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MEZZANOTTE A
MOSCA
di Pietro Vinciguerra

Mi era già capitato di entrare , riluttante, ad un concerto di
Claudio Chieffo nella Milano degli anni ottanta e di uscirne
meravigliato e contento fino a scriverne questo commento che poi
Chieffo ha , bontà sua, usato in qualche suo libro di
canzoni:"... ma il concerto di Chieffo è un'altra cosa!
Niente lagne da sacrestia o melassa spirituale: canzoni, canzoni
belle e vere, canzoni d'autore... e non solo per chi crede, ma per
chiunque, appassionato della vita- e della musica- ne cerchi il
Significato".
Ero molto
scettico a quei tempi su questo "nuovo" genere musicale
che già mieteva vittime allora ( e la prima era il buon gusto ) e
di quella pletora di suore e preti e frati ( veri o finti )
cantanti e danzanti che impazzavano e tuttora temo
continuino a farlo, che andai quasi trascinato dagli amici: fui
colpito subito dalla musica bella, semplice e profonda come solo
certa musica popolare sa essere e poi dalle parole verso le quali
ero prevenuto, ma che trovai invece dignitose e vere e in alcune
canzoni straordinariamente vicine alla poesia.
Non volli
conoscerlo allora perché temevo che la persona mi deludesse e mi
sono un po' dimenticato di lui in questi anni anche se mi
giungevano sue notizie come quella dei suoi concerti
clandestini nei paesi dell'Est, dei suoi viaggi nel mondo, del suo
CD "americano", delle sue amicizie con Gaber, Guccini,
del suo vivere, per sua scelta, una dignitosa emarginazione dal
mondo dei media e della musica per non rinunciare alla sua chiara
e specchiata identità.
Si può
immaginare la mia sorpresa quando , in vacanza a Mosca per una
decina di giorni, transitando per via Prokrovka sento parlare, in
italiano, del concerto di lì a due giorni di un italiano; chiedo
cortesemente di chi si tratta pensando per deformazione
professionale ad un tenore o ad un baritono, ma mi dicono che è
un cantautore che si chiama Chieffo, anzi, dopo avermi chiesto se
anch'io ero italiano mi invitano per il giorno dopo
all'inaugurazione della "BIBLIOTECA DELLO SPIRITO" di
Russia Cristiana e poi al concerto.
Chiedo se il
concerto è per gli italiani a Mosca, ma mi assicurano che è
invece per i russi e che comunque gli italiani sono invitati; il
mio programma di viaggio prevede una visita ad un Monastero
ortodosso, ma l'occasione è troppo ghiotta... voglio ascoltarlo
dopo quasi 20 anni.
Così sabato 20 novembre entro nella Biblioteca dello Spirito e già
i locali e la sala del concerto sono pieni di giovani e meno
giovani in attesa di Chieffo tutti col loro bel libretto in mano
con le traduzioni delle canzoni: la sala è molto bella e ben
restaurata e iiluminata dai fari delle troupe televisive ( manca
ovviamente la RAI) e non vedo una chitarra , ma un pianoforte a
coda.
Comincio a
pensare di avere sbagliato concerto quando entra Chieffo ( un po'
invecchiato e ingrassato ) con un giovane che alcuni dicono suo
figlio.
Errore: è il pianista e che pianista... Chieffo, da subito
si appoggia alla sua esecuzione, emozionato, sicuro e sereno ed
inizia un viaggio nella vita con canzoni nuove per me che però
alcuni cantano con lui... e non sono solo gli italiani presenti,
ma russi, universitari e adulti che cantano in italiano.
Poche parole- tradotte- tra una canzone e l'altra e si snoda un
cammino che parte dal desiderio di Infinito e di Bellezza che c'è
dentro ogni essere umano per giungere al fine ad un incontro con
Dio personale e nello stesso tempo comunitario che produce una
Vita Nuova.
Il pianista ( che alterna anche la chitarra al pianoforte per
poche canzoni ) sembra sostenere il volo poetico di Chieffo e
seguirlo e anticiparlo con una purezza di esecuzione difficilmente
riscontrabile nella musica leggera, anche d'autore, italiana oggi.
