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GIACOMO
CELENTANO
Figlio
di Adriano sta intraprendendo una sua strada nella musica e nella
fede, ma egli stesso riconosce quanto ha ricevuto dal padre: «Considero
la mia fede un dono di Dio. Il primo a parlarmi di Gesù è stato
papà. Diceva che Cristo era infinitamente buono e giusto e ce lo
faceva sentire come una persona viva. La mia strada è quella
della ricerca interiore. Ho frequentato dei gruppi di preghiera:
è stata un'esperienza importante perché grazie alla preghiera la
fede si radica nel cuore».
Canta con semplicità, impegno e profonda convinzione una canzone
nella quale parla ad un suo amico del messaggio di Cristo, in cui
non riesce a credere: «Basterà che tu apra il Vangelo per
scoprire in quelle parole l'infinità di una sapienza che vedrai
ti scalderà». Ecco l'Eterno Messaggio di Cristo che «più
attuale non ce n'è».
Giacomo è il secondo dei tre figli di Adriano e Claudia Mori è
diplomato al Liceo Scentifico di Milano. Il suo primo album come
cantautore si intitola "Dentro il Bosco" arrangiato da
Marco Lavezzi. Nel 1996 scrive una canzone per suo padre,
"Vento d'estate", che si trova nell'album dello stesso
Adriano. Nel 1997 nasce il desiderio di scrivere dei brani di
ispirazione cristiana e grazie ad alcuni amici entra in contatto
con il cantautore Roberto Bignoli(uno dei più popolari cantautori
di musica cristiana contemporanea) e il suo arrangiatore Mario
Ferrara.
Nel 1998 lavora come autore ed attore in programmi della Rai
(radio) mentre intensifica la collaborazione per l'uscita del suo
nuovo Cd con Mario Ferrara.
Giacomo sarà presente al 10° Meeting Internazionale dei giovani
a Schio (vi) il 14 agosto 2001 e in quell'occasione presenterà il
suo nuovo singolo prodotto da Dino Vitola.
P.s. Il Cd «Tra noi» non è di carattere Religioso
E nel nome del Padre: Giacomo(Giacomo lancia il suo disco)
Ora
ci riprova con un singolo, che uscirà domani, intitolato «Tra
noi» scritto da lui stesso
MILANO
— Adriano predica in televisione, Giacomo lo fa cantando. Ma
Celentano jr si merita l'appellativo di "cantautore di
Dio" assai più del padre. Perché con le sue canzoni hanno
girato per i meeting di musica cristiana , e con una in
particolare, "L'eterno messaggio", è approdato al
Metting Internazionale dei giovani a Schio (1999) e all'Ariston (a
fine novembre 1999) per il festival della musica cristiana
contemporanea, un Sanremo religioso. Giacomo, 34 anni, non è però
solo musica e chiesa: viaggia, dice lui, su due binari paralleli.
«Da una parte scrivo dei brani religiosi, dall'altra c'è il pop».
Come
mai questa inclinazione anche per la musica religiosa?
«E' semplice: credo in Dio. Vengo da una famiglia cattolica e
faccio parte di un gruppo di preghiera, ma questa scelta è anche
frutto di un mio percorso personale. Penso che un credente debba
testimoniare la sua fede. Io lo faccio con la musica». Che
rapporto ha con suo padre? «Ci vediamo poco, ma ci teniamo in
contatto. Rispetta quello che faccio anche se non lo condivide.
Con lui c'è un feeling nascosto, che nessuno dei due svela, e
abbiamo una linea di pensiero che ci unisce».
Com'è
la sua vita? «Ho
passato dei momenti difficili. Nel '90 avevo deciso di abbandonare
definitivamente la musica. Poi, dopo l'incontro con Roberto
Bignoli e Mario Ferrara (con il quale ho scritto le canzoni del
mio ultimo CD) qualche anno fa, e grazie a lui ho deciso di
ricominciare».
Ma
come giudica la sua famiglia? Il settimanale «Oggi» non è stato
generoso nei sui confronti.
«Hanno sentito solo i parenti, ma nessuno di noi figli . E' una
famiglia come tante altre».
Aspetta
un invito da suo padre in televisione?
«Diciamo che lo vorrei. Ma non so se arriverà. Lui è
imprevedibile. E' la parola giusta per definirlo».
Le
piace il programma di suo padre?
«Moltissimo!!».
Da
genitore si comporterà come lui?
