ALCUNI CONSIGLI PRATICI PER DIVENTARE CANTAUTORI RELIGIOSI

 
“Sedicimila lire?...e io dove li prendo?” La voce di mio padre sembrava amareggiata dalla mia richiesta e ancora di più sembrò offesa quando gli dissi che volevo, con quei soldi, comprarmi una chitarra, siciliana.
Sedicimilalire nel 1960 erano un quinto del suo stipendio mensile e non era proprio possibile destinarli all’acquisto di una chitarra e io passavo davanti al negozio e la guardavo e speravo che non riuscissero a venderla… fino al giorno in cui, al suo posto, in vetrina vidi una raccapricciante macchina da cucire della Singer ( i negozi di una volta vendevano di tutto ! ). Mi rassegnai nei mesi seguenti a non diventare un cantante famoso: la musica mi aveva tradito, non aveva voluto incontrarmi. E fu peggio ancora quando, a Natale, vidi sotto l’albero di mio cugino ( più piccolo e più ricco! ) una chitarra proprio come quella che io per primo avevo sognato e solo uno sguardo della zia signorina, che si accorse che stavo per piangere, mi fece intuire una fine imprevista: il babbo, la mamma e gli zii più la zia si erano consorziati per comprarmi una chitarra, anzi, “la chitarra”. Potevano mai immaginare allora che da quel regalo di Natale sarebbe cominciata una storia che…? E io ? Potevo immaginare io che…? Ora, quasi 43 anni dopo, sono qui a ringraziare Dio di quello che mi è accaduto. Mi è accaduto che volevo diventare un cantante famoso e, grazie a Dio e anche un po’ per merito mio, non lo sono diventato…Mi è accaduto di avere dei piccoli successi e di accorgermi che non si può vivere per questi…Mi è accaduto di volere buttare via la mia vita e la mia chitarra e poi invece incontrare una Vita vera e di cominciare a fare canzoni nuove…Mi è accaduto che queste canzoni nuove parlavano di Qualcosa più grande di me e toccavano il cuore della gente…Mi è accaduto che ho cominciato a fare concerti ( 1962 ! ) e ancora sto continuando a cantare in giro per il mondo ( 2003 )…Mi è accaduto che mi è cresciuta la voglia di vivere e di cantare e, dopo 111 canzoni, 3000 concerti e 1 milione e mezzo di chilometri e 10  tra L.P. e C.D., tre figli e una moglie, sono sempre più grato a Dio del piccolo grande talento che mi ha dato perché lo facessi fruttare. Mi è accaduto che la Musica si è intrecciata con la mia storia e la mia vita tanto da farmi accorgere che la mia non è una vita per la Musica, ma una musica  per la Vita. Quando mi affanno a dire ai musicisti che incontro o con cui lavoro che io non conosco la musica, non è solo per onestà, ma perché vorrei subito mettere in chiaro che è evidente che questo delle canzoni è un Dono… e cosa se non un Dono permette che delle melodie piccole  e fragili come le canzoni nascano in una cantina ( che è il luogo dove io lavoro ) e facciano il giro del mondo e vengano cantate in tutti i continenti e tradotte in otto lingue, come tra le altre “Stella del mattino", passando non dai circuiti radiotelevisivi ( che non le considerano neppure ), ma di bocca in bocca o, forse meglio, di cuore in cuore ? Cosa se non un Dono mi ha permesso di cantare 13 volte davanti al Papa e di sentirmi chiamare “Maestro” da Lui ? Cosa se non un Dono fa sì che si riempiano, anche dopo tanti anni, le sale, i teatri, le Chiese ai miei concerti e non di gente che vuole svagarsi o fare confusione, ma di persone, di tutte le età, che cercano in una canzone la presenza di quel Mistero che rende la vita più bella e degna di essere vissuta ? Cosa se non un Dono fa sì che dopo 30/40 anni certe canzoni mie si cantino ancora e , anzi, con maggiore passione ( non solo da parte mia ) e in me non si esaurisca (questo proprio solo grazie a Dio ! ) la