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GOSPEL
& SPIRITUALS

STORIA
DELLA MUSICA GOSPEL
LE RADICI
Durante i secoli XVII e XVIII, quando i Neri dal continente
africano furono portati in schiavitù al di là dell’Atlantico,
a lavorare nelle piantagioni di cotone degli Stati Uniti
meridionali, la loro musica li accompagnava spesso durante il
giorno e , per alleviare la fatica, nacquero le plantation songs (
canti della piantagione)da cui derivarono i work songs(canti di
lavoro) e i calls (richiami) canti che servivano anche a
comunicare tra loro. Quando, in seguito, i predicatori battisti e
metodisti venuti dall’ Europa li convertirono al Cristianesimo
essi cominciarono a cantare canti religiosi, chiamati Spirituals,
derivati , appunto, dagli inni inglesi ai quali essi aggiunsero i
ritmi e i colori africani.
Lo
Spiritual LE ORIGINI
Il
termine Spiritual acquista una marcata caratterizzazione nera solo
a partire dal XIX secolo. Prima d’allora designava gli inni
sacri dei coloni metodisti del New England. Le prime monodie
religiose degli schiavi risalgono invece agli inizi del XVIII
secolo, quando l’approccio dei neri al Cristianesimo avveniva
ancora in forma clandestina, perché proibito dai loro
padroni.Quei canti erano, tutto sommato, una rielaborazione in
chiave cristiana della musica rituale africana. Venivano indicati
come lining himns e si basavano sulla struttura antifonale di
chiamata e risposta che avrebbe influenzato tutta la tradizione
musicale afro-americana. Lo schema interpretativo che seguivano
era suggestivo ma fisso. Un leader pronunciava ad alta voce una
frase, generalmente tratta dalle Sacre Scritture, mentre il coro
la ripeteva subito dopo, riproducendo la stessa intonazione e le
medesime inflessioni della voce guida. Verso la metà del XVIII
secolo, all’affermazione tra i neri di un sincretismo culturale
afro-cristiano denso di superstizioni e di elementi animistici, fa
riscontro lo sforzo culturale inconscio di sposare la nuova
religione alle sopravvivenze folcloriche africane ; e quindi la
preghiera alle danze, il ritmo alle melodie degli inni sacri, le
lodi alla Divinità e al messaggio di riscatto della razza
oppressa. Ring shouts, shuffle rings, shuffle shouts erano,
infatti, balli religiosi, che i fedeli delle chiese nere danzavano
tutti in circolo, tenendosi per mano, ascoltando le melodie
ritmate del coro. Il battito delle mani, dei piedi, l’uso di
tamburelli e percussioni forniva all’insieme musicale una
pulsazione variegata e intensissima, tipica della poliritmia
africana. E’ nel XIX secolo che i concetti poetico-musicali alla
base dell’innodia evangelica vennero assimilati dalla creatività
nera che presto ne ribaltò prospettive stilistiche e orizzonti
tematici. Due furono le correnti stilistiche che nacquero
dall’incontro delle due concezioni musicali : da una parte i
jubilees, in cui le leggi melodiche e armoniche degli inni
anglosassoni di S.Davis, J.Leland, C.Wesley vennero radicalmente
trasformate. Dall’altra gli anthems più legate agli originali e
più attente al rispetto dei valori estetici della melodia
occidentale. Tra la fine del XIX secolo e l’inizio del XX il
patrimonio dei canti religiosi afro-americani inizia ad essere
raccolto e studiato. Viene depurato dalla rozzezza degli
africanismi residui, riarrangiato, armonizzato e riproposto in
modelli assai adulcorati da grandi complessi vocali neri. In
questa operazione si distinguono soprattutto i Fisk Jubilee
Singers, un coro interamente animato da studenti e professori
dell’Università Fisk di Nashville. Il loro intervento coincide
con un adeguamento della tradizione afro-americana all’estetica
occidentale. I moduli espressivi più autentici sopravvivono
invece nei canti e nelle danze delle "Sette urlanti" o
chiese santificate del sud. Questa musica denominata sanctified
oppure holiness, ha negli anni Venti grandi interpreti nelle
cantanti Bessie Johnson e Arizona Dranes. Alcuni elementi
liturgici afro-cristiani, ma soprattutto l’uso di tamburi e
percussioni, l’impiego di cori polifonici scatenati sui ritmi più
incandescenti della tradizione nera, si unirono ai primi del
secolo alle nascenti forme del jazz. La musica sanctified assimila
la strumentazione, i ritmi, spesso anche le atmosfere di vitalità
sfrenata caratteristiche del primo jazz. Sono però le voci che
risuonano nelle chiese nere a ispirare le prime strumentazioni e i
primi arrangiamenti dei jazzisti, che guardano ancora alla
famiglia degli spirituals per i riff e i break della loro musica.
Ad ampliare la vasta gamma di composizioni musicali denominate
spirituals (che sul piano contenutistico sono volti soprattutto
all’esaltazione di una prospettiva di liberazione del popolo
nero) sono le realizzazioni, ampliamente documentate
discograficamente, dei predicatori itineranti dai primi del
Novecento agli anni Quaranta. La sintassi musicale adottata da
questi personaggi integrava le esperienze melodiche del folclore
anglosassone con le semplici cadenze armoniche del blues, la
perfezione formale dell’innodia metodista con l’intensità
emotiva del jubilee. A distinguersi dalla schiera di comprimari
sono soprattutto in quattro :Blind Joe Taggart, Blind Willie
Johnson, Blind Gary Davis, Blind Edward Clayborn cantanti
chitarristi che negli anni Venti riuscirono a monopolizzare le hit
parade riservate ai generi neri. Negli anni Trenta, invece, a una
fase di sviluppo della musica sacra, che era stata essenzialmente
rurale , segue un momento di elaborazione essenzialmente urbana.
Le case discografiche spingevano per una massiccia
commercializzazione che i modelli esistenti di spiritual non
potevano più soddisfare a lungo. Una sintesi sistematica di tutti
i generi sacri nero-americani, e insieme una rielaborazione
rigorosa e fedele di essi, riesce al pianista e compositore Tom A.
Dorsey. Il suo sforzo, pienamente riuscito, è quello di
modernizzare gli antichi moduli espressivi senza tradirli. Uno
sforzo che si sostanzia con la creazione di un nuovo genere : il
GOSPEL.