«No, assolutamente. Sarò l'esatto contrario. Io appoggerò e
aiuterò i miei figli».
E
tutte le polemiche che hanno accompagnato la trasmissione?
«Mio padre ha parlato di cose di cui tutti parlano, niente di
nuovo, ma lo ha fatto in modo diverso. Lui ha un metodo artistico
molto diretto, non condivisibile da tutti, è
"ingombrante" nell'esposizione televisiva, ma è
autentico».
Il
Non Giornale di D. Antonio Mazzi
Fondatore e Presidente della Fondazione Exodus donmazzi@exodus.it
Musica
e non solo
Giacomo
Celentano, cantautore e musicista milanese di 35 anni, gli ultimi
quattro dischi li ha dedicati in gran parte alla canzone
cristiana. «Mi reputo essenzialmente un cantante pop, però
all'interno di questo genere mi diverto - spiega Giacomo - a
comporre dei pezzi a carattere religioso».
Non va controcorrente al mercato, alle richieste musicali
dell'universo giovanile? «Se una persona crede in Dio, nel
suo lavoro dovrebbe far trasparire la sua fede: è quello che
cerco di fare nella mia musica e nei miei testi. Il mondo ha
bisogno di Dio e cerco per quanto possibile di essere un suo
testimone». Il mondo della canzone è molto legato all'immagine,
al business quindi è lontano dai valori cristiani.«Purtroppo la
musica oggi è schiava del marketing con le sue conseguenze
negative, ritengo che si dovrebbe pensare alla musica anche in
modo diverso, perchè può dare una risposta ai bisogni primari
dell'uomo».
Può la musica parlare di Dio? «Può parlare di Gesù e
del suo amore, può essere un efficace mezzo per rievangelizzare
questa nostra civiltà consumistica e riavvicinare alla religione
sopratutto i giovani».
Che messaggio lancia Giacomo Celentano con le sue canzoni e a
chi sono rivolte? «Di sforzarsi a diventare con la propria
vita testimoni della fede per far capire al mondo che l'unica via
che rende l'uomo libero da ogni tipo di schiavitù è quella
indicata da Gesù con il suo Vangelo. Le mie canzoni sono rivolte
a tutti indifferentemente ed ho la fondata speranza che la musica
cristiana possa veramente servire ad avvicinare tanti giovani a
Gesù come invita da tempo il nostro grande Papa Giovanni Paolo II».
"LIBERO"
29 settembre 2001
IO, CELENTANO JR, IN MISSIONE PER CONTO
DI DIO
Vita
e opere di un ex "Figlio di Papà" che a 34 anni
frequenta la parrocchia, sopporta le sorelle e convive in
"castità prematrimoniale"
Il
figlio del molleggiato, nuovo idolo della musica
religiosa:"evangelizzo con la canzone"
di Andrea Colombo
Questa
è la storia di uno di noi. E della sua fidanzata. Vive vicino
alla mitica via Gluck. Non è ne ricco ne famoso ma porta un
cognome importante: Giacomo Celentano è proprio come il padre.
Stesso sorriso,ampio e schietto. Occhi verdi, come quelli di papà
Adriano. Stessa passione per la musica e stessa fede in Gesù. La
sua fidanzata Katia Guccione, 23 anni, pare una Claudia Mori del
Duemila, con il look un po' hippy e un po' papa girl delle ragazze
d'oggi. Giacomo Celentano è diversissimo dal padre. Tanto il
molleggiato ama apparire, ed è ormai diventato il telepredicatore
più amato dagli italiani (e più pagato dalla Rai), quanto
Giacomo è timido, introverso.
Fugge dalla pubblicità, evita i giornalisti, preferisce gli
ambienti underground dei movimenti giovanili cattolici. A 34 anni
Giacomo ha al suo attivo un Lp inciso dodici anni fa ("Dentro
il Bosco prodotto da Mario Lavezzi), un periodo di lungo silenzio
(in cui per sbarcare il lunario ha fatto il venditore di computer
e il commesso di dischi al negozio Ricordi di Milano) e un singolo
nuovo di zecca. "Si
chiama "Tra noi"", ci dice, "ed è stato
prodotto da Dino Vitola dell'Italfono".
Ispirazione divina "E un singolo pop, ma con riferimenti
cristiani", aggiunge Katia. I testi raccontano 1'amore tra un
uomo e una donna, sostenuto dalla fede, e quindi totalizzante.
