| |
|
INTERVISTE
FRA
LEONARDO CIVITAVECCHIA
"LA MIA MUSICA E’ PREGHIERA"
di F. Armenti
"La
canzone mi ha aiutato in situazioni particolari della
vita…". Esordisce così Leonardo Civitavecchia alle domande
provocatorie che gli proponiamo. E’ orgoglioso della sua musica
e a chi glielo contesta rammentandogli l’umiltà francescana
risponde che comporre e cantare fa parte della sua vita di
cristiano, di frate e, fra qualche mese, di sacerdote. Fra
Leonardo è uno di noi, cresciuto nella nostra città che ama
particolarmente e dove vive (ancora) la sua famiglia. Fa parte di
quei sanseveresi del quartiere dei "Catacubb" che si è
fatto strada e onora la nostra Comunità. Alla partecipatissima
presentazione barese della sua prima raccolta musicale —
intitolata "…per dire grazie!" — ha ricevuto
incoraggiamenti da Giuseppe Cionfoli e da Daniele D’Aco, due
noti "cantautori di Dio".
Da dove nasce la tua musica? Sin da ragazzo ho
amato la musica, e quando il Signore mi ha fatto il bel dono di
seguirlo, ho incominciato a scrivere canzoni. Niente per caso…!
Mi accorsi che il modo migliore di comunicare quello che avevo
dentro era proprio la musica. Senza ipocrisia e falsità, affermo
subito che la mia musica nasce da una sincera ricerca di Dio. C'è
un'intreccio tra fede e musica, altrimenti sarebbe tutto vano e
tempo perso. Fede e musica nel Padre, nel suo Amore,
nelle sue meraviglie…
Pensi di annunciare meglio quando predichi o quando
canti? Da premettere che ho incominciato ad annunciare
Gesù con la musica. Oggi, e ne sono felice, ho anche l'onore e
l'onere di farlo attraverso la predicazione. E poi penso che le
due cose per un Cantautore siano fondamentali. Importante è
annunciare, pregare, e far pregare. Del resto, esperienza di
questi anni, si può pregare anche con il canto, con la certezza
in più che le note volano alto, più in alto delle parole.
Ti capita mai di pensare al successo? Gianni
Ciardo, attore comico barese, nel congratularsi per l'uscita del
mio lavoro così scrive: "Io spero che tu continui ad
esprimerti attraverso la canzone, senza diventare neanche un po'
famoso e ancora meno popolare. Il successo da alla testa, anche al
più saggio…". Anche se le mie canzoni prenderanno il
"volo", o avranno "consensi" sempre più
larghi, io vorrò, con l'aiuto di Dio, rimanere me stesso.
I tuoi superiori ti hanno sempre incoraggiato?
Non sempre. Giustamente preoccupati della mia formazione culturale
e
spirituale. Oggi invece, questo lavoro "…per dire
Grazie!", nasce dall'incoraggiamento dei miei stessi
superiori. Il mio Padre Provinciale così scrive: "Sono certo
che sarà un mezzo efficace per la nuova evangelizzazione,
soprattutto per i tanti giovani innamorati della Vergine Maria e
affascinati da San Francesco. Auguri". E' da queste parole
che trovo la gioia a continuare per questa strada intrapresa, a
servizio di Dio e dei fratelli.
Chi
è Dio per te, quanto conta nella tua musica? E' un
"Dio presente", nella mia vita, nella mia storia, tra
gioie, successi, sconfitte, incomprensioni e scoraggiamenti,
cadute e riprese. Un Dio che, attraverso la canzone, mi ha aiutato
in situazioni particolari della vita…! E' qui che comprendo che
le canzoni non sono "nostre", ma, umilmente, opera di
Dio.
La musica aiuta a essere felici? Felici coloro
che hanno la musica nel cuore e il sorriso sulle labbra, affermava
F. Schubert. Senza dubbio la musica religiosa è comunione, è
preghiera, è gioia: in poche parole ci aiuta ad avvicinarci a
Dio. S. Agostino diceva che in noi c’è una voce che canta,
perché dentro abbiamo Qualcuno che ci ascolta, quel Qualcuno che,
da duemila anni, passa continuamente sulle rive della nostra anima
e ci chiama. Ma noi, forse, abbiamo troppe reti da lasciare:
affetti, amicizie, interessi… Lasciamo queste reti per seguire
il Signore che ci chiama, ed essere insieme con Lui, pescatori di
uomini. E ancora: "Se potrò far sorridere qualcuno con una
canzone, la mia vita non sarà stata invano" (M. L. King).
Scrivete a Fra Leonardo Civitavecchia e-mail : 
|