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INTERVISTE
IRENNE
CORONADO
IRENNE
CORONADO, CANTAUTRICE PER IL VANGELO
A cura di Stefano Biavaschi
e-mail: ilprofetadelvento@tiscalinet.it
Tu sei del Guatemala: cosa significa la musica per voi? La
musica è prima di tutto un'espressione universale.Per noi
guatemaltechi è un modo di comunicare, è un'alternativa a tante
parole. E' anche un modo di crescere, di conoscere.La musica
trasmette sempre un messaggio positivo; semmai sono le parole che
possono trasmetterne uno negativo.
Perché vieni spesso in Italia? Perché in Italia
ho una sorella sposata che vive a Roma e un simpatico nipotino
italiano. Quando vengo sono ospite di una bravissima famiglia a
cui negli anni mi sono affezionata, e che è diventata la mia
seconda famiglia. Ne approfitto non solo per imparare sempre
meglio la lingua italiana, ma anche per partecipare a tanti
concerti a cui vengo invitata.In questo modo ho conosciuto tanti
bravi cantautori italiani, come Roberto Bignoli, Don Matteo
Zambuto, Mariuccia Sutti, Marco Tavola, Don Giosy Cento,
Piergiorgio Bussani, Marco Bonini, Don Carlo Cavallin, Suor Piera
Cori, Aurelio Pitino, Paolo Migani, e tanti altri.
La musica italiana ti piace? E influenza il tuo stile?
La musica italiana è molto particolare e mi piace tanto.I
compositori italiani sono veramente esperti, sanno bene il loro
mestiere.Mi piacerebbe tanto che il loro stile influisse sul mio.
Anche se la mia esperienza è soprattutto di musica religiosa.
Quali differenze noti tra il vostro modo di cantare e il
nostro? Il vostro modo di cantare è più libero; è
molto flessibile.Invece il nostro è più uniforme, però abbiamo
una nostra impronta, delle nostre variazioni, e soprattutto diamo
al canto molta euforia.
Quale genere di musica senti maggiormente scorrere nelle
tue vene? Sinceramente mi piacciono tutti i generi; ma le
circostanze non mi hanno permesso fino ad oggi di interpretarli
tutti.Il genere che maggiormente scorre nelle mie vene adesso e
che sto realizzando in queste periodo, è la Balada, Pop, Rock, ma
anche la musica leggera.
Tu scrivi spesso anche i testi: sei dunque anche un po'
poetessa? E che cosa scrivi nelle tue canzoni? Nei miei
testi emergono i sentimenti che tutti noi sperimentiamo nella
nostra vita quotidiana. Quelle cose universali che colpiscono
tutti gli esseri umani. In più scrivo la realtà delle meraviglie
divine, della Fede che deve portarci ad essere più fratelli.Scrivo
per lasciare un messaggio di umanità, di solidarietà, ma senza
perdere quella gioia che viene dalla dignità di essere figli di
Dio, come lo siamo tutti.
Qual è la sensibilità musicale dei giovani del tuo
Paese? Cosa amano di più? Sono come succede spesso esterofili o
amano anche la propria tradizione musicale e la difendono?
Esiste molta sensibilità nei giovani guatemaltechi come in tutti
i giovani del mondo. Forse amano la vita stessa, la gioia di
essere insieme, ed esprimono questo con il ritmo delle canzoni che
parlano al cuore. Anche loro risentono dell'influenza della musica
anglosassone, soprattutto del Nord-America, degli Stati Uniti in
particolare. Non amano tanto la nostra tradizione musicale forse
perché la nostra musica tradizionale non è molto valorizzata;
eppure è bella come musica. Comunque non la cantano, ma non per
questo ne hanno vergogna, anzi in qualche modo la difendono. E ci
sono anche alcuni che la studiano, suonando strumenti particolari,
come la nostra tipica "Marimba".
E tu che messaggio vorresti dare loro? Qual è la cosa che
prima di tutte vorresti dire al mondo? Vorrei sempre con
il mio canto e con i miei testi dire a ognuno di loro: Non
dimenticare prima di tutto l'amore e l'allegria della gioventù.
Incomincia ad amare te stesso per poter essere amico degli altri,
scegliendo e mettendo in pratica quei valori fondamentali e morali
oggi quasi spariti.Non c'è strada più giusta per vivere questi
valori che la strada di Gesù. Se si pratica l'amore vero, si può
fare di tutto, liberamente.Diceva S. Agostino: "Ama e fai ciò
che vuoi". Anche al mondo vorrei dire: "Non dimenticate
che tutti noi abbiamo bisogno di vivere insieme con rispetto,
fraternità, senza mai perdere la dignità e la speranza di
vivere. Vivere uno di fronte all'altro, guardandoci sempre in
faccia e mai di spalle".