Rispecchia 1'esperienza vissuta da Giacomo e Katia"Viviamo
insieme in questa piccola casetta di Milano, zona periferica,viale
Zara, ma non conviviamo"", spiega Katia. "Con noi
infatti abitano i miei genitori. Crediamo nella verginità e nella
castità prematrimoniale"Giacomo sta lavorando al nuovo cd,
che uscirà in febbraio, con brani d'ispirazione religiosa Ma
intanto ha presentato lo scorso agosto,davanti a 10.000 giovani
provenienti da tutto il mondo a Schio, il suo singolo "Tra
noi".
L' occasione è stata il meeting dell'Opera dell'Amore, un
movimento cattolico. "È stata un esperienza
entusiasmante", dice Giacomo."Pochissimi giornali ne
hanno parlato. Ma per 3 giorni a San Martino di Schio, in
provincia di Vicenza, tantissimi ragazzi, non solo italiani, si
sono incontrati per comunicare un messaggio di fede attraverso la
preghiera, la musica, la testimonianza e l'amicizia». Papà
condivide questo tuo impegno cattolico? «Certo, con papà ho
un rapporto bellissimo, anche se lui non mi ha mai aiutato dal
punto di vista professionale. Ci vediamo spesso. E andiamo
d'accordo su molte cose, soprattutto sull'aspetto religioso». Una
sedia per Gesù «D'altronde la fede l'ho ricevuta, da piccolo,
proprio da papà. Era lui che qualche volta, a tavola, metteva un
posto in più e diceva: "Quello è per Gesù". Era lui
che m'insegnava ad instaurare un rapporto d'amicizia con Cristo.
Poi inseguito ho approfondito il mio cammino di fede personale
unendomi a un gruppo di preghiera di Rinnovamento dello Spirito. E
ora, pur non facendo parte di alcun movimento, frequento
assiduamente la parrocchia. Anche la mia fidanzata Katia, che è
cattolicissima, mi ha aiutato a vivere coerentemente il
cristianesimo, in modo semplice, senza fanatismi».
G.
Celentano, Katia e Roberto Bignoli - Meeting Schio 2001(nella
foto)
E
con le sorelle Rosita e Rosalinda, trasgressive stellette della
tv,come va?«Benissimo.
Ci unisce un grande affetto. Anche se loro, magari, su certe cose
la pensano diversamente da me. Io non voglio imporre le mie
scelte,su nessuno. E tanto meno giudicare chi prende altre strade».
Viva Michael Jackson Come è avvenuto l'incontro con Katia? «Quattro
anni fa ho sentito, instrada, una bellissima voce che cantava.
Sono uscito in balcone: era lei che passeggiava con un'amica. Ho
voluto conoscerla. E dopo 9 mesi eravamo già fidanzati». Cos'è
per tè la musica? «È un modo per annunciare il Vangelo.
Come papà voglio diventare un "cantautore di Dio", ma
a, modo mio. Fino a 18 anni ho vissuto come un "figlio di
papa", senza senso di responsabilità, con l'autista e tutte
le comodità dei figli dei Vip. Poi ho deciso di andare per la mia
strada e arrangiarmi da solo, nel mondo.Ho fatto diversi lavori. E
solo ora ho capito che la musica è la mia passione e la mia
vocazione. Non cerco il successo, ne voglio inserirmi nel mondo
dello spettacolo. Preferisco vivere semplicemente, in una casa di
periferia, e frequentare persone normali, che non guadagnano
miliardi».
I tuoi cantanti preferiti? «Sicuramente Michael Jackson,l'ultimo
grande esponente della Motown. Ma anche Lenny Kravitz non è male.
Ascolto meno gli italiani, a parte Battisti e Battiato. Detesto l'heavy
metal: la considero una musica che trasmette valori negativi,
l'aggressività, l'odio...
Purtroppo però oggi la musica è schiava del marketing e Marylin
Manson vende. Però io credo che si dovrebbe pensare alla musica
in modo diverso, perché può dare una risposta ai bisogni primari
dell'uomo. Può parlare di Gesù, può essere un'efficace mezzo
per rievangelizzare questa nostra società consumistica e
riavvicinare la religione ai giovani".

