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INTERVISTE
ROBERTO BIGNOLI
: cantautore cristiano
a
cura di Stefano
Biavaschi
Come
sei arrivato a cantare per Dio? La
scelta di cantare per Dio è nata dopo l'inizio della mia
conversione. Fin dall' inizio la mia vita è stata molto
travagliata a causa delle condizioni familiari precarie, la
malattia, l'infanzia e l'adolescenza vissute in collegi, le scelte
giovanili sbagliate, il mondo dello spettacolo. Tutto questo mi
aveva portato una grande solitudine ed un grande vuoto. Con il
ritrovamento della fede ho cominciato a valorizzare la mia vita e
a comprendere gli errori e le false ideologie che avevo
intrapreso, anche se nel mio cuore era rimasta la grande passione
per la musica. Piano piano ho cominciato a capire che la musica
era un grande dono e che poteva essere uno strumento valido per
avvicinarmi a quelle persone che vivevano o vivono situazioni
difficili o simili alle mie, per poter offrire quel briciolo di
speranza che a volte può veramente essere motivo di salvezza. In
quanto ho sperimentato su me stesso che quando si scopre il Vero
Amore, che solo Il Signore può dare nella sua totale grandezza,
tutto nella vita assume un valore diverso. La mia rinascita è
avvenuta grazie all'incontro con la " Vergine Maria" a
Medjugorje che ha toccato il mio cuore attraverso la gente del
luogo e che piano piano mi ha condotto verso Gesù e che nel tempo
mi ha modificato interiormente, e nella mia vita quotidiana, anche
se non si è mai convertiti ma si cammina sempre per questa strada
cercando di vincere e superare le contraddizioni che spesso ci
appartengono. Nei miei concerti spesso desidero raccontare alle
persone la mia vita e il cambiamento avvenuto per poter far
comprendere meglio il motivo di certe canzoni e cercare anche di
"provocare" il pubblico e dare dei spunti di riflessione
e a volte a fine dello spettacolo lascio spazio ai giovani per
poter dialogare sugli argomenti che a loro stanno a cuore e per
capire il loro pensiero.
Cosa comporta per un cantautore mettere Dio al centro? Mettere
Dio al centro, è un impegno non solo del cantautore ma di ogni
cristiano. Comporta una grossa responsabilità, perché se non
vivi in prima persona questa esperienza, non la puoi nemmeno
trasmettere. Questo non vuole dire che ci sia riuscito o che sia
meglio di altri anzi forse sono peggiore, ma cerco sempre,
malgrado le tante contraddizioni , di seguirLo e di essere
conforme a quello che dico, cioè il più coerente possibile.
Cosa si perde o cosa si guadagna ad essere un cantautore
cristiano? E' una domanda sicuramente interessante perché ha
parecchi risvolti, dipende sempre da che punto viene affrontata,
sicuramente è una scelta che va controcorrente al mondo di oggi,
dove si mira al successo, al potere e ai propri interessi
personali. Quindi è una scelta che apparentemente sembra perdente
proprio perché non raggiunge i fini sopra accennati.
Personalmente credo in questa scelta, non credo che sia di
guadagno o perdita, in quanto la fede va oltre. Devo dire che la
cosa più bella è sentirmi libero di esprimere attraverso la
musica i messaggi di fede, speranza e amore in cui credo e poter
parlare con i giovani dei valori cristiani. Mi piacerebbe avere un
supporto professionale, di pubblicità, impresari, discografici
per poter offrire al meglio questo servizio, e poter raggiungere
un pubblico più vasto , ma non per il mio successo, ma per
evangelizzare nel mondo con gli strumenti del mondo e quindi
"agli occhi del mondo" risultare più
"credibili". Dico questo perché il cristiano non deve
assolutamente cadere in quel circuito dove nel mondo spesso si
pensa e si dice che i cristiani non sono professionali nel lavoro.
Quali tuoi lavori il pubblico credente o non credente ha
apprezzato di più? Direi che tutti i miei lavori hanno
trovato un buon riscontro del pubblico ma ci sono delle canzoni in
particolare che sono state molto apprezzate : "Ballata per
Maria" che da il titolo anche ad una compilation
internazionale di artisti cristiani, da me ideata per l'editrice
Shalom - il cui ricavato era per i bambini della Bosnia, ed è
diventata la sigla di Radio Maria. La canzone "Ho visto la
croce" dell'omonimo album ed. Rugginenti , che insieme alla
canzone "E venne uomo" per la Quaresima feci un filmato
sponsorizzato e trasmesso dalla TV Svizzera Italiana,
"Concerto a Sarajevo" di cui esiste anche un videoclip
ed è stata trasmessa durante la guerra nelle radio di Sarajevo e
di tutta Europa, cattoliche e non e le canzoni "Anima
Mia" e che piace molto ai giovani grazie al suo ritmo latino,
e "Sai che ci sarò" brano rock contenute nel cd
"Tempo di Pace" ed. Paoline. Imminente è l'uscita del
cd "Ho bisogno di Te" di cui l'omonima canzone è stata
presentata alla San Remo Cristiana del 1999 dal vivo, ed ha
riscosso un notevole successo!