L’INIZIO
Thomas A. Dorsey che ha composto brani come "There will be
peace in the valley" è considerato da molti appassionati di
gospel come il "Padre della Gospel Music". Compositore e
arrangiatore di blues ha accompagnato da giovane interpreti famose
di blues come Bessie Smith e Ma Rainey. La sua simpatia alle
melodie vivaci e ai testi a volte un po’
"spinti"(tipiche del blues e del jazz) non lo impedì,
tuttavia, a partecipare al meeting annuale della "National
Baptist Convention". E fu a uno di questi meeting a
Filadelfia che Dorsey sentì per la prima volta le composizioni di
Charley A. Tindley((1851-1933, autore, fra l’altro, di brani
come "We’ll understand it better by and by" e "Leave
it there")che lo influenzarono a tal punto da cominciare a
scrivere brani di ispirazione cristiana abbandonando così i suoi
testi "profani" ma non i ritmi jazz e i
"colori" blues che erano suoi ma che aveva trovato anche
in Tindley. Naturalmente la "vecchia guardia"
conservativa considerò questa fusione di sacro (spirituals e
inni) e profano (blues e jazz) come " la musica del
diavolo" e cercò di evitarla. La Chiesa, anch’essa,
dichiarò, dal canto suo, che la musica di Dorsey era indegna di
essere eseguito all’interno delle chiese stesse. Una storia
simile accadde sempre negli Usa con il movimento rock’n’roll
Jesus Movement che dilagò nel paese nei primi anni ’70. In
entrambi i casi la Chiesa
tradizionale non riuscì a vedere l’influenza positiva che la
musica contemporanea poteva avere benedicendo i suoi ascoltatori e
incoraggiandoli ad avvicinarsi a Dio. La rivista americana Score
nel 1994 parlando di Dorsey, il "padre del gospel"
riportò una sua testimonianza riferendosi all’inizio del suo
ministerio ". Nel momento in cui ho realizzato quanto alcuni
artisti stavano lottando duramente per far valere l’idea gospel
ho deciso di unirmi anch’io a quell’idea e di...portare in
alto la bandiera !".E la portò. " Presi in prestito 5
dollari e spedì 500 copie della canzone ‘If you see my
Savior’ alle chiese da un capo all’altro del paese...Ci
vollero tre anni per ottenere il primo ordine d’acquisto. Avevo
voglia di tornare al blues". Non lo fece. Con interpreti
pioniere e piene di talento come Sallie Martin(1896-1988) e Mother
Willie Mae Ford Smith(1904-1994) che divulgavano la sua musica,
Dorsey rimase in scena così a lungo da poter scrivere oltre 800
canzoni che, innalzavano e davano lode a Dio, finalmente, anche in
quelle chiese dove precedentemente erano state proibite. Fu
fondatore, nel 1932, del National Convention of Gospel Choirs and
Choruses, un’organizzazione tutt’oggi esistente.
GLI
INTERPRETI LEGGENDARI.
Dorsey fu sicuramente un pioniere, un seminatore. I frutti di quel
raccolto sono stati cantanti eccezionali che hanno divulgato il
gospel sia negli Usa che in tutto il mondo negli anni a seguire.
Mahalia Jackson, (The Queen of Gospel"(1911-1972), Clara Ward(1924-1973)
e James Cleveland ("The king of Gospel" 1931-1991)che fu
anche fondatore, nel 1968, del GMWA (Gospel Music Workshop of
America), un’ importante convention annuale di musica gospel e
Edwin Hawkins (autore della famosissima "Oh happy day").
Interpreti leggendari degli anni ’50 e ’60 furono Edna Gallmon,
Sam Cooke ("A change is gonna come")e Brother Joe May.
Sebbene non possono considerarsi veri pionieri, certamente i
seguenti artisti di gospel contemporaneo meritano di entrare
nell’olimpo della gospel music di tutti i tempi. Li citiamo :Tramaine
Hawkins,Walter Hawkins, Jessy Dixon,Candi Staton, Al Green, Daryl
Coley,Thomas Whitfield, Andrae Crouch & The Disciples, Richard
Smallwood, Yolanda Adams, Larnelle Harris, Bebe & Cece Winans,
Kirk Franklin...e molti altri !
I
QUARTETTI
Dal
1920 al 1940 la figura del quartetto gospel regnò incontrastata
nel panorama della musica gospel (insieme, naturalmente, a quella
degli interpreti leggendari) e ciò influenzò moltissimo la
cultura pop americana. Tra i quartetti più famosi desideriamo
citare : The Swan Silverstone (guidati da Claude Jeter), The
Sensational Nightingales’Rev.Julius Cheeks, The Dixie
Hummingbirds The Five Blinds Boys, The Fairfield Four e The Mighty
Clouds of Joy (anni ’60 e ’70) che ancora oggi conservano
sosprendendemente e a distanza di anni lo spirito e la potenza
vocale di quegli anni e i contemporanei Commissioned e Take 6.
Sebbene la maggior parte dei quartetti gospel era maschile, The
Davis Sisters, Harmonettes è il gruppo più duraturo, The
Caravans, fornirono esempi di gruppi femminili eccellenti e
popolari. Tra le Caravans spiccarono personalità di gran rilievo
come Albertina Walker, Dorothy Norwood, Cassietta George, Bessie
Griffin, Inez Andrews, Shirley Caesar e Delores Washington.
Probabilmente, però, il più popolare quartetto di tutti i tempi
fu The Soul Stirrers, guidato dal grande Robert H. Harris (che per
primo sviluppò la voce ad lib usando suoni ripetitivi che Sam
Cooke rese famosi più delle parole).Harris fu insegnante e
trainer di Cooke sin da quando quest’ultimo aveva ancora dieci
anni. Quando ormai adulto lo lasciò(Sam faceva parte dei Soul
Stirrers) per le offerte allettanti della musica secolare
(maggiore audience e più denaro) Cooke divenne un simbolo della
musica popolare americana. Altri artisti gospel come Aretha
Franklin, Della Reese, Lou Rawls e Ray Charles seguirono il suo
esempio entrando, così, nella leggenda.