La testimonianza
Celentano Jr, la storia di uno di noi
Il figlio del Molleggiato scrive per “Noi”; "Il mio
fidanzamento con Katia e fatto di sguardi e di piccoli gesti. E
intanto il nostro Amore diventa sempre più grande"
Ha lo stesso viso scavato di papà Adriano da giovane. Lei
è una Claudia Mori in versione meno folk. 34 anni lui, 23 lei,
Giacomo Celentano ha partecipato alla “Sanremo Cristiana” nel
1999, per due volte ha cantato al concerto Internazionale del
Meeting dei Giovani di Schio e ora sta preparando un nuovo album
Pop. Anche Katia si prepara a debuttare come cantante. Giacomo
Celentano e Katia sono una coppia di fidanzati “trasgressiva”
di questi tempi, i due ragazzi affermano che credono nel
fidanzamento cristiano. Vivono già assieme a Milano, ma “ da
fratello e sorella”, con i genitori di lei “in atesa di
trovare una casa nostra e sposarci”.
Di Giacomo Celentano e Katia Guccione
Katia
Io e Giacomo ci siamo incontrati nell’estate del 1997 per puro
caso. In quel periodo, io e la mia amica Stefania portavamo i
nostri cagnolini fuori nelle vicinanze della casa dove abitava
Giacomo. Spesso in quelle sere io ero solita cantare mentre
passeggiavamo. Si respirava un’aria di quiete; così una di
quelle sere, Giacomo affacciandosi al balcone disse: “Ma chi è
questa bella voce?” Ero io! Da quella sera capitò che ci
incontravamo dappertutto : in Chiesa, per strada, al bar cosa mai
accaduta prima di allora.
Giacomo Accadde così, che dopo circa 7 mesi , la invitai
con la sua amica a bere un te a casa mia. Abbiamo cominciato così
a conoscerci e piano piano a scoprire di avere tante cose in
comune. Prima di tutto la fede e credevamo negli stessi valori,
poi la passione per la musica ed infine la scoperta di amarci e di
voler stare insieme secondo gli insegnamenti della nostra
religione. Il 14 settembre di 4 anni fa ci fidanzammo. E’ stato
per un giorno solenne : ho chiamato i genitori di Katia e
davanti a loro gli ho chiesto se voleva stare con me. Il nostro
fidanzamento è per noi molto importante, lo viviamo con semplicità,
amandoci e rispettandoci a vicenda. Non ci servono grandi cose per
essere felici, ma bastano piccoli gesti come ad esempio uno
sguardo, una risata. Ci rendiamo conto che il nostro rapporto può
apparire diverso da quello di molti altri ragazzi che stanno
insieme. Noi crediamo nella castità prima del matrimonio e
cerchiamo di osservare ciò che la nostra fede ci richiede. Ma non
siamo soli : intorno a noi ci sono molti giovani che condividono
questi valori, forse più di quelli che si potrebbe immaginare.
Le difficoltà che incontriamo nel nostro cammino cerchiamo di
affrontarle come tutti i ragazzi normali; e confidiamo molto in
Dio, nel nostro amore e tutto questo ci aiuta a crescere perché
per noi la fede vuol dire affidarsi e confidarsi sempre a Lui.
Quello che ora speriamo è che il nostro Amore diventi sempre più
grande, in modo d’arrivare a fare “il grande passo” del
matrimonio formando così una bella famiglia basata sul vero amore
e speriamo veramente di riuscirci, continuando ad amarci.
GIACOMO
E KATIA SPOSI

Giacomo
Celentano News
8 notizie trovate - Dalla 1a alla 8a |
 |
(Altro
su Giacomo Celentano)
"You and me"
Video
Giacomo Celentano a Sanremo alla chitarra Mario Ferrara
Giacomo
Celentano
"You and me"
Autori: Celentano-Ferrara-Galasso
Casa Discografica: Italfono/Sony
Figlio
di Adriano sta intraprendendo una sua strada nella musica e nella
fede, ma egli stesso riconosce quanto ha ricevuto dal padre:
"Considero la mia fede un dono di Dio. Il primo a parlarmi di
Gesù è stato papà. Diceva che Cristo era infinitamente buono e
giusto e ce lo faceva sentire come una persona viva. La mia strada
è quella della ricerca interiore. Ho frequentato dei gruppi di
preghiera: è stata un'esperienza importante perché grazie alla
preghiera la fede si radica nel cuore".
Canta con semplicità, impegno e profonda convinzione una canzone
nella quale parla ad un suo amico del messaggio di Cristo, in cui
non riesce a credere: "Basterà che tu apra il Vangelo per
scoprire in quelle parole l'infinità di una sapienza che vedrai
ti scalderà". Ecco l'Eterno Messaggio di Cristo che "più
attuale non ce n'è".
