dei Soul Stirrers) per le offerte allettanti della musica secolare (maggiore audience e più denaro) Cooke divenne un simbolo della musica popolare americana. Altri artisti gospel come Aretha Franklin, Della Reese, Lou Rawls e Ray Charles seguirono il suo esempio entrando, così, nella leggenda.

LE CORALI

Nella musica gospel le corali di massa (Mass Choirs) ben presto rimpiazzano i quartetti. Strano a dirsi, però, il fondatore, direttore e lead singer del più popolare Mass Choir degli anni ’90, The Mississippi Mass Choir, fu Franklin Williams, detto Frank (1947-1993), già membro di un quartetto( The Southern Gospel Singers, in seguito nominato The Williams Brothers). Egli lo fondò nel 1988. Il primo album intitolato Mississippi Mass Choir Live ebbe un successo immediato tanto che le riviste Billboard e Score lo nominarono l’album cristiano numero uno dell’anno. Altre corali degne di essere citate sono : Milton Brunson & The Thompson Community Choir , John P.Kee & The New Life Community Choir negli anni ’80. Successivamente negli anni ’90 troviamo leader come Hezekiah Walker & The Love Fellowship Choir, O’landa Draper & The Associates, Donald Lawrence & The TriCity Singers e poi ancora The New Jersey Mass Choir, The Chicago Mass Choir, The National Baptist Convention Mass Choir, The Brooklyn Tabernacle Choir e tanti altri che meritano ugualmente ma che non possiamo citiamo per motivi di spazio.

IL MERCATO DISCOGRAFICO

Un tempo definita una musica strettamente religiosa e, di conseguenza, "relegata" solamente per le chiese, la Musica Gospel ha ,di gran lunga, oggi, superato questo limite divenendo una forza profonda nella cultura musicale popolare americana. Sostenuta dalle grandi major (Case discografiche multinazionali) essa ha, ormai, varcato le mura religiose tradizionali ed è considerata, adesso, più di una musica solamente ecclesiale. Secondo la rivista americana Gospel Today negli ultimi dieci anni sette major hanno creato al loro interno delle divisioni di gospel music ; le etichette indipendenti sono aumentate del 50 per cento e il reddito totale della gospel music relativo allo scorso decennio è quasi triplicato (da 180 milioni di dollari, nel 1980, a 500 milioni di dollari nel 1990).


CONCLUSIONE

Per alcuni la gospel music è la musica nera. Per altri è semplicemente un termine che comprende vari tipi di musica religiosa-Traditional, Contemporary Christian, Urban Contemporary Southern, Hip-Hop, Soul, R&B , Rap e così via. Qualunque genere comunque essa sia : partendo dai suoni morbidi di Sam Cooke al talento carismatico di John Cleveland, dalla maestà del Mississippi Mass Choir alle acrobazie vocali di Kirk Franklin , la musica gospel è più di un dolce suono ! E’ un genere che va visto e sentito per far "vibrare" chi la ascolta. Con un pensiero di Inez Andrew, una delle prime sacerdotesse del canto gospel, concludiamo questo "viaggio" molto sintetico alle radici della gospel music sperando di aver reso un servizio soddisfacente.  "Se non hai mai sentito la necessità di leggere la Bibbia, forse una canzone ti aiuterà  a farlo. La gente non ama andare in chiesa e non desidera parlare di salvezza, ma  quando sopraggiungono difficoltà e problemi, allora, cerca qualcosa che possa  aiutarla a superarli. E la maggior parte delle volte se non è la Bibbia...è una canzone !"

 A cura di Aurelio Pitino email.gif (1029 byte)

 

I negro-spirituals

I negro-spirituals: sono i canti degli schiavi negri d'America formatisi tra il 1700 e il 1800, quando la musica i Europa era quella di Bach, Mozart e Beethoven. Gli spirituals rappresentano, da un punto di vista musicale, la fusione di diverse culture. Alla matrice africana si sovrappongono gli influssi europei della musica popolare celtica , irlandese, anglosassone e del corale protestante a quei tempi diffuso nell'America del Nord. Diversi quindi gli influssi musicali, unica invece la matrice "spirituale". Il Dio di Abramo, di Isacco e di Giobbe prende il posto degli dei pagani e gli eroi del Vecchio Testamento diventano gli eroi di un popolo di schiavi, in una assoluta simmetria di sofferenze, attese e certezze tra l'ebreo in cerca della terra promessa ed il negro nel desiderio di pace. "Nessuno sa il dolore che ho visto, nessuno lo sa, tranne Gesù", canta uno dei più famosi spirituals. E storie del Vecchio e del Nuovo Testamento, e filastrocche degli Apostoli in cammino, e scherzi del vecchio Satana, in una assoluta identificazione fra l'estremo cristiano, con il suo dolore e la sua speranza, e la vita dello schiavo, con il suo dolore e la sua attesa di pace, non qui forse, ma nell'altra vita, " al di là del fiume Giordano", con serena certezza.

