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Vent’anni
di repliche e oltre due milioni di spettatori.
Duecentocinquanta attori si sono alternati nei vari ruoli.
Migliaia le compagnie “amatoriali” che ogni anno
mettono insieme questa semplice commedia musicale. Qual è
la ricetta di questa enorme popolarità? Le testimonianze
dei protagonisti, delle comparse, dei musicisti, e degli
spettatori indicano che il segreto di tutto questo
successo sta proprio nella figura unica e grande del
“fraticello di Assisi”. Per la prima volta viene
pubblicato il copione integrale dell’opera, con tutte le
annotazioni di regia e i consigli di chi, questo musical,
lo ha scritto e rappresentato sin dal 1981.
Giampaolo Mattei: Giornalista professionista, dal 1986
lavora all’Osservatorio Romano, il quotidiano della
Santa Sede, e dal 1990 segue l’attività del Santo
Padre. E’ autore di tredici libri inchiesta sulla fede
cristiana. Tra questi ricordiamo: Il cardinale Alijzije
Stepinac (Città del Vaticano, 1999), Note su Dio (Ldc,
1994), Io Nìrmala, la storia dell’erede di Madre Teresa
di Calcutta (Ldc, 1999), Il cinema e la fede – La messa
è finita? (Ldc,1995). Per Piemme ha pubblicato Anima mia
(1998) e Grazie Dio (1999).
"Anima
mia - Rock, Pop & Dio"
di
Gian Paolo Mattei - ED.Piemme

Tante
canzoni su Dio ma anche "note stonate sulla
Chiesa". E' quanto emerge dall'ascolto del
"coro" composto da quasi 2OO protagonisti della
canzone Internazionale intervistati da Gianpaolo Mattei
giornalista dell'Osservatore Romano, per la casa editrice
Piemme. In "Anima mia - Rock, Pop & Dio"
questo e' il libro fresco di stampa e gia' disponibile in
tutte le librerie - i piu' famosi interpreti della canzone
si confessano su una questione che almeno a guardare la
produzione discografica degli ultimi tempi, si e' rivelata
un vero proprio "boom": la fede. Il 6O per cento
dei cantanti intervistati ha dichiarato di essere
cristiano, il 24 per cento ateo o agnostico mentre il 16
per cento ha affermato di avere una spiritualita'
personale quasi sempre ispirata da filosofie orientali
(buddismo in testa). Tra quanti si riconoscono cristiani
solo il 15 per cento va a Messa, il 3O per cento si e'
dichiarato cattolico "con riserva" e il 55 per
cento ha mostrato di nutrire grande fiducia in Dio
"ma assai meno nei confronti della Chiesa".
Ovviamente il "campione" dell'inchiesta non e'
scentifico, ma e' sicuramente molto indicativo e
rispecchia, non poteva essere altrimenti, il sentire
dell'uomo di oggi. "Dopo duemila anni - scrive Mattei
nella presentazione del volume - e' tragicamente evidente
che su Cristo e la sua Chiesa si sa poco e quel poco
spesso e' anche sbagliato". Ma non e' il caso di
cedere il passo al pessimismo. Mattei ricorda a questo
proposito una battuta del Cristo di Guareschi a D.Camillo
che agitatamente si lamenta dei suoi parrochiani:
"Chi li capisce?" - "Io" risponde
pacatamente il Crocifisso.
Il panorama offerto dalle interviste e' ampio e vario:
dalla "dissacrante Madonna alla "pia"
Whitney Houston, dai "narcisisti" Oasis che si
ritengono piu' importanti di Dio, al "ribelle"
Vasco Rossi, cantore della "vita spericolata",
che riscopre la paternita' anche i valori cristiani. Tra i
cantanti intervistati ci sono tra gli altri, Bob Dylan,
gli U2, Stevie Wonder, Cat Stevens, i Pink Floyd, i Doors,
Tina Turner, insieme con gli italiani Baglioni, Battiato,
Dalla, Morandi, De Andre', Guccini, Ligabue, Celentano,
Fiorello, Jovanotti, Pausini, Ramazzotti, Venditti,
Vecchioni, Renato Zero solo per citare ad alcuni nomi
famosi. Non mancano neppure i cantanti religiosi che
attraverso le canzoni cercano di esprimere la loro storia
di Fede tra cui Gen Rosso, Sal Solo, Claudio Chieffo,
Aurelio
Pitino, Roberto Bignoli, Tony Pagliuca, Giosy Cento,
Michele Paulicelli, Ines de Viaud, D.Mario Migliarese, e
tanti altri. Tra i 2OO personaggi intervistati ci sono,
dunque, le piu' eccentriche rockstar ed i "cantautori
d'ispirazione cristiana".
Mattei ha posto l'interoggativo sulla fede non solo agli
artisti cristiani, ma anche a buddisti, mussulmani, indù
ed ebrei. E' significativo che alcune questioni cruciali
del nostro tempo come l'Algeria, la ex Jugoslavia, Cuba ed
Il Salvador vengano raccontate con le parole di cantautori
che hanno messo in musica il travaglio dei loro popoli.
"Ho ascoltato storie di fede e di incredulita' -
spiega Mattei nella presentazione - Ho incontrato persone
che, con le loro confidenze e con le loro testimonianze,
non lasceranno indifferente chi si farà
"abbracciare" dalla lettura, persone che si
sforzano di vivere la loro fede ogni giorno e altre che ne
parlano usando il verbo all'imperfetto, come se la
sentissero appartenere al passato. Ho riportato fedelmente
ogni punto di vista, anche i 'secondo me' oggettivamente
insostenibili". "Per chi vuole - suggerisce
l'autore - il libro ha l'ambizione alta e la pretesa umile
di proporre un'esperienza di Dio usando un canale diverso,
insolito per questo fine, ma ben conosciuto. Le canzoni,
appunto".
Da questa sorta di "antologia di Spoon River"
dei vivi risulta un quadro preciso ed esauriente della
ricerca di spiritualita' anche attraverso la musica che in
questo fine di millenio, senza necessariamente passare
attraverso la moda della "New Age" caratterizza
le nuove generazione. "Il libro - conclude Mattei
nella presentazione - puo' essere letto anche solo per
curiosita', quasi come un dizionario, magari andando
subito alla 'voce' del proprio cantante preferito. E' in
effetti, un dizionario della spiritualita' musicale che
contiene sinonimi e contrari. Credo che con le storie
proposte si possa sorridere e pensare, polemizzare e ci si
possa perfino arrabbiare".
Certo non si resta indiferrenti.
Gianpaolo Mattei
e-mail:gia-mattei@libero.it
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