INTERVISTE


REMY VARONE

Remy Varone.jpg (10324 byte) Che cos'è per te la musica? La musica è un'arte straordinaria, capace di raccogliere ed esprimere i sentimenti e le emozioni più profonde. E' uno strumento di comunicazione vivo, un talento, un dono di Dio. La musica è un'arte straordinaria, capace di raccogliere ed esprimere i sentimenti e le emozioni più profonde. E' uno strumento di comunicazione vivo, un talento, un dono di Dio.

Da quando fai musica? Praticamente dal 1976 dopo aver fatto solfeggio e chitarra classica ho avuto alcune esperienze musicali di vario genere e poi suonando in parrocchia.

La musica cristiana, perché è così importante per te? E' una logica conseguenza di un cammino di fede. Se si ha un rapporto di vita con l'Amore, non si può non raccontarlo, non amplificarlo; sarebbe come dire di non credere e di non aver alcuna intenzione di trasmettere la tua esperienza. Sarebbe egoismo.

La tua vocazione è stata il matrimonio con Maria Rosaria. E il vostro cantare il Signore? Moltissime cose della nostra vita noi le viviamo assieme. Il canto ci ha fatto praticamente conoscere e siamo cresciuti con esso. Oggi è una parte bella della nostra vita di coppia; per moltissimi siamo la "coppia che canta". E' il Signore che ci usa?

Sei, insieme ad altri, alla guida della più storica e grande famiglia di cantautori cristiani italiani. Cosa pensi del futuro di questo settore? Credo e spero fortemente in un futuro più maturo e professionale. Molte cose sono cambiate e migliorate in questi ultimi anni; anche la migliore coscienza dei parroci che ormai propongono con più facilità la musica d'ispirazione cristiana nelle loro feste; e non solo, anche laici e gruppi laici cominciano ad osservarci ed ascoltarci. Io credo che non saremo mai delle stars ma auspico un futuro di testimonianza musicale sempre più autentico e di migliore qualità professionale.

Al tuo attivo hai una Messa per giovani, quattro lavori personali di cui uno sul matrimonio; la partecipazione ad alcune compilations nazionali ed internazionali. E l'ultimo: Terra e Cielo? E' il desiderio di ricordare a tutti con un linguaggio attuale che noi siamo terra e cielo. Lo siamo nei sentimenti, nel corpo; lo siamo nelle fragilità. Questo lavoro è un po' come i Dieci Comandamenti: si riferiscono a Dio e all'uomo. Dio ci ha creati dal fango ma ha soffiato nelle narici di Adamo il suo Spirito di vita. E' un invito ad una concretezza di vita.

 

 

 
   

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