LE
CORALI
Nella
musica gospel le corali di massa (Mass Choirs) ben presto
rimpiazzano i quartetti. Strano a dirsi, però, il fondatore,
direttore e lead singer del più popolare Mass Choir degli anni
’90, The Mississippi Mass Choir, fu Franklin Williams, detto
Frank (1947-1993), già membro di un quartetto( The Southern
Gospel Singers, in seguito nominato The Williams Brothers). Egli
lo fondò nel 1988. Il primo album intitolato Mississippi Mass
Choir Live ebbe un successo immediato tanto che le riviste
Billboard e Score lo nominarono l’album cristiano numero uno
dell’anno. Altre corali degne di essere citate sono : Milton
Brunson & The Thompson Community Choir , John P.Kee & The
New Life Community Choir negli anni ’80. Successivamente negli
anni ’90 troviamo leader come Hezekiah Walker & The Love
Fellowship Choir, O’landa Draper & The Associates, Donald
Lawrence & The TriCity Singers e poi ancora The New Jersey
Mass Choir, The Chicago Mass Choir, The National Baptist
Convention Mass Choir, The Brooklyn Tabernacle Choir e tanti altri
che meritano ugualmente ma che non possiamo citiamo per motivi di
spazio.
IL
MERCATO DISCOGRAFICO
Un
tempo definita una musica strettamente religiosa e, di
conseguenza, "relegata" solamente per le chiese, la
Musica Gospel ha ,di gran lunga, oggi, superato questo limite
divenendo una forza profonda nella cultura musicale popolare
americana. Sostenuta dalle grandi major (Case discografiche
multinazionali) essa ha, ormai, varcato le mura religiose
tradizionali ed è considerata, adesso, più di una musica
solamente ecclesiale. Secondo la rivista americana Gospel Today
negli ultimi dieci anni sette major hanno creato al loro interno
delle divisioni di gospel music ; le etichette indipendenti sono
aumentate del 50 per cento e il reddito totale della gospel music
relativo allo scorso decennio è quasi triplicato (da 180 milioni
di dollari, nel 1980, a 500 milioni di dollari nel 1990).
CONCLUSIONE
Per
alcuni la gospel music è la musica nera. Per altri è
semplicemente un termine che comprende vari tipi di musica
religiosa-Traditional, Contemporary Christian, Urban Contemporary
Southern, Hip-Hop, Soul, R&B , Rap e così via. Qualunque
genere comunque essa sia : partendo dai suoni morbidi di Sam Cooke
al talento carismatico di John Cleveland, dalla maestà del
Mississippi Mass Choir alle acrobazie vocali di Kirk Franklin , la
musica gospel è più di un dolce suono ! E’ un genere che va
visto e sentito per far "vibrare" chi la ascolta. Con un
pensiero di Inez Andrew, una delle prime sacerdotesse del canto
gospel, concludiamo questo "viaggio" molto sintetico
alle radici della gospel music sperando di aver reso un servizio
soddisfacente. "Se non hai mai sentito la necessità di
leggere la Bibbia, forse una canzone ti aiuterà a farlo. La
gente non ama andare in chiesa e non desidera parlare di salvezza,
ma quando sopraggiungono difficoltà e problemi, allora,
cerca qualcosa che possa aiutarla a superarli. E la maggior
parte delle volte se non è la Bibbia...è una canzone !"
A
cura di Aurelio Pitino 
I
negro-spirituals
I
negro-spirituals: sono i canti degli schiavi negri d'America
formatisi tra il 1700 e il 1800, quando la musica i Europa era
quella di Bach, Mozart e Beethoven. Gli spirituals rappresentano,
da un punto di vista musicale, la fusione di diverse culture. Alla
matrice africana si sovrappongono gli influssi europei della
musica popolare celtica , irlandese, anglosassone e del corale
protestante a quei tempi diffuso nell'America del Nord. Diversi
quindi gli influssi musicali, unica invece la matrice
"spirituale". Il Dio di Abramo, di Isacco e di Giobbe
prende il posto degli dei pagani e gli eroi del Vecchio Testamento
diventano gli eroi di un popolo di schiavi, in una assoluta
simmetria di sofferenze, attese e certezze tra l'ebreo in cerca
della terra promessa ed il negro nel desiderio di pace.
"Nessuno sa il dolore che ho visto, nessuno lo sa, tranne Gesù",
canta uno dei più famosi spirituals. E storie del Vecchio e del
Nuovo Testamento, e filastrocche degli Apostoli in cammino, e
scherzi del vecchio Satana, in una assoluta identificazione fra
l'estremo cristiano, con il suo dolore e la sua speranza, e la
vita dello schiavo, con il suo dolore e la sua attesa di pace, non
qui forse, ma nell'altra vita, " al di là del fiume
Giordano", con serena certezza.
"
E cosa credi che fossero gli spirituals, i blues e tutto il resto
se non il nostro inno, la nostra lode al Signore? E come credi che
allora avrebbero potuto resistere i negri nelle piantagioni senza
di Lui, senza la fede, senza la speranza in Lui? Si sarebbero
suicidati tutti, credimi, se non avessero ascoltato la Sua voce.
Ecco soltanto questo è il Jazz: la nostra speranza in Lui".
(Louis Amstrong, 1971 durante un'intervista rilasciata al
giornalista italiano Carlo Mozzarella) .
Cantare
il Vangelo
CANTI
PER UNA DRAMMATIZZAZIONE DEL VANGELO
PREMESSA
A "PER CANTARE IL VANGELO"
I Gospel: la
tendenza musicale del momento, insieme al musical.
Gospel significa
"Vangelo" e da qui è derivata l’accezione classica di
"Canti del Vangelo". Far conoscere le Parole di Gesù
cantandole, risulta di notevole efficacia propositiva. Purtroppo,
sotto quel nome si fanno passare canti che nel testo non sono
propriamente tali, anche se nella forma musicale espressiva
ricalcano i Gospel classici.
I Gospel classici
(che risalgono ad almeno 60-80 anni fa) hanno una struttura
caratterizzata da alcuni elementi base:
CORALITA’:
Diverse voci polifoniche intervengono o si alternano rispondendo
alla domanda o alla sottolineatura del brano evangelico espresso
dal capo-coro (schema: domanda-risposta).
RITMICITA’
: della linea
melodica (canto) oltre che dell’accompagnamento
MODERNITA’:
di armonie
ESPRESSIONE CORPOREA :
attraverso semplici movimenti di danza o gestualizzazione di
canti
LINGUA :
inglese o anche slang americano.
Diversi cori
hanno voluto ripresentare i Gospel conservando la loro
caratteristica formale di decine e decine di anni fa.
Questa operazione
è ineccepibile: chiunque può pescare nel passato per farcelo
conoscere o rivivere. Però, a volte, la cosa rischia di essere
fine a se stessa.