" E cosa credi che fossero gli spirituals, i blues e tutto il resto se non il nostro inno, la nostra lode al Signore? E come credi che allora avrebbero potuto resistere i negri nelle piantagioni senza di Lui, senza la fede, senza la speranza in Lui? Si sarebbero suicidati tutti, credimi, se non avessero ascoltato la Sua voce. Ecco soltanto questo è il Jazz: la nostra speranza in Lui". (Louis Amstrong, 1971 durante un'intervista rilasciata al giornalista italiano Carlo Mozzarella) .

 

Cantare il Vangelo

CANTI PER UNA DRAMMATIZZAZIONE DEL VANGELO

 

PREMESSA A "PER CANTARE IL VANGELO"

I Gospel: la tendenza musicale del momento, insieme al musical.

Gospel significa "Vangelo" e da qui è derivata l’accezione classica di "Canti del Vangelo". Far conoscere le Parole di Gesù cantandole, risulta di notevole efficacia propositiva. Purtroppo, sotto quel nome si fanno passare canti che nel testo non sono propriamente tali, anche se nella forma musicale espressiva ricalcano i Gospel classici.

I Gospel classici (che risalgono ad almeno 60-80 anni fa) hanno una struttura caratterizzata da alcuni elementi base:

CORALITA’: Diverse voci polifoniche intervengono o si alternano rispondendo alla domanda o alla sottolineatura del brano evangelico espresso dal capo-coro (schema: domanda-risposta).

RITMICITA’ : della linea melodica (canto) oltre che dell’accompagnamento

MODERNITA’: di armonie

ESPRESSIONE CORPOREA : attraverso semplici movimenti di danza o gestualizzazione di canti

LINGUA : inglese o anche slang americano.

Diversi cori hanno voluto ripresentare i Gospel conservando la loro caratteristica formale di decine e decine di anni fa.

Questa operazione è ineccepibile: chiunque può pescare nel passato per farcelo conoscere o rivivere. Però, a volte, la cosa rischia di essere fine a se stessa.

Il Gospel tradizionale lo si ascolta volentieri ma non se ne porta a casa molto dei suoi veri contenuti. E questo per alcuni motivi:

La lingua. Chi non conosce l’inglese o l’americano non può capirne immediatamente e contemporaneamente il significato, a meno che non ne legga la traduzione.

L’esecuzione. Il Gospel lo si prende più come un simpatico fatto sonoro che come un autentico messaggio cristiano.

I contenuti. La mentalità un po’ neofita dei primi gruppi cristiani che hanno dato origine ai Gospel si adeguava al particolare ambiente post-schiavista in sui sorsero.

Fatta questa premessa di ordine storico e contenutistico, possiamo affermare che la tipologia del "Gospel" non è l’unica forma musicale espressiva del Vangelo di Gesù.

Nell’evolversi del tempo tante persone hanno cantato il Vangelo con una forma musicale diversa, adeguata al loro ambiente umano e alla tipologia musicale del loro tempo.

Nel 1995 ne ho voluto fare una presentazione per stimolare altri musicisti a comporre e proporre canti che riportassero non tanto i propri sentimenti (di entusiasmo o di contrasto) ma le parole autentiche di Gesù e il Suo insegnamento.

Eccole qui sotto:

 

PARTE PRIMA: La drammatizzazione del Vangelo

 

Scrive il Card. Martini: "L’attività catechistica deve servirsi di parole e di segni comprensibili agli uomini d’oggi ed esige una forte capacità dialogica...

... Risulta dunque facile cogliere il motivo della forma teatrale che, con il linguaggio delle parole, dei gesti e dei segni, introduce in un dinamismo di relazione, coinvolge gli attori anche nella loro corporeità, provoca gli spettatori a prendere posizione, tende a quel dialogo costruttivo senza il quale non può darsi vera catechesi."

Le parole del Card. Martini confermano tutto lo sforzo operato in questi ultimi anni per realizzare letture drammatizzate, drammatizzazioni e psicodrammi sui fatti, gli incontri e le parabole del Vangelo.

Ne fanno testo i volumi:

"Letture drammatizzate del Vangelo" a cura di Stefano Varnavà - F.O.M.

"Le Parabole di Gesù in teatro" di D.Luigi Melesi - L.D.C.

"Incontri" di D. Luigi Melesi — L.D.C.

"La Passione" di D. Luigi Melesi - L.D.C.

"Recitiamo il Vangelo" di Fausto Scipiani — L.D.C.

I testi dei recitals: "Con Maria sulla strada della Croce — A piene mani — C’eri tu alla Croce di Gesù? — Quella notte sul Calvario — Per un pane diverso — Va e anche tu fa lo stesso" di Don Stefano Varnavà — reperibili presso la F.O.M. sez. teatro.