Giacomo è il secondo dei tre figli di Adriano e Claudia Mori è
diplomato al Liceo Scentifico di Milano. Il suo primo album come
cantautore si intitola "Dentro il Bosco" arrangiato da
Marco Lavezzi. Nel 1996 scrive una canzone per suo padre,
"Vento d'estate", che si trova nell'album dello stesso
Adriano. Nel 1997 nasce il desiderio di scrivere dei brani di
ispirazione cristiana e grazie ad alcuni amici entra in contatto
con il cantautore Roberto Bignoli (uno dei più popolari
cantautori di musica cristiana contemporanea) e il suo
arrangiatore Mario Ferrara. Nel 1998 lavora come autore ed attore
in programmi della Rai (radio) mentre intensifica la
collaborazione per l'uscita del suo nuovo Cd con Mario Ferrara.
| I
Giovani in gara
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|
Giacomo Celentano
|
 |
|
Secondo
dei tre figli di Adriano e Claudia Mori, Giacomo Celentano 34
anni, esordisce nel mondo della musica all'età di 23, come cantante
e compositore del suo primo album intitolato Dentro il
bosco.
Dopo un periodo di pausa, in cui si dedica a varie
esperienze lavorative, Giacomo torna a scrivere
musica per il papà nel 1996 con un brano, Vento
d'estate dell'album Arrivano gli uomini.
Nel 1997 nasce il desiderio di scrivere brani musicali di
ispirazione crisitana, grazie all'incontro con Roberto
Bignoli e Mario Ferrara, rispettivamente cantautore
cristiano e arrangiatore compositore.
Nel 1998 lavora come autore ed attore nel programma
radiofonico per Radio2 Rai Sergent Pepper.
Nel 1999 prende parte come cantanate a delle
manifestazioni religiose come 8° Meeting
Internazionale dei Giovani di S. Martino di Schio, il Gospel
Jubilee Festival di Torino, il 1° Festival di
Musica Cristiana di Sanremo.
Nel 2001 ha iniziato a lavorare alle canzoni del nuovo album e,
nel corso dell'estate, ha visto la luce il
suo primo singolo dal titolo Tra noi, cui hanno
collaborato grandi firme della musica leggera italiana tra
cui Massimo Galasso, Philippe Leon e Luca Rustici.
A
Sanremo 2002 canta You and me.
|
Pagare
per colpe che non si hanno
Pizzighettone, 7.3.2002
Giacomo
Celentano, escluso perché si chiama Celentano
Ma almeno puoi continuare a cantare Cristiano...
Ieri sera a Sanremo la giuria ha commesso una grave ingiustizia,
ha escluso il figlio di Celentano soltanto per dimostrare che non
se ne può più dei figli ''prodigio'' di personaggi famosi,
qualcuno dalle piazze starà gridando : "Vadano a lavorare
nelle fabbriche, vadano a lavorare tramite le agenzie
interinali".
Spero che Giacomo non se la prenda, continui pure nella missione
intrapresa anni fa, canta "Cristiano", è un bravo
ragazzo che fa parte di un gruppo di laici e preti che cantano per
le piazze d''Italia testi d''ispirazione religiosa, quindi almeno
ha la fortuna di non restare disoccupato, ma ieri sera no, non
meritava d''uscire solo per il suo importante cognome.
D''accordo che in molti avranno pensato, prima il grande padre,
poi Rosita un po'' ovunque, magari al prossimo colpo canterà
anche l''idraulico di fiducia, ora Giacomo, basta, ma no, masse
votanti, vi siete sfogati nel momento meno opportuno, perché non
avete sbarrato la strada ai politici figli delle cellule ?
Perché ha dovuto pagare Giacomo per tutti gli altri ?
Nel piattume generale di canzoni leccate sul microfono, la sua
almeno elettrizzava un po'', e non mi dite solo perché ha 36 anni
e non può cantare con lo zainetto, guardatevi Venditti che da 50
anni canta all''uscita dalla scuola e Baglioni che è rimasto a
quella sua maglietta fina, tanto fina al punto che.......
Se proprio volete porre tutti al posto giusto, allora c''è da
rimettere don Mazzi in sacrestia, Daniele Luttazzi starebbe bene
come idraulico addetto ai cessi, Roberto Vecchioni e moglie in un
asilo infantile con il loro allegro girotondo politico, Nanni
Moretti al partito, ma Rutelli saprà poi fare il regista ?