Il Gospel
tradizionale lo si ascolta volentieri ma non se ne porta a casa
molto dei suoi veri contenuti. E questo per alcuni motivi:
La lingua.
Chi non conosce l’inglese o l’americano non può capirne
immediatamente e contemporaneamente il significato, a meno che
non ne legga la traduzione.
L’esecuzione.
Il Gospel lo si prende più come un simpatico fatto sonoro che
come un autentico messaggio cristiano.
I contenuti.
La mentalità un po’ neofita dei primi gruppi cristiani che
hanno dato origine ai Gospel si adeguava al particolare ambiente
post-schiavista in sui sorsero.
Fatta questa
premessa di ordine storico e contenutistico, possiamo affermare
che la tipologia del "Gospel" non è l’unica forma
musicale espressiva del Vangelo di Gesù.
Nell’evolversi
del tempo tante persone hanno cantato il Vangelo con una forma
musicale diversa, adeguata al loro ambiente umano e alla tipologia
musicale del loro tempo.
Nel 1995 ne ho
voluto fare una presentazione per stimolare altri musicisti a
comporre e proporre canti che riportassero non tanto i propri
sentimenti (di entusiasmo o di contrasto) ma le parole autentiche
di Gesù e il Suo insegnamento.
Eccole qui sotto:
PARTE
PRIMA: La drammatizzazione del Vangelo
Scrive
il Card. Martini: "L’attività catechistica deve servirsi
di parole e di segni comprensibili agli uomini d’oggi ed esige
una forte capacità dialogica...
...
Risulta dunque facile cogliere il motivo della forma teatrale che,
con il linguaggio delle parole, dei gesti e dei segni, introduce
in un dinamismo di relazione, coinvolge gli attori anche nella
loro corporeità, provoca gli spettatori a prendere posizione,
tende a quel dialogo costruttivo senza il quale non può darsi
vera catechesi."
Le
parole del Card. Martini confermano tutto lo sforzo operato in
questi ultimi anni per realizzare letture drammatizzate,
drammatizzazioni e psicodrammi sui fatti, gli incontri e le
parabole del Vangelo.
Ne
fanno testo i volumi:
"Letture
drammatizzate del Vangelo" a cura di Stefano Varnavà -
F.O.M.
"Le
Parabole di Gesù in teatro" di D.Luigi Melesi - L.D.C.
"Incontri"
di D. Luigi Melesi — L.D.C.
"La
Passione" di D. Luigi Melesi - L.D.C.
"Recitiamo
il Vangelo" di Fausto Scipiani — L.D.C.
I
testi dei recitals: "Con Maria sulla strada della Croce — A
piene mani — C’eri tu alla Croce di Gesù? — Quella notte
sul Calvario — Per un pane diverso — Va e anche tu fa lo
stesso" di Don Stefano Varnavà — reperibili presso la
F.O.M. sez. teatro.
"Recitals
catechistici" di Antonio Sorrentino — ed ..Dottinari.
Come
si potrà notare qualcosa si è fatto, ma tantissimo ancora si può
fare per trasmettere in forma accessibile, calda e coinvolgente,
il Vangelo di Gesù e i suoi contenuti.
Ogni
catechista o insegnante potrà accingersi a questo tenendo
presente alcuni suggerimenti per costruire delle drammatizzazioni
obiettive ed efficaci che potranno essere sviluppate in differenti
maniere:
come
semplici letture drammatizzate.
come
drammatizzazioni (con o senza elementi coreografici e
scenografici).
come
trasmissioni radiofoniche
come
pezzi teatrali (con sceneggiatura appropriata)
come
trasmissioni televisive e cinematografiche.
SUGGERIMENTI
PER LA REALIZZAZIONE PRATICA
Scegliere
e leggere poi attentamente l’episodio evangelico
confrontandolo con quelli analoghi riportati dagli altri
evangelisti.
Es.
: "La chiamata di Levi" che è riportata non solo da
Luca ma anche da Marco e Matteo.
Analizzare
l’episodio nei suoi contenuti e messaggi religiosi, morali e
sociali.
Ricostruire
la scenografia dell’ambiente storico entro la quale collocare
la drammatizzazione. La messa in scena sarà volutamente povera,
breve ed essenziale.
Individuare
la miglior rappresentazione emblematica dei personaggi e della
loro psicologia.
Es.
: Giuda rappresentato con la mano appiccicata alla borsa dei
soldi e con fare sospettoso.
Costruire
e stendere il copione senza alterare le frasi e le parole del
vangelo. Fissare sulla carta la scena o le scene essenziali (con
eventuale "scaletta" o sequenza), il dialogo e alcune
note di regia.
Nella
stesura del testo dare la preferenza al dialogo (diretto) più
che al racconto storico (indiretto).
Se
al lavoro si vorrà dare una caratteristica teatrale sarà
opportuno seguire le fasi di sviluppo dello psicodramma.
a
fase iniziale: o momento del coinvolgimento che mira ad
agganciare psicologicamente tutti gli attori e gli spettatori
con fatti o problematiche di vita reale.
b
L’azione che sta al centro di tutto il processo
psicologico e drammatico: è la rappresentazione, fatta con
parole, gesti e movimenti, di un episodio evangelico con le
sue varie scene e implicanze, di allora e attuali.
c
Il dibattito, che consiste in un dialogo costruttivo
(già esistente nel testo evangelico o ricostruito con fedeltà
di contenuto) tra l’attore o gli attori stessi e il
pubblico, senza cadere in discussioni inutili od oziose.
Avere
sempre presente, in tutta questa organizzazione, le finalità
evangeliche, catechistiche ed educative.
Eccone
alcune:
a
Annunciare il Vangelo nella sua concretezza ed attualità a
gente reale, che vive in situazioni reali.
b
Portare tutti, partecipanti, attori e spettatori, a una
ricerca realistica revisione di vita individuale e
comunitaria, tenendo presente che l’opera
drammatico-psicologica, ha la capacità di riportare a galla
sentimenti repressi, e rimozioni di verità scomode operate
nel proprio passato.
c
Risvegliare nell’uomo la fame e la sete di Dio e del Suo
Regno.
d
Favorire e sollecitare l’incontro reale d’amore e con la
persona di Gesù Cristo attraverso la Sua Parola e il Suo
operato presentatoci nel Vangelo.
