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INTERVISTE
PIERGIORGIO
BUSSANI
Responsabile
Regione Liguria "Il mio Dio canta Giovane" Piergiorgio
Bussani, 42 anni, sposato, tre figli, cantautore fin dai primi
anni '70, dal 1988 coordinatore regionale ligure dell'Associazione
Nazionale che raccoglie e rappresenta la maggior parte degli
artisti di ispirazione cristiana.
A lui chiediamo: "chi sono gli artisti
cristiani?""Vorrei iniziare l'intervista
innanzitutto dicendo chi NON siamo. Non siamo una setta. E non
siamo, nella maggior parte, cantanti, cantautori ed in genere noti
artisti che hanno conosciuto una fulminea conversione e compongono
e cantano canzoni con testi ispirati al cristianesimo.
Ma
allora per questi ultimi artisti non vi è posto nella vs.
Associazione o comunque nel vs.mondo.Negli anni (vedi Zero e
Celentano), ed anche ora, abbiamo assistito ed assistiamo a
dichiarazioni di fede cristiana da parte di cantanti famosi."Tutt'altro!
Nella ns.famiglia vi è posto per tutti coloro che vogliano
testimoniare la loro fede attraverso la musica contemporanea,
secondo gli insegnamenti del Vangelo (...ove due o più sono
riuniti...). Per ogni vero cristiano condividere con i fratelli la
propria esperienza di fede deve essere motivo di grande gioia.
Purtroppo molti, troppi sono ancora quelli che desiderano vivere e
vivono la loro religiosità in un modo molto personale ed isolato
e non hanno contatto o scambio con gli altri cristiani. Questi
sono sia tra i cantanti famosi che non. Nella conversione adulta
è molto tipico desiderare di cambiare subito il mondo per Cristo,
ma in un modo del tutto soggettivo e personale. Si rifiuta la
collaborazione, il camminare insieme. Tante, troppo volte, si
ritiene di essere i depositari della verità, gli unici a poter
interpretare i desideri del Signore. Questa dimensione ( o
"tentazione") è molto diffusa ed è il principale male
che rallenta la ns.esperienza, la ns.crescita.
E
quindi secondo te l'Associazione o le Associazioni sono l'unica
medicina? "Non
ho la presunzione di affermare questo! La nostra Associazione ed
anche quelle similari o i gruppi aggregativi di recente nascita,
possono aiutare questi artisti. Ma la medicina, come dici tu,
giusta, è l'umiltà ed il servizio."
Spiegati meglio."L'umiltà di saper
riconoscere che tutti, ciascuno con i propri mezzi e talenti,
siamo utili alla causa della fede cristiana, al seguire Cristo;
l'umiltà di cantare insieme agli altri, di condividere, magari di
scrivere insieme una canzone anche per un altro, di interpretarla
coreograficamente, o cantare la canzone di un altro e non la
propria, o addirittura, saper solo ascoltare.
E poi il mettersi al servizio del prossimo, che nel nostro campo
può essere il cantante meno fortunato, meno brillante, il
pubblico, il collaboratore del momento, il tecnico."
Ciò che dici, a mio vedere, è impossibile non solo nel
mondo della musica leggera, ma anche al vs.interno.
Purtroppo nella tua affermazione c'è un fondo di verità. il
"mal di palco" è diffuso dappertutto e miete sempre più
vittime. La ns.è la civiltà dell'apparire: stare sul palco od in
Tv, condurre una vita piacevole, nel lusso è la massima
aspirazione per molti. Ma la soluzione c'è e vorrei fartela
comprendere con una frase di Darrel Mansfield, artista cristiano
statunitense: "se voglio cantare a Gesù dovrò farlo con gli
altri e per gli altri, altrimenti starò zitto!"
La vs.sembra un pò una formula masochista."Questa
è la ns.religione. Il vedere nell'altro, nel prossimo il ns.Dio.
E quindi amarlo. Si può amare in tanti modi. Noi amiamo, o
cerchiamo di farlo, attraverso la musica."
Hai citato Darrel Mansfield. Mi risulta che negli USA c'è
grande fermento intorno alla musica cristiana contemporanea,
centinaia di artisti, case discografiche, businnes...
"In parte è esatto ed in parte no. Gli Usa, ed il mondo
anglosassone, hanno una antica tradizione ed un ricco repertorio.