Insomma facile non è metterli tutti al giusto posto, sono dei
jolly, te li ritrovi ovunque, sono una Treccani vivente, ed allora
proprio con Giacomo dovevate prendervela ?
Per fortuna che Giacomo non resterà senza platea, egli canta
cristiano, ma Voi giudici avete sfogato su di lui le vostre
frustrazioni. Potevate benissimo escludere quei politici che già
a 10 anni distribuivano i volantini stampati nelle cellule.
Bambini che già a 10 anni, quando gli si domandava: "cosa
vuoi fare da grande", rispondevano "Il segretario di
partito" "Il sindacalista" o peggio ancora
"L''ipocrita in tivù".
Almeno è stato da sempre coerente e si è proclamato diverso, si,
proprio lui, l''ha detto mille volte in tivù, sono un prete
anomalo: "DON MAZZI".
Cordiali saluti.
Giampiero Labbate
Dalla casa dello scrittore cancellato perché non ipocrita e non
intellettuale di sinistra.
Gazzetta
Del Sud
06 Marzo 2002
Il reggino Mario Ferrara accanto a Celentano
jr
Domenico
Grillone
Una vita spesa per
la musica, da quando, a soli 16 anni, partì per gli Stati Uniti,
affascinato dai ritmi della black music e del soul. Oggi, a 44
anni, dopo aver calcato le scene musicali delle maggiori piazze
europee, Mario Ferrara, reggino purosangue, esordirà al teatro
Ariston di Sanremo accanto a Giacomo Celentano, figlio d'arte, in
veste di compositore e autore del brano dal titolo «Me & you»
che lo stesso Giacomo proporrà stasera, assieme a Mario, nella
sezione dedicata ai giovani. «Giacomo si è innamorato di questa
canzone quando ancora non c'era in ballo Sanremo – spiega
Ferrara – poi due produttori si sono interessati al mio brano,
nato all'origine per essere da me interpretato. Sono stato io
stesso a spingerlo a cantare la mia canzone, nel lungo periodo in
cui abbiamo collaborato insieme per elaborare testi e musica di
diretta ispirazione cristiana. Il suo cammino di fede, la ricerca
di una profonda spiritualità lo hanno portato a una ricerca
musicale che potesse armonizzarsi con i suoi sentimenti cristiani.
Credo proprio che "Me & you", commerciale e
musicalmente orecchiabile, si addice particolare a Giacomo».
Funambolico ed estroso chitarrista, dotato di grande talento e
sensibilità artistica, Mario Ferrara viene tuttora ricordato
nell'ambiente musicale reggino come un personaggio unico, fin da
quando, assieme ai suoi fratelli Natale e Paolo durante gli anni
'60, con il gruppo «I Leoncini» attirò l'attenzione degli
addetti ai lavori. Nel corso degli anni ha collaborato con artisti
del calibro di Pino Daniele, Marco Armani, Michele, in Svizzera
con l'orchestra «Passavanti», mentre con il gruppo giaimaicano
dei «Sweet Sensation» ha girato l'Europa in lungo e largo,
perennemente in tournée. Stabilitosi da cinque anni a Varese con
la sua famiglia, oggi Ferrara è un ottimo polistrumentista e si
dedica alla composizione e all'arrangiamento, lavorando
quotidianamente nel suo studio di registrazione. Ma il suo primo
amore resta sempre il palco, la musica dal vivo
|

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|
|
| Del
5/3/2002 Sezione: Spettacoli Pag.
22
All´Ariston
aleggiano i «Vip-Inps» vanno
in vetrina i reduci del XX
Secolo
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TANTO pubblico anziano fuori,
zoccolo duro in modesti giacconi
e qualche pelliccetta, come
fosse un'iniziativa dell'Ulivo
dopo le elezioni e prima di
Moretti. Tanto déja vu dentro,
come fosse una rievocazione di
Sanremo, invece è Sanremo, in
vigilia. Con tanti bei
personaggi di una volta: Red
Ronnie in platea; Loredana Bertè
tornata alle dimensioni di vent'anni
fa che prova sul palco con
minigonna jeans che avrà il
doppio degli anni dei Gazosa; i
Matia Bazar sui gradini del
foyer sempre più simili, faccia
e rughe, a quelli che guardano
da fuori (quelli che non
sembrano più pubblico
dell'Ulivo); e Pippo Baudo,
ugualissimo al Pippo Baudo di
tutti i Sanremo precedenti. Che
sia davvero un festival «restaurato»
come si fa coi vecchi film? E'
presto per dirlo. Però un po'
di effetto Inps, dentro e fuori
il teatro Ariston, aleggia. Ma
non è detto che sarà l'aspetto
peggiore. i Vip Inps sunnominati
son tutti personaggi usciti
dignitosamente dal Ventesimo
Secolo. Le giovani promesse del
Ventunesimo accorse a Sanremo,
si vedrà. Perché già
preoccupanti paiono le prove di
alcuni cantanti e gruppi giovani
e vispi; sicuramente ispirate
alle telepromozioni di
abbigliamento giovane: capetti
marmorizzati, ombelichi,
fermagli e ciuffi. Ancor più
preoccupanti sono le loro
biografie. I cantanti di Sanremo
Giovani, si evince, si stimano
tutti molto, con motivazioni
tradizionali. Francesco Arpino
degli Offside è «un
sensibilissimo compositore» e
«istintivamente talentuoso».