PARTE
SECONDA: I canti sul Vangelo
-
Un canto specifico, su un particolare episodio del Vangelo può
tornare molto utile:
a)
sia come trasmissione di un contenuto (un messaggio cantato è più
facilmente recepibile e assimilabile),
b)
sia come spunto per lo sviluppo della gestualizzazione, prima, e
della drammatizzazione poi,
c)
sia per la memorizzazione, nel tempo, dell’episodio o della
Parola Evangelica.
Purtroppo,
mentre i canti per il servizio liturgico e quelli di contenuto
religioso generico sono moltissimi, quelli sul vangelo sono di
numero limitato. Bisognerebbe cantare meno i propri problemi
psico-spirituali, frutto talvolta di un intimismo a sfondo
religioso e cantare di più il Vangelo nel suo vissuto (che non è
altro che il vissuto di Gesù), il quale ha in s la soluzione dei
nostri problemi.
Dice
a questo proposito il Card. Martini: "Gesù incrocia e assume
in sé i diversi itinerari, spesso inquieti e ambigui, che
l’uomo compie, a partire dalla propria condizione reale, umana ,
morale, psicologica, verso la verità totale e definitiva della
propria vita".
I
canti specificamente sul vangelo, che ho potuto reperire e
raccogliere sono stati organizzati attorno a questi titoli: 1°)
Nascita e infanzia di Gesù – 2°) La Persona di Gesù – 3°)
Fatti, incontri e miracoli - 4°) Parabole e similitudini - 5°)
Insegnamenti - 6°) Settimana Santa e Resurrezione.
Cantare
il Vangelo : Testi
Sono
Grato a chi vorrà segnalare altri canti del Vangelo editi (cioè
con la partitura musicale e relativa editrice) dopo il 1995. 
PARTE
TERZA: Proposta di lavoro per canto o drammatizzazione.
Predicazione
di Giovanni Battista (Lc 3,1-14)
Le
tentazioni di Gesù nei deserto (Mt 4,1-11)
La
chiamata di Pietro (Lc 5,l-ll)
La
chiamata di Natanaele (G. 1,43-51)
Le
nozze di Cena (Gv 2,l-12)
Colloquio
con Nicodemo (Gv 3,1-21)
Colloquio
con la Samaritana (Gv 4,1-42)
Il.
figlio del funzionario guarito (Gv 4,43-54)
Gesù
respinto a Nazareth (Lc 4,16-30)
L’indemoniato
nella Sinagoga di Cafarnao (Lc 4,31-37)
La
guarigione del paralitico calato dal tetto (Mc 2,1-12)
Chiamata
di Levi (Mc 2,13-17)
A
nozze non si digiuna (Lc 5,33-39)
L’uomo
dalla mano paralizzata (Lc 6,6-1l)
Le
beatitudini (Mt 5,l-42)
Amare
i. nemici (Lc 6,27-36)
L’elemosina
a suon di tromba (Mt 6,l-4)
La
trave nell’occhio (Lc 6,37-42)
Il
Padre nostro (Mt 6,5-15)
L’eredità
e i due fratelli - L’avaro stolto (Lc 12, 13-21)
I
due padroni - Guardate i gigli del campo (Mt 7,22-34)
La porta stretta
(Lc 13,22-3O)
La casa sopra la
roccia (Mt 7,24-29)
Il servo del
centurione (Mt 8,5-13)
Il figlio della
vedova di Nain (Lc 7,14-17)
Il pranzo del
fariseo e la pubblica peccatrice (Lc 7,36-50)
Gesù e i suoi
parenti (Mc 3,31-35)
Parabola del
Seminatore (Mt 13,l-23)
La lucerna sotto
il letto (Lc 8,16-18)
Il granello di
senape (Lc 13,18-21)
Parabola del
tesoro nascosto nel campo (Mt 13,44-52)
La parabola della
zizzania (Mt 15,24-43)
La tempesta
sedata (Mc 4,35-41)
L’indemoniato
Geraseno (Lc 8,26-39)
La figlia di
Giairo e l’elemosina (Mc 5,21-43)
Missione degli
apostoli (Mt 1O,5-42)
La decapitazione
di Giovanni Battista (Mc 6,14-29)
La
moltiplicazione dei pani (Mc 6,30-44)
Gesù cammina
sulle acque (Mt 14,22-33)
Il pane di vita (Gv
6,22-71)
Guarigione alla
piscina di Betzata (Gv 5,1-18)
Già che
contamina l’uomo (Mt 15,1-20)
La madre cananea
(Mt 15,21-31)
A. Cesarea di
Filippo (Mt 16,13-20) -
Chi mi vuol
seguire (Mt 16,24-28)
La
trasfigurazione (Mt 11,1-8)
Il fanciullo
indemoniato (Mc 9,14-20)
Se non
diventerete come bambini (Mt 18,1-11)
Parabole del
debitore spietato (Mt 18,21-35)
Il tributo al
tempio (Mt 17,24-27)
La missione dei
72 discepoli (Lc 10,1-24)
I pareri della
folla e dei farisei (Gv 7,40-53)
L’adultera (Gv
8,1-11)
Guarigione del
cieco dalla nascita (Gv 9,1-41)
Gesù Buon
Pastore (Gv 10,1-18)
La parabola del
buon Samaritano (Lc 10,29-31)
La donna curva
sanata di sabato (Lc 13,10-17)
Gli invitati al
banchetto di nozze (Mt 22,1-14)
Parabola della
pecora smarrita (Lc 15,1-10)
Parabola del
figliol. prodigo (Lc 15,ll-32)
Parabola
dell’amministratore astuto (Lc 16,1-13)
Parabola del
ricco Epulone (Lc 16,19-31)
I dieci lebbrosi
guariti (Lc 17,1l-19)
Parabola del
giudice e della vedova (Lc18,1-8)
Il Fariseo e il
pubblicano (Lc 18,9-14)
Il Giovane ricco
(Mc 10,17-31)
Gli operai nella
vigna (Mt 20,1-16)
La resurrezione
di Lazzaro (Gv 11,1-43)
Il cieco di
Gerico (Mc 10,46-52)
Zaccheo
(Lc19,1-1O)
A Betania: la
cena e il profumo (Gv 12,1-11)
L’ingresso
trionfale in Gerusalemme (Mt 21,1-11)
Scaccia i
profanatori dal Tempio (Gv 2,13--25)
Donde l’autorità
di Gesù (Mt 2l,23-27)
Parabola dei
vignaioli omicidi (Mt 21,33-46)
Parabola dei due
figli (Mt.21,28-32)
L’obolo della
vedova (Mc 12,41-44)
La fine del mondo
(Mt 24,29-44)
Parabola delle
dieci vergini (Mt 25,1-13)
Parabola dei
talenti (Mt 25,14-30)
Il giudizio
universale (Mt 25,31-46)
A cura di
Don Stefano Varnavà
Produzioni
Musicali Novembre 2000 - Gennaio 2001
J.C.C. Gospel Explosion (USA)
Produzione esclusiva per l'Europa
Novembre - Dicembre 2000 Gennaio 2001
The JCC Gospel Explosion è attivo da oltre cinque anni nel
circuito gospel internazionale, ogni loro esibizione diventa
occasione per manifestare il loro amore per la musica religiosa
dei neri d'america ma anche messaggio di fratellanza fra i popoli
del mondo. La forza e la particolarità del gruppo la si può
