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MUSICA
CRISTIANA: POTENTE RICHIAMO PER I GIOVANI
di
Stefano Biavaschi
La
moderna musica cristiana ha un'enorme potenzialità di richiamo
per i giovani, ma la cosa non è stata purtroppo ancora scoperta
dai loro educatori. E' difficile comprendere i motivi di questa
trascuratezza. Spesso gli operatori della scuola, dei circoli
giovanili, degli oratori, sono alla ricerca disperata di tecniche
e strumenti per "catturare" i giovani in modo piacevole
e avere la possibilità di donare loro valori e motivazioni.
Talvolta si studiano le più disparate strategie d'animazione, la
psicologia di gruppo, i giochi di ruolo, la pedagogia dell'età
evolutiva, ma alla fine rimane un senso d'insoddisfazione per la
scarsità degli obiettivi raggiunti. Tutto questo avviene perché
ancora si fa lo sbaglio di far calare dall'alto i contenuti, senza
veramente immedesimarsi nel giovane e nei suoi vissuti. Nella
testa dei ragazzi, soprattutto quelli d'oggi, non ci sono quegli
interessi teoretici che l'adulto presuppone, non c'è ancora una
volontà ad organizzare il pensiero in modo sistematico e fondato
su consapevoli gerarchie dei valori. Il giovane nell'età dello
sviluppo è continuo dinamismo, è movimento, è danza di
emozioni; e c'è solo una cosa nel mondo in grado di parlare
questo stesso linguaggio: la musica. Tutti i sondaggi fatti
confermano la stessa cosa: la musica è sempre al primo posto tra
gli interessi dei giovani. Per loro non è semplice appagamento
uditivo come per l'adulto; è bisogno vitale. La musica è per
essi amica, compagna, amante, anzi di più: è salvezza. Genitori
ed educatori si accorgono che mezza gioventù gira ormai con gli
auricolari incollati come se fossero una propaggine naturale, che
mangia, studia, parla al telefono tenendo la TV costantemente
accesa sui video-clip musicali di qualche astuta emittente, ma
vivono la cosa con fastidio, a volte la condannano, o comunque la
considerano una forma di fanatismo transitorio. Non si comprende
che in realtà la musica è per essi nutrimento, strumento
indispensabile per sentirsi compresi e per comprendere il mondo;
in certi casi perfino motivo di vita. Una volta ho chiesto a una
ragazza il vero motivo per cui tappezzasse di ritagli fotografici
di cantautori il suo diario, le pareti della sua classe, la sua
stanza. Mi ha guardato con una serietà inaspettata e mi ha
risposto: "Perché il
mondo è pieno di cose brutte, e la musica è l'unica cosa bella;
solo grazie ad essa troviamo la forza di vivere".
Cosa
dobbiamo fare allora? Staccare i giovani dalla musica per far
udire i nostri discorsi? E siamo davvero in grado di fare discorsi
che trapassino il cuore del giovane con un amore educativo così
forte da sorprenderlo per il modo in cui si sente capito e amato?
Forse non sempre. E allora nel frattempo impariamo ad accoglierli
ed ascoltarli, ascoltando musica con loro e commentandola insieme,
confrontando gusti e rievocando ricordi. E poi, se la nostra ansia
è anche quella di trasmettere valori, e valori cristiani, perché
non servirci di quella musica cristiana che negli ultimi anni ha
fatto passi da gigante, superando in bravura, tecniche, e poesia
tantissima altra musica contemporanea? Gli educatori, come ho
detto all'inizio, a questo non hanno pensato. E mi so dare solo
una risposta: non conoscono bene il fenomeno. In realtà chi ha
avuto modo di accostare da vicino e non solo superficialmente la
musica cristiana di oggi (purtroppo ancora pesantemente censurata
dai media per superati pregiudizi) si accorge di quanto essa sia
veramente ricca, educativa, coinvolgente e piena di ritmo. Mai
scontata, anzi talvolta anticonformista anche se al punto giusto.
O forse non sanno, i nostri educatori, che molti cantautori
cristiani sono disponibili a intervenire capillarmente nelle
scuole, nei circoli giovanili, negli oratori. E dove già lo fanno
mietono successi e consensi: non solo all'estero (ove sono
conosciutissimi e apprezzati molto più che da noi) ma anche in
Italia, ove chi ha avuto il coraggio di invitarli è stato
ripagato dall'affetto e dall'entusiasmo di molti giovani che come
per incanto hanno ubbidito alla forza magnetica del richiamo
musicale. Come tutti sanno, la musica ha infatti un altissimo
potere aggregante, che è il fattore primo per ogni intervento
educativo, sia pure quando si prevedano tappe successive
diversificate. L'importante è che la musica non venga ridotta a
solo pretesto, o peggio ancora strumento per agganciare: i giovani
non sono stupidi, e se ne accorgerebbero subito. Meglio dire
semmai: ti faccio questa proposta, proviamo. Se poi ci crediamo
davvero nella musica cristiana, avremmo dalla nostra parte due
cose molto importanti: la prima che è MUSICA (e quindi linguaggio
preferenziale per quella coppa di spumante, frizzante di bollicine
mutevoli, che è l'adolescenza e in gran parte anche la gioventù);
la seconda che è CRISTIANA (in un mondo ove non molte cose lo
sono veramente).
Stefano
Biavaschi (giornalista-scrittore)
ilprofetadelvento@tiscali.it
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