INTERVISTE

 

ROBERTO BIGNOLI  : cantautore cristiano

 

a cura di Stefano Biavaschi      



Roby in concerto.jpg (6374 byte)Come sei arrivato a cantare per Dio?
La scelta di cantare per Dio è nata dopo l'inizio della mia conversione. Fin dall' inizio la mia vita è stata molto travagliata a causa delle condizioni familiari precarie, la malattia, l'infanzia e l'adolescenza vissute in collegi, le scelte giovanili sbagliate, il mondo dello spettacolo. Tutto questo mi aveva portato una grande solitudine ed un grande vuoto. Con il ritrovamento della fede ho cominciato a valorizzare la mia vita e a comprendere gli errori e le false ideologie che avevo intrapreso, anche se nel mio cuore era rimasta la grande passione per la musica. Piano piano ho cominciato a capire che la musica era un grande dono e che poteva essere uno strumento valido per avvicinarmi a quelle persone che vivevano o vivono situazioni difficili o simili alle mie, per poter offrire quel briciolo di speranza che a volte può veramente essere motivo di salvezza. In quanto ho sperimentato su me stesso che quando si scopre il Vero Amore, che solo Il Signore può dare nella sua totale grandezza, tutto nella vita assume un valore diverso. La mia rinascita è avvenuta grazie all'incontro con la " Vergine Maria" a Medjugorje che ha toccato il mio cuore attraverso la gente del luogo e che piano piano mi ha condotto verso Gesù e che nel tempo mi ha modificato interiormente, e nella mia vita quotidiana, anche se non si è mai convertiti ma si cammina sempre per questa strada cercando di vincere e superare le contraddizioni che spesso ci appartengono. Nei miei concerti spesso desidero raccontare alle persone la mia vita e il cambiamento avvenuto per poter far comprendere meglio il motivo di certe canzoni e cercare anche di "provocare" il pubblico e dare dei spunti di riflessione e a volte a fine dello spettacolo lascio spazio ai giovani per poter dialogare sugli argomenti che a loro stanno a cuore e per capire il loro pensiero.

Cosa comporta per un cantautore mettere Dio al centro?
Mettere Dio al centro, è un impegno non solo del cantautore ma di ogni cristiano. Comporta una grossa responsabilità, perché se non vivi in prima persona questa esperienza, non la puoi nemmeno trasmettere. Questo non vuole dire che ci sia riuscito o che sia meglio di altri anzi forse sono peggiore, ma cerco sempre, malgrado le tante contraddizioni , di seguirLo e di essere conforme a quello che dico, cioè il più coerente possibile.

Cosa si perde o cosa si guadagna ad essere un cantautore cristiano?
E' una domanda sicuramente interessante perché ha parecchi risvolti, dipende sempre da che punto viene affrontata, sicuramente è una scelta che va controcorrente al mondo di oggi, dove si mira al successo, al potere e ai propri interessi personali. Quindi è una scelta che apparentemente sembra perdente proprio perché non raggiunge i fini sopra accennati. Personalmente credo in questa scelta, non credo che sia di guadagno o perdita, in quanto la fede va oltre. Devo dire che la cosa più bella è sentirmi libero di esprimere attraverso la musica i messaggi di fede, speranza e amore in cui credo e poter parlare con i giovani dei valori cristiani. Mi piacerebbe avere un supporto professionale, di pubblicità, impresari, discografici per poter offrire al meglio questo servizio, e poter raggiungere un pubblico più vasto , ma non per il mio successo, ma per evangelizzare nel mondo con gli strumenti del mondo e quindi "agli occhi del mondo" risultare più "credibili". Dico questo perché il cristiano non deve assolutamente cadere in quel circuito dove nel mondo spesso si pensa e si dice che i cristiani non sono professionali nel lavoro.

Quali tuoi lavori il pubblico credente o non credente ha apprezzato di più?
Direi che tutti i miei lavori hanno trovato un buon riscontro del pubblico ma ci sono delle canzoni in particolare che sono state molto apprezzate : "Ballata per Maria" che da il titolo anche ad una compilation internazionale di artisti cristiani, da me ideata per l'editrice Shalom - il cui ricavato era per i bambini della Bosnia, ed è diventata la sigla di Radio Maria. La canzone "Ho visto la croce" dell'omonimo album ed. Rugginenti , che insieme alla canzone "E venne uomo" per la Quaresima feci un filmato sponsorizzato e trasmesso dalla TV Svizzera Italiana, "Concerto a Sarajevo" di cui esiste anche un videoclip ed è stata trasmessa durante la guerra nelle radio di Sarajevo e di tutta Europa, cattoliche e non e le canzoni "Anima Mia" e che piace molto ai giovani grazie al suo ritmo latino, e "Sai che ci sarò" brano rock contenute nel cd "Tempo di Pace" ed. Paoline. Imminente è l'uscita del cd "Ho bisogno di Te" di cui l'omonima canzone è stata presentata alla San Remo Cristiana del 1999 dal vivo, ed ha riscosso un notevole successo!