Gli Archinuè «fondano un loro
genere musicale, totalmente
avulso da una precisa
identificazione». Il sito
Internet di Andrea Febo (la cui
performance «aiuterà a
decifrarne un talento
elegantemente non ostentato»)
registra «un numero di contatti
pazzesco». Per via del pubblico
femminile (Andrea ha lavorato
come modello; diciamo pure che
l'estetica è dalla sua parte)
ma anche da chi non è rimasto
indifferente alla canzone «Verso
Boh» che affrontava in modo
molto originale il tema della
fuga». Mai originale quanto la
canzone dei Fotografia: «Sviluppa
un refrain irresistibile:
"E per non vederti ancora
mia/Strapperò quella
fotografia/Perché fa male
rivedere/Che io sono lì vicino
a te». E son cose che capitano.
«Capace di stupire» anche il
romano Simone Patrizi,
chansonnier cosmopolita «vissuto
a metà tra Montesacro e l'Eur,
che ha iniziato a cantare a sei
anni le canzoni di Renato Zero
davanti allo specchio». «Simone
è naturale, senza idee di
vanagloria a offuscare il suo
amore: il canto». «Passa
l'esame del figlio di papà
famoso» Marco Morandi: «Gli
autori del programma "C'era
un ragazzo" lo convincono a
partecipare» causa «la sua
innata simpatia». Unico a
denunciare problemi è Giacomo
Celentano: «Un periodo
difficile lo porta a fare
diverse esperienze come il
commesso alla Dischi Ricordi e
il rappresentante di articoli
multimediali alla Peruzzo
Editore». Poi per fortuna «grazie
all'emittente Radio Maria entra
in contatto col cantautore
cristiano Roberto Bignoli»,
e da cosa è nata cosa. Invece
le Plastico danno «forma alle
emozioni utilizzando la
semplicità e i modi diretti di
parlare di chi parla con il
cuore!». Va così. Buon Sanremo
a tutti.
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Il
video di Giacomo Celentano a Sanremo
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Secondo
dei tre figli di Adriano e Claudia Mori, Giacomo
Celentano 34 anni, esordisce nel mondo della
musica all'età di 23, come cantante e compositore
del suo primo album intitolato Dentro il bosco.
Dopo
un periodo di pausa, in cui si dedica a varie
esperienze lavorative, Giacomo torna a scrivere
musica per il papà nel 1996 con un brano, Vento
d'estate dell'album Arrivano gli uomini.
Nel
1997 nasce il desiderio di scrivere brani musicali
di ispirazione cristiana, grazie all'incontro con
Roberto Bignoli e Mario Ferrara, rispettivamente
cantautore cristiano e arrangiatore compositore.
Nel
1998 lavora come autore ed attore nel programma
radiofonico per Radio2 Rai Sergent Pepper.
Nel
1999 prende parte come cantante a delle
manifestazioni religiose come 8° Meeting
Internazionale dei Giovani di S. Martino di Schio,
il Gospel Jubilee Festival di Torino, il 1°
Festival di Musica Cristiana di Sanremo.
Nel
2001 ha iniziato a lavorare alle canzoni del nuovo
album e, nel corso dell'estate, ha visto la luce
il suo primo singolo dal titolo Tra noi, cui hanno
collaborato grandi firme della musica leggera
italiana tra cui Massimo Galasso, Philippe Leon e
Luca Rustici.
A
Sanremo 2002 canta You and me.