"Recitals catechistici" di Antonio Sorrentino — ed ..Dottinari.

Come si potrà notare qualcosa si è fatto, ma tantissimo ancora si può fare per trasmettere in forma accessibile, calda e coinvolgente, il Vangelo di Gesù e i suoi contenuti.

Ogni catechista o insegnante potrà accingersi a questo tenendo presente alcuni suggerimenti per costruire delle drammatizzazioni obiettive ed efficaci che potranno essere sviluppate in differenti maniere:

come semplici letture drammatizzate.

come drammatizzazioni (con o senza elementi coreografici e scenografici).

come trasmissioni radiofoniche

come pezzi teatrali (con sceneggiatura appropriata)

come trasmissioni televisive e cinematografiche.

 

SUGGERIMENTI PER LA REALIZZAZIONE PRATICA

 

Scegliere e leggere poi attentamente l’episodio evangelico confrontandolo con quelli analoghi riportati dagli altri evangelisti.

Es. : "La chiamata di Levi" che è riportata non solo da Luca ma anche da Marco e Matteo.

Analizzare l’episodio nei suoi contenuti e messaggi religiosi, morali e sociali.

Ricostruire la scenografia dell’ambiente storico entro la quale collocare la drammatizzazione. La messa in scena sarà volutamente povera, breve ed essenziale.

Individuare la miglior rappresentazione emblematica dei personaggi e della loro psicologia.

Es. : Giuda rappresentato con la mano appiccicata alla borsa dei soldi e con fare sospettoso.

Costruire e stendere il copione senza alterare le frasi e le parole del vangelo. Fissare sulla carta la scena o le scene essenziali (con eventuale "scaletta" o sequenza), il dialogo e alcune note di regia.

Nella stesura del testo dare la preferenza al dialogo (diretto) più che al racconto storico (indiretto).

Se al lavoro si vorrà dare una caratteristica teatrale sarà opportuno seguire le fasi di sviluppo dello psicodramma.

a fase iniziale: o momento del coinvolgimento che mira ad agganciare psicologicamente tutti gli attori e gli spettatori con fatti o problematiche di vita reale.

b L’azione che sta al centro di tutto il processo psicologico e drammatico: è la rappresentazione, fatta con parole, gesti e movimenti, di un episodio evangelico con le sue varie scene e implicanze, di allora e attuali.

c Il dibattito, che consiste in un dialogo costruttivo (già esistente nel testo evangelico o ricostruito con fedeltà di contenuto) tra l’attore o gli attori stessi e il pubblico, senza cadere in discussioni inutili od oziose.

Avere sempre presente, in tutta questa organizzazione, le finalità evangeliche, catechistiche ed educative.

Eccone alcune:

a Annunciare il Vangelo nella sua concretezza ed attualità a gente reale, che vive in situazioni reali.

b Portare tutti, partecipanti, attori e spettatori, a una ricerca realistica revisione di vita individuale e comunitaria, tenendo presente che l’opera drammatico-psicologica, ha la capacità di riportare a galla sentimenti repressi, e rimozioni di verità scomode operate nel proprio passato.

c Risvegliare nell’uomo la fame e la sete di Dio e del Suo Regno.

d Favorire e sollecitare l’incontro reale d’amore e con la persona di Gesù Cristo attraverso la Sua Parola e il Suo operato presentatoci nel Vangelo.

 

 

PARTE SECONDA: I canti sul Vangelo

 

- Un canto specifico, su un particolare episodio del Vangelo può tornare molto utile:

a) sia come trasmissione di un contenuto (un messaggio cantato è più facilmente recepibile e assimilabile),

b) sia come spunto per lo sviluppo della gestualizzazione, prima, e della drammatizzazione poi,

c) sia per la memorizzazione, nel tempo, dell’episodio o della Parola Evangelica.

Purtroppo, mentre i canti per il servizio liturgico e quelli di contenuto religioso generico sono moltissimi, quelli sul vangelo sono di numero limitato. Bisognerebbe cantare meno i propri problemi psico-spirituali, frutto talvolta di un intimismo a sfondo religioso e cantare di più il Vangelo nel suo vissuto (che non è altro che il vissuto di Gesù), il quale ha in s la soluzione dei nostri problemi.

Dice a questo proposito il Card. Martini: "Gesù incrocia e assume in sé i diversi itinerari, spesso inquieti e ambigui, che l’uomo compie, a partire dalla propria condizione reale, umana , morale, psicologica, verso la verità totale e definitiva della propria vita".

 

I canti specificamente sul vangelo, che ho potuto reperire e raccogliere sono stati organizzati attorno a questi titoli: 1°) Nascita e infanzia di Gesù – 2°) La Persona di Gesù – 3°) Fatti, incontri e miracoli - 4°) Parabole e similitudini - 5°) Insegnamenti - 6°) Settimana Santa e Resurrezione.