Quali sono, fra i tanti eventi musicali che ti hanno visto protagonista in Italia e nel mondo, quelli che ti hanno toccato di più?
Sicuramente ogni manifestazione è stata importante perché mi ha permesso di entrare in contatto con molte realtà diverse, direi che forse una tra quelle che mi è rimasta molto a cuore è stata a Panama dove oltre a fare dei concerti ad alto livello professionale, con interviste in radio e TV nazionali, sono andato anche nelle carceri. Un viaggio indimenticabile dove in ogni incontro ho potuto sentire la presenza del Signore che guidava i miei passi. Ma non dimentico altre belle esperienze come il tour in Canada, USA ,Guatemala Salvador, Argentina, Europa. In Italia ho tenuto tantissimi concerti, non solo in parrocchie ma anche nelle carceri, ospedali e comunità di recupero, piazze e qualche discoteca. Un'altra bella esperienza è stata in India dove ho avuto modo di conoscere Padre Alessi, Padre Maschio, le suore del sorriso ed in Nepal dove ho visitato le case gestite dalle suore di Madre Teresa di Calcutta. Ovunque dove sono andato ho incontrato Cristo vivo. Ed ho avuto modo di condividere momenti di spiritualità anche con altre confessioni religiose che hanno arrichito il mio bagaglio conoscitivo.

Perché i mass-media si ostinano a censurare i cantautori cristiani nonostante la grande crescita di qualità della musica religiosa?
Credo che il motivo maggiore sia che non abbiamo alle spalle persone che sono disposte a credere realmente in quello che facciamo e che non sono disposte a rischiare proponendo una veste cristiana della musica nel mondo; pertanto anche i mass-media vanno cauti, anche se devo dire che negli ultimi anni c'è un maggiore interesse verso la musica cristiana contemporanea. Teniamo presente che negli USA ed in molti paesi europei la musica cristiana è una realtà sostenuta dalla Chiesa, sia nell'ambito cattolico che evangelico, come Ministero di evangelizzazione e che spesso entra nelle hit parade motivo per il quale i media laici offrono gli stessi spazi della musica secolare. Anche le grandi multinazionali della discografia americana da anni si sono impegnate a produrre artisti di musica cristiana contemporanea ottenendo degli ottimi risultati di vendita.

E' vero che non ti sei limitato a suonare ma che hai fondato delle importanti associazioni musicali? E quale il loro fine?
No non ho fondato nessuna associazione in particolare. Ho dato il mio aiuto per alcune delle associazioni di artisti cristiani esistenti in Italia ed inoltre sono stato direttore artistico e ideatore di alcune compilations e di festival italiani ed esteri. Il fine di queste associazioni è creare unità per camminare insieme portando un messaggio di speranza nel mondo. Per una scelta personale non mi sono mai legato in particolare ad alcuna associazione ma ne ho condiviso per alcune lo spirito e il messaggio contribuendo nel mio piccolo a dare consigli o dando aiuti organizzativi.

Quali sono le radio o i giornali che più vi dedicano spazio? E cosa proponete nei luoghi ove siete invitati?
Sicuramente, come già accennavo prima, negli ultimi anni c'è maggiore interesse verso i cantautori di ispirazione cristiana e si è creato un circuito di mass media e riviste, cattoliche e non, che ci seguono con una certa assiduità e tengono informati costantemente i lettori o ascoltatori. Propongono interviste, trasmettono in diretta alcuni concerti oppure aggiornano sulle date e luoghi dei concerti o recensionano e trasmettono i nostri prodotti discografici. Tutto questo risulta molto utile quando andiamo a cantare nei luoghi dove ci invitano perché la gente viene sensibilizzata ad accogliere questo nuovo modo di evangelizzazione.
Nei luoghi dove ci invitano proponiamo un concerto-testimonianza dove oltre a cantare e presentare le canzoni portiamo la nostra scelta di vita nella fede e affrontiamo gli argomenti che più ci stanno a cuore, spesso anche dopo il concerto lasciamo spazio per eventuali domande e rimaniamo a disposizione delle persone che desiderano incontrarci.

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