La prima forte
emozione è ascoltare la "ballata del Potere" (Forza
compagni...) qui a Mosca: certo Chieffo non poteva immaginare
quando fece questa canzone negli anni settanta che l'avrebbe
cantata in Russia!
Ma sono costretto a distogliere la mia attenzione da Chieffo per
osservare il "pubblico": già dai primi brani si
instaura un bellissimo e profondo rapporto tra gli esecutori e gli
ascoltatori , una intensa affezione che premia con il silenzio e
con applausi appassionati alcune canzoni tra le quali
"Gloria" oggi dedicata ai bambini della scuola di Beslan
in Ossezia e "O mia carissima Patria " dedicata ai
Martiri della Fede delle isole Solowkji.
E ci sono altre
canzoni, come la "Canzone del Melograno" dedicata al
nostro Giorgio Gaber e "La notte che ho visto le stelle
" che commuovono il presenti, mentre Chieffo si commuove,
lui, quando introduce la canzone "Lontano" dedicata al
suo amico sacerdote don Ricci e quando parla del commediografo e
cantautore russo Alexander Galic popolarissimo qui in
Russia ai tempi del dissenso con cui fece in Italia alcuni
concerti..
Le canzoni sono
22 e Chieffo, che prova a saltarne una, viene costretto a cantarla
come bis dal pubblico che segue il programma di sala; durante la
seconda parte del concerto arriva un gruppo di italiani in vacanza
che evidentemente lo conoscono e sono amici di Russia Cristiana
che non riescono ad entrare e partecipano ai canti dalle salette
collegate televisivamente alla sala... non si capisce più chi è
russo e chi è italiano e si termina con una canzone
"spagnola".
La cosa potrebbe
sembrare molto strana se Chieffo non spiegasse a tutti che ha
fatto la canzone al seguito della tragedia dell'undici marzo 2004
in Spagna, che ha voluto farla in spagnolo per dedicarla agli
amici della Spagna, che si è recato a Madrid per comporre il
testo in lingua con musicisti spagnoli e che la canzone è
dedicata alla Madonna...
E a Maria, come una preghiera, si innalza alla fine del concerto
la canzone cantata, in spagnolo, da russi e italiani nella sala
della "Biblioteca dello Spirito" piccolo, ma grande
luogo di incontro tra cattolici e ortodossi in una città di 10
milioni di abitanti: un piccolo seme proprio come ha cantato il
cantautore italiano in una delle sue più famose canzoni.
Oggi ho visto e
sentito una cosa veramente bella e, se merito deve essere dato a
Chieffo ( e al suo pianista Flavio Pioppelli !), altrettanto va
dato, se non di più, a queste persone che hanno avuto il coraggio
di chiamarlo in una occasione così grande ( e permettetemi quasi
storica ) di incontro tra Cattolici e Ortodossi , di ascoltarlo e
di partecipare da protagonisti, con lui, ad un concerto , meglio
ad un avvenimento musicale, unico nel suo genere, ma che, mi
dicono alcuni dei presenti, accade spesso quando lui canta le sue
canzoni; uno crede di andare ad ascoltare della musica e incontra
un popolo... e può farne parte, da subito!
Non
conoscevo più della metà delle canzoni eseguite e sono state una
sorpresa per me: mentre i suoi "colleghi" più osannati
girano da anni su se stessi senza dire quasi nulla , Chieffo
cammina e cammina in una strada che non è la sua ( bella anche
l'interpretazione più country di "E' bella la strada"
cantata da quasi tutti i presenti e dedicata a Sua Santità),
che porta alla Verità.
Provo a
raggiungere Chieffo che è circondato da giovani che chiedono un
autografo ( aspetto che non conoscevo di lui, ma mi dicono
che qui l'autografo è un rito e non ci si può sottrarre e poi
vedo che lui si sacrifica volentieri), ma la mia guida mi porta
via per un appuntamento a cui, per la neve, arriveremo in ritardo.
Anche questa
volta Chieffo mi leggerà senza conoscermi di persona.
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