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INTERVISTA A
JURI CAMISASCA
di
Donatella De Vincentiis
tratto da http://www.battiatovirtual.it/jurid.htm
Hai
ricordi vivi della tua infanzia, un presentimento di ciò che
avrebbe toccato poi la tua consapevolezza? Ho ricordi della
mia infanzia, ma non che dalla mia infanzia avessi sentori del mio
futuro, tranne il fatto che fin da bambino ero un grande
appassionato di musica. Fin da 4 o 5 anni sentivo che la musica
era una cosa che mi apparteneva.
Quali sono stati i tuoi modelli musicali? I musicisti che
hanno segnato delle svolte o che mi hanno dato delle aperture: i
Beatles, i gruppi musicali di quella generazione, Hendrix, Terry
Riley; parlo di rivoluzioni musicali. Un passo ulteriore è stato
la scoperta della musica etnica; ho amato molto la musica indiana
e la musica classica. In seguito c'è stato anche il canto
gregoriano.
Essendo tu un
Leone, sei naturalmente uno spirito di grande energia e istintiva
voglia di vivere; come si coniugano queste qualità con una vita
fatta apparentemente di rinunce? Bisogna vedere a cosa si
rinuncia, in realtà quello che può apparire come una rinuncia è
un abbracciare un concetto più ampio della vita, quindi
rinunciare alla banalità per abbracciare valori più alti. Il
silenzio per me è un linguaggio. Non mi sento solo, anche se
paradossalmente è nella solitudine che si può esperire una
maggiore pienezza di vita. Io mi sento parte dell'universo.
Qual è stato il rapporto con i tuoi coetanei, ti sei sentito
inevitabilmente diverso? A un certo punto sì, quando le mie
scelte si stavano orientando verso altri orizzonti; poi si matura
e si capisce che non si è affatto diversi, siamo tutti figli
dell'Eterno.
Dal tuo primo disco "La Finestra Dentro" all'ultimo
"Arcano Enigma" sembra che in parte i temi siano rimasti
gli stessi, ma il percorso evolutivo è molto. Chi o che cosa ti
ha aiutato in questo? Sono le evoluzioni che si hanno
nell'esistenza. Al tempo del disco "La Finestra Dentro"
avevo le idee un po' confuse; alcune cose erano degli effettismi,
anche se credo di aver manifestato anche a livello inconscio un
certo disagio esistenziale. Ora ho semplicemente le idee più
chiare.
Su queste alture, sospesi tra cielo e terra, facendo silenzio
si riesce ad
avvertire qualcosa? Il problema è proprio fare silenzio: è
una cosa difficilissima. Vivere nella solitudine è combattere con
il turbinio dei pensieri e con l'inerzia. La mente è come uno
specchio. Quando l'ottusità dell'intelletto si calma e la nebbia
dei pensieri scompare, le forze segrete dell'anima vengono allo
scoperto.
Anche nei tumulti della città questo è possibile?
Certamente.
Allora questa tua scelta la vedi come definitiva? L'unica
mia scelta definitiva è la ricerca spirituale. Per il resto
l'unica cosa che nella vita non muta è il mutamento stesso.
Quando sono entrato in monastero pensavo fosse una scelta
definitiva, invece.
Sento una grande serenità nella tua scelta. Se non si è
sereni, non si possono fare certe scelte.
Riuscirà mai l'Occidente contemporaneo a capire che la dualità
è solo apparente, o addirittura stiamo andando verso un
relativismo, un'indifferenza morale che azzera qualunque dinamica
Bene-Male? Come posso saperlo? Di certo la persona occidentale
e la persona orientale riescono a superare il concetto di dualità
qualora intraprendano un cammino
interiore.Non distinguo tra Oriente e Occidente, l'uomo è l'uomo;
ci sono degli illuminati in Oriente, così come in Occidente. E'
la presa di coscienza interiore che ti fa superare determinati
scogli filosofici. Se è vero quanto dice San Paolo, che
l'universo è in attesa di una grande presa di coscienza, allora
si arriverà all'unità cristica e si supererà la dualità.
Quant'è importante per te l'apprezzamento del pubblico? Ti
piace avere un rapporto diretto nei concerti? Il concerto è
sempre un momento un po' magico. Non mi metto nei panni
dell'artista che sale sul palco, ma mi sento strumento per un
incontro con altre persone che possa essere piacevole. Per il
resto la vanità non mi appartiene, anche se apprezzo
l'apprezzamento come controbilancia delle critiche.
Un uomo spirituale come te, come vive la sessualità? Ma
che cos'è la sessualità? Penso ci sia molta confusione su questo
argomento.Si fraintende la sessualità con la genitalità. Nella
misura in cui cresce l'amore per Dio, sulla via che porta alla
trasformazione della coscienza, le altre cose cessano di turbare
la mente. A seconda di come tu hai pensieri, così sei.
E l'erotismo? Un certo tipo di catechismo ci ha messi con
le spalle al muro e forse ha fatto più male che bene. L'eros non
si può eliminare dalla vita. La vita è erotica, l'universo è
erotico. L'eros è vitalità, è comunicazione. Se non ci fosse
l'eros non ci sarebbe nemmeno l'esistenza. Bisogna solamente
sapere come utilizzarlo ai fini di un'apertura verso l'alto.
Ritieni la preghiera, l'umiltà e la povertà dei tuoi valori?
Assolutamente sì. Con povertà intendo il senso di non
appartenenza o possesso delle cose nella vita. Non vi è niente a
cui si debba rinunciare, proprio perché niente ci appartiene
nella vita, neanche il nostro corpo. Se si capisce questo si
diventa necessariamente umili.
La vita ritirata e di contemplazione può rappresentare una
fuga dalle responsabilità? La realtà per me è una sola ed
è quella spirituale. E' fuggendo da essa che si compie la vera
fuga. Io non fuggo dalla realtà, ma mi avvicino ad essa. Per me
fuggire significa fuggire da Dio, e l'unica responsabilità che
sento di avere è l'obbedienza alle sue leggi.
Pensi che la tua scelta di vivere ai confini della realtà
possa risultare in un certo modo provocatoria nei confronti della
società? Credo che il mio modo di vivere rappresenti un
interrogativo per molti, tuttavia non intendo provocare nessuno.
Ho semplicemente votato la mia esistenza per una causa superiore.
Non è ciò che gli altri pensano di me che conta, ma ciò che io
sono.
Quali ritieni siano le pecche del tuo ego? Nel Vangelo c'è
scritto: "Siate perfetti, come è perfetto il vostro
Padre".E chi può esserlo? Una persona quando si evolve vede
inevitabilmente anche la propria limitatezza. Una volta un monaco
camaldolese mi fece un esempio. Era verso l'imbrunire. Mi disse: -
Vedi questo saio? Ora che è sera lo vedi bianco, ma domani col
sole ti accorgerai che è tutto pieno di macchie.- Così mi sento
io.
Hai una tua idea di una fisiologia spirituale dell'uomo? So
la cosa più importante: di essere il tempio di una luce
soprannaturale che, come dice San Paolo, "occhio mai ha
visto". L'uomo è una creatura della Luce. In alcuni questa
Luce è più cosciente, in altri meno, in altri ancora è
totalmente incosciente, ma ogni uomo ha lo stesso potenziale
universale.
Quando preghi? Pregare è essere! E' vivere con rispetto
per gli altri e per le cose. Ed io, con i miei limiti, cerco di
farlo ventiquattro ore su ventiquattro.
E se qualcuno ti domandasse come si può trovare la serenità,
tu cosa gli risponderesti? Tratta ogni essere umano come fosse
un fiore e vivrai felice.
Questa intervista è la sintesi di una collaborazione di molti.
Desidero ringraziare Velvet che l'ha ideata, attuata e mi ha dato
poi l'opportunità di completarla e di poter più da vicino
"riconoscere" Juri. Grazie a Cap. Shackleton, a Don
Marco, a Rosella, a Giuseppe Piccinno, ad Endura, per aver
contribuito alle domande e un grazie speciale ad Antonio e
Vincenzo (Patriots) per le foto, per le domande, e per aver
condiviso.
Grazie Juri, perché anche nel tuo silenzio non sei più lontano.
Sito Ufficiale : http://www.juricamisasca.it
L'indirizzo della casella postale è: juricamisascamail@infinito.it
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