GIACOMO CELENTANO

Celentano piccolo.JPG (19450 byte)Figlio di Adriano sta intraprendendo una sua strada nella musica e nella fede, ma egli stesso riconosce quanto ha ricevuto dal padre: «Considero la mia fede un dono di Dio. Il primo a parlarmi di Gesù è stato papà. Diceva che Cristo era infinitamente buono e giusto e ce lo faceva sentire come una persona viva. La mia strada è quella della ricerca interiore. Ho frequentato dei gruppi di preghiera: è stata un'esperienza importante perché grazie alla preghiera la fede si radica nel cuore».
Canta con semplicità, impegno e profonda convinzione una canzone nella quale parla ad un suo amico del messaggio di Cristo, in cui non riesce a credere: «Basterà che tu apra il Vangelo per scoprire in quelle parole l'infinità di una sapienza che vedrai ti scalderà». Ecco l'Eterno Messaggio di Cristo che «più attuale non ce n'è».
Giacomo è il secondo dei tre figli di Adriano e Claudia Mori è diplomato al Liceo Scentifico di Milano. Il suo primo album come cantautore si intitola "Dentro il Bosco" arrangiato da Marco Lavezzi. Nel 1996 scrive una canzone per suo padre, "Vento d'estate", che si trova nell'album dello stesso Adriano. Nel 1997 nasce il desiderio di scrivere dei brani di ispirazione cristiana e grazie ad alcuni amici entra in contatto con il cantautore Roberto Bignoli(uno dei più popolari cantautori di musica cristiana contemporanea) e il suo arrangiatore Mario Ferrara.
Nel 1998 lavora come autore ed attore in programmi della Rai (radio) mentre intensifica la collaborazione per l'uscita del suo nuovo Cd con Mario Ferrara.
Giacomo sarà presente al 10° Meeting Internazionale dei giovani a Schio (vi) il 14 agosto 2001 e in quell'occasione presenterà il suo nuovo singolo prodotto da Dino Vitola.

P.s. Il Cd «Tra noi» non è di carattere Religioso

E nel nome del Padre: Giacomo(Giacomo lancia il suo disco)


Giacomo Celentano.jpg (3955 byte)Ora ci riprova con un singolo, che uscirà domani, intitolato «Tra noi» scritto da lui stesso

MILANO — Adriano predica in televisione, Giacomo lo fa cantando. Ma Celentano jr si merita l'appellativo di "cantautore di Dio" assai più del padre. Perché con le sue canzoni hanno girato per i meeting di musica cristiana , e con una in particolare, "L'eterno messaggio", è approdato al Metting Internazionale dei giovani a Schio (1999) e all'Ariston (a fine novembre 1999) per il festival della musica cristiana contemporanea, un Sanremo religioso. Giacomo, 34 anni, non è però solo musica e chiesa: viaggia, dice lui, su due binari paralleli. «Da una parte scrivo dei brani religiosi, dall'altra c'è il pop». 

Come mai questa inclinazione anche per la musica religiosa? «E' semplice: credo in Dio. Vengo da una famiglia cattolica e faccio parte di un gruppo di preghiera, ma questa scelta è anche frutto di un mio percorso personale. Penso che un credente debba testimoniare la sua fede. Io lo faccio con la musica». Che rapporto ha con suo padre? «Ci vediamo poco, ma ci teniamo in contatto. Rispetta quello che faccio anche se non lo condivide. Con lui c'è un feeling nascosto, che nessuno dei due svela, e abbiamo una linea di pensiero che ci unisce». 

Com'è la sua vita? «Ho passato dei momenti difficili. Nel '90 avevo deciso di abbandonare definitivamente la musica. Poi, dopo l'incontro con Roberto Bignoli e Mario Ferrara (con il quale ho scritto le canzoni del mio ultimo CD) qualche anno fa, e grazie a lui ho deciso di ricominciare».

Ma come giudica la sua famiglia? Il settimanale «Oggi» non è stato generoso nei sui confronti. «Hanno sentito solo i parenti, ma nessuno di noi figli . E' una famiglia come tante altre».

Aspetta un invito da suo padre in televisione?
«Diciamo che lo vorrei. Ma non so se arriverà. Lui è imprevedibile. E' la parola giusta per definirlo».

Le piace il programma di suo padre? «Moltissimo!!».

Da genitore si comporterà come lui? «No, assolutamente. Sarò l'esatto contrario. Io appoggerò e aiuterò i miei figli».