cogliere principalmente nelle fantastiche voci che esprimono con
grande intensità il calore e la gioia della musica della buona
novella. Il gruppo è composto da tre fantastiche voci nere e
rappresenta uno degli esempi pi? significativi e genuini di musica
gospel tradizionale e contemporanea. Formazione di quattro
elementi : Voci e piano
Ethel Caffie Austin Gospel Singers (USA)
Produzione esclusiva per l'Italia
dal 06 Dicembre - 15 Dicembre 2000
Ethel Caffie Austin è ormai da decenni la " Fist Lady of
Gospel Music" del South Carolina. Inizia già a sei anni a
suonare il pianoforte e a dieci entra nel coro della chiesa di suo
padre. Un grande talento artistico, che a soli 14 anni riunisce il
primo coro di massa della Virgina, riunendo cantanti provenienti
da da dieci comunità diverse. Si presenta in Italia con un
formidabile quartetto di voci e pianoforte per presentare il suo
"gospel" intriso del calore e della tradizione del sud,
arricchendolo di grande classe e raffinatezza. Ethel vanta
numerose collaborazioni con la grande cantante pop Joan Baez.
Formazione 4 elementi: voci e pianoforte
Faith Gospel Voices (USA)
Produzione esclusiva per l'Europa
dal 16 al 29 dicembre 2000
Quartetto gospel composto da tre meravigliose voci femminili
accompganate con pianoforte.Il gruppo proviene da Coloumbus (GA)
sede della chiesa battista dove l'ensemble svolge prioritariamente
la propria attività artistica durante le funzioni e le
manifestazioni organizzata dalla comunità religiosa.Faith Gospel
Singers sono alla loro prima esperienza europea. Occasione per
ascoltare la musica religiosa afroamericana nella sua dimensione
più vera e genuina. Formazione : 4 elementi. Voci + pianoforte
The Mighty Prince Gospel Singers (USA)
Produzione esclusiva per l'Italia
13 Dicembre - 31 Dicembre 2000
Uno dei migliori gruppi gospel della California. The Mighty Prince
Singers rappresentano la punta di diamante della nuova scena
musicale di San Francisco. Il gruppo si ? costituito nel 1982 e da
allora ha iniziato una strepitosa ascesa verso il successo e la
notorietà. Vantano la partecipazione ai pi? prestigiosi festival
internazionali insieme ad artisti del calibro di Ray Carles, Take
6, Five Blind Boys of Alabama, Clarece Fountain, Carmen Mac Rae.
Il loro show ? un'occassione unica per ascoltare magiche voci che
cantano con maestria e sentimento i grandi classici della musica
gospel. Il gruppo gospel pi? raffinato e originale apparso in
Italia negli ultimi anni. Ritornano per presentare il loro CD
" People Get Ready" (1998) Formazione : 5 Vocalist a
cappella
The Friendly Travelers of New Orleans (USA)
Produzione esclusiva per l'Europa
14 Dicembre 2000 -01 Gennaio 2000
Storico gruppo gospel di grande successo internazionale fondato
nel 1959 dal Rev. Clint Jones. Il gruppo si esibisce con grande
capacità ed enfasi sia nello stile a cappella che con una
poderosa sezione ritmica. Il loro concerto alterna il gospel
tradizionale a composizioni pi? moderne che incorporano musicalità
soul /funky. Le voci sono la caratteristica principale di questo
eccezionale ensemble che riesce a sprigionare una straordinaria
carica emotiva capace di contaminare e coinvolgere il pubblico in
una festa collettiva. Formazione di 6 elementi : Voci + Chitarra,
Basso, Piano, Batteria Formazione acustica : Voci + Piano +
Chitarra
Robin Brown & Triumphant Delegation (USA)
Produzione esclusiva per l'Europa
15 Dicembre - 29 Diceembre 2000
Ensemble composto da sette cantanti musicisti proveniente da
Atlanta ( Georgia) già componenti della prestigiosa corale
formata da 85 elementi della quale Robin Brown ? " Leader e
Art Director". Il gruppo vanta una notevole notorietà anche
in Italia dove ha partecipato a numerosi e blasonati festivals, e
l'apparizione a importanti programmi televisivi qulai : Buona
Domenica ( Canale 5) Costanzo Show (Canale 5) Premio Amalfi (Rai
Uno) Roxy Bar ( Videomusic). Concerto vibrante e raffinato che sa
unire il repertorio classico a originali composizioni di gospel
contemporaneo. Formazione : 7 elementi . Voci + pianoforte,
basso,batteria .
The Inspirational Voices of Atlanta (USA)
Produzione esclusiva per l'europa.
dal 16 al 29 dicembre 2000
Prestigiosa corale composta da 13 elementi da anni attiva nel
circuito gospel della Georgia. L'ensemble è la versione ridotta
della prestigiosa corale composta da ben 85 elementi , fondata e
diretta dalla cantante pianista Robin Brown. Voices of Atlanta
dopo la partecipazione alle amnifestazioni culturali dei Giochi
Olimpici di Atlanta ? diventata il gruppo gospel simbolo della
città che rappresenta in occasione dei pi? importanti eventi
musicali dello stato. Canti gospel interpretati da tredici
fantastici musicisti . Un brivido musicale che sa coinvolgere e
appasionare qualsiasi ascolatore. Formazione 13 elementi : Voci +
Piano + Basso + Batteria
The Voices of Glory ( USA)
Produzione in esclusiva per l'Italia
al 15 al 31 dicembre 2000
Ensemble proveniente da Chicago (Illinois). Un viaggio nella ricca
tradizione della musica gospel della città ventosa. Un concerto
che offre una esaustiva panoramica sulla storia e sulla evoluzione
della musica afroamericana dello stato dell'Illinois. Leader del
gruppo la cantante "Peaches" voce gospel/soul fra le pi?
interessanti apparse in questi ultimi anni sulla scena di Chicago.