Quali sono, fra i tanti eventi musicali che ti hanno visto
protagonista in Italia e nel mondo, quelli che ti hanno toccato di
più? Sicuramente ogni manifestazione è stata importante
perché mi ha permesso di entrare in contatto con molte realtà
diverse, direi che forse una tra quelle che mi è rimasta molto a
cuore è stata a Panama dove oltre a fare dei concerti ad alto
livello professionale, con interviste in radio e TV nazionali,
sono andato anche nelle carceri. Un viaggio indimenticabile dove
in ogni incontro ho potuto sentire la presenza del Signore che
guidava i miei passi. Ma non dimentico altre belle esperienze come
il tour in Canada, USA ,Guatemala Salvador, Argentina, Europa. In
Italia ho tenuto tantissimi concerti, non solo in parrocchie ma
anche nelle carceri, ospedali e comunità di recupero, piazze e
qualche discoteca. Un'altra bella esperienza è stata in India
dove ho avuto modo di conoscere Padre Alessi, Padre Maschio, le
suore del sorriso ed in Nepal dove ho visitato le case gestite
dalle suore di Madre Teresa di Calcutta. Ovunque dove sono andato
ho incontrato Cristo vivo. Ed ho avuto modo di condividere momenti
di spiritualità anche con altre confessioni religiose che hanno
arrichito il mio bagaglio conoscitivo.
Perché i mass-media si ostinano a censurare i cantautori
cristiani nonostante la grande crescita di qualità della musica
religiosa? Credo che il motivo maggiore sia che non abbiamo
alle spalle persone che sono disposte a credere realmente in
quello che facciamo e che non sono disposte a rischiare proponendo
una veste cristiana della musica nel mondo; pertanto anche i
mass-media vanno cauti, anche se devo dire che negli ultimi anni
c'è un maggiore interesse verso la musica cristiana
contemporanea. Teniamo presente che negli USA ed in molti paesi
europei la musica cristiana è una realtà sostenuta dalla Chiesa,
sia nell'ambito cattolico che evangelico, come Ministero di
evangelizzazione e che spesso entra nelle hit parade motivo per il
quale i media laici offrono gli stessi spazi della musica
secolare. Anche le grandi multinazionali della discografia
americana da anni si sono impegnate a produrre artisti di musica
cristiana contemporanea ottenendo degli ottimi risultati di
vendita.
E' vero che non ti sei limitato a suonare ma che hai fondato delle
importanti associazioni musicali? E quale il loro fine? No non
ho fondato nessuna associazione in particolare. Ho dato il mio
aiuto per alcune delle associazioni di artisti cristiani esistenti
in Italia ed inoltre sono stato direttore artistico e ideatore di
alcune compilations e di festival italiani ed esteri. Il fine di
queste associazioni è creare unità per camminare insieme
portando un messaggio di speranza nel mondo. Per una scelta
personale non mi sono mai legato in particolare ad alcuna
associazione ma ne ho condiviso per alcune lo spirito e il
messaggio contribuendo nel mio piccolo a dare consigli o dando
aiuti organizzativi.
Quali sono le radio o i giornali che più vi dedicano spazio? E
cosa proponete nei luoghi ove siete invitati? Sicuramente,
come già accennavo prima, negli ultimi anni c'è maggiore
interesse verso i cantautori di ispirazione cristiana e si è
creato un circuito di mass media e riviste, cattoliche e non, che
ci seguono con una certa assiduità e tengono informati
costantemente i lettori o ascoltatori. Propongono interviste,
trasmettono in diretta alcuni concerti oppure aggiornano sulle
date e luoghi dei concerti o recensionano e trasmettono i nostri
prodotti discografici. Tutto questo risulta molto utile quando
andiamo a cantare nei luoghi dove ci invitano perché la gente
viene sensibilizzata ad accogliere questo nuovo modo di
evangelizzazione.
Nei luoghi dove ci invitano proponiamo un concerto-testimonianza
dove oltre a cantare e presentare le canzoni portiamo la nostra
scelta di vita nella fede e affrontiamo gli argomenti che più ci
stanno a cuore, spesso anche dopo il concerto lasciamo spazio per
eventuali domande e rimaniamo a disposizione delle persone che
desiderano incontrarci.
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Cell.
339-6233785
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