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MUSICA
IL CD DELLE CLARISSE DEL MONASTERO DI CALTANISSETTA
di Delia
Parrinello
foto di Mike Palazzotto

Titolo cd
"Benedetto sei Tu, Signore, che mi hai creata."
Dietro le grate,
ma figlie del nostro tempo. Con tale spirito le monache hanno
registrato le loro composizioni liturgiche.
Orgogliose della sintonia con Cristo nel tempo delle
"ore", della concentrazione e della preghiera, ma
orgogliose anche della loro gioia di vivere, di lavorare, benché
in clausura. Sono le Clarisse del monastero delle Sorelle Povere
di Santa Chiara, a Caltanissetta. Il monastero che ha sorpreso
papa Giovanni Paolo II, il quale nel maggio di dieci anni fa ha
benedetto e visitato questa interpretazione di clausura
"incarnata nel tempo presente".
Le monache in concerto.
La madre superiora è una biologa. Si chiama suor Chiara
Francesca. «Ero biologa», dice con una risata. Suor Chiara
Valentina invece ha la maturità classica e suona il flauto, suor
Chiara Elisa è laureata in lingue e ha aperto la strada del
lavoro elettronico per le giovani Clarisse, che oggi sempre meno
ricamano e sempre più usano il computer. Sta traducendo in
inglese gli atti di un convegno internazionale sulla lotta alla
droga. Suor Consuelo Benedetta alla tastiera, una novizia alla
chitarra. Tutte insieme nel monastero di Caltanissetta compongono,
suonano e cantano musiche di fede in Cristo.
Il disco che hanno inciso è stato presentato in concerto dietro
le sbarre, e applaudito. Il loro cd ha già venduto duemila copie
ed è finito in pochi giorni nelle case di molti italiani. Si
intitola Benedetto sei Tu, Signore, che mi hai creata. Celebra i
750 anni dalla morte di santa Chiara, in copertina ne raffigura
una immagine, viene venduto a dieci euro, con offerta libera, nel
monastero.
Aiutare i bambini della Tanzania
La sua realizzazione è stata sostenuta dal Gruppo missionario di
San Damiano, che ha sede nella parrocchia di Santo Spirito, e ha
lo scopo di aiutare i bambini della Tanzania e di costruire un
ambulatorio ortopedico.
Le prime mille copie sono state acquistate dalla Regione siciliana
con una telefonata del presidente Salvatore Cuffaro.
Roberto Gallà è il giovane titolare della casa discografica
Aurealab Digital.
Ha portato i registratori e le casse acustiche nel monastero e ha
inciso il disco. «Le suore sono bravissime e spontanee, intrecci
vocali magnifici, i fedeli sono entusiasti, restano a sentirle
anche dopo la messa. Una loro amica mi ha proposto la
registrazione e ho subito capito che sarebbe stata un’impresa
memorabile. Ho ottenuto un permesso speciale per entrare da solo,
da solo ho trasportato a spalla le attrezzature e ho montato la
sala di registrazione. Fra noi una stretta di mano al primo
incontro e poi tre giorni di lavoro: ho fatto incidere il più
possibile, sapevo che quell'occasione non si poteva ripetere.
Cinque ore al giorno di lavoro: nelle pause mi insegnavano come si
fa la granita».
Incidere un disco fra una preghiera e l’altra, nel silenzio di
clausura di un monastero. «Una giornata che inizia così, con la
sveglia alle 5.20», ricorda suor Chiara Francesca, «poi alle
6.10 le meditazioni, le lodi, la santa messa. Dalle 8.30 il
lavoro: confezioniamo le ostie, c’è la manutenzione della casa,
della chiesa, della foresteria, le preghiere dell’ora sesta, la
meditazione dell’ora nona...». E per tre giorni, nel mese di
maggio, musica a tutto volume dalle 9 alle 11 e dalle 15 alle 18,
per le prove di registrazione.
Il cd delle Clarisse del monastero delle Sorelle Povere di Santa
Chiara.
Una versione siciliana di Sister Act e delle
"suore-rock" americane?
La superiora dice che «tutto è opera di Dio, ma il nostro disco
non è cinema: le più giovani di noi sono figlie del loro tempo e
in questo tempo lavorano con i loro mezzi per diffondere il
messaggio di santa Chiara. Nelle ore di preghiera tornano in sé
stesse concentrate col Signore».
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