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INTERVISTE
DON MATTEO
ZAMBUTO
CON
I GIOVANI SI CAMBIA MUSICA
Vita Pastorale N° 2/2001 a cura di Paola
Maschio
Con oltre 400
canzoni in repertorio e la presidenza dell'Associazione il mio Dio
canta Giovane, Don Matteo Zambuto è convinto che per incontrare
le nuove generazioni occorre imparare il loro linguaggio.
"Chiunque voglia fare un discorso efficace su Gesù, deve
muovere dai problemi umani e tenerli presenti nell'esporre il
messaggio. Il contatto con i giovani ci costringe a rivisitare i
nostri generi musicali triti e ritriti". Sacerdote-cantautore
e Presidente dell'Ass.Nazionale Artisti Cristiani "Il mio Dio
canta giovane", Don Matteo Zambuto racconta la "sua
avventura" a servizio dell'evangelizzazione con il
linguaggio musicale, moderno e coinvolgente.
Come le
è venuta l'idea di utilizzare la musica per predicare il Vangelo?
Nasce in me all'età di 14 anni, quando cominciavo a comporre le
prime canzoni. Nella mia Diocesi di Pavia il mio canto più
conosciuto è il "Benedite", composto alla tenera età
di 15 anni! Attualmente sono convinto che chiunque voglia fare
all'uomo d'oggi un discorso efficace su Gesù, deve muovere dai
problemi umani e tenerli sempre presenti nell'esporre il
messaggio. Ecco il motivo per cui voglio percorre la strada della
musica. I giovani ne ascoltano parecchia e di tutti i generi: se
vogliamo incontrarci con loro dobbiamo imparare il loro linguaggio
e percorre le loro strade. Questo non è un problema metodologico,
la musica e le canzoni fanno parte di quella realtà dove è
possibile incontrare e parlare di Dio nella sua verità. Il nostro
è un Dio incarnato e la sua Parola è destinata ad irrompere
nella storia, per rivelare ad ogni uomo la sua vera vocazione e
dargli modo di realizzarla.
Non ha
mai incontrato difficoltà, da parte delle autorità
ecclesiastiche, per il particolare modo di esprimerse la Sua
missione? Tra questo modo di annunciare il Vangelo e le
Autorità Ecclesiastiche non sono mai sorte difficoltà né
incomprensioni. D'altro canto la Chiesa ufficiale, a parte qualche
prelato ancorato a visioni antiquate e anacronistiche, si sta
rendendo conto del valore immenso della proposta del cantautorato
di ispirazione cristiana e normalmente la caldeggia. Ma c'è
ancora molto da fare.
Come
hanno accolto i giovani questa Sua predicazione? Spesso
si rimane vagamente insospettiti dal fatto che un prete possa
cantare oltre a compiere la sua missione secondo i canoni
tradizionali. Lo noto in particolare quando l'uditorio è
specificatamente composto da adolescenti e giovani. Sulle prime
canzoni c'è un senso di distacco, ma alla …terza canzone sono
incontenibili. Questo dimostra che le nostre canzoni, oltre a
piacere, sono coinvolgenti e trasmettono un messaggio moderno e
attuale. Il contatto coi giovani, inoltre, ci …costringe a
rivisitare i nostri generi musicale che in genere hanno il sapore
di antico, troppo sbilanciati sul trito e ritrito pop melodico
oppure tendente a fare predicozzi, quando non siamo troppo
devozionisti e bacchettoni. Il messaggio deve essere chiaro,
limpido, concreto, deve colpire subito. Proprio come sono i
giovani oggi: genuini e concreti.
Durante i
Suoi concerti quale messaggio cerca di dare? Possiedo
varie tipologie di concerti grazie al fatto che posso pescare in
una produzione che ammonta ad oggi a più di 400 canzoni. Potendo
variare dal genere liturgico a quello più moderno, dopo essermi
informato sul pubblico che mi ascolterà faccio una scelta di
canzoni appropriate. Spesso durante i concerti, a seconda delle
reazioni che noto tra coloro che mi ascoltano, cambio la scaletta.
In una parola cerco di parlare di Cristo, a partire dall'umano, in
forza della dimensione incarnazionistica del messaggio cristiano.
Sono i valori comunque i protagonisti dei miei concerti e in
particolare i grandi temi della vocazione, del senso della vita,
della pace, della fraternità, della verità, della vita nascente.