Cantare il Vangelo : Testi

Sono Grato a chi vorrà segnalare altri canti del Vangelo editi (cioè con la partitura musicale e relativa editrice) dopo il 1995. email.gif (1029 byte)

 

PARTE TERZA: Proposta di lavoro per canto o drammatizzazione.

 

Predicazione di Giovanni Battista (Lc 3,1-14)

Le tentazioni di Gesù nei deserto (Mt 4,1-11)

La chiamata di Pietro (Lc 5,l-ll)

La chiamata di Natanaele (G. 1,43-51)

Le nozze di Cena (Gv 2,l-12)

Colloquio con Nicodemo (Gv 3,1-21)

Colloquio con la Samaritana (Gv 4,1-42)

Il. figlio del funzionario guarito (Gv 4,43-54)

Gesù respinto a Nazareth (Lc 4,16-30)

L’indemoniato nella Sinagoga di Cafarnao (Lc 4,31-37)

La guarigione del paralitico calato dal tetto (Mc 2,1-12)

Chiamata di Levi (Mc 2,13-17)

A nozze non si digiuna (Lc 5,33-39)

L’uomo dalla mano paralizzata (Lc 6,6-1l)

Le beatitudini (Mt 5,l-42)

Amare i. nemici (Lc 6,27-36)

L’elemosina a suon di tromba (Mt 6,l-4)

La trave nell’occhio (Lc 6,37-42)

Il Padre nostro (Mt 6,5-15)

L’eredità e i due fratelli - L’avaro stolto (Lc 12, 13-21)

I due padroni - Guardate i gigli del campo (Mt 7,22-34)

La porta stretta (Lc 13,22-3O)

La casa sopra la roccia (Mt 7,24-29)

Il servo del centurione (Mt 8,5-13)

Il figlio della vedova di Nain (Lc 7,14-17)

Il pranzo del fariseo e la pubblica peccatrice (Lc 7,36-50)

Gesù e i suoi parenti (Mc 3,31-35)

Parabola del Seminatore (Mt 13,l-23)

La lucerna sotto il letto (Lc 8,16-18)

Il granello di senape (Lc 13,18-21)

Parabola del tesoro nascosto nel campo (Mt 13,44-52)

La parabola della zizzania (Mt 15,24-43)

La tempesta sedata (Mc 4,35-41)

L’indemoniato Geraseno (Lc 8,26-39)

La figlia di Giairo e l’elemosina (Mc 5,21-43)

Missione degli apostoli (Mt 1O,5-42)

La decapitazione di Giovanni Battista (Mc 6,14-29)

La moltiplicazione dei pani (Mc 6,30-44)

Gesù cammina sulle acque (Mt 14,22-33)

Il pane di vita (Gv 6,22-71)

Guarigione alla piscina di Betzata (Gv 5,1-18)

Già che contamina l’uomo (Mt 15,1-20)

La madre cananea (Mt 15,21-31)

A. Cesarea di Filippo (Mt 16,13-20) -

Chi mi vuol seguire (Mt 16,24-28)

La trasfigurazione (Mt 11,1-8)

Il fanciullo indemoniato (Mc 9,14-20)

Se non diventerete come bambini (Mt 18,1-11)

Parabole del debitore spietato (Mt 18,21-35)

Il tributo al tempio (Mt 17,24-27)

La missione dei 72 discepoli (Lc 10,1-24)

I pareri della folla e dei farisei (Gv 7,40-53)

L’adultera (Gv 8,1-11)

Guarigione del cieco dalla nascita (Gv 9,1-41)

Gesù Buon Pastore (Gv 10,1-18)

La parabola del buon Samaritano (Lc 10,29-31)

La donna curva sanata di sabato (Lc 13,10-17)

Gli invitati al banchetto di nozze (Mt 22,1-14)

Parabola della pecora smarrita (Lc 15,1-10)

Parabola del figliol. prodigo (Lc 15,ll-32)

Parabola dell’amministratore astuto (Lc 16,1-13)

Parabola del ricco Epulone (Lc 16,19-31)

I dieci lebbrosi guariti (Lc 17,1l-19)

Parabola del giudice e della vedova (Lc18,1-8)

Il Fariseo e il pubblicano (Lc 18,9-14)

Il Giovane ricco (Mc 10,17-31)

Gli operai nella vigna (Mt 20,1-16)

La resurrezione di Lazzaro (Gv 11,1-43)

Il cieco di Gerico (Mc 10,46-52)

Zaccheo (Lc19,1-1O)

A Betania: la cena e il profumo (Gv 12,1-11)

L’ingresso trionfale in Gerusalemme (Mt 21,1-11)

Scaccia i profanatori dal Tempio (Gv 2,13--25)

Donde l’autorità di Gesù (Mt 2l,23-27)

