INTERVISTE

 

INES DE VIAUD A cura di Paola Maschio

Mensile Popoli - Giugno 2001


de Viaud Pop.jpg (8478 byte)Ines, so che hai cominciato a cantare fin da giovane , ma ad un certo punto della tua vita, hai capito che cantare e scrivere musica era un dono di Dio, che cosa te lo ha fatto comprendere? E che cosa senti di trasmettere alle persone. Avevo 13 anni quando compresi che la musica era parte della mia vita. Il mio sogno era iscrivermi al Conservatorio ma non ne ebbi la possibilità in quanto mia mamma sosteneva che la musica non era un mezzo per vivere. Allora decisi di cominciare ad imparare a suonare la chitarra e di partecipare ad un Festival ibero-americano di Musica leggera, "L' OTI Festival" come rappresentante del mio paese. Tornai contenta con una proposta di lavoro per 2 anni in Spagna, ma ero già sposata con figli e l'idea di lasciarli per seguire il mio sogno, mi fermò e decisi di stare con la mia famiglia.
In quel tempo fui invitata invece a cantare durante la messa degli ammalati nell'Ospedale Statale di El Salvador. Questa nuova esperienza, che combaciò con la malattia di mio papà e la sua morte, mi fece capire che la mia musica poteva toccare i cuori degli ammalati e donargli un po' di pace. Da qui cominciai a comprendere che il Signore mi stava usando attraverso la mia musica per essere al servizio della comunità, e così piano piano compresi la mia missione. Con il canto desidero testimoniare che solo il Signore può darci la vera vita e capirne il vero valore.

Questa scelta, è nata sicuramente grazie ad un cambiamento di vita interiore, cosa è successo? Come l'hai vissuto all'interno della tua famiglia? So che sei sposata e hai cinque figli come hanno reagito di fronte a questo tuo cambiamento? Mi ero sposata a 16 anni e avevo già tre figli, mi ero distaccata dal mondo dello spettacolo e dalle proposte nate dopo il Festival OTI perché avevo scelto di stare ancora vicina alla mia famiglia. Quando cominciai a cantare in ospedale, i miei familiari erano tranquilli perché pensavano che il Signore non avrebbe permesso di allontanarmi da loro, nacquero nel frattempo altre 2 bambine e la mia famiglia era serena. Insieme alla mia famiglia abbiamo compreso cosa vuol dire "darsi per Amore", cose che io avevo inglobato dalla mia famiglia. Infatti mia mamma è direttrice della confraternita carceraria in Salvador. Abbiamo scoperto che il rispetto e la dignità sono valori importanti da tenere presenti nella vita ed abbiamo imparato dai poveri la dignità della persona. Ho constatato anche che tutti siamo alla ricerca della vita ma la vita che ci propone il mondo è fatta di desolazione, vuoto e disperazione, invece attraverso la fede ho scoperto che la Vita è il dono più grande e più bello che Dio poteva farci.

Tieni concerti , adesso , in tutta l'America Latina, USA (Miami, New york , Los Angeles, Arizona, Washington etc.) sei stata anche in Canadà ed in altri molti paesi dell'America del Sud. Cosa ci puoi dire di questi viaggi? Posso dire che nel mondo c'è molta necessità di amore, c'è tanto dolore, ferite del passato, guerre e il più bello della mia missione non è solo il cantare ma stare vicina alle persone, entrare in contatto con loro darle una testimonianza di fede, tutto questo a volte "guarisce", ed io sono solo uno strumento nelle mani di Dio. La mia missione è dura, a volte torno esaurita senza forze ma quando rientro in casa e vedo la mia famiglia mi riprendo e ringrazio il Signore. A volte vengo attaccata da situazioni difficili in famiglia, da problemi con i figli, o da altre situazioni fastidiose, ma le vedo come delle prove e so che il Signore mi aiuta a superarle. Viaggiando ho conosciuto tante realtà ed ho potuto conoscere me stessa, le mie debolezze, le mie insicurezze , la mia fragilità ma ho imparato a fidarmi di Dio.

Sei stata anche parecchie volte in Italia a cantare, raccontami in breve cosa ti ha colpito di queste esperienze e quali sono le differenze che hai riscontrato con la gente del tuo paese. Sono arrivata in Italia grazie all'incontro al Festival "Hosanna" di Orlando (USA-Florida) con i cantautori cristiani italiani Don Mario Migliarese, Aurelio Pitino e Roberto Bignoli. Mi hanno invitato al "Multifestival Magnificat, artisti cristiani Europa", al "Meeting internazionale dei giovani" di Schio e poi ho partecipato negli ultimi 5 anni a vari concerti un po' in tutta Italia. Ho scoperto che i giovani italiani hanno bisogno di essere toccati nel loro intimo e nella loro spiritualità con nuove forme di evangelizzazione, e la musica di ispirazione cristiana credo sia un mezzo importante per avvicinarsi a loro.

Il Salvador è una terra assai provata e di missione, ultimamente flagellata dal terremoto, qual è adesso il tuo operato nei confronti della "tua gente"? Si il mio paese ha vissuto molti momenti difficili nell'arco della storia ed è un paese che soffre, e il recente terremoto ha reso questa sofferenza ancora più intensa ed estesa. Sembra che Dio ci abbia abbandonato, ma io non lo credo anzi mi sembra più giusto pensare che sia un paese "Eletto" in quanto proprio attraverso queste grandi croci possiamo sentire di essere più vicini a Lui. Un paradosso forse, ma è ciò che mi fa credere che si può andare AVANTI. Un anno fa ho incontrato Sor Ana Beatriz , nella sua scuola "S. Ines" feci un concerto per le sue studenti. Adesso quella scuola è distrutta va ricostruita ed io farò il possibile perché ciò avvenga al più presto. Da qui è nato il progetto "Amici del Salvador" che si impegna a ricostruire la Scuola S. Ines e a portare aiuto ai paesi più piccoli come ad esempio la cittadina S. Lorenzo. Ed in questo momento uso tutte le mie capacità e conoscenze per poter aiutare concretamente il Salvador.

Qual è il tuo messaggio per i lettori di Popoli? E' bello essere cristiani…però è più bello vivere da cristiani e nella mia ultima canzone dico : "Signore, quando arriverò alla tua presenza, sai cosa voglio portare nelle mie mani? Sorrisi di bambini che il mio canto riuscì, i miei capelli bagnati dal pianto del povero che nessuno ascoltò, vuote le mie vene per essermi donata senza condizioni…ma la cosa più importante…..arrivare con le mani piene d'amore".

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