Che
cos'è il canto di evangelizzazione e cosa fai per essere una
missionaria laica E' un
canto che annuncia ed invita ad aprire il cuore all'insegnamento
che Gesù ha lasciato nel suo magistero.Il canto di
evangelizzazione è semplicemente cantare il Vangelo, anche se
adattandolo alla vita quotidiana e moderna. (Ma guai cambiare il
senso originale delle parole bibliche!) Ed io, come missionaria
laica, faccio tre o quattro cose:
1° Ho il mio direttore spirituale (Don Hugo Estrada, salesiano) e
mi lascio consigliare da lui.
2° Mi sforzo e lotto per praticare nella mia vita quotidiana i
Sacramenti: principalmente Riconciliazione ed Eucaristia.
3° Vado con molta allegria dove sono chiamata a cantare perché
sono convinta che occorra l'evangelizzazione. (Ho un talento, la
voce, quindi devo metterla al servizio degli altri.. E Dio
sostiene sempre i miei bisogni materiali attraverso la generosità
di altre persone).
4° Prego ogni giorno il tempo che mi occorre per essere forte
spiritualmente e poter lavorare. Perché sono umana, sono una
donna, ed ogni tanto sento che mi stanca, oppure sento la
solitudine, però sono convinta che nella preghiera, si trova la
pace, la serenità e la nuova forza di continuare. Perché sono
anche fragile , e questo non posso dimenticarlo mai.
So che sei stata protagonista del programma televisivo di
evangelizzazione del Guatemala, intitolato "minuto de Dios".
Che cosa facevi esattamente? Registravo in ogni programma
le mie canzoni.Veniva dato il messaggio evangelizzatore e dopo
cantavo, chiudendo così la trasmissione.E' stata un'esperienza
molto particolare ed interessante.
Hai anche altre esperienze significative da raccontare? Sono
tante, ne voglio elencare alcune che mi hanno dato delle
soddisfazioni come cantante di musica cristiana:
1° Ho partecipato più volte alla grossa catena televisiva EWTN,
presente in Alabama ed anche a New Orleans (nel programma in
spagnolo "Mensaje").
2° Sono stata ospite nella trasmissione "Cristianità"
condotta da Suor Miriam Castelli, nella RAI international a Roma,
e le dirette con Radio Mater e Radiotelepace di Verona.
3° Ho partecipato al 2* Festival Internazionale di Musica
Cristiana "Il mondo canta a Maria" che si tiene ogni
anno a Schio (VI) di cui è direttore artistico il noto e
carissimo amico e cantautore italiano Roberto Bignoli, e i vari
concerti organizzati dall'Ass.Nazionale "Il mio Dio canta
giovane"
4° E' stata anche molto significativa la mia esperienza di
"missionaria a tempo pieno": voglio dire che per dieci
anni, dalla mattina fino a notte inoltrata, attaccata alla mia
chitarra e con un cuore pieno di gioia, sono andata fra la mia
gente del Guatemala in tanti piccoli posti dove la gente vive in
grande povertà, ma ha il cuore "pieno della ricchezza della
Fede e dell'amore". Per me questa è stata l'esperienza che
più mi ha lasciato un insegnamento di accoglienza umanitaria, da
fratello a fratello.
Cosa
fai esattamente per la catechesi? E in che rapporti sei con la
Chiesa? Nel 1992 il vescovo
del Guatemala (Mons. Prospero Penados Del Barrio) mi ha consegnato
il mandato di missionaria. Da allora continuo a cantare nella
Chiesa con più responsabilità e impegno, per annunciare "il
Regno di Dio". Non sono una predicatrice, ma a volte mi
capita di parlare della mia vita e dell'influenza su di essa della
parola di Dio, della realizzazione di questo regno in me: un regno
di fraternità, di accoglienza, di rispetto e perciò di amore, ma
di quell'Amore che ti può provenire solo dalla Grazia dello
Spirito Santo. In quanto al mio rapporto con la Chiesa, voglio
precisare che io non sono consacrata, ma "semplicemente"
una laica battezzata (e sono ancora nubile, in attesa della volontà
di Dio nella mia vita di donna).Mi ritengo molto fortunata di
conoscere e allo stesso tempo di amare la "religione
Cattolica" e la Chiesa che Gesù ha fondato, e che gli
apostoli hanno seguito fino ad offrire la loro vita anche come
martiri. Sono una "dama salesiana" e ho molta devozione
a Maria Ausiliatrice. Il mio rapporto con la mamma di Gesù (madre
di Dio e madre del mondo), è profondo e speciale: ho fatto alcune
canzoni per Lei e allo stesso tempo mi piace moltissimo
evangelizzare attraverso la sua figura materna. Per me cantare
alla Vergine Maria è: cantare l'accettazione della volontà di
Dio, con allegria, con gioia; e con molta serietà aderire al
"FIAT" di Maria , il SI di tutti i cristiani.
