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ALBATROS
CD
"MOVIMENTI"

Non posso
presentare il progetto “Che tutti siano uno” del Gruppo
Albatros, senza fare riferimento all’enciclica del Santo Padre
Giovanni Paolo II “Ut unum sint”, pubblicata il 25 maggio del
1995. Avvicinandosi il passaggio al nuovo millennio, Il Papa
aveva richiamato il valore dell’unità dei cristiani con lo
scopo di professare la verità della Croce. Gesù chiama i suoi
discepoli all’unità, guardando a Cristo e a tutti i martiri
della storia che hanno vissuto la testimonianza suprema del
Vangelo attraverso il dono totale di sé. “Uniti nella sequela
dei martiri, i credenti in Cristo non possono essere divisi”[1].
I Cristiani sono chiamati a raccogliere questa sfida: accettare di
fare tutto il possibile, con l’aiuto di Dio, per abbattere
definitivamente muri di divisione e di diffidenza, per superare
ostacoli e pregiudizi che impediscono l’annuncio del Vangelo
della salvezza. “Assieme a tutti i discepoli di Cristo, la
Chiesa cattolica fonda sul disegno di Dio il suo impegno ecumenico
di radunare tutti nell’unità”[2]. Citando il Concilio
Vaticano II, il Santo Padre afferma che non c’è un ecumenismo
vero senza una conversione interiore.[3] Nella preghiera,
dice ancora Giovanni Paolo II, l’amore – sorgente dell’unità
– è compiutamente espresso.[4] Per chi vuole intraprendere la
strada dell’unità risulta estremamente rilevante lo sforzo del
dialogo: “il dialogo non soltanto è stato intrapreso; esso è
diventato una necessità dichiarata, una delle priorità della
Chiesa”[5]. Nel cap. II della sua enciclica, il Papa richiama i
frutti del dialogo: la fraternità ritrovata, la solidarietà nel
servizio all’umanità, una maggiore collaborazione sulla Sacra
Scrittura, la crescita della comunione. Il CD musicale proposta
dal Gruppo Albatros s’inserisce sulla scia di questi sforzi
ecumenici espressi dal Santo Padre, non solo attraverso la sua
enciclica Ut unum sint, ma anche attraverso gli incontri
interreligiosi da lui stesso promossi e le giornate della gioventù,
durante le quali numerose sono state le esortazioni al dialogo tra
i cristiani. Il progetto comprende due momenti: il primo si
propone di cantare l’unità dei cristiani e il secondo si
propone di dare visibilità ad una realtà di Chiesa unita. Il
Gruppo Albatros è composto da giovani della diocesi di
Civitacastellana (VT), che appartengono a diverse realtà quali
Cammino Neocatecumenale, Movimento Giovanile Carmelitano,
Movimento dei Focolari e Azione Cattolica. Il Gruppo si propone di
testimoniare col canto e con la vita il dono della fede che
produce unità. In questi anni ha cantato in numerosi eventi
cristiani, ricevendo ovunque apprezzamenti per la passione e per
la professionalità. Questa è una pagina bella e significativa
della storia degli Albtros, perché coinvolgono nel loro progetto
numerosi voci significative come S.E. Mons. Divo Zadi (Vescovo
della diocesi di Civita Castellana), Chiara Lubich (Fondatrice e
Presidente del Movimento dei Focolari), Paola Bignardi (Presidente
nazionale dell’ Azione Cattolica per il triennio 2002-2005),
Salvatore Martinez (Coordinatore nazionale del Rinnovamento Nello
Spirito), Don Giosy Cento, Roberto Bignoli, vincitore di due premi
UNITY AWARDS negli USA - gli Oscar per la musica cristiana
internazionale - i Gen Rosso, Michele Paulicelli e il
sottoscritto, da quattro anni Presidente della più grande
Associazione di Musica Cristiana Italiana: IL MIO DIO CANTA
GIOVANE. Auguro al Gruppo Albatros di continuare a
testimoniare con la sua vita il valore dell’unità, perché
possa risplendere nel mondo la luce di Cristo Risorto e si
diffonda nella cultura mondiale lo spirito dell’amore e del
dialogo.
Don Matteo
Zambuto
[1] Giovanni Paolo II, Ut unum sint, pag. 26.
[2] Ibidem, pag. 29.
[3] Cf. Conc. Ecum. Vat. II, Decr. Sull’ecumenismo Unitatis
redintegratio, 4.
[4] Cf. Giovanni Paolo II, Ut unum sint, pag. 42.
[5] Ibidem, pag. 50.

Sono
il Vescovo di Civita Castellana. Questa mattina nel mio studio in
Curia sono venuti i nostri ragazzi del gruppo Albatros, nostri
diocesani, impegnati non solo in Diocesi ma anche fuori i confini
della Diocesi, perché con la loro arte, l’arte la più sublime
del bello, la musica, vogliono testimoniare questo amore di Dio
che si è fatto uomo per noi e che è nato da Maria Santissima.
La singolarità di questo gruppo sta nel fatto che questi giovani
hanno questo progetto di testimonianza dell’amore di Dio e la
loro attività culturale si incentra soprattutto nella
manifestazione e devozione filiale alla Madonna Santissima che
disse “eccomi sono la serva del Signore”.
Un’annuncio che rivoluzionava la storia del mondo, la storia
della salvezza; un annuncio che è la certezza e la sicurezzache
questo Dio vuol bene a tutti, ci ama.
Ma se dovessi in qualche modo presentare questo gruppo Albatros
vorrei dire che hanno una sensibilità unica soprattutto per il
fatto che pur provenendo da gruppi ecclesiali diversi, da
movimenti diversi, da associazioni diverse, vogliono incentrare la
loro attività musicale e direi di apostolato, nell’unità della
Chiesa attraverso Maria che è Madre della Chiesa.
Sono ormai anni che andiamo cercando di fare unità e comunione
con tutti, con coloro che sono più vicini a noi, pur nella
diversità dei loro carismi: l’Azione Cattolica Diocesana, il
cammino neocatecumenale, i Focolari dell’Unità, questi impegni
che trovano consistenza e dove tutto viene posto nelle mani di
colei che ha potuto dire “tutte le genti mi chiameranno
beata”.
E questi ragazzi cantano anche le lodi di Maria e aiutano anche
noi. Io voglio ringraziare questi giovani che sanno parlarci del
bello, sanno parlarci di Dio, e questo è già un impegno di
apostolato, attraverso l’intercessione di Maria Santissima,
Madre della Chiesa e che è patrona della nostra cara Diocesi.
S.E. Divo Zadi
Vescovo della diocesi di Civita Castellana - VT
“…
e dopo aver cantato l’inno, uscirono verso il monte degli
Ulivi” (Mt. 26,30)
Quale meraviglia per noi scoprire per noi Gesù, approssimandosi
il tempo della sua Passione, dopo aver celebrato l’Ultima Cena,
canta prima di muoversi verso il monte degli Ulivi, canta
ccingendosi Pa dare la vita per tutti gli uomini, canta l’
Alleluia pasquale prima di farsi, Egli stesso, nostra Pasqua. L’Hallel,
l’inno che comprende i salmi dal 113 al 118, racconta il trionfo
dell’amore di Dio e viene cantato da Gesù e dai suo proprio
nell’imminenza del sacrificio estremo della croce. Sulla scorta
del Maestro, allora, come disgiungere il canto dalla vita, dalla
carità e dalla donazione di sé. Come separare l’esultanza
dalla croce? Come non ricordare che non possiamo celebrare il
sacrificio della lode se non stretti nell’abbraccio di comunione
con Gesù e, per mezzo di Lui, tra di noi? Il nostro canto di lode
rende presente Gesù, ci permette di stare in intimità con Lui,
di realizzare il suo desiderio ultimo: “Padre, che tutti siano
una cosa sola” (Gv. 17,21) e di rallegrare il cuore di Dio
secondo le parole del salmista: “quando è buono e quanto è
soave che i fratelli stiano insieme” (Sal 133,1). Con questi
auspici desidero accompagnare l’uscita di questa raccolta di
canti, perché siano motivo di edificazione nella chiesa e causa
di conversione per quanti non credono.
Salvatore Martinez
Coordinatore nazionale del Rinnovamento nello Spirito Santo
http://digilander.libero.it/gruppoalbatros/
e-mail : gruppoalbatros@libero.it
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