Formazione 4 elementi : voci e piano
Tony Washington Singers (USA)
Produzione esclusiva per l'Europa
15 Dicembre - 31 Dicembre '2000
Funanbolico quitetto gospel proveniente da Charleston (South
Carolina) Sintesi tra gli inni sacri della tradizione bianca e la
matrice ritmica della musica nera dell'Africa. Questo stile
musicale? attualmente una delle espressioni artistiche pi?
originali e creative del sud degli U.S.A. Un concerto che
restituisce al meglio il clima vibrante della religiosità nera.
la musica che James Brown ha amato in gioventù. Formazione : 5
elementi - Voci + Chitarra, Basso, Piano, Batteria
The Jubilee Love Train (USA/I)
Produzione per l'Europa
Novembre /Dicembre 2000 - Gennaio 2001
"Jubilee":"una stagione di festeggiamenti
gioiosi" cos" il Webster's Dictionary definisce la
parola; noi abbiamo scelto questo nome sia per il suo grande
significato, sia per la prossimità ad un evento storico.
"Love Train" deriva dalle parole di una delle canzoni
chiave del nostro repertorio: "gente di tutto il mondo,
teniamoci per mano, prenderemo tutti insieme un treno, il treno
dell'amore fraterno" The Jubilee Love Train è un talentato
gruppo di cantanti e musicisti da numerosi anni attivo nel
circuito gospel internazionale, ogni loro esibizione diventa
occasione per manifestare il loro amore per la musica religiosa
dei neri d'america ma anche messaggio di fratellanza fra i popoli
del mondo. Formazione 8 elementi : 4 voci + chitarra+ basso+
batteria + piano
The Gospel Train (USA)
Produzione per l' Europa
Novembre/Dicembre 2000 - Gennaio 2001
Stupenda formazione composta da magnifiche voci (soprano,
contralto, tenore, baritono) regala al pubblico un repertorio
variegato, facendosi strada tra il Gospel tradizionale e quello
moderno. Ogni esibizione di questo talentato gruppo è ricca di
trasporto e di passione, sentimenti dettati direttamente dalla
musica che diviene cos" veicolo di fratellanza e di amore.
Bravura, classe ed eleganza vengono adoperati nelle loro
esibizioni. E' il modo migliore per rendere omaggio a questa
musica che tanto ha significato e significa alla cultura
afroamericana. Il treno Gospel è partito dall'america per
arrivare fino a noi. Solo carrozze di prima classe.. il viaggio
sta per incominciare. Formazione : 4 elementi voci e piano (
disponibile anche con sezione ritmica)
Ebone Gospel Singers ( USA)
Produzione esclusiva per l'Europa
dal 15 al 31 dicembre 2000
Gruppo gospel formato da quattro stupende voci femminili
provenienti da New Orleans (LA). Ebone Gospel Singers viene
costituito nel 1992 da Yolanda Beavers leader e instancabile
animatrice del gruppo, personaggio molto attivo nel circuito
gospel delle Chiese Battiste di New Orleans dove è
particolarmente conosciuta e apprezzata per avere partecipato a
numerosi e importanti eventi musicali fra i quali il rinomato
" Jazz & Heritage Festival of New Orleans". La
formazione base di Ebone Gospel Singers ? il classico quartetto
vocale accompagnato da pianoforte o organo, dimensione artistica
che consente al gruppo di esprimere con grande calore, intensità
e spiritualità i tradizionali canti gospel. Formazione quattro
elementi : Voci e piano (disponibili anche con aggiunta di sezione
ritmica)
La Verne Jackson Spirituals Voice (USA)
Produzione esclusiva per l'Europa.
Novembre/Dicembre'2000 Gennaio 2001
Fantastica cantante spirituals nera americana. La Verne propone la
grande tradizione dei canti spirituals nella versione più vera e
tradizionale. Il concerto è un cammino nella tradizione della
musica spirituals del periodo più duro della schiavitù dei neri
d'america. Assistere al suo concerto significa scoprire e capire
la tradizione della cultura religiosa afro americana. Formazione :
2 elementi. Voce + pianoforte
Kay Foster Jackson Gospel Duo (USA/I)
Produzione per l'Italia
Novembre/Dicembre '2000
Ensemble composto dalla cantante americana Kay Foster Jackson e
dal pianista Roberto Boccasavia. Il loro repertorio propone tutti
i brani classici della musica gospel, interpretati sia nello
stimle classico che con originali arrangiamenti.
Slang Music
circuiti musicali
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Spiritual
& Gospel
Don
Matteo Graziola
Raccogliamo in questo settore i testi commentati di alcuni canti
della tradizione nord-americana appartenenti al genere spiritual o
gospel.
Questi canti sono espressione della fede di un popolo. Un popolo
oppresso dalla schiavitù, sradicato dalla propria terra; un
popolo che ha scoperto nell'avvenimento cristiano la fonte della
libertà e della letizia, la vera speranza per l'umano. Si respira
in questi canti una grande e disarmante semplicità. Essi molto
spesso narrano fatti riportati nella Bibbia, sia dall'Antico che
dal Nuovo Testamento. Sono i fatti che segnano la vicenda di un
popolo e degli uomini che lo hanno guidato a vivere l'alleanza con
Dio. Sono soprattutto i fatti che riguardano la vita di Gesù di
Nazareth, il Dio fatto Uomo. Così gli episodi evangelici rivivono
come se accadessero ora: gli incontri con Gesù, i suoi miracoli,
il cammino verso il compimento e giudizio finale. Si avverte il
condizionamento della teologia protestante: c'è molta attenzione
al dato biblico, ma manca la consapevolezza che già qui ed ora ciò
che è annunciato come compimento finale si realizza nella realtà
sacramentale della comunità ecclesiale; così il discorso rimane
come un po' sospeso tra il fatto accaduto nell'incontro dei vari
personaggi con Cristo e l'evento escatologico conclusivo: in mezzo
sta il tempo della fede, senza la chiara consapevolezza che anche
questo tempo è già trasformato dalla Presenza di Cristo dentro
il suo corpo oggi che è la Chiesa. Al di là però di questo
condizionamento della teologia protestante, rimane intatta la
suggestione di questi canti che con il loro ritmo e i loro colori
fanno riemergere l'entusiasmo che l'avvenimento cristiano
necessariamente suscita nell'uomo.