Parabola dei vignaioli omicidi (Mt 21,33-46)

Parabola dei due figli (Mt.21,28-32)

L’obolo della vedova (Mc 12,41-44)

La fine del mondo (Mt 24,29-44)

Parabola delle dieci vergini (Mt 25,1-13)

Parabola dei talenti (Mt 25,14-30)

Il giudizio universale (Mt 25,31-46)

 A cura di Don Stefano Varnavàemail.gif (1029 byte)

 

Produzioni Musicali Novembre 2000 - Gennaio 2001


J.C.C. Gospel Explosion (USA)
Produzione esclusiva per l'Europa
Novembre - Dicembre 2000 Gennaio 2001
The JCC Gospel Explosion è attivo da oltre cinque anni nel circuito gospel internazionale, ogni loro esibizione diventa occasione per manifestare il loro amore per la musica religiosa dei neri d'america ma anche messaggio di fratellanza fra i popoli del mondo. La forza e la particolarità del gruppo la si può cogliere principalmente nelle fantastiche voci che esprimono con grande intensità il calore e la gioia della musica della buona novella. Il gruppo è composto da tre fantastiche voci nere e rappresenta uno degli esempi pi? significativi e genuini di musica gospel tradizionale e contemporanea. Formazione di quattro  elementi : Voci e piano

Ethel Caffie Austin Gospel Singers (USA)
Produzione esclusiva per l'Italia
dal 06 Dicembre - 15 Dicembre 2000
Ethel Caffie Austin è ormai da decenni la " Fist Lady of Gospel Music" del South Carolina. Inizia già a sei anni a suonare il pianoforte e a dieci entra nel coro della chiesa di suo padre. Un grande talento artistico, che a soli 14 anni riunisce il primo coro di massa della Virgina, riunendo cantanti provenienti da da dieci comunità diverse. Si presenta in Italia con un formidabile quartetto di voci e pianoforte per presentare il suo "gospel" intriso del calore e della tradizione del sud, arricchendolo di grande classe e raffinatezza. Ethel vanta numerose collaborazioni con la grande cantante pop Joan Baez. Formazione 4 elementi: voci e pianoforte

Faith Gospel Voices (USA)
Produzione esclusiva per l'Europa
dal 16 al 29 dicembre 2000
Quartetto gospel composto da tre meravigliose voci femminili accompganate con pianoforte.Il gruppo proviene da Coloumbus (GA) sede della chiesa battista dove l'ensemble svolge prioritariamente la propria attività artistica durante le funzioni e le manifestazioni organizzata dalla comunità religiosa.Faith Gospel Singers sono alla loro prima esperienza europea. Occasione per ascoltare la musica religiosa afroamericana nella sua dimensione più vera e genuina. Formazione : 4 elementi. Voci + pianoforte


The Mighty Prince Gospel Singers (USA)
Produzione esclusiva per l'Italia
13 Dicembre - 31 Dicembre 2000
Uno dei migliori gruppi gospel della California. The Mighty Prince Singers rappresentano la punta di diamante della nuova scena musicale di San Francisco. Il gruppo si ? costituito nel 1982 e da allora ha iniziato una strepitosa ascesa verso il successo e la notorietà. Vantano la partecipazione ai pi? prestigiosi festival internazionali insieme ad artisti del calibro di Ray Carles, Take 6, Five Blind Boys of Alabama, Clarece Fountain, Carmen Mac Rae. Il loro show ? un'occassione unica per ascoltare magiche voci che cantano con maestria e sentimento i grandi classici della musica gospel. Il gruppo gospel pi? raffinato e originale apparso in Italia negli ultimi anni. Ritornano per presentare il loro CD " People Get Ready" (1998) Formazione : 5 Vocalist a cappella

The Friendly Travelers of New Orleans (USA)
Produzione esclusiva per l'Europa
14 Dicembre 2000 -01 Gennaio 2000
Storico gruppo gospel di grande successo internazionale fondato nel 1959 dal Rev. Clint Jones. Il gruppo si esibisce con grande capacità ed enfasi sia nello stile a cappella che con una poderosa sezione ritmica. Il loro concerto alterna il gospel tradizionale a composizioni pi? moderne che incorporano musicalità soul /funky. Le voci sono la caratteristica principale di questo eccezionale ensemble che riesce a sprigionare una straordinaria carica emotiva capace di contaminare e coinvolgere il pubblico in una festa collettiva. Formazione di 6 elementi : Voci + Chitarra, Basso, Piano, Batteria Formazione acustica : Voci + Piano + Chitarra


Robin Brown & Triumphant Delegation (USA)
Produzione esclusiva per l'Europa
15 Dicembre - 29 Diceembre 2000
Ensemble composto da sette cantanti musicisti proveniente da Atlanta ( Georgia) già componenti della prestigiosa corale formata da 85 elementi della quale Robin Brown ? " Leader e Art Director". Il gruppo vanta una notevole notorietà anche in Italia dove ha partecipato a numerosi e blasonati festivals, e l'apparizione a importanti programmi televisivi qulai : Buona Domenica ( Canale 5) Costanzo Show (Canale 5) Premio Amalfi (Rai Uno) Roxy Bar ( Videomusic). Concerto vibrante e raffinato che sa unire il repertorio classico a originali composizioni di gospel contemporaneo. Formazione : 7 elementi . Voci + pianoforte, basso,batteria .