Che legame c'è tra Dio e il canto? Per me ,
direi che ce nè uno solo: "la sua misericordia".
L'unica ragione per cui cantiamo è quella di lodarlo e
testimoniare la nostra Fede in Lui.Solo lo spirito Santo ti può
far cantare e dire: "ABBA', PADRE".
Voglio ringraziare il mio caro amico cantautore italiano Roberto
Bignoli e la sua cara e bella moglie Paola per la loro amicizia.Voglio
approfittare per lasciare un saluto con molto amore, ai miei
genitori: Renè e Belia. I miei fratelli : Otto, Ilfred; Ivàn, le
mie cognate: Lilian e Miriam, il mio caro cognato italiano: Bruno
Di Donfrancesco. i miei carissimi Enos e Fausta , la mia seconda e
generosa famiglia italiana,il mio caro amico,fratello in
Cristo,confessore e assistente spirituale: Don Hugo Estrada sdb. ,
mia zia: "tia Chichi", mia cugina: Miriam Lòpez
Eichelberger. E finalmente le mie amiche quasi come sorelle:
Martha Jane Melville del Guatemala, Nora Dieseldorff di Miami ,
Stati Uniti, e tutte le care sorelle Missionarie dell'Immacolta di
P.Kolbe.
La
musica religiosa? "Non sono solo canzonette"
Irenne Valeska Coronado, missionaria laica della Chiesa cattolica
in Guatemala e negli Stati Uniti, da 15 anni a questa parte si
dedica al canto di evangelizzazione. Dieci album al suo attivo,
protagonista di programmi televisivi e conduttrice di trasmissioni
radiofoniche, esperta di canto liturgico: per Irene ogni occasione
è buona per parlare di Dio all'uomo del nostro tempo.
Irene, come hai scoperto la tua vocazione di cantautrice
cristiana? Fin da piccola ero molto portata per la
musica, ma non sapevo ancora che fosse un dono di Dio. Poi, grazie
ad alcune persone, ho iniziato a cercare la mia strada ed ho
scoperto l'amore di Dio in me. Questa scoperta è stata la molla
di tutto. Quando una canzone nasce, è perché lo Spirito Santo ti
prende. Non so come, è un mistero che accade nel silenzio. Scrivi
perché hai voglia di dire quello che hai scoperto.
Per
te cosa vuol dire evangelizzare attraverso la musica?
È una gioia. È come quando scopri un
tesoro e, come dice il Vangelo, subito vai a vendere tutto quello
che hai per comprare la perla preziosa. Io ho trovato un tesoro e
voglio dire alla gente che questa opportunità esiste anche per
loro.
Tu
sei nata in Guatemala: com'è la realtà religiosa nel tuo Paese?
Noi del Guatemala siamo gente semplice,
umile, senza molte complicazioni. Ed è il cuore semplice il più
aperto alla Parola di Dio. Per questo il popolo del Guatemala è
molto credente. Siamo aperti ad accettare il Mistero e a viverlo.
La fede è per noi un valore fondamentale.
Viaggi
però anche molto negli Stati Uniti, dove la situazione è ben
diversa… Sì, la vita lì
è più facile. La gente ha tutto, come mi sembra qui in Europa.
Ma si vive spesso nell'artificio e non si sente nemmeno il bisogno
di ringraziare Dio per quel che si possiede. Il mio modo di pormi
davanti alle persone è però sempre lo stesso, perché l'Amore di
Dio è solo uno, come la Chiesa è una. Il mio unico pensiero è
amare la persona così com'è, anche se la pensa diversamente da
me. Davanti a Dio, tutti siamo uguali.
Hai
avuto molta esperienza alla radio e alla tv. Che importanza ha per
evangelizzare oggi l'uso di questi mezzi di comunicazione?
Un'importanza enorme. Dobbiamo imparare ad
utilizzare nel modo giusto tutto quello che abbiamo a disposizione
per dare un annuncio che parli alla vita di ogni giorno. La
tecnologia è parte del mondo moderno. Non possiamo rimanere
indietro.
La
musica religiosa moderna qui in Italia è guardata con un po' di
sospetto, c'è chi la definisce un insieme di canzonette… Nella
Chiesa cattolica c'è una tradizione che non si deve perdere.
Nella celebrazione liturgica dobbiamo imparare veramente a dare un
canto di lode a Dio ed il canto liturgico è una ricchezza da
difendere. Ma fuori della celebrazione, sono necessarie anche
queste "canzonette", per parlare al mondo in semplicità,
usando il linguaggio della gente. Noi cantiamo l'amore, la pace,
la dignità della persona. Vogliamo far sentire questi valori
anche attraverso le nostre "canzonette". Ma senza
perdere mai l'equilibrio. Per non dimenticare il perché del
nostro canto.
Scrivete
a Irenne Coronado e-mail : 
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