HE'S GOT THE WOHLE WORLD
Canto Gospel
Questo canto Gospel esprime la certezza che tutto dipende da un
Mistero Buono. È l'idea di provvidenza: tutto è dentro un
disegno che uno più grande di noi ha stabilito e porta al suo
compimento. È bello vedere in questa canzone la consapevolezza
che nella totalità di questo sguardo rientrano anche le cose più
normali della vita.
Testo della canzone (lingua originale)
He's got the whole world
in His hands,
He's got the whole wide world
in His hands,
He's got the whole wide world
in His hands,
He's got the whole world
in His hands
He's got the earth and the sky
In His hands,
He's got the night and day
in His hands,
He's got the sun and the moon
in His hands,
He's got the whole world
in His hands
He's got the whole world
in His hands…
He's got the land and the see
In His hands,
He's got the wind and the rain
in His hands,
He's got the spring and the snow
in His hands.
He's got the whole world
In His hands
Testo della canzone (traduzione italiana)
Egli ha tutto il mondo nelle sue mani,
tutto il vasto mondo nelle sue mani...
Egli ha la terra e il cielo
nelle sue mani
la notte e il giorno...
il sole e la luna...
Egli ha la terra e il mare
nelle sue mani
il vento e la pioggia...
la primavera e la neve...
SOMEBODY BIGGER THAN YOU AND I
Elvis Presley
È chiarissima in questo canto gospel, sentitamente interpretato
nientemeno che da Elvis Presley, l'intuizione che la realtà è
segno e lo è necessariamente. Essa infatti rimanda
inevitabilmente ad un Altro. Questo altro infatti non può
coincidere né con me, né con te, né con alcun altro soggetto
umano: perché si è dimostrato origine e sorgente di una realtà
che ci supera da ogni parte.
Allora la conclusione più ragionevole è che questo misterioso
Altro è veramente più grande di noi; ed essendo sorgente
dell'essere è compagnia permanente alla vita di ogni uomo.
Il vertice del senso religioso è proprio il riconoscimento di
questo Altro: Mistero inafferrabile, ma inevitabile. Altrimenti si
rinnega la ragione.
Testo della canzone (lingua originale)
Who made the mountains, who made the trees
Who made the rivers flow to the sea
And who sends the rain when the earth is dry
Somebody bigger than you and I
Who made the flowers to bloom in the spring
Who made the song for the robins to sing
And who hung the moon and the stars in the sky
Somebody bigger than you and I
He lights the way when the road is long
He keeps you company
And with His love to guide you
He walks beside you
Just like He walks with me
When we're filled with despair
Who gives me courage to go from there
And who gives me faith that will never die
Somebody bigger than you and I.
Testo della canzone (traduzione italiana)
Chi ha fatto le montagne, chi ha fatto gli alberi, chi ha fatto i
fiumi perché scorressero verso il mare
E chi manda la pioggia quando la terra è secca
Qualcuno più grande di te e di me
Chi ha fatto i fiori perché fiorissero a primavera
Chi ha fatto il canto perché i pettirossi cantassero
E chi ha fissato la luna e le stelle nel cielo
Qualcuno più grande di te e di me
Egli ti illumina la via quando la strada è lunga
Ti è compagno
E con il suo amore per guidarti
Cammina accanto a te
Proprio come cammina con me
Quando sei colmo di disperazione
Chi mi dà il coraggio di andare avanti
E chi mi dà la fede che mai morirà
Qualcuno più grande di te e di me
THEN THE ANSWER CAME
Mahalia Jackson
La spiritualità protestante è caratterizzata da un approccio di
tipo emotivo alla presenza di Cristo. Si tratterebbe infatti di
una presenza interiore, slegata dalla realtà fisica sacramentale
della Chiesa. Per la concezione cattolica invece Dio si è reso
uomo in Cristo e la sua incarnazione permane nel suo corpo che è
la Chiesa. La canzone di Mahalia Jackson è segnata dalla
spiritualità protestante e descrive il tentativo di avvertire la
presenza di Dio dentro la propria anima. Ciò facendo comunque
esprime qualcosa che è indicato dal PerCorso: l'io riconosce che
al fondo di sé c'è un Altro. La preghiera infatti è definita
proprio come "la coscienza di sé fino in fondo"; e
questa coscienza "si imbatte in un Altro" da cui io
dipendo interamente "Io-sono-Tu-che-mi-fai".
Testo della canzone (lingua originale)
O, I searched and searched from day to day
Knowing in my heart I was to receive
I wanted to know the answer for sure
So when God 's spirit spoke to me
"This is the hour you can be free"
I called on the Lord that night
The answer came
The answer came while I was kneeling there in prayer
I prayed from my heart
"Have mercy, forgive,
Help me, oh Lord, for Thee to live"
Then I began to feel the answer come
Well, I can't express what happened that night,
I know one thing: everything('s) all right
I felt in my soul His touch
When the answer came.
The answer came while I was kneeling there in prayer
I felt His mighty saving power
Oh, and when the Saviour came into my soul
He called the end
I'm happy praising God each day of my life
The answer came!
Testo della canzone (traduzione italiana)
Ho cercato e cercato
giorno dopo giorno
sapendo nel mio cuore che dovevo ricevere
cercavo di conoscere la risposta sicura
Quando lo Spirito di Dio mi parlò
"Questo è l'ora in cui tu puoi essere libero"
Mi sono rivolto al Signore quella notte
La risposta è venuta
La risposta è venuta quando ero in ginocchio a pregare
Io pregavo nel mio cuore
"Abbi pietà, perdona,
aiutami, o Signore, a vivere per Te"
Quindi ho cominciato a sentire la risposta che giungeva
Oh, io non posso esprimere quello che è successo quella notte,
io so una cosa: ogni cosa va bene,
io sentivo nella mia anima il suo tocco
quando la risposta venne.
La risposta venne quando ero in ginocchio a pregare
Ho sentito la sua energica potenza salvatrice, oh, quando il
Salvatore venne nella mia anima
Lui fece giungere la fine,
io sono felice lodando Dio ogni giorno della mia vita
La risposta è venuta!
Centro Culturale Rebora
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