The Inspirational Voices of Atlanta (USA)
Produzione esclusiva per l'europa.
dal 16 al 29 dicembre 2000
Prestigiosa corale composta da 13 elementi da anni attiva nel circuito gospel della Georgia. L'ensemble è la versione ridotta della prestigiosa corale composta da ben 85 elementi , fondata e diretta dalla cantante pianista Robin Brown. Voices of Atlanta dopo la partecipazione alle amnifestazioni culturali dei Giochi Olimpici di Atlanta ? diventata il gruppo gospel simbolo della città che rappresenta in occasione dei pi? importanti eventi musicali dello stato. Canti gospel interpretati da tredici fantastici musicisti . Un brivido musicale che sa coinvolgere e appasionare qualsiasi ascolatore. Formazione 13 elementi : Voci + Piano + Basso + Batteria

The Voices of Glory ( USA)
Produzione in esclusiva per l'Italia
al 15 al 31 dicembre 2000
Ensemble proveniente da Chicago (Illinois). Un viaggio nella ricca tradizione della musica gospel della città ventosa. Un concerto che offre una esaustiva panoramica sulla storia e sulla evoluzione della musica afroamericana dello stato dell'Illinois. Leader del gruppo la cantante "Peaches" voce gospel/soul fra le pi? interessanti apparse in questi ultimi anni sulla scena di Chicago. Formazione 4 elementi : voci e piano

Tony Washington Singers (USA)
Produzione esclusiva per l'Europa
15 Dicembre - 31 Dicembre '2000
Funanbolico quitetto gospel proveniente da Charleston (South Carolina) Sintesi tra gli inni sacri della tradizione bianca e la matrice ritmica della musica nera dell'Africa. Questo stile musicale? attualmente una delle espressioni artistiche pi? originali e creative del sud degli U.S.A. Un concerto che restituisce al meglio il clima vibrante della religiosità nera. la musica che James Brown ha amato in gioventù. Formazione : 5 elementi - Voci + Chitarra, Basso, Piano, Batteria

The Jubilee Love Train (USA/I)
Produzione per l'Europa
Novembre /Dicembre 2000 - Gennaio 2001
"Jubilee":"una stagione di festeggiamenti gioiosi" cos" il Webster's Dictionary definisce la parola; noi abbiamo scelto questo nome sia per il suo grande significato, sia per la prossimità ad un evento storico. "Love Train" deriva dalle parole di una delle canzoni chiave del nostro repertorio: "gente di tutto il mondo, teniamoci per mano, prenderemo tutti insieme un treno, il treno dell'amore fraterno" The Jubilee Love Train è un talentato gruppo di cantanti e musicisti da numerosi anni attivo nel circuito gospel internazionale, ogni loro esibizione diventa occasione per manifestare il loro amore per la musica religiosa dei neri d'america ma anche messaggio di fratellanza fra i popoli del mondo. Formazione 8 elementi : 4 voci + chitarra+ basso+ batteria + piano

The Gospel Train (USA)
Produzione per l' Europa
Novembre/Dicembre 2000 - Gennaio 2001
Stupenda formazione composta da magnifiche voci (soprano, contralto, tenore, baritono) regala al pubblico un repertorio variegato, facendosi strada tra il Gospel tradizionale e quello moderno. Ogni esibizione di questo talentato gruppo è ricca di trasporto e di passione, sentimenti dettati direttamente dalla musica che diviene cos" veicolo di fratellanza e di amore. Bravura, classe ed eleganza vengono adoperati nelle loro esibizioni. E' il modo migliore per rendere omaggio a questa musica che tanto ha significato e significa alla cultura afroamericana. Il treno Gospel è partito dall'america per arrivare fino a noi. Solo carrozze di prima classe.. il viaggio sta per incominciare. Formazione : 4 elementi voci e piano ( disponibile anche con sezione ritmica)

