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INTERVISTE
REMY
VARONE
Che cos'è per te la musica? La musica è un'arte
straordinaria, capace di raccogliere ed esprimere i sentimenti e
le emozioni più profonde. E' uno strumento di comunicazione vivo,
un talento, un dono di Dio. La musica è un'arte straordinaria,
capace di raccogliere ed esprimere i sentimenti e le emozioni più
profonde. E' uno strumento di comunicazione vivo, un talento, un
dono di Dio.
Da
quando fai musica? Praticamente
dal 1976 dopo aver fatto solfeggio e chitarra classica ho avuto
alcune esperienze musicali di vario genere e poi suonando in
parrocchia.
La musica cristiana, perché è così importante per te?
E' una logica conseguenza di un cammino di fede. Se si ha un
rapporto di vita con l'Amore, non si può non raccontarlo, non
amplificarlo; sarebbe come dire di non credere e di non aver
alcuna intenzione di trasmettere la tua esperienza. Sarebbe
egoismo.
La tua vocazione è stata il matrimonio con Maria Rosaria.
E il vostro cantare il Signore? Moltissime cose della
nostra vita noi le viviamo assieme. Il canto ci ha fatto
praticamente conoscere e siamo cresciuti con esso. Oggi è una
parte bella della nostra vita di coppia; per moltissimi siamo la
"coppia che canta". E' il Signore che ci usa?
Sei, insieme ad altri, alla guida della più storica e
grande famiglia di cantautori cristiani italiani. Cosa pensi del
futuro di questo settore? Credo e spero fortemente in un
futuro più maturo e professionale. Molte cose sono cambiate e
migliorate in questi ultimi anni; anche la migliore coscienza dei
parroci che ormai propongono con più facilità la musica
d'ispirazione cristiana nelle loro feste; e non solo, anche laici
e gruppi laici cominciano ad osservarci ed ascoltarci. Io credo
che non saremo mai delle stars ma auspico un futuro di
testimonianza musicale sempre più autentico e di migliore qualità
professionale.
Al tuo attivo hai una Messa per giovani, quattro lavori
personali di cui uno sul matrimonio; la partecipazione ad alcune
compilations nazionali ed internazionali. E l'ultimo: Terra e
Cielo? E' il desiderio di ricordare a tutti con un
linguaggio attuale che noi siamo terra e cielo. Lo siamo nei
sentimenti, nel corpo; lo siamo nelle fragilità. Questo lavoro è
un po' come i Dieci Comandamenti: si riferiscono a Dio e all'uomo.
Dio ci ha creati dal fango ma ha soffiato nelle narici di Adamo il
suo Spirito di vita. E' un invito ad una concretezza di vita.
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