E tutte le polemiche che hanno accompagnato la trasmissione? «Mio padre ha parlato di cose di cui tutti parlano, niente di nuovo, ma lo ha fatto in modo diverso. Lui ha un metodo artistico molto diretto, non condivisibile da tutti, è "ingombrante" nell'esposizione televisiva, ma è autentico».

Il Non Giornale di D. Antonio Mazzi
Fondatore e Presidente della Fondazione Exodus donmazzi@exodus.it

Musica e non solo

Giacomo Celentano, cantautore e musicista milanese di 35 anni, gli ultimi quattro dischi li ha dedicati in gran parte alla canzone cristiana. «Mi reputo essenzialmente un cantante pop, però all'interno di questo genere mi diverto - spiega Giacomo - a comporre dei pezzi a carattere religioso».

Non va controcorrente al mercato, alle richieste musicali dell'universo giovanile? «Se una persona crede in Dio, nel suo lavoro dovrebbe far trasparire la sua fede: è quello che cerco di fare nella mia musica e nei miei testi. Il mondo ha bisogno di Dio e cerco per quanto possibile di essere un suo testimone». Il mondo della canzone è molto legato all'immagine, al business quindi è lontano dai valori cristiani.«Purtroppo la musica oggi è schiava del marketing con le sue conseguenze negative, ritengo che si dovrebbe pensare alla musica anche in modo diverso, perchè può dare una risposta ai bisogni primari dell'uomo».

Può la musica parlare di Dio? «Può parlare di Gesù e del suo amore, può essere un efficace mezzo per rievangelizzare questa nostra civiltà consumistica e riavvicinare alla religione sopratutto i giovani».

Che messaggio lancia Giacomo Celentano con le sue canzoni e a chi sono rivolte? «Di sforzarsi a diventare con la propria vita testimoni della fede per far capire al mondo che l'unica via che rende l'uomo libero da ogni tipo di schiavitù è quella indicata da Gesù con il suo Vangelo. Le mie canzoni sono rivolte a tutti indifferentemente ed ho la fondata speranza che la musica cristiana possa veramente servire ad avvicinare tanti giovani a Gesù come invita da tempo il nostro grande Papa Giovanni Paolo II».

"LIBERO" 29 settembre 2001
IO, CELENTANO JR, IN MISSIONE PER CONTO DI DIO

Vita e opere di un ex "Figlio di Papà" che a 34 anni frequenta la parrocchia, sopporta le sorelle e convive in "castità prematrimoniale"

Il figlio del molleggiato, nuovo idolo della musica religiosa:"evangelizzo con la canzone"
di Andrea Colombo

Questa è la storia di uno di noi. E della sua fidanzata. Vive vicino alla mitica via Gluck. Non è ne ricco ne famoso ma porta un cognome importante: Giacomo Celentano è proprio come il padre. Stesso sorriso,ampio e schietto. Occhi verdi, come quelli di papà Adriano. Stessa passione per la musica e stessa fede in Gesù. La sua fidanzata Katia Guccione, 23 anni, pare una Claudia Mori del Duemila, con il look un po' hippy e un po' papa girl delle ragazze d'oggi. Giacomo Celentano è diversissimo dal padre. Tanto il molleggiato ama apparire, ed è ormai diventato il telepredicatore più amato dagli italiani (e più pagato dalla Rai), quanto Giacomo è timido, introverso.
Fugge dalla pubblicità, evita i giornalisti, preferisce gli ambienti underground dei movimenti giovanili cattolici. A 34 anni Giacomo ha al suo attivo un Lp inciso dodici anni fa ("Dentro il Bosco prodotto da Mario Lavezzi), un periodo di lungo silenzio (in cui per sbarcare il lunario ha fatto il venditore di computer e il commesso di dischi al negozio Ricordi di Milano) e un singolo nuovo di zecca. "Si chiama "Tra noi"", ci dice, "ed è stato prodotto da Dino Vitola dell'Italfono".
Ispirazione divina "E un singolo pop, ma con riferimenti cristiani", aggiunge Katia. I testi raccontano 1'amore tra un uomo e una donna, sostenuto dalla fede, e quindi totalizzante. Rispecchia 1'esperienza vissuta da Giacomo e Katia"Viviamo insieme in questa piccola casetta di Milano, zona periferica,viale Zara, ma non conviviamo"", spiega Katia. "Con noi infatti abitano i miei genitori. Crediamo nella verginità e nella castità prematrimoniale"Giacomo sta lavorando al nuovo cd, che uscirà in febbraio, con brani d'ispirazione religiosa Ma intanto ha presentato lo scorso agosto,davanti a 10.000 giovani provenienti da tutto il mondo a Schio, il suo singolo "Tra noi".
L' occasione è stata il meeting dell'Opera dell'Amore, un movimento cattolico. "È stata un esperienza entusiasmante", dice Giacomo."Pochissimi giornali ne hanno parlato. Ma per 3 giorni a San Martino di Schio, in provincia di Vicenza, tantissimi ragazzi, non solo italiani, si sono incontrati per comunicare un messaggio di fede attraverso la preghiera, la musica, la testimonianza e l'amicizia». Papà condivide questo tuo impegno cattolico? «Certo, con papà ho un rapporto bellissimo, anche se lui non mi ha mai aiutato dal punto di vista professionale. Ci vediamo spesso. E andiamo d'accordo su molte cose, soprattutto sull'aspetto religioso». Una sedia per Gesù «D'altronde la fede l'ho ricevuta, da piccolo, proprio da papà. Era lui che qualche volta, a tavola, metteva un posto in più e diceva: "Quello è per Gesù". Era lui che m'insegnava ad instaurare un rapporto d'amicizia con Cristo. Poi inseguito ho approfondito il mio cammino di fede personale unendomi a un gruppo di preghiera di Rinnovamento dello Spirito. E ora, pur non facendo parte di alcun movimento, frequento assiduamente la parrocchia. Anche la mia fidanzata Katia, che è cattolicissima, mi ha aiutato a vivere coerentemente il cristianesimo, in modo semplice, senza fanatismi».
G. Celentano, Katia e Roberto Bignoli - Meeting Schio 2001(nella foto)