Esistono validi professionisti credenti e solo validi
professionisti. Non si può cantare a Dio senza crederci. Il
Gospel non è un genere musicale; è uno stile di vita, tradotto
significa Vangelo. Comunque da una gran parte di artisti
anglosassoni noi italiani abbiamo solo da imparare sia dal punto
di vista musicale, professionale ed anche come testimonianza
cristiana."
La chiesa cattolica e le altre chiese cristiane italiane
come vedono la vostra esperienza? "La chiesa
cattolica all'inizio, tra gli anni 60/70 ed anche buona parte
degli 80 era molto distaccata, qualche volta preoccupata dal
ns.fenomeno. Il timore era quello di una eccessiva modernizzazione
della liturgia; per intenderci i canti che accompagnavano Messe,
celebrazioni, preghiere, ecc. Quando poi l'equivoco fu chiarito e
ci si rese conto che la maggior parte delle ns. canzoni erano
cantate fuori dalle chiese o comunque in contesti di annuncio
tramite concerti e spettacoli, la Chiesa cattolica non solo approvò
la ns. esperienza ma ci accolse e ci incoraggiò a continuare e
crescere, favorendo il fenomeno. La creazione da parte della CEI
(Pastorale giovanile) del progetto di "Hope music", la
collaborazione con la ns.Associazione e tante altre in sempre più
iniziative congiunte (vedi Sanremo '99) ne è la prova ed il
frutto. La maggior parte delle altre chiese cristiane invece,
sotto la spinta degli stimoli che venivano da oltre oceano, sono
sempre state all'avanguardia nella diffusione e valorizzazione
della Christian music. Ora si è creata una splendida unione tra
cattolici ed evangelici, soprattutto tra gli artisti."
E come vi accoglie il mondo esterno, per capirci la gente
comune? "Questa è veramente una benedizione! La
gente ci accoglie con entusiasmo. Forse perchè non aspetta da noi
la professionalità esasperata, ma il dialogo, la comunicazione,
il sentirci vicino. Ed in questo, la maggior parte di noi, riesce
benissimo."
Ed i media, gli esperti? "I media non si
interessano alla CCM se non quando qualche prete, frate o suora fa
qualcosa di strano o qualche artista famoso si converte. Ci
piacerebbe essere considerati così come siamo, senza distinzioni,
apprezzati per quello che facciamo, per il messaggio che portiamo,
per il favore che riscontriamo tra la gente. Gli esperti ed i
critici non sono stati mai particolarmente "gentili" nei
ns.confronti. Secondo me per due motivi: hanno ragione quando
dicono che nel passato peccavamo di scarsa professionalità
("cantautori parrocchiali", "artisti da
oratorio",ecc.). Ora la cura e conoscenza tecnica è molto
cresciuta, così anche la selezione. Anche se, come ho detto
prima, noi accogliamo nelle ns.Associazioni tutti quelli che
vogliono cantare al Signore. E' chiaro che però si è creato un
gruppo di "testimonial" che possano dimostrare talento e
professionalità. Il secondo è che anche tra i critici musicali
c'è molta confusione. Uno di loro mi disse: "l'altra
domenica sono stato in chiesa ed ho sentito vostri canti: orribili
e male interpretati!". Gli ho risposto entrando nel "suo
mondo": "prova ad andare in un locale ove si faccia
karaoke; in programma magari splendide canzoni, e dimmi se, nella
maggior parte, ti sembrano belli e bene interpretati". Il
canto nella liturgia è servizio, è animazione della Messa, del
rito. Non sempre può essere magnificamente eseguito dal coro o
dal popolo. In quest'ultimo tutti possono cantare! Anche gli
stonati: perchè così e giusto, perchè il canto, in quel
contesto, è preghiera."
Qual'è, per te, il vostro futuro. "Il
nostro futuro è come il nostro presente ed il nostro passato.
Essere fedeli a Gesù, il più possibile, purtroppo con le nostre
umane bassezze ma anche e soprattutto con gli splendidi doni e
talenti che Lui ci ha donato. La musica e la fede ora sono
abbracciate. I giovani, e non solo loro se ne sono accorti e ci
seguono."
Piergiorgio presenterà il 2 Festival Internazionale "Il
mondo Canta Maria" 30 aprile 2001 Teatro Astra di Schio (VI)
e il 2 Festival Internazionale "Gesù in Concerto"
Acquarossa-Ticino (Svizzera) il 5 e 6 maggio 2001
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