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Anastasis
a cura della redazione Bosko.pl

„Anastasis”
ANASTASIS
La polvere d’argento * Passo la corrente * Ho tanta voglia di
vivere con Te * La polvere bianca * Non voglio ferire * Il nuovo
mondo migliore * Soltanto Tu Cielo * Il Tuo sangue mi
purifica * I BONUS: Why? * La polvere d’argento (la versione di
radio)
100% dell’ autenticità– 100% dell’esperienze forti – 100%
della speranza – 0% degli schemi
„Eee..,
svegliati, perchè dormi... Alzati... Svegliati...” - con
questo ritornello i musicisti della banda Anastasis di Legnica
svegliano alla vita le persone che hanno chiuso gli occhi davanti
al peso dei problemi e sotto le sconfitte della vita. Svegliano
effettivamente, perchè chi può dormire vicino al rumore delle
chitarre elettriche e al forte ritmo della batteria, che i membri
della banda definiscono new metal, industrial. Nella creatività
artistica gli Anastasis hanno la capacità di inserire anche
musiche più soft tipo le ballate, o suoni etnici
o strumenti classici tipo il violino. Ma domina sicuramente il
ritmo forte a battimento con dei recitativi hip – hop, spesso
fatti di due vocali, che indubbiamente fa aumentare la curiosità
di questo genere. Cercando dei riferimenti nella musica gli
Anastasis si potrebbero paragonare alla creatività delle bande
come per esempio La SLIPKNOT, anche se ogni gruppo ha il suo
carattere e la sua dinamica, allora invece di paragonare, meglio
„svegliarsi” ed ascoltare personalmente questa „invenzione
del suono”.
Ma perchè svegliarsi? Non è mica meglio sognare, quando la realtà,
nella quale dobbiamo vivere si riassume in queste situazioni dove
– „il crìmine sta dilagando sulle strade – Sorella non
riconosce fratello – Figlio uccide Padre – La rabbia brucia
l’amore” – questo provoca che l’inno della nostra vita
diventa il canto degli sconfitti: „Uccido di nuovo i miei sogni
– Di nuovo mi sto allontanando per un passo – Non so quanto ce
la faccio – sarà per l’ anno prossimo” non è certo la
medicina migliore per vincere gli incubi della vita?
Jurek Rymarczuk il chitarrista della banda Anastasis, afferma che
la risposta a questa domanda già gli appartiene e racconta:
„All’ età di 17 anni ho perso la mamma, che è morta
all’improvviso. I miei fratelli si sono occupati di me ma io
sono rimasto scioccato, mi sono sentito da solo e respinto. Ho
perso la speranza, la motivazione per studiare e per fare ogni
attività. Nascondevo questa solitudine, paura nell’alcol e
nella droga”. Simili le esperienze degli altri componenti del
gruppo, ma non così estreme, ma in comune c’è l’impronta
della sofferenza alla quale, dice, siamo sopravissuti, delle ore
in solitudine, del timore, dei sentimenti feriti che hanno
trovato una risposta attraverso la musica e il contenuto dei
testi prodotto dal gruppo sotto il titolo „Anastasis”.
Sul contenuto
del disco una prima spiegazione la dà la copertina, sulla quale
si vede un uomo giovane, legato dalle catene e da corde. Il suo
corpo muscolare sta donando la testimonianza della potenza, che
potrebbe strappare con un colpo le catene che lo legano, ma la
testa abbassata sembra che ci dica: „E non hai niente, ed eri
così sicuro - Che sei intoccabile, che questo non ti
cambierà – Hai perso tutto, perchè con questo non si vince –
Per qualche momento non conviene perdere la vita!”
Un’espressione simile possiede il logo del gruppo
– l’albero inaridito, senza le foglie. Perchè allora la
banda, che ha alla base dei suoi componenti tanta sofferenza
desidera gridare ai suoi ascoltatori: „Eee.., svegliati, perchè
dormi – non perdere la tua vita!”?
Un
osservatore attento noterà subito, che dall’ albero inaridito
spunta una foglia piccola, verde, il simbolo della scintilla della
vita nel tronco morto... Un giovane legato sta nell’ombra della
croce e dalla sua bocca sembra che esca la preghiera dell’uomo
del ventunesimo secolo: „Adesso, non posso fare niente – Perchè
qualcosa mi sta tenendo, opprimendo – Allora già mi alzo,
strappo le catene - Ed incomincio a credere che - Il Tuo sangue mi
purifica - Mi porta sotto la Tua croce”.
Tutto il disco è un racconto della debolezza umana, delle parti
scure della nostra vita, della fuga nel sogno. Ma non è un
racconto, che finisce con la morte tragica del protagonista oppure
senza via d’uscita. Non è un disco che Ti assicuri alla
convinzione, che sarebbe male e niente già potrebbe cambiarlo. I
musicisti dall’ANASTASIS, secondo il nome,
quale hanno preso per il loro gruppo (anastasis nel greco
significa la risurrezione), portano l’ascoltatore dalla morte
alla vita, portano alla sorgente dell’amore, qual è la croce di
Gesù!
La lieta fine sembra più un racconto di fine favola
per bambini che una realtà ma nel caso del disco „Anastasis”
nelle parole della canzone finale: „Una volta qualcuno mi ha
aiutato nella vita – Ha versato nel mio cuore l’amore
– Adesso vedo il mondo diversamente...” esprimono il
significato profondo e il realismo con il quale gli Anastasis
hanno vissuto la loro vita fino ad Per questo non mi rimane
nient’altro che gridare seguendo i membri del
gruppo ANASTASIS: „Eee.. svegliati, perchè dormi - Non perdere
la tua vita!”, perchè loro sanno, che cosa dicono!
Il gruppo ANASTASIS è:
Tomek Terlega (Toudi) – il vocale, il basso
Jurek Rumarczuk (Rym) – il vocale, la chitarra
Marek Zapaśnik (Markat) – la chitarra
Tomek Ziemba (Ziemniak) – le grancasse
Jurek Delwo (Cynamon) – il vocale
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