E con le sorelle Rosita e Rosalinda, trasgressive stellette della tv,come va?«Benissimo. Ci unisce un grande affetto. Anche se loro, magari, su certe cose la pensano diversamente da me. Io non voglio imporre le mie scelte,su nessuno. E tanto meno giudicare chi prende altre strade». Viva Michael Jackson Come è avvenuto l'incontro con Katia? «Quattro anni fa ho sentito, instrada, una bellissima voce che cantava. Sono uscito in balcone: era lei che passeggiava con un'amica. Ho voluto conoscerla. E dopo 9 mesi eravamo già fidanzati». Cos'è per tè la musica? «È un modo per annunciare il Vangelo. Come papà voglio diventare un "cantautore di Dio", ma a, modo mio. Fino a 18 anni ho vissuto come un "figlio di papa", senza senso di responsabilità, con l'autista e tutte le comodità dei figli dei Vip. Poi ho deciso di andare per la mia strada e arrangiarmi da solo, nel mondo.Ho fatto diversi lavori. E solo ora ho capito che la musica è la mia passione e la mia vocazione. Non cerco il successo, ne voglio inserirmi nel mondo dello spettacolo. Preferisco vivere semplicemente, in una casa di periferia, e frequentare persone normali, che non guadagnano miliardi».
I tuoi cantanti preferiti? «Sicuramente Michael Jackson,l'ultimo grande esponente della Motown. Ma anche Lenny Kravitz non è male. Ascolto meno gli italiani, a parte Battisti e Battiato. Detesto l'heavy metal: la considero una musica che trasmette valori negativi, l'aggressività, l'odio...
Purtroppo però oggi la musica è schiava del marketing e Marylin Manson vende. Però io credo che si dovrebbe pensare alla musica in modo diverso, perché può dare una risposta ai bisogni primari dell'uomo. Può parlare di Gesù, può essere un'efficace mezzo per rievangelizzare questa nostra società consumistica e riavvicinare la religione ai giovani".

 
La testimonianza
Celentano Jr, la storia di uno di noi
 
Il figlio del Molleggiato scrive per “Noi”; "Il mio fidanzamento con Katia e fatto di sguardi e di piccoli gesti. E intanto il nostro Amore diventa sempre più grande"
 
 
 Ha lo stesso viso scavato di papà Adriano da giovane. Lei è una Claudia Mori in versione meno folk. 34 anni lui, 23 lei, Giacomo Celentano ha partecipato alla “Sanremo Cristiana” nel 1999, per due volte ha cantato al concerto Internazionale del Meeting dei Giovani di Schio e ora sta preparando un nuovo album Pop. Anche Katia si prepara a debuttare come cantante. Giacomo Celentano e Katia sono una coppia di fidanzati “trasgressiva” di questi tempi, i due ragazzi affermano che credono nel fidanzamento cristiano. Vivono già assieme a Milano, ma “ da fratello e sorella”, con i genitori di lei “in atesa di trovare una casa nostra e sposarci”.
Di Giacomo Celentano e Katia Guccione
 