Quali
sono i Suoi progetti per il futuro? Per quanto riguarda
il mio futuro penso di continuare lungo questa strada, cercando di
migliorare la mia proposta dal punto di vista dei contenuti e
della musica. Ho dei progetti in cantiere come un recital sulla
Storia della Salvezza (Dio e l'uomo: il dramma dell'amore) e una
via Crucis per giovani. Presto saranno pubblicati dalle Edizioni
Paoline i seguenti lavori: una Messa per giovani in collaborazione
con altri cantautori, una mia Messa per giovani, un lavoro
liturgico su Maria (O Donna Gloriosa) contenente i più importanti
inni mariani della nostra tradizione cristiana. Non sono impegnato
in Parrocchia perché mi dedico totalmente all'animazione del
mondo giovanile della mia Diocesi. Con la Presidenza
dell'Associazione IL MIO DIO CANTA GIOVANE si sono allargati i
miei orizzonti e il mio cuore batte a pieno ritmo nazionale. Sono
pure impegnato nel Centro Giovanile Diocesano, che ho fondato 13
anni fa
Lei ha
una parrocchia? Come accolgono i suoi parrocchiani la Sua
predicazione in musica? Operando a livello diocesano,
solo i ragazzi e i giovani conoscono le mie scelte e i miei
impegni. Il fatto che un bel gruppo si è fatto coinvolgere dalla
mia missione di Cantautore di Dio è segno di una primavera che
quanto prima darà i suoi frutti.
DON
"FIORELLO" TORNA A SANT'ANGELO "IO PRETE, SONO
CANTAUTORE DI DIO"
(GIORNALE
DI SICILIA)
Si
è già esibito a Sant'Angelo Muxaro, il paese dov'è nato,
domenica sarà a Sant'Elisabetta, lunedì a Casteltermini, martedì
a San Biagio. Altri inviti, pervenuti da altri centri, declinati
perché venerdì prossimo andrà via. E' questa una parte della
"tournée" estiva di Matteo Zambuto, cantautore. Niente
di strano vista l'imminenza di varie manifestazioni estive, ed
artisti che si esibiscono nelle piazze dei nostri paesi. Ma questo
è un tour insolito visto che il cantautore è un prete. Don
Matteo Zambuto, nato a Sant'Angelo Muxaro quarantadue anni fa,
esercita il suo ministero a Pavia, città in cui emigrò da
bambino con la sua famiglia. Ha già inciso parecchi lavori con le
Edizioni Paoline e con l'editore Rugginenti. Sempre con le Paoline
ha collaborato per la pubblicazioni di raccolte di canti proposte
dal Movimento per la Vita, con cui collabora al "Cantiamo la
vita" Nazionale. Nella sua Pavia ha dato vita ad un concorso
denominato "Canta la vita" che va avanti
ininterrottamente da più di un decennio. Un sacerdote dinamico.
Le sue canzoni non sono esclusivamente di natura religiosa, ma
raccontano storie di vita. Non un cantautore
"etichettato", ma uno che riesce a parlare alla gente.
Per via di un suo lavoro per le Edizioni Paoline, contenente sei
canzoni con le relative basi musicali che chiunque poteva
utilizzare per cantargli dietro, il Quotidiano "La
Repubblica" lo battezzò "don Fiorello", a cui seguì
un invito a cantare nella famosa "Piazza Italia" dei
Fatti Vostri di Michele Guardì. La sua storia finì su altri
quotidiani nazionali e settimanali. Ma il successo non lo ha
turbato. Canta ovunque, negli oratori parrocchiali e nelle piazze.
Perché
un sacerdote si mette a cantare?"Reputo
un ministero quello del canto, un modo, una via attraverso la
quale arrivare ai giovani, per seguirli nelle loro lunghezze
d'onda, scuotere le loro diffidenze verso tutto e verso
tutti"
Un
modo insolito di fare Chiesa… "
La mia vuole essere una chiesa che si apre alla gente, che gli
vada incontro, non una chiesa chiusa in se stessa, integralista,
ma una chiesa moderna che sia attenta ai cambiamenti. Mi piace il
contatto con le persone a cui amo trasmettere i valori in cui
credo".
Di
che cosa parla nelle sue canzoni?"Metto
nelle mie canzoni tutto ciò che di bello c'è nella vita, in
tutte le sue sfaccettature, senza dimenticarmi dei problemi
esistenziali. Temi sociali e temi spirituali in cui chiunque può
riconoscersi. Scrivo talora delle sensazioni che provo andando
insieme con i giovani, per la strada, incontrando chi soffre e chi
gioisce".
La
definizione datele dal quotidiano "La Repubblica" come
di una sorta di Don Fiorello l'ha infastidita o divertita? "Mi
ha fatto sorridere, anche perché non vado per le piazze a fare
Karaoke. Quell'articolo mi ha procurato una notorietà immediata,
che certamente non era nelle mie intenzioni, anche perché veniva
un po' sfasato quello che faccio io. Nel giro di una settimana ho
ricevuto un mucchio di telefonate da giornali, Tv locali e
nazionali. Ho rifiutato tutto quanto mi è stato proposto - anche
una mezza proposta di andare a Sanremo - perché non cercavo il
successo. Ho accettato soltanto l'invito della redazione dei Fatti
Vostri perché lì sapevo che potevo senza travisamenti
trasmettere ad altri la mia esperienza di sacerdote e di uomo che
sta tra la gente utilizzando il canto".
Cosa
dice chi la sente cantare…"La
cosa che mi colpisce quando mi esibisco in pubblico è
l'atteggiamento dei giovani che spesso non credono che un prete
possa andare in giro a cantare la vita…"
Enzo
Caci
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