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Figlio
di Adriano sta intraprendendo una sua strada
nella musica e nella fede, ma egli stesso
riconosce quanto ha ricevuto dal padre:
"Considero la mia fede un dono di Dio.
Il primo a parlarmi di Gesù è stato papà.
Diceva che Cristo era infinitamente buono e
giusto e ce lo faceva sentire come una
persona viva. La mia strada è quella della
ricerca interiore. Ho frequentato dei gruppi
di preghiera: è stata un'esperienza
importante perché grazie alla preghiera la
fede si radica nel cuore".
Canta con semplicità, impegno e profonda
convinzione una canzone nella quale parla ad
un suo amico del messaggio di Cristo, in cui
non riesce a credere: "Basterà che tu
apra il Vangelo per scoprire in quelle
parole l'infinità di una sapienza che
vedrai ti scalderà". Ecco l'Eterno
Messaggio di Cristo che "più attuale
non ce n'è".
Giacomo è il secondo dei tre figli di
Adriano e Claudia Mori è diplomato al Liceo
Scentifico di Milano. Il suo primo album
come cantautore si intitola "Dentro il
Bosco" arrangiato da Marco Lavezzi. Nel
1996 scrive una canzone per suo padre,
"Vento d'estate", che si trova
nell'album dello stesso Adriano. Nel 1997
nasce il desiderio di scrivere dei brani di
ispirazione cristiana e grazie ad alcuni
amici entra in contatto con il cantautore
Roberto Bignoli(uno dei più popolari
cantautori di musica cristiana
contemporanea) e il suo arrangiatore Mario
Ferrara.
Nel 1998 lavora come autore ed attore in
programmi della Rai (radio) mentre
intensifica la collaborazione per l'uscita
del suo nuovo Cd con Mario Ferrara.
Ora ci riprova con un singolo, intitolato
"Tra noi" scritto da lui stesso
MILANO - Adriano predica in televisione,
Giacomo lo fa cantando. Ma Celentano jr si
merita l'appellativo di "cantautore di
Dio" assai più del padre. Perché con
le sue canzoni hanno girato per i meeting di
musica cristiana , e con una in particolare,
"L'eterno messaggio", è approdato
al Metting Internazionale dei giovani a
Schio (1999) e all'Ariston (a fine novembre
1999) per il festival della musica cristiana
contemporanea, un Sanremo religioso.
Giacomo, 34 anni, non è però solo musica e
chiesa: viaggia, dice lui, su due binari
paralleli. "Da una parte scrivo dei
brani religiosi, dall'altra c'è il
pop". Come mai questa inclinazione
anche per la musica religiosa? "E'
semplice: credo in Dio. Vengo da una
famiglia cattolica e faccio parte di un
gruppo di preghiera, ma questa scelta è
anche frutto di un mio percorso personale.
Penso che un credente debba testimoniare la
sua fede. Io lo faccio con la musica".
Che rapporto ha con suo padre? "Ci
vediamo poco, ma ci teniamo in contatto.
Rispetta quello che faccio anche se non lo
condivide. Con lui c'è un feeling nascosto,
che nessuno dei due svela, e abbiamo una
linea di pensiero che ci unisce". Com'è
la sua vita?
"Ho passato dei momenti difficili. Nel
'90 avevo deciso di abbandonare
definitivamente la musica. Poi, dopo
l'incontro con Roberto Bignoli e Mario
Ferrara (con il quale ho scritto le canzoni
del mio ultimo CD)qualche anno fa, e grazie
a lui ho deciso di ricominciare".
Ma come giudica la sua famiglia? Il
settimanale "Oggi" nom è stato
generoso nei sui confronti.
"Hanno sentito solo i parenti, ma
nessuno di noi figli . E' una famiglia come
tante altre".
Aspetta un invito da suo padre in
televisione?
"Diciamo che lo vorrei. Ma non so se
arriverà. Lui è imprevedibile. E' la
parola giusta per definirlo".
Le piace il programma di suo padre?
"Moltissimo!!".
Da genitore si comporterà come lui?
"No, assolutamente. Sarò l'esatto
contrario. Io appoggerò e aiuterò i miei
figli".
E tutte le polemiche che hanno accompagnato
la trasmissione? "Mio padre ha parlato
di cose di cui tutti parlano, niente di
nuovo, ma lo ha fatto in modo diverso. Lui
ha un metodo artistico molto diretto, non
condivisibile da tutti, è
"ingombrante" nell'esposizione
televisiva, ma è autentico".
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