 
Katia  Io e Giacomo ci siamo incontrati nell’estate del 1997 per puro caso. In quel periodo, io e la mia amica Stefania portavamo i nostri cagnolini fuori nelle vicinanze della casa dove abitava Giacomo. Spesso in quelle sere io ero solita cantare mentre passeggiavamo. Si respirava un’aria di quiete; così una di quelle sere, Giacomo affacciandosi al balcone disse: “Ma chi è questa bella voce?”  Ero io! Da quella sera capitò che ci incontravamo dappertutto : in Chiesa, per strada, al bar cosa mai accaduta prima di allora.
 
Giacomo Accadde così, che dopo circa 7 mesi ,  la invitai con la sua amica a bere un te a casa mia. Abbiamo cominciato così a conoscerci e piano piano a scoprire di avere tante cose in comune. Prima di tutto la fede e credevamo negli stessi valori, poi la passione per la musica ed infine la scoperta di amarci e di voler stare insieme secondo gli insegnamenti della nostra religione. Il 14 settembre di 4 anni fa ci fidanzammo. E’ stato per un giorno solenne :  ho chiamato i genitori di Katia e davanti a loro gli ho chiesto se voleva stare con me. Il nostro fidanzamento è per noi molto importante, lo viviamo con semplicità, amandoci e rispettandoci a vicenda. Non ci servono grandi cose per essere felici, ma bastano piccoli gesti come ad esempio uno sguardo, una risata. Ci rendiamo conto che il nostro rapporto può apparire diverso da quello di molti altri ragazzi che stanno insieme. Noi crediamo nella castità prima del matrimonio e cerchiamo di osservare ciò che la nostra fede ci richiede. Ma non siamo soli : intorno a noi ci sono molti giovani che condividono questi valori, forse più di quelli che si potrebbe immaginare.
Le difficoltà che incontriamo nel nostro cammino cerchiamo di affrontarle come tutti i ragazzi normali; e confidiamo molto in Dio, nel nostro amore e tutto questo ci aiuta a crescere perché per noi la fede vuol dire affidarsi e confidarsi sempre a Lui.
Quello che ora speriamo è che il nostro Amore diventi sempre più grande, in modo d’arrivare a fare “il grande passo” del matrimonio formando così una bella famiglia basata sul vero amore e speriamo veramente di riuscirci, continuando ad amarci.

GIACOMO E KATIA SPOSI

Giacomo Celentano News
8 notizie trovate - Dalla 1a alla 8a
"Sanremo Giovani" è già un cd
http://musicaitaliana.com/news/it/2002/02011001.html
Data di pubblicazione: 10/01/2002
News Sanremo Giovani allo sbaraglio
http://musicaitaliana.com/news/it/2001/01111502.html
Data di pubblicazione: 15/11/2001
News Celentano Jr, la vendetta del "ragazzo della via Gluck"
http://musicaitaliana.com/news/it/2001/01111205.html
Data di pubblicazione: 12/11/2001
News Baudo: "Sanremo rivoluzionario, é l'anno delle etichette indipendenti"
http://musicaitaliana.com/news/it/2001/01110203.html
Data di pubblicazione: 02/11/2001
News Sanremo, i nomi delle Nuove Proposte 2002
http://musicaitaliana.com/news/it/2001/01110202.html
Data di pubblicazione: 02/11/2001
News Sanremo, Morandi e Celentano in corsa tra le nuove proposte
http://musicaitaliana.com/news/it/2001/01103107.html
Data di pubblicazione: 31/10/2001
News Giacomo Celentano al 10° Meeting Internazionale dei Giovani
http://musicaitaliana.com/news/it/2001/01070401.html
Data di pubblicazione: 04/07/2001
News Giacomo Celentano, predicatore più di papà
http://musicaitaliana.com/news/it/2001/01050902.html
Data di pubblicazione: 09/05/2001

(Altro su Giacomo Celentano)

 "You and me" Video Giacomo Celentano a Sanremo alla chitarra Mario Ferrara

 

Giacomo Celentano
"You and me"


Autori: Celentano-Ferrara-Galasso
Casa Discografica: Italfono/Sony

 


Figlio di Adriano sta intraprendendo una sua strada nella musica e nella fede, ma egli stesso riconosce quanto ha ricevuto dal padre: "Considero la mia fede un dono di Dio. Il primo a parlarmi di Gesù è stato papà. Diceva che Cristo era infinitamente buono e giusto e ce lo faceva sentire come una persona viva. La mia strada è quella della ricerca interiore. Ho frequentato dei gruppi di preghiera: è stata un'esperienza importante perché grazie alla preghiera la fede si radica nel cuore".

Canta con semplicità, impegno e profonda convinzione una canzone nella quale parla ad un suo amico del messaggio di Cristo, in cui non riesce a credere: "Basterà che tu apra il Vangelo per scoprire in quelle parole l'infinità di una sapienza che vedrai ti scalderà". Ecco l'Eterno Messaggio di Cristo che "più attuale non ce n'è".
Giacomo è il secondo dei tre figli di Adriano e Claudia Mori è diplomato al Liceo Scentifico di Milano. Il suo primo album come cantautore si intitola "Dentro il Bosco" arrangiato da Marco Lavezzi. Nel 1996 scrive una canzone per suo padre, "Vento d'estate", che si trova nell'album dello stesso Adriano. Nel 1997 nasce il desiderio di scrivere dei brani di ispirazione cristiana e grazie ad alcuni amici entra in contatto con il cantautore Roberto Bignoli (uno dei più popolari cantautori di musica cristiana contemporanea) e il suo arrangiatore Mario Ferrara. Nel 1998 lavora come autore ed attore in programmi della Rai (radio) mentre intensifica la collaborazione per l'uscita del suo nuovo Cd con Mario Ferrara.

I Giovani in gara
Giacomo Celentano

 

Secondo dei tre figli di Adriano e Claudia Mori, Giacomo Celentano 34 anni, esordisce nel mondo della musica all'età di 23, come cantante e compositore del suo primo album intitolato Dentro il bosco.  

Dopo un periodo di pausa, in cui si  dedica a varie esperienze lavorative, Giacomo torna a scrivere musica per il papà nel 1996 con un brano, Vento d'estate dell'album Arrivano gli uomini.

Nel 1997 nasce il desiderio di scrivere brani musicali di ispirazione crisitana, grazie all'incontro con Roberto Bignoli e Mario Ferrara, rispettivamente cantautore cristiano e arrangiatore compositore.

Nel 1998 lavora come autore ed attore nel programma radiofonico per Radio2 Rai Sergent Pepper.

Nel 1999 prende parte come cantanate a delle manifestazioni religiose come  8° Meeting Internazionale dei Giovani di S. Martino di Schio, il Gospel Jubilee Festival di Torino, il 1° Festival di Musica Cristiana di Sanremo.   

Nel 2001 ha iniziato a lavorare alle canzoni del nuovo album e, nel corso dell'estate, ha visto la luce il suo primo singolo dal titolo Tra noi, cui hanno collaborato grandi firme della musica leggera italiana tra cui Massimo Galasso, Philippe Leon e Luca Rustici.

A Sanremo 2002 canta You and me.

 

Pagare per colpe che non si hanno
Pizzighettone, 7.3.2002

Giacomo Celentano, escluso perché si chiama Celentano
Ma almeno puoi continuare a cantare Cristiano...
Ieri sera a Sanremo la giuria ha commesso una grave ingiustizia, ha escluso il figlio di Celentano soltanto per dimostrare che non se ne può più dei figli ''prodigio'' di personaggi famosi, qualcuno dalle piazze starà gridando : "Vadano a lavorare nelle fabbriche, vadano a lavorare tramite le agenzie interinali".
Spero che Giacomo non se la prenda, continui pure nella missione intrapresa anni fa, canta "Cristiano", è un bravo ragazzo che fa parte di un gruppo di laici e preti che cantano per le piazze d''Italia testi d''ispirazione religiosa, quindi almeno ha la fortuna di non restare disoccupato, ma ieri sera no, non meritava d''uscire solo per il suo importante cognome.
D''accordo che in molti avranno pensato, prima il grande padre, poi Rosita un po'' ovunque, magari al prossimo colpo canterà anche l''idraulico di fiducia, ora Giacomo, basta, ma no, masse votanti, vi siete sfogati nel momento meno opportuno, perché non avete sbarrato la strada ai politici figli delle cellule ?
Perché ha dovuto pagare Giacomo per tutti gli altri ?
Nel piattume generale di canzoni leccate sul microfono, la sua almeno elettrizzava un po'', e non mi dite solo perché ha 36 anni e non può cantare con lo zainetto, guardatevi Venditti che da 50 anni canta all''uscita dalla scuola e Baglioni che è rimasto a quella sua maglietta fina, tanto fina al punto che.......
Se proprio volete porre tutti al posto giusto, allora c''è da rimettere don Mazzi in sacrestia, Daniele Luttazzi starebbe bene come idraulico addetto ai cessi, Roberto Vecchioni e moglie in un asilo infantile con il loro allegro girotondo politico, Nanni Moretti al partito, ma Rutelli saprà poi fare il regista ?
Insomma facile non è metterli tutti al giusto posto, sono dei jolly, te li ritrovi ovunque, sono una Treccani vivente, ed allora proprio con Giacomo dovevate prendervela ?
Per fortuna che Giacomo non resterà senza platea, egli canta cristiano, ma Voi giudici avete sfogato su di lui le vostre frustrazioni. Potevate benissimo escludere quei politici che già a 10 anni distribuivano i volantini stampati nelle cellule. Bambini che già a 10 anni, quando gli si domandava: "cosa vuoi fare da grande", rispondevano "Il segretario di partito" "Il sindacalista" o peggio ancora "L''ipocrita in tivù".
Almeno è stato da sempre coerente e si è proclamato diverso, si, proprio lui, l''ha detto mille volte in tivù, sono un prete anomalo: "DON MAZZI".
Cordiali saluti.
Giampiero Labbate
Dalla casa dello scrittore cancellato perché non ipocrita e non intellettuale di sinistra.

Gazzetta Del Sud
06 Marzo 2002

Il reggino Mario Ferrara accanto a Celentano jr

Domenico Grillone
Una vita spesa per la musica, da quando, a soli 16 anni, partì per gli Stati Uniti, affascinato dai ritmi della black music e del soul. Oggi, a 44 anni, dopo aver calcato le scene musicali delle maggiori piazze europee, Mario Ferrara, reggino purosangue, esordirà al teatro Ariston di Sanremo accanto a Giacomo Celentano, figlio d'arte, in veste di compositore e autore del brano dal titolo «Me & you» che lo stesso Giacomo proporrà stasera, assieme a Mario, nella sezione dedicata ai giovani. «Giacomo si è innamorato di questa canzone quando ancora non c'era in ballo Sanremo – spiega Ferrara – poi due produttori si sono interessati al mio brano, nato all'origine per essere da me interpretato. Sono stato io stesso a spingerlo a cantare la mia canzone, nel lungo periodo in cui abbiamo collaborato insieme per elaborare testi e musica di diretta ispirazione cristiana. Il suo cammino di fede, la ricerca di una profonda spiritualità lo hanno portato a una ricerca musicale che potesse armonizzarsi con i suoi sentimenti cristiani. Credo proprio che "Me & you", commerciale e musicalmente orecchiabile, si addice particolare a Giacomo». Funambolico ed estroso chitarrista, dotato di grande talento e sensibilità artistica, Mario Ferrara viene tuttora ricordato nell'ambiente musicale reggino come un personaggio unico, fin da quando, assieme ai suoi fratelli Natale e Paolo durante gli anni '60, con il gruppo «I Leoncini» attirò l'attenzione degli addetti ai lavori. Nel corso degli anni ha collaborato con artisti del calibro di Pino Daniele, Marco Armani, Michele, in Svizzera con l'orchestra «Passavanti», mentre con il gruppo giaimaicano dei «Sweet Sensation» ha girato l'Europa in lungo e largo, perennemente in tournée. Stabilitosi da cinque anni a Varese con la sua famiglia, oggi Ferrara è un ottimo polistrumentista e si dedica alla composizione e all'arrangiamento, lavorando quotidianamente nel suo studio di registrazione. Ma il suo primo amore resta sempre il palco, la musica dal vivo

 

 

La Stampa web

Del 5/3/2002 Sezione: Spettacoli Pag. 22

All´Ariston aleggiano i «Vip-Inps» vanno in vetrina i reduci del XX Secolo


TANTO pubblico anziano fuori, zoccolo duro in modesti giacconi e qualche pelliccetta, come fosse un'iniziativa dell'Ulivo dopo le elezioni e prima di Moretti. Tanto déja vu dentro, come fosse una rievocazione di Sanremo, invece è Sanremo, in vigilia. Con tanti bei personaggi di una volta: Red Ronnie in platea; Loredana Bertè tornata alle dimensioni di vent'anni fa che prova sul palco con minigonna jeans che avrà il doppio degli anni dei Gazosa; i Matia Bazar sui gradini del foyer sempre più simili, faccia e rughe, a quelli che guardano da fuori (quelli che non sembrano più pubblico dell'Ulivo); e Pippo Baudo, ugualissimo al Pippo Baudo di tutti i Sanremo precedenti. Che sia davvero un festival «restaurato» come si fa coi vecchi film? E' presto per dirlo. Però un po' di effetto Inps, dentro e fuori il teatro Ariston, aleggia. Ma non è detto che sarà l'aspetto peggiore. i Vip Inps sunnominati son tutti personaggi usciti dignitosamente dal Ventesimo Secolo. Le giovani promesse del Ventunesimo accorse a Sanremo, si vedrà. Perché già preoccupanti paiono le prove di alcuni cantanti e gruppi giovani e vispi; sicuramente ispirate alle telepromozioni di abbigliamento giovane: capetti marmorizzati, ombelichi, fermagli e ciuffi. Ancor più preoccupanti sono le loro biografie. I cantanti di Sanremo Giovani, si evince, si stimano tutti molto, con motivazioni tradizionali. Francesco Arpino degli Offside è «un sensibilissimo compositore» e «istintivamente talentuoso». Gli Archinuè «fondano un loro genere musicale, totalmente avulso da una precisa identificazione». Il sito Internet di Andrea Febo (la cui performance «aiuterà a decifrarne un talento elegantemente non ostentato») registra «un numero di contatti pazzesco». Per via del pubblico femminile (Andrea ha lavorato come modello; diciamo pure che l'estetica è dalla sua parte) ma anche da chi non è rimasto indifferente alla canzone «Verso Boh» che affrontava in modo molto originale il tema della fuga». Mai originale quanto la canzone dei Fotografia: «Sviluppa un refrain irresistibile: "E per non vederti ancora mia/Strapperò quella fotografia/Perché fa male rivedere/Che io sono lì vicino a te». E son cose che capitano. «Capace di stupire» anche il romano Simone Patrizi, chansonnier cosmopolita «vissuto a metà tra Montesacro e l'Eur, che ha iniziato a cantare a sei anni le canzoni di Renato Zero davanti allo specchio». «Simone è naturale, senza idee di vanagloria a offuscare il suo amore: il canto». «Passa l'esame del figlio di papà famoso» Marco Morandi: «Gli autori del programma "C'era un ragazzo" lo convincono a partecipare» causa «la sua innata simpatia». Unico a denunciare problemi è Giacomo Celentano: «Un periodo difficile lo porta a fare diverse esperienze come il commesso alla Dischi Ricordi e il rappresentante di articoli multimediali alla Peruzzo Editore». Poi per fortuna «grazie all'emittente Radio Maria entra in contatto col cantautore cristiano Roberto Bignoli», e da cosa è nata cosa. Invece le Plastico danno «forma alle emozioni utilizzando la semplicità e i modi diretti di parlare di chi parla con il cuore!». Va così. Buon Sanremo a tutti.



 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il video di Giacomo Celentano a Sanremo

 

 


 
 
Giacomo Celentano
 

Secondo dei tre figli di Adriano e Claudia Mori, Giacomo Celentano 34 anni, esordisce nel mondo della musica all'età di 23, come cantante e compositore del suo primo album intitolato Dentro il bosco.

Dopo un periodo di pausa, in cui si dedica a varie esperienze lavorative, Giacomo torna a scrivere musica per il papà nel 1996 con un brano, Vento d'estate dell'album Arrivano gli uomini.

Nel 1997 nasce il desiderio di scrivere brani musicali di ispirazione cristiana, grazie all'incontro con Roberto Bignoli e Mario Ferrara, rispettivamente cantautore cristiano e arrangiatore compositore.

Nel 1998 lavora come autore ed attore nel programma radiofonico per Radio2 Rai Sergent Pepper.

Nel 1999 prende parte come cantante a delle manifestazioni religiose come 8° Meeting Internazionale dei Giovani di S. Martino di Schio, il Gospel Jubilee Festival di Torino, il 1° Festival di Musica Cristiana di Sanremo.

Nel 2001 ha iniziato a lavorare alle canzoni del nuovo album e, nel corso dell'estate, ha visto la luce il suo primo singolo dal titolo Tra noi, cui hanno collaborato grandi firme della musica leggera italiana tra cui Massimo Galasso, Philippe Leon e Luca Rustici.

A Sanremo 2002 canta You and me.

 

 


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Giacomo Celentano
"You and me"

Autori: Celentano-Ferrara-Galasso
Casa Discografica: Italfono/Sony

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Figlio di Adriano sta intraprendendo una sua strada nella musica e nella fede, ma egli stesso riconosce quanto ha ricevuto dal padre: "Considero la mia fede un dono di Dio. Il primo a parlarmi di Gesù è stato papà. Diceva che Cristo era infinitamente buono e giusto e ce lo faceva sentire come una persona viva. La mia strada è quella della ricerca interiore. Ho frequentato dei gruppi di preghiera: è stata un'esperienza importante perché grazie alla preghiera la fede si radica nel cuore".

Canta con semplicità, impegno e profonda convinzione una canzone nella quale parla ad un suo amico del messaggio di Cristo, in cui non riesce a credere: "Basterà che tu apra il Vangelo per scoprire in quelle parole l'infinità di una sapienza che vedrai ti scalderà". Ecco l'Eterno Messaggio di Cristo che "più attuale non ce n'è".
Giacomo è il secondo dei tre figli di Adriano e Claudia Mori è diplomato al Liceo Scentifico di Milano. Il suo primo album come cantautore si intitola "Dentro il Bosco" arrangiato da Marco Lavezzi. Nel 1996 scrive una canzone per suo padre, "Vento d'estate", che si trova nell'album dello stesso Adriano. Nel 1997 nasce il desiderio di scrivere dei brani di ispirazione cristiana e grazie ad alcuni amici entra in contatto con il cantautore Roberto Bignoli(uno dei più popolari cantautori di musica cristiana contemporanea) e il suo arrangiatore Mario Ferrara.
Nel 1998 lavora come autore ed attore in programmi della Rai (radio) mentre intensifica la collaborazione per l'uscita del suo nuovo Cd con Mario Ferrara.


Ora ci riprova con un singolo, intitolato "Tra noi" scritto da lui stesso

MILANO - Adriano predica in televisione, Giacomo lo fa cantando. Ma Celentano jr si merita l'appellativo di "cantautore di Dio" assai più del padre. Perché con le sue canzoni hanno girato per i meeting di musica cristiana , e con una in particolare, "L'eterno messaggio", è approdato al Metting Internazionale dei giovani a Schio (1999) e all'Ariston (a fine novembre 1999) per il festival della musica cristiana contemporanea, un Sanremo religioso. Giacomo, 34 anni, non è però solo musica e chiesa: viaggia, dice lui, su due binari paralleli. "Da una parte scrivo dei brani religiosi, dall'altra c'è il pop". Come mai questa inclinazione anche per la musica religiosa? "E' semplice: credo in Dio. Vengo da una famiglia cattolica e faccio parte di un gruppo di preghiera, ma questa scelta è anche frutto di un mio percorso personale. Penso che un credente debba testimoniare la sua fede. Io lo faccio con la musica". Che rapporto ha con suo padre? "Ci vediamo poco, ma ci teniamo in contatto. Rispetta quello che faccio anche se non lo condivide. Con lui c'è un feeling nascosto, che nessuno dei due svela, e abbiamo una linea di pensiero che ci unisce". Com'è la sua vita?
"Ho passato dei momenti difficili. Nel '90 avevo deciso di abbandonare definitivamente la musica. Poi, dopo l'incontro con Roberto Bignoli e Mario Ferrara (con il quale ho scritto le canzoni del mio ultimo CD)qualche anno fa, e grazie a lui ho deciso di ricominciare".
Ma come giudica la sua famiglia? Il settimanale "Oggi" nom è stato generoso nei sui confronti.
"Hanno sentito solo i parenti, ma nessuno di noi figli . E' una famiglia come tante altre".
Aspetta un invito da suo padre in televisione?
"Diciamo che lo vorrei. Ma non so se arriverà. Lui è imprevedibile. E' la parola giusta per definirlo".
Le piace il programma di suo padre? "Moltissimo!!".
Da genitore si comporterà come lui?
"No, assolutamente. Sarò l'esatto contrario. Io appoggerò e aiuterò i miei figli".
E tutte le polemiche che hanno accompagnato la trasmissione? "Mio padre ha parlato di cose di cui tutti parlano, niente di nuovo, ma lo ha fatto in modo diverso. Lui ha un metodo artistico molto diretto, non condivisibile da tutti, è "ingombrante" nell'esposizione televisiva, ma è autentico".

 

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