Ebone Gospel Singers ( USA)
Produzione esclusiva per l'Europa
dal 15 al 31 dicembre 2000
Gruppo gospel formato da quattro stupende voci femminili provenienti da New Orleans (LA). Ebone Gospel Singers viene costituito nel 1992 da Yolanda Beavers leader e instancabile animatrice del gruppo, personaggio molto attivo nel circuito gospel delle Chiese Battiste di New Orleans dove è particolarmente conosciuta e apprezzata per avere partecipato a numerosi e importanti eventi musicali fra i quali il rinomato " Jazz & Heritage Festival of New Orleans". La formazione base di Ebone Gospel Singers ? il classico quartetto vocale accompagnato da pianoforte o organo, dimensione artistica che consente al gruppo di esprimere con grande calore, intensità e spiritualità i tradizionali canti gospel. Formazione quattro elementi : Voci e piano (disponibili anche con aggiunta di sezione ritmica)

La Verne Jackson Spirituals Voice (USA)
Produzione esclusiva per l'Europa.
Novembre/Dicembre'2000 Gennaio 2001
Fantastica cantante spirituals nera americana. La Verne propone la grande tradizione dei canti spirituals nella versione più vera e tradizionale. Il concerto è un cammino nella tradizione della musica spirituals del periodo più duro della schiavitù dei neri d'america. Assistere al suo concerto significa scoprire e capire la tradizione della cultura religiosa afro americana. Formazione : 2 elementi. Voce + pianoforte

Kay Foster Jackson Gospel Duo (USA/I)
Produzione per l'Italia
Novembre/Dicembre '2000
Ensemble composto dalla cantante americana Kay Foster Jackson e dal pianista Roberto Boccasavia. Il loro repertorio propone tutti i brani classici della musica gospel, interpretati sia nello stimle classico che con originali arrangiamenti.


Slang Music
circuiti musicali
Via S. Francesco, 3
25075 Nave (Bs) - Italy
Tel. e Fax +39-0302531536

Per informazioni sui nostri tour e artisti, booking, prevendite, ecc. / Giancarlo Trenti: titolare dell'agenzia /  Andrea Trenti: segreteria e informazioni generali

Spiritual & Gospel

Don Matteo Graziola

Raccogliamo in questo settore i testi commentati di alcuni canti della tradizione nord-americana appartenenti al genere spiritual o gospel.
Questi canti sono espressione della fede di un popolo. Un popolo oppresso dalla schiavitù, sradicato dalla propria terra; un popolo che ha scoperto nell'avvenimento cristiano la fonte della libertà e della letizia, la vera speranza per l'umano. Si respira in questi canti una grande e disarmante semplicità. Essi molto spesso narrano fatti riportati nella Bibbia, sia dall'Antico che dal Nuovo Testamento. Sono i fatti che segnano la vicenda di un popolo e degli uomini che lo hanno guidato a vivere l'alleanza con Dio. Sono soprattutto i fatti che riguardano la vita di Gesù di Nazareth, il Dio fatto Uomo. Così gli episodi evangelici rivivono come se accadessero ora: gli incontri con Gesù, i suoi miracoli, il cammino verso il compimento e giudizio finale. Si avverte il condizionamento della teologia protestante: c'è molta attenzione al dato biblico, ma manca la consapevolezza che già qui ed ora ciò che è annunciato come compimento finale si realizza nella realtà sacramentale della comunità ecclesiale; così il discorso rimane come un po' sospeso tra il fatto accaduto nell'incontro dei vari personaggi con Cristo e l'evento escatologico conclusivo: in mezzo sta il tempo della fede, senza la chiara consapevolezza che anche questo tempo è già trasformato dalla Presenza di Cristo dentro il suo corpo oggi che è la Chiesa. Al di là però di questo condizionamento della teologia protestante, rimane intatta la suggestione di questi canti che con il loro ritmo e i loro colori fanno riemergere l'entusiasmo che l'avvenimento cristiano necessariamente suscita nell'uomo.



HE'S GOT THE WOHLE WORLD
Canto Gospel
Questo canto Gospel esprime la certezza che tutto dipende da un Mistero Buono. È l'idea di provvidenza: tutto è dentro un disegno che uno più grande di noi ha stabilito e porta al suo compimento. È bello vedere in questa canzone la consapevolezza che nella totalità di questo sguardo rientrano anche le cose più normali della vita.

Testo della canzone (lingua originale)

He's got the whole world
in His hands,
He's got the whole wide world
in His hands,
He's got the whole wide world
in His hands,
He's got the whole world
in His hands

He's got the earth and the sky
In His hands,
He's got the night and day
in His hands,
He's got the sun and the moon
in His hands,
He's got the whole world
in His hands

He's got the whole world
in His hands…

He's got the land and the see
In His hands,
He's got the wind and the rain
in His hands,
He's got the spring and the snow
in His hands.
He's got the whole world
In His hands

Testo della canzone (traduzione italiana)

Egli ha tutto il mondo nelle sue mani,
tutto il vasto mondo nelle sue mani...

Egli ha la terra e il cielo
nelle sue mani

la notte e il giorno...
il sole e la luna...

Egli ha la terra e il mare
nelle sue mani
il vento e la pioggia...
la primavera e la neve...



SOMEBODY BIGGER THAN YOU AND I
Elvis Presley
È chiarissima in questo canto gospel, sentitamente interpretato nientemeno che da Elvis Presley, l'intuizione che la realtà è segno e lo è necessariamente. Essa infatti rimanda inevitabilmente ad un Altro. Questo altro infatti non può coincidere né con me, né con te, né con alcun altro soggetto umano: perché si è dimostrato origine e sorgente di una realtà che ci supera da ogni parte.
Allora la conclusione più ragionevole è che questo misterioso Altro è veramente più grande di noi; ed essendo sorgente dell'essere è compagnia permanente alla vita di ogni uomo.
Il vertice del senso religioso è proprio il riconoscimento di questo Altro: Mistero inafferrabile, ma inevitabile. Altrimenti si rinnega la ragione.

Testo della canzone (lingua originale)

Who made the mountains, who made the trees
Who made the rivers flow to the sea
And who sends the rain when the earth is dry
Somebody bigger than you and I

Who made the flowers to bloom in the spring
Who made the song for the robins to sing
And who hung the moon and the stars in the sky
Somebody bigger than you and I

He lights the way when the road is long
He keeps you company
And with His love to guide you
He walks beside you
Just like He walks with me

When we're filled with despair
Who gives me courage to go from there
And who gives me faith that will never die
Somebody bigger than you and I.

Testo della canzone (traduzione italiana)

Chi ha fatto le montagne, chi ha fatto gli alberi, chi ha fatto i fiumi perché scorressero verso il mare
E chi manda la pioggia quando la terra è secca
Qualcuno più grande di te e di me

Chi ha fatto i fiori perché fiorissero a primavera
Chi ha fatto il canto perché i pettirossi cantassero
E chi ha fissato la luna e le stelle nel cielo
Qualcuno più grande di te e di me

Egli ti illumina la via quando la strada è lunga
Ti è compagno
E con il suo amore per guidarti
Cammina accanto a te
Proprio come cammina con me

Quando sei colmo di disperazione
Chi mi dà il coraggio di andare avanti
E chi mi dà la fede che mai morirà
Qualcuno più grande di te e di me





THEN THE ANSWER CAME
Mahalia Jackson
La spiritualità protestante è caratterizzata da un approccio di tipo emotivo alla presenza di Cristo. Si tratterebbe infatti di una presenza interiore, slegata dalla realtà fisica sacramentale della Chiesa. Per la concezione cattolica invece Dio si è reso uomo in Cristo e la sua incarnazione permane nel suo corpo che è la Chiesa. La canzone di Mahalia Jackson è segnata dalla spiritualità protestante e descrive il tentativo di avvertire la presenza di Dio dentro la propria anima. Ciò facendo comunque esprime qualcosa che è indicato dal PerCorso: l'io riconosce che al fondo di sé c'è un Altro. La preghiera infatti è definita proprio come "la coscienza di sé fino in fondo"; e questa coscienza "si imbatte in un Altro" da cui io dipendo interamente "Io-sono-Tu-che-mi-fai".

Testo della canzone (lingua originale)

O, I searched and searched from day to day
Knowing in my heart I was to receive
I wanted to know the answer for sure
So when God 's spirit spoke to me
"This is the hour you can be free"
I called on the Lord that night
The answer came

The answer came while I was kneeling there in prayer

I prayed from my heart
"Have mercy, forgive,
Help me, oh Lord, for Thee to live"
Then I began to feel the answer come
Well, I can't express what happened that night,
I know one thing: everything('s) all right
I felt in my soul His touch
When the answer came.

The answer came while I was kneeling there in prayer
I felt His mighty saving power
Oh, and when the Saviour came into my soul
He called the end
I'm happy praising God each day of my life
The answer came!

Testo della canzone (traduzione italiana)

Ho cercato e cercato
giorno dopo giorno
sapendo nel mio cuore che dovevo ricevere
cercavo di conoscere la risposta sicura
Quando lo Spirito di Dio mi parlò
"Questo è l'ora in cui tu puoi essere libero"
Mi sono rivolto al Signore quella notte
La risposta è venuta

La risposta è venuta quando ero in ginocchio a pregare

Io pregavo nel mio cuore
"Abbi pietà, perdona,
aiutami, o Signore, a vivere per Te"
Quindi ho cominciato a sentire la risposta che giungeva
Oh, io non posso esprimere quello che è successo quella notte,
io so una cosa: ogni cosa va bene,

io sentivo nella mia anima il suo tocco
quando la risposta venne.


La risposta venne quando ero in ginocchio a pregare
Ho sentito la sua energica potenza salvatrice, oh, quando il Salvatore venne nella mia anima
Lui fece giungere la fine,
io sono felice lodando Dio ogni giorno della mia vita
La risposta è venuta!

Centro Culturale Rebora 

 

 
   

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