linfa creativa ? Cosa se non un Dono mi spinge ancora a lottare per  cantare nonostante l’omologazione , le mode, la melassa di musica pseudo religiosa fatta di buonismo e di sentimentalume, i preti/rock e i frati /dance; nonostante l’ostracismo altezzoso delcantautorame impegnato e la musica visceral/edonistica che impera ? Non si tratta di cocciutaggine o di determinazione, come si dice ora, si tratta di “vocazione” che è una cosa molto pericolosa, se è vera: la parola Vocazione presuppone un Altro che chiama al Quale rapportarsi direttamente e  attraverso gli altri, la Chiesa; in una declinazione unica e particolare di vita , in una storia che è un intreccio di volti e di storie dall’incontro imprevisto tra i miei genitori  al Battesimo fino alla Comunione dei Santi. E più le mie canzoni nascono dalla mia carne e più entrano nella carne di qualsiasi altro: io non canto di me, ma del Mistero di Dio che c’è in me (anche in un poveretto come me! ) e la cosa è molto più interessante.
Il problema non è essere buoni, il problema è essere veri! E se uno ha una chitarra in mano deve essere “vero” con quella: ho cominciato a capirlo a sedici anni quando ho fatto la mia prima canzone “religiosa” perché avevo incontrato Cristo nel volto di una piccola comunità Cristiana che nasceva, lo comprendo ancora di più adesso vivendo, nel movimento di Comunione e Liberazione, dentro  la Chiesa e per il mondo il Sacramento del mio matrimonio e quello della Comunione. O “cantante famoso” che ti sei convertito una sera in una Chiesa perché c’era una “atmosfera speciale” fammelo sentire dalle tue canzoni, se no mi viene il dubbio che sia perchè non ti vogliano più nemmeno alle Feste dell’Unità. Bisogna solo non conformarsi alla mentalità ed ai criteri di questo mondo perché il punto non è il successo, il punto è Gesù Cristo e Cristo crocifisso: se non annunciamo questo, noi,  con la chitarra, che cosa ci affanniamo a fare ? Il problema non è  essere dilettanti o professionisti , il problema è essere chiamati, il problema è la Vocazione…se non è quella puoi imbastire un megaspettacolo con 20 coriste, 10 musicisti, 30 tecnici delle luci e del suono che non serve assolutamente  a nulla. A proposito , la chitarra siciliana, proprio quella ,  è appesa al muro sopra il computer su cui sto scrivendo. Ogni tanto la guardo e penso “ chi l’avrebbe mai detto!”, eppure, nel Mistero e nella Misericordia di Dio era già tutto in quella vetrina del negozio di macchine da cucire: “Chitarra siciliana. Lire 16.000”. E poi concerti in Italia, Francia, Yugoslavia , Polonia, Austria,Cecoslovacchia, Svizzera, Spagna… Kazakstan a tredicimila chilometri da casa, collaborazioni coi migliori musicisti, l’ultimo CD registrato  New York e, amici, amici, amici nella parrocchia più sperduta della Sardegna come nella città più grande del mondo. Non è diverso fare canzoni e concerti da quarant’anni fa, è solo più bello! Una volta un giornalista mi ha chiesto qual è il mio “segreto”, visto che sono sulla breccia  da tanto tempo e io gli ho risposto che Gesù Cristo è l’unico motivo  per fare sul serio tutte le cose e che vivere nella Compagnia che ci ha lasciato, la Chiesa e i suoi Santi di ieri e di oggi, rende ogni giorno di più la vita ( già “questa” vita ) più bella e più vera così che se hai una chitarra in mano, o una orchestra sotto mano, ti viene voglia di dirlo a tutti, anche se non sai la musica, anche  a 58 anni!  E’ questo il “segreto” di Claudio Chieffo. Ah, dimenticavo…io non mi sento un “cantautore religioso”.
 

Sito : http://www.claudiochieffo.com/

e-mail : claudiochieffo@libero